South Working: la Sicilia paga 30.000 euro per chi lavora da remoto nell'isola

La Regione Siciliana ha approvato un incentivo concreto per le imprese che assumono lavoratori residenti in Sicilia in modalità smart working. Si chiama South Working e prevede un contributo a fondo perduto di 30.000 euro per ogni lavoratore. La dotazione complessiva è di 18 milioni di euro, ripartita sugli esercizi 2026-2027-2028, gestita da IRFIS FinSicilia S.p.A. tramite il Fondo Sicilia.

A chi si rivolge

Il contributo è destinato alle imprese — di qualsiasi forma giuridica, italiane o estere con unità produttiva nell'UE o un uno Stato extra UE— che effettuano nuove assunzioni a tempo indeterminato oppure trasformano contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, prevedendo che il lavoratore svolga la propria prestazione in Sicilia, prevalentemente in modalità agile, per almeno cinque anni.

Il lavoratore deve essere residente in Sicilia al momento della concessione del contributo. Se ha già avviato le pratiche di cambio residenza al momento della domanda, può presentare la richiesta di iscrizione anagrafica, ma la residenza deve risultare perfezionata entro la prima erogazione.

Un elemento chiave: l'unità produttiva dell'impresa non deve essere in Sicilia. La misura è pensata proprio per trattenere nell'isola lavoratori che operano per aziende con sede altrove.

Cosa prevede la misura

Il contributo è pari a 30.000 euro per ciascun lavoratore, erogato in quote annuali di 6.000 euro per cinque anni.

La prestazione può essere svolta fisicamente nei locali aziendali entro un limite massimo del 20% dei giorni lavorativi annui. Superare stabilmente questa soglia per almeno due trimestri consecutivi comporta la revoca parziale del contributo.

Le agevolazioni rientrano nel regime de minimis e non è ammesso il doppio finanziamento: lo stesso lavoratore non può essere oggetto di altri contributi pubblici per la medesima assunzione.

Requisiti dell'impresa

Per accedere, l'impresa deve soddisfare — alla data di presentazione della domanda — un insieme di condizioni standard per questo tipo di misure.

In sintesi:

  • essere attiva e in possesso di partita IVA;
  • non trovarsi in liquidazione volontaria né in procedura concorsuale;
  • non essere in stato di difficoltà ai sensi del Reg. UE 651/2014;
  • avere DURC regolare;
  • non aver subito sanzioni definitive per violazioni della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro o dei CCNL negli ultimi tre anni;
  • rispettare gli obblighi di assunzione previsti dalla Legge 68/1999;
  • essere in regola con la normativa antimafia;
  • non operare in settori esclusi dal regime de minimis;
  • garantire trattamenti retributivi non inferiori ai CCNL per tutta la durata del contributo e nel triennio successivo all'ultima erogazione.

Come presentare la domanda

La domanda si invia esclusivamente online sulla piattaforma IRFIS, all'indirizzo https://incentivisicilia.irfis.it, a partire dalle ore 12:00 del 30 giugno 2026, fino ad esaurimento della dotazione annuale. Il contributo è concesso a sportello, nell'ordine di arrivo delle istanze.

Ogni impresa può presentare più domande, anche cumulative per più lavoratori.

Erogazione e obblighi successivi

Il contributo viene erogato ogni anno, per cinque anni. Entro il 30 aprile di ogni anno il beneficiario deve presentare la richiesta di erogazione annuale, allegando i cedolini paga dei dodici mesi precedenti, la dichiarazione di residenza aggiornata del lavoratore e l'attestazione del rispetto del limite del 20% di presenza in azienda, sottoscritta da entrambe le parti.

Il contributo può essere revocato integralmente in caso di perdita dei requisiti o di interruzione anticipata del rapporto di lavoro per volontà dell'impresa. La revoca è solo parziale — limitata alle quote non ancora erogate — nei casi di dimissioni volontarie, decesso, licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo o oggettivo.

Sicilia: contributo a fondo perduto per le assunzioni legate a nuovi investimenti

La Regione Siciliana ha pubblicato un avviso pubblico che mette a disposizione 50 milioni di euro per sostenere le imprese che assumono lavoratori a tempo indeterminato nell'ambito di nuovi progetti di investimento. La misura si rivolge a tutte le realtà produttive private operanti sul territorio regionale.

Chi può accedere al contributo

Possono presentare domanda tutti i datori di lavoro privati con almeno un'unità produttiva in Sicilia, indipendentemente dalla forma giuridica purché esercitino un'attività economica in senso lato.

Sono escluse le imprese non agevolabili ai sensi del Regolamento UE n. 651/2014, ossia quelle che operano in settori esclusi dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.

Cosa finanzia la misura

Il contributo è riconosciuto a fronte della realizzazione di un investimento iniziale avviato dal 9 gennaio 2026 nel territorio siciliano, che determini la creazione di nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato.

Per "investimento iniziale" si intende, in senso ampio:

·         la creazione di un nuovo stabilimento;

·         l'ampliamento della capacità produttiva di uno esistente;

·         la diversificazione della produzione per nuovi prodotti o servizi;

·         un cambiamento fondamentale del processo produttivo;

·         l'acquisizione di attivi di uno stabilimento chiuso o in via di chiusura.

Il contributo copre esclusivamente le assunzioni direttamente collegate all'investimento, che generino un incremento netto dell'organico rispetto alla media dei 12 mesi precedenti la prima assunzione connessa al progetto.

I requisiti di ammissibilità

Alla data di presentazione della domanda, il richiedente deve:

·         essere titolare di partita IVA attiva;

·         non trovarsi in liquidazione volontaria né sottoposto a procedure concorsuali;

·         non essere in stato di difficoltà ai sensi del Reg. UE 651/2014 (patrimonio netto negativo, perdita di oltre metà del capitale sociale negli ultimi due esercizi, ecc.);

·         essere in possesso di DURC regolare;

·         non aver subito, nei tre anni precedenti, sanzioni definitive per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro o per inosservanza dei CCNL;

·         rispettare gli obblighi di assunzione ex L. 68/1999 (categorie protette);

·         essere in regola con la normativa antimafia;

·         non aver effettuato delocalizzazioni verso lo stabilimento interessato nei due anni precedenti la domanda, e impegnarsi a non farne nei due anni successivi;

·         garantire trattamenti retributivi non inferiori a quelli previsti dai CCNL applicabili per tutta la durata del contributo e per il triennio successivo.

Importo del contributo e maggiorazioni

Il contributo base è pari al 10% del costo salariale biennale per ciascun lavoratore assunto, calcolato sulle seguenti voci:

·         RAL (comprensiva di tredicesima, quattordicesima, scatti, superminimi contrattualizzati);

·         contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro;

·         premi INAIL e quota TFR maturata nel periodo.

L'aliquota sale al 15% al ricorrere di almeno una delle seguenti condizioni:

·         introduzione di un piano di welfare aziendale regolato da accordo sindacale o regolamento interno;

·         conseguimento di una certificazione ESG di sostenibilità;

·         investimenti in salute e sicurezza, superiori agli obblighi minimi ex D.Lgs. 81/2008, per un importo pari ad almeno l'1% dei ricavi dell'esercizio precedente;

·         accordo collettivo o individuale che riduca stabilmente l'orario a 35 ore settimanali mantenendo invariata la retribuzione;

·         assunzione di donne o di lavoratori over 50 disoccupati da almeno due anni.

Il cumulo con altri aiuti è ammesso, ma l'agevolazione complessiva non può superare le intensità massime previste dalla Carta degli aiuti a finalità regionale per la Sicilia.

Il beneficiario deve sostenere con risorse proprie o finanziamento privato almeno il 25% del costo salariale agevolato.

Come presentare la domanda

La domanda si presenta esclusivamente online sulla piattