Conto Termico 3.0: pubblicato il decreto attuativo

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del 7 agosto 2025 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che dà attuazione al c.d. “Conto termico 3.0”, un incentivo per interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Soggetti beneficiari

Il Conto Termico 3.0 è destinato a una vasta platea di beneficiari, tra cui:

  • Amministrazioni pubbliche;
  • Soggetti privati, per interventi eseguiti su edifici dell’ambito terziario, cioè le unità immobiliari di categoria catastale:
    • A/10 (uffici);
    • gruppo B;
    • gruppo C con esclusione di C/6 (stalle, scuderie, rimesse e autorimesse) e C/7 (tettoie chiuse o aperte);
    • gruppo D ad esclusione di D/9 (edifici galleggianti o sospesi assicurati a punti fissi del suolo, ponti privati soggetti a pedaggio);
    • gruppo E ad esclusione di E/2 (ponti comunali e provinciali soggetti a pedaggio), E/4 (recinti chiusi per speciali esigenze pubbliche) ed E/6 (fari, semafori, torri per rendere d’uso pubblico l’orologio comunale);
  • Soggetti privati, per interventi eseguiti su edifici appartenenti all’ambito residenziale, ma esclusivamente per gli interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili

Sono assimilati alle amministrazioni pubbliche anche gli Enti del terzo settore che non svolgono attività di carattere economico.

INTERVENTI DI PICCOLE DIMENSIONI PER L’INCREMENTO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA NEGLI EDIFICI

Interventi ammissibili

Sono ammissibili i seguenti interventi:

  • isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato, anche unitamente all'eventuale installazione di sistemi di ventilazione meccanica;
  • sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;
  • installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento e/o sistemi di filtrazione solare esterni per chiusure trasparenti con esposizione da Est-sud-est a Ovest, fissi o mobili, non trasportabili;
  • trasformazione degli edifici esistenti in «edifici a energia quasi zero»;
  • sostituzione di sistemi per l'illuminazione d'interni e delle pertinenze esterne degli edifici esistenti con sistemi efficienti di illuminazione;
  • installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico (building automation) degli impianti termici ed elettrici degli edifici, ivi compresa l'installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, trasmissione ed elaborazione dei dati stessi;
  • installazione di elementi infrastrutturali per la ricarica privata di veicoli elettrici, anche aperta al pubblico, presso l'edificio e le relative pertinenze, ovvero presso i parcheggi adiacenti, a condizione che l'intervento sia realizzato congiuntamente alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore elettriche;
  • installazione di impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo e/o opere di allacciamento alla rete, presso l'edificio o nelle relative pertinenze, a condizione che l'intervento sia realizzato congiuntamente alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore elettriche.

INTERVENTI DI PICCOLE DIMENSIONI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA TERMICA DA FONTI RINNOVABILI

Interventi ammissibili

Sono ammissibili i seguenti interventi:

  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale, anche combinati per la produzione di acqua calda sanitaria, dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica, unitamente all'installazione di sistemi di contabilizzazione del calore per gli impianti con potenza termica utile superiore di 200 kW;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi factory made o bivalenti a pompa di calore unitamente all'installazione di sistemi per la contabilizzazione del calore nel caso di impianti con potenza termica utile superiore a 200 kW;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali esistenti o per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa, compresi i sistemi ibridi factory made o bivalenti a pompa di calore, unitamente all'installazione di sistemi per la contabilizzazione del calore nel caso di impianti con potenza termica utile superiore a 200 kW;
  • installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell'impianto di climatizzazione invernale, anche abbinati a sistemi di solar cooling, o per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento. Nel caso di superfici del campo solare superiori a 100 m² e' richiesta l'installazione di sistemi di contabilizzazione del calore;
  • sostituzione di scaldacqua elettrici e a gas con scaldacqua a pompa di calore;
  • interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con l'allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficienti;
  • sostituzione funzionale o sostituzione totale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale utilizzanti unita' di microcogenerazione alimentate da fonti rinnovabili.

Agevolazione concedibile

L’ammontare dell’incentivo può arrivare al 65% delle spese sostenute.

Per gli interventi realizzati su edifici in comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti e per gli interventi realizzati su edifici pubblici adibiti a uso scolastico e su edifici di strutture ospedaliere e di altre strutture sanitarie pubbliche, comprese quelle residenziali, di assistenza, di cura o di ricovero, l’incentivo è pari al 100% delle spese ammissibili.

Presentazione della domanda

La presentazione della domanda avviene telematicamente, attraverso il portale del GSE

Autoimpiego Centro-Nord: una nuova agevolazione per le imprese giovanili del Centro-Nord

Il DM 11.07.2025 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, oltre ad aver dato avvio alla nuova misura agevolativa Resto al Sud 2.0 di cui abbiamo parlato nei precedenti articoli, dà il via anche alla nuova agevolazione destinata alle imprese giovanili del Centro-Nord, simile a Resto al Sud 2.0 ma con alcune particolarità. Vediamone le caratteristiche principali.

Soggetti beneficiari

La misura è destinata ai soggetti in possesso dei seguenti requisiti:

  • età compresa tra 18 e 35 anni non ancora compiuti;
  • status lavorativo di disoccupato, inattivo o inoccupato o, in alternativa, essere in condizione di marginalità, di vulnerabilità sociale o di discriminazione;
  • sede operativa dell’impresa in una delle regioni ammesse: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto.

Sono invece esclusi dall’agevolazione:

  • i soggetti che, nei 6 mesi antecedenti alla presentazione della domanda, siano stati titolari o soci di un’impresa cessata la cui attività risulti identica a quella della nuova iniziativa proposta;
  • i soggetti che intendono avviare l’attività nei settori:
    • della produzione primaria dei prodotti agricoli, della pesca, dell’acquacoltura
    • della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli in alcune casistiche previste dal regolamento de minimis;
    • delle attività connesse all’esportazione.

L’agevolazione dà ampia scelta nella forma giuridica e si estende anche alle attività libero-professionali.

In caso di società è ammessa la presenza anche di soci non beneficiari a condizione che il controllo e l’amministrazione della società siano e rimangano, per almeno tre anni, nelle mani dei soci beneficiari dell’agevolazione.

Una volta ottenuta l’agevolazione, scatterà poi un vincolo triennale con i seguenti obblighi:

  • divieto di alienazione e distrazione dei beni;
  • obbligo di mantenimento dell’attività;
  • stabilità territoriale;
  • corretta gestione finanziaria.

Contributi erogabili

La misura prevede due tipologie di aiuti, tra loro alternativi, cioè:

  • Il voucher a fondo perduto;
  • Il contributo per programmi di investimento.

Il voucher a fondo perduto è la via più rapida che riconosce un contributo a fondo perduto nella misura del 100% dell’investimento, coprendo integralmente le spese ammissibili, con un importo massimo di 30.000 euro che sale a 40.000 euro in caso di investimenti 4.0 e green.

Il contributo per programmi di investimento riguarda iniziative più complesse, e prevede una soglia massima di 200.000 euro con contributo così modulato:

  • per programmi di investimento fino a 120.000 euro, si arriva al 65% delle spese ammissibili;
  • per programmi di investimento superiori a 120.000 euro si arriva al 60% delle spese ammissibili.

Nel caso di contributo per programmi di investimento, diversamente dalla misura Resto al Sud “classica”, la parte non coperta a fondo perduto è a totale carico del proponente.

Il contributo non è cumulabile con altre misure agevolative, con l’eccezione del Fondo di Garanzia per le PMI e della NASpI percepita in un’unica soluzione.

Spese ammissibili

Le spese ammissibili devono essere riconducibili in una delle seguenti categorie:

  • macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici e servizi ICT incluso lo sviluppo di software, app, piattaforme digitali e l’acquisto di licenze;
  • immobilizzazioni immateriali, quali brevetti, marchi e la creazione di brand;
  • opere edili: solo nei limiti del 50% del totale. Questo tipo di spesa è però totalmente esclusa se si sceglie la via del voucher;
  • consulenze: consulenze tecnico-specialistiche fornite da enti del terzo settore, nel limite del 30% del totale.

Presentazione delle domande

Le domande andranno presentate attraverso il portale Invitalia, dal momento dell’apertura dello sportello che, verosimilmente, si avvierà nell’autunno 2025.

Avviso Digit Imprese Sicilia: un sostegno all’innovazione per le MPMI

Il Dipartimento delle Attività Produttive della Regione Siciliana ha approvato l’Avviso Digit Imprese relativo all’Azione 1.1.2 del PR FESR 2021/2027 “Sostegno all’innovazione delle imprese”. Vediamo nel dettaglio i contorni di questa opportunità di finanziamento.

Soggetti beneficiari

Possono presentare l’istanza di accesso le micro, piccole e medie imprese (MPMI) e le loro aggregazioni:

  • costituite e operative da almeno 12 mesi alla data di presentazione della domanda;
  • con una sede legale o operativa attiva nel territorio della Regione Siciliana;
  • siano dotate di personalità giuridica;
  • in caso di aggregazioni, assumano le forme giuridiche di consorzi, società consortili, reti d’impresa con personalità giuridica o altre forme giuridiche riconosciute.

Sono escluse dall’agevolazione le imprese che svolgano la propria attività economica prevalente in uno dei seguenti settori:

  • settore della pesca e dell’acquacoltura;
  • settore della produzione primaria di prodotti agricoli;
  • settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, in alcuni casi specifici;
  • settore carbonifero;
  • settore della fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco e dei prodotti del tabacco.

Interventi finanziabili

Sono ammissibili a finanziamento gli interventi destinati a sostenere, anche alternativamente:

  • l’innalzamento del grado di innovatività delle imprese, inteso come miglioramento della loro capacità di generare, assorbire e applicare innovazioni nei prodotti (upgrading tecnologico), nei processi o nei modelli organizzativi;
  • l’accelerazione dei processi di innovazione, ovvero la riduzione dei tempi e dei rischi connessi all’adozione di soluzioni innovative.

In particolar modo devono ricadere in una delle seguenti aree di intervento:

  • protezione e valorizzazione della proprietà intellettuale;
  • inserimento temporaneo di competenze specialistiche;
  • servizi di consulenza in materia di innovazione per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale e verde;
  • servizi di sostegno all’innovazione: accesso a infrastrutture per la sperimentazione, il collaudo e la validazione;
  • servizi di consulenza in materia di innovazione: accompagnamento strategico per l’innovazione e l’accesso al mercato.

I suddetti servizi devono essere forniti da uno o più dei sei seguenti soggetti:

  • poli di innovazione;
  • infrastrutture di ricerca;
  • infrastrutture di prova e di sperimentazione;
  • organismi di ricerca;
  • grandi imprese;
  • enti accreditati per il rilascio di certificazioni di processo, prodotto o competenze;
  • società di consulenza specializzate.

Gli interventi dovranno avere un importo minimo di 40.000 euro e un importo massimo:

  • di 000 euro per le microimprese;
  • di 000 euro per le piccole imprese;
  • di 000 euro per le medie imprese.

Spese ammissibili

Le spese ammissibili devono essere riconducibili in una delle seguenti categorie:

  • costi per l’ottenimento, la convalida e la difesa di brevetti e altri attivi immateriali;
  • costi per la messa a disposizione di personale altamente qualificato, proveniente da un organismo di ricerca e diffusione della conoscenza o da una grande impresa che svolga attività di ricerca, sviluppo e innovazione, da impiegare presso l’impresa beneficiaria in una funzione di nuova creazione e senza sostituire altro personale;
  • costi per servizi di consulenza e di sostegno all'innovazione, compresi i servizi erogati da organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza, infrastrutture di ricerca, infrastrutture di prova e sperimentazione, o poli di innovazione.

Agevolazioni concedibili

L’avviso prevede la concessione di agevolazioni sotto forma di contributo a fondo perduto, con i seguenti massimali di intensità:

  • 50% per i costi per l’ottenimento, la convalida e la difesa di brevetti e altri attivi immateriali;
  • 50% per i costi per la messa a disposizione di personale altamente qualificato proveniente da un organismo di ricerca e diffusione della conoscenza o da una grande impresa che svolga attività di ricerca, sviluppo e innovazione, da impiegare presso l’impresa beneficiaria in una funzione di nuova creazione e senza sostituire altro personale;
  • 80% per i costi per servizi di consulenza e di sostegno all'innovazione, compresi i servizi erogati da organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza, infrastrutture di ricerca, infrastrutture di prova e sperimentazione, o poli di innovazione, a condizione che l'importo totale degli aiuti per tali servizi non superi 220 000 EUR per beneficiario su un periodo di tre anni.

Presentazione delle domande

Le domande andranno presentate attraverso la piattaforma informatica messa a disposizione dal Dipartimento, dalle ore 12:00 del 14/10/2025 alle 12:00 del 26/11/2025.

Ripresa Sicilia Plus: contributi fino al 50% progetti di ricerca e sviluppo in Sicilia

Con l’avviso pubblico “Ripresa Sicilia Plus”, la Regione Siciliana rilancia il sostegno agli investimenti produttivi delle imprese operanti sul territorio regionale. Il bando, finanziato nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027 (Azione 1.1.1a), intende favorire la crescita e l’innovazione del tessuto imprenditoriale siciliano, anche attraverso percorsi di transizione ecologica e digitale.

Soggetti beneficiari

Il bando si rivolge alle seguenti categorie di soggetti:

  • Grandi Imprese (GI) (solo se in collaborazione micro, piccole e medie imprese);
  • Micro e Piccole e Medie Imprese (MPMI);
  • Mid-Cap;
  • Organismi di ricerca, pubblici o privati;
  • Infrastrutture di ricerca, Poli di innovazione e infrastrutture di prova e sperimentazione

I suddetti soggetti devono essere costituiti o impegnarsi a costituirsi in una delle seguenti forme di aggregazione:

  • ATI/ATS/RTI;
  • GEIE;
  • Consorzio;
  • Società cooperativa;
  • Società di capitali;
  • Rete soggetto;
  • Rete contratto;

Ogni aggregazione potrà avere un numero di componenti non superiore a cinque e ogni componente dovrà partecipare al sostenimento dei costi del programma di spesa per almeno il 10% del costo complessivo ammissibile.

Interventi finanziabili

Sono finanziabili progetti complessi di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale orientati al mercato, realizzati e localizzati nel territorio della Regione Siciliana, finalizzati a:

  • la realizzazione di Progetti di Ricerca Industriale (PRI);
  • la realizzazione di Progetti di Sviluppo Sperimentale (PSS).

Gli interventi devono essere coerenti con la S3 regionale e rientrate all’interno di uno dei seguenti ambiti:

  • agroalimentare;
  • economia del mare;
  • energia;
  • turismo, cultura e beni culturali;
  • scienze della vita;
  • ambiente, risorse naturali e sviluppo sostenibile;
  • smart cities & communities.

I progetti dovranno avere un valore minimo di 1.000.000 di euro e un valore massimo di 5.000.000 di euro.

Spese ammissibili

Per i soggetti beneficiari le agevolazioni coprono:

  • Personale: sono ammissibili i costi del lavoro di ricercatori, tecnici e personale ausiliario, impiegati nel progetto. La rendicontazione avviene tramite Unità di Costo Standard (D.I. 4 gennaio 2024). Il tempo massimo riconosciuto è il 60% di 1.720 ore/anno per persona (salvo contratti collettivi con limiti inferiori).
  • Strumentazione e attrezzature: ammissibili solo per la quota utilizzata nel progetto. Se non usati interamente per il progetto, si considera solo l'ammortamento relativo al periodo progettuale.
  • Immobili e terreni: come per gli strumenti, sono ammissibili solo i costi di ammortamento relativi alla durata e all’uso nel progetto.
  • Ricerca contrattuale, brevetti, consulenze esterne: ammissibili se acquisiti da fonti esterne a condizioni di mercato e utilizzati esclusivamente per il progetto.
  • Consulenze per comunicazione e disseminazione: ammessi i costi per attività di comunicazione e divulgazione dei risultati del progetto (anche al grande pubblico). Limite massimo: 2% del totale dei costi di cui ai punti precedenti.
  • Spese generali e materiali di consumo: riconosciuti in misura forfettaria pari al 20% del totale degli altri costi ammissibili (voci precedenti), nel rispetto dei regolamenti UE applicabili.

Forma ed intensità del contributo

I contributi saranno concessi sotto forma di contributo a fondo perduto entro le seguenti percentuali:

  • Progetti di ricerca industriale (PRI) – 50% dei costi ammissibili
  • Progetti di sviluppo sperimentale (PSS) – 25% dei costi ammissibili

Open Innovation Sicilia: contributi a fondo perduto per start-up e PMI innovative

La Regione Siciliana ha pubblicato il nuovo bando “Open Innovation Sicilia”, nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027 (azione 1.1.3), con l’obiettivo di sostenere la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali innovative. L’iniziativa finanzia programmi di incubazione e accelerazione rivolti a imprese già costituite o aspiranti imprenditori, attraverso il coinvolgimento dei Poli di Innovazione presenti sul territorio regionale.

Destinatari e beneficiari

Il bando si rivolge a due categorie principali:

Soggetti proponenti

Possono presentare domanda i Poli di Innovazione già operativi in Sicilia, ovvero soggetti pubblici o privati che gestiscono spazi fisici dedicati all’innovazione e che offrono servizi strutturati di supporto alla nascita e sviluppo di start-up. I Poli devono:

  • essere imprese singole o in aggregazione, aventi personalità giuridica, operanti nel campo dell’innovazione e della valorizzazione della conoscenza, ricadenti nelle categorie MPMI, MidCaP, o Grandi Imprese;
  • svolgere attività sistemiche e strutturate di supporto all’innovazione, anche mediante servizi di incubazione, accelerazione, trasferimento tecnologico, mentoring, supporto allo scale-up;
  • aver realizzato nei cinque anni precedenti la presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni di cui al presente Avviso almeno 2 programmi di accelerazione e/o di incubazione d’impresa documentabili;
  • presentare un programma di accelerazione/incubazione coerente con gli ambiti della Strategia Regionale dell’Innovazione per la Specializzazione Intelligente (S3) Sicilia 2021–2027;
  • garantire:
    • che l’accesso ai locali, alle infrastrutture, alle attrezzature e ai servizi del Polo sia assicurato in modo trasparente, aperto e non discriminatorio, nel rispetto dei principi di pari opportunità e libera concorrenza, mediante esibizione del proprio regolamento interno (o altro documento equivalente) che disciplina le modalità di accesso ai servizi offerti dallo stesso Polo e le relative modalità di remunerazione;
    • che le imprese che abbiano contribuito finanziariamente alla realizzazione/attivazione del Polo in misura almeno pari al 10% dei costi di investimento possano beneficiare di condizioni di accesso preferenziali, proporzionate al contributo versato;
    • che i corrispettivi richiesti per l’utilizzo delle strutture del Polo o per la partecipazione alle attività promosse dallo stesso siano determinati in coerenza con i prezzi di mercato o, in assenza di questi, riflettano i costi sostenuti dal Polo, comprensivi di un margine ragionevole;
    • che ciascun soggetto giuridico che gestisce o aderisce al Polo adotti un sistema di contabilità separata, idoneo a distinguere chiaramente costi, ricavi e flussi finanziari connessi alla proprietà, gestione e fruizione delle infrastrutture del Polo, in conformità ai principi contabili applicabili.

Soggetti aderenti

Rientrano in questa categoria:

  • Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) che partecipano ai programmi di accelerazione proposti dai soggetti proponenti;
  • aspiranti imprenditori (singoli o in team), residenti in Sicilia, che prendono parte ai programmi di incubazione. Dovranno costituire un’impresa al termine del percorso, operante in uno degli ambiti della Strategia di Specializzazione Intelligente (S3).

Interventi finanziabili

Il bando finanzia due tipologie di programmi:

  • programmi di incubazione, rivolti a soggetti non ancora costituiti in impresa. L’obiettivo è sviluppare idee imprenditoriali innovative e supportarne la trasformazione in start-up operative.
  • programmi di accelerazione, destinati a imprese già esistenti, finalizzati al consolidamento e alla crescita sul mercato.

In entrambi i casi, i progetti devono essere coerenti con le priorità della S3 Sicilia 2021-2027 e rientrare all’interno di almeno uno degli ambiti tematici individuati dalla stessa:

  • agroalimentare
  • economia del mare
  • energia
  • scienze della vita
  • smart cities & communities
  • turismo, cultura e beni culturali
  • ambiente, risorse naturali e sviluppo sostenibile.

Spese ammissibili

Per i soggetti proponenti le agevolazioni coprono:

  • per la realizzazione e l’ammodernamento del Polo:
    • spese per l’acquisto di macchinari, impianti ed attrezzature e/o servizi informatici, entro il 30% del costo totale ammissibile del programma di investimenti
  • per l’animazione del Polo, l’attività di marketing del Polo, la gestione delle infrastrutture del Polo e l’organizzazione di formazione, seminari e conferenze:
    • spese di personale
    • spese amministrative
  • spese generali, entro il limite del 7% del totale ammissibile delle spese del personale.

Per i soggetti aderenti le agevolazioni coprono:

  • acquisizione di servizi di consulenza e di sostegno all’innovazione connessi con l’attuazione dei programmi di accelerazione, agevolati il cui costo complessivo ammissibile non superi nel triennio antecedente l’importo massimo di 220.000 EUR per ciascuna impresa partecipante;
  • acquisto di ulteriori beni e/o servizi connessi con l’implementazione del know-how acquisito dalla stessa start-up/impresa innovativa all’esito del programma di accelerazione e fatta salva la positiva valutazione da parte del Polo di innovazione del progetto di implementazione elaborato dall’impresa aderente. L’aiuto non potrà superare il massimale di 50.000 EUR per ciascuna start-up/impresa e sarà concesso dall’Amministrazione regionale in regime di de-minimis;
  • ristoro dei costi sostenuti dalle imprese coinvolte in un programma di incubazione. L’aiuto non potrà superare il massimale di 30.000 EUR per ciascuna impresa incubata e sarà concesso dall’Amministrazione regionale in regime di de-minimis

Forma ed intensità del contributo

I contributi saranno concessi sotto forma di contributo a fondo perduto entro le seguenti percentuali:

  • Programmi di accelerazione e di incubazione – 50% della spesa – Soggetto beneficiario: Proponente;
  • Partecipazione del soggetto aderente al programma di accelerazione – 100% della spesa – Soggetto beneficiario: Aderente.

Bando “Più Artigianato”: pubblicato il nuovo avviso

A seguito dell’annunciato aumento della quota di fondo perduto concessa, viene finalmente pubblicata la nuova versione del Bando “Più Artigianato”, gestito da CRIAS.

La richiesta di accesso al bando può essere presentata da imprese artigiane attive, con sede operativa in Sicilia, che abbiano stipulato contratti di finanziamento con le Banche o contratti di leasing finanziario con società di leasing o finanziamenti concessi da intermediari finanziari iscritti nell’albo ex art. 106 TUB o finanziamenti concessi dagli Operatori del Microcredito iscritti nel registro della Banca d’Italia.

Gli aiuti concessi si sostanziano in:

  • contributi conto interessi
  • contributi in conto canoni sulle operazioni di locazione finanziaria
  • contributi in conto capitale

Gli aiuti vengono concessi su finanziamenti destinati a coprire beni inseriti nel ciclo produttivo dell’attività artigianale, i cui contratti di finanziamento/leasing finanziario abbiano un importo non inferiore a € 5.000,00.

Le spese ammissibili devono riguardare una di queste tipologie:

  • acquisto del terreno destinato alla costruzione e/o ampliamento di fabbricati (investimento agevolabile nella misura del 10% della spesa ammissibile, per l’operazione considerata);
  • acquisto, costruzione, ristrutturazione, ampliamento e ammodernamento di fabbricati ivi incluse le spese per lavori e impianti finalizzati alla tutela dell’ambiente e alla sicurezza dei luoghi di lavoro e le spese tecniche di progettazione;
  • acquisto di macchine, attrezzature ed impianti, incluse le spese per gli impianti e le attrezzature connesse al sistema informatico e comunicazionale;
  • acquisto di autoveicoli destinati esclusivamente all’attività artigianale dell’impresa;
  • acquisto di software, diritti di brevetto e licenze e realizzazione di siti web a sostegno dell’immagine e per la promozione dell’impresa artigiana, attività di studio e progettazione necessarie all’introduzione di innovazioni nel processo produttivo;
  • acquisto di scorte di materie prime e di prodotti finiti, per un importo non superiore a 200.000,00 euro.

Sono considerate ammissibili le spese sostenute non oltre dodici mesi precedenti alla data della presentazione della domanda.

Per le spese ammissibili, la CRIAS interviene nell’ambito del contratto di finanziamento/leasing finanziario con i seguenti contributi:

Contributo conto interessi

Per la quota di finanziamento ammessa al contributo in conto interessi, il contributo è determinato della misura percentuale pari al 60% del tasso di riferimento – indicato e aggiornato da apposito decreto del MIMIT – con incremento all’80% nel caso in cui il finanziamento sia garantito da Confidi.

Il contributo viene erogato per una durata massima, comprensiva di preammortamento:

  • di 12 anni (15 in caso di imprese di nuova costituzione) per i finanziamenti aventi destinazioni di acquisto, costruzione, ristrutturazione, ampliamento ed ammodernamento di locali;
  • di 6 anni (8 in caso di imprese di nuova costituzione) per i finanziamenti relativi alle altre destinazioni ad eccezione dell’acquisizione di scorte di materie prime e prodotti finiti;
  • di 5 anni (7 in caso di imprese di nuova costituzione) per i finanziamenti relativi all’acquisizione di scorte di materie prime e prodotti finiti.

Contributo in conto canoni sulle operazioni di leasing

Il contributo in conto canoni sulle operazioni di leasing finanziario è determinato sul valore del bene – al netto d’imposte, tasse, oneri accessori e spese – decurtato dell’eventuale anticipo versato e del prezzo convenuto per il trasferimento della proprietà al termine del contratto di leasing finanziario, mediante l’abbattimento di quota di interessi, nella misura percentuale del 60% del tasso di riferimento vigente alla data di stipula del contratto di leasing finanziario; la misura percentuale è pari all’80% del tasso di riferimento se l’operazione è garantita dai Confidi.

Il contributo viene erogato per una durata massima:

  • di 10 anni, se riguarda beni immobili;
  • di 5 anni, se riguarda beni mobili.

Contributo in contro capitale

La spesa sostenuta per la realizzazione dell’investimento, al netto d’imposte, e finanziata da una banca

e/o intermediario finanziario per almeno l’80% del relativo costo ammissibile, beneficia di un contributo in conto capitale che, a seguito della delibera della Giunta, viene attribuito nella misura del 35% del costo documentato in luogo del precedente 20%; nel caso in cui sia stata finanziata una percentuale inferiore all’80%, il 35% sarà calcolato sulla quota dell’investimento coperta dal finanziamento concesso a condizioni di mercato.

Tutte le domande andranno presentate dal 30 giugno 2025 fino ad esaurimento delle risorse e per il tramite di banche, associazioni artigiane di categoria e/o Confidi.

Regione Siciliana: Contributi a fondo perduto per abbattimento interessi su prestiti al consumo

La Regione Siciliana ha previsto per il biennio 2025-2026 un importante intervento finalizzato a supportare le persone fisiche nell'acquisto di beni durevoli attraverso prestiti al consumo, mediante contributi a fondo perduto per l'abbattimento degli interessi.

Chi può beneficiarne?

Possono accedere al contributo le persone fisiche che soddisfano i seguenti requisiti:

  • residenti in Sicilia;
  • in possesso di un ISEE 2025 inferiore a 30.000 euro;
  • non soggette a misure di prevenzione previste dal Codice Antimafia e senza condanne definitive per specifici reati indicati dalla normativa vigente.

Quali spese sono ammesse?

Il contributo riguarda esclusivamente i prestiti al consumo contratti tra il 1° gennaio 2025 e la data di presentazione della domanda per l'acquisto di beni durevoli non di lusso.

Sono esplicitamente esclusi i beni di lusso quali:

  • gioielli e pietre preziose;
  • opere d’arte e mobili di antiquariato;
  • autoveicoli oltre 1.200 cc;
  • motoveicoli oltre 125 cc;
  • imbarcazioni e natanti.
  • ogni altra categoria di beni assimilabile alle precedenti.

Sono ammessi invece, indipendentemente dal valore, i prestiti per l'acquisto di protesi e dispositivi medici.

Quanto è possibile ottenere?

L'entità del contributo è pari al 70% degli interessi dovuti sul prestito al consumo, con un importo minimo di 150 euro e un massimo di 5.000 euro per ciascun beneficiario.

Le domande saranno valutate secondo una graduatoria basata:

  • sul valore crescente dell’ISEE;
  • a parità di ISEE, sull'ordine cronologico di presentazione della domanda.

Come e quando presentare la domanda?

La domanda va presentata esclusivamente online tramite la piattaforma dedicata gestita da IRFIS dalle ore 12.00 del 15 maggio 2025 fino alle ore 17.00 del 18 giugno 2025.

Alla domanda devono essere allegati obbligatoriamente:

  • Copia della fattura o ricevuta fiscale dell'acquisto;
  • Contratto di finanziamento;
  • Certificazione ISEE 2025;
  • Documento di identità valido del richiedente.

La graduatoria dei beneficiari e l’elenco delle domande non ammesse saranno pubblicati sul sito istituzionale di IRFIS.

Fondo nuove competenze: un’opportunità per la formazione dei dipendenti

Si è aperta la finestra utile per presentare domande a valere sul Fondo Nuove Competenze, gestito dal Ministero del Lavoro, con lo scopo di fornire contributi ai lavoratori privati che abbiano sottoscritto accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro finalizzati a percorsi formativi di accrescimento delle competenze del proprio personale in ambito delle tecnologie digitali e della transizione ecologica.

In particolare, possono accedere al bando:

  • Sistemi formativi: gruppi di imprese guidati da una grande azienda (Big Player) che funge da capofila.
  • Filiere formative: insiemi di piccole e medie imprese, preferibilmente operanti in distretti territoriali o filiere produttive specifiche.
  • Singoli datori di lavoro: imprese che presentano autonomamente progetti formativi per i propri dipendenti.

Il Fondo copre:

  • Il 100% dei contributi assistenziali e previdenziali dei dipendenti (al netto degli eventuali sgravi contributivi);
  • il 60% della retribuzione oraria delle ore destinate alla formazione, che sale all’80% in caso di domande presentate da Sistemi formativi e Filiere formative e al 100%:
    • in caso di disoccupati da almeno 12 mesi, assunti con contratto di apprendistato o a tempo indeterminato;
    • In caso di lavoratori assunti con contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca.

Gli ambiti di formazione coperti dal bando sono i seguenti:

  • Sistemi tecnologici e digitali
  • Introduzione e sviluppo dell’intelligenza artificiale
  • Sostenibilità e impatto ambientale
  • Economia circolare
  • Transizione ecologica
  • Efficientamento energetico
  • Welfare aziendale e benessere organizzativo

Le domande di accesso potranno essere presentate dal 10.02.2025 al 10.04.2025 e verranno valutate in ordine cronologico

Conto Termico 3.0: le novità per il 2025

È in corso di discussione in Conferenza Stato-Regioni il decreto che disciplina il conto termico 3.0, l’agevolazione che incentiva gli interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Soggetti beneficiari

Il Conto Termico 3.0 è destinato a una vasta platea di beneficiari, tra cui:

  • Pubbliche amministrazioni, che possono migliorare l’efficienza energetica del proprio patrimonio edilizio;
  • Imprese e soggetti privati, inclusi condomini, che intendono ridurre i consumi energetici;
  • Comunità energetiche rinnovabili, che possono investire in impianti condivisi per l’autoconsumo di energia pulita;
  • ESCO (Energy Service Company), che possono accedere all’incentivo per conto dei propri clienti, facilitando la realizzazione degli interventi.

Spese ammissibili

Tra le principali spese ammissibili rientrano:

  • Interventi di isolamento termico come la coibentazione di pareti, tetti e pavimenti per ridurre la dispersione di calore;
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale: installazione di caldaie a condensazione, pompe di calore e sistemi ibridi ad alta efficienza;
  • Installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o integrazione al riscaldamento;
  • Sistemi di building automation: implementazione di dispositivi per il controllo automatico degli impianti termici ed elettrici;
  • Installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica da fonte solare.

Agevolazione concedibile

L’ammontare dell’incentivo varia in base alla tipologia di intervento e alle caratteristiche dell’edificio. In generale, la copertura arriva fino al 65% delle spese sostenute. Tuttavia, in casi specifici, il contributo può raggiungere il 100%.

Ad esempio:

  • Fino al 100% per interventi su immobili scolastici pubblici o strutture sanitarie pubbliche, incluse quelle residenziali e assistenziali,
  • Fino al 100% per interventi realizzati in comuni con meno di 15.000 abitanti, un incentivo pensato per sostenere i territori più piccoli e svantaggiati.

Presentazione della domanda

Una volta completato l’iter di approvazione del decreto, dovrà essere seguita una procedura specifica:

  1. Presentazione della domanda: tramite il portale dedicato del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), fornendo tutta la documentazione richiesta.
  2. Valutazione della richiesta: il GSE esamina la domanda e verifica la conformità degli interventi alle disposizioni del decreto.
  3. Erogazione dell'incentivo: una volta approvata la richiesta, l'incentivo viene erogato direttamente al beneficiario, generalmente in un'unica soluzione per importi fino a 5.000 euro.

Fondi per la digitalizzazione di liberi professionisti

La Regione Siciliana ha approvato il decreto che introduce agevolazioni per la digitalizzazione di liberi professionisti che abbiano la dimensione di microimpresa. L’intervento si inserisce tra gli obiettivi strategici volti a creare un’Europa più competitiva e intelligente attraverso la promozione di una trasformazione economica innovativa e intelligente e della connettività regionale alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). La misura, che verrà gestita da Irfis a valere sul Fondo Sicilia si cui alla legge regionale n. 1/2019, verrà trasferita in un imminente avviso che aprirà i canali per la presentazione delle domande.

Soggetti beneficiari

Potranno beneficiare dei fondi i liberi professionisti aventi le seguenti caratteristiche:

  • avere la dimensione di microimpresa;
  • se uomini, avere un’età compresa tra 18 e 36 anni. Non è previsto alcun limite di età in caso di donne;

Spese ammissibili

La misura è volta a finanziare progetti finalizzati alla digitalizzazione che includano in particolare spese per acquisto di beni e servizi, ivi comprese spese di consulenze e/o di formazione.

Agevolazioni concedibili

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto a copertura di una percentuale delle spese sostenute tra il 65% e il 70% in funzione della dimensione dell’impresa richiedente.

L’agevolazione può raggiungere un massimo di € 20.000.

Presentazione della domanda

Come detto, si è in attesa di un apposito avviso che verrà pubblicato sul sito di Irfis.

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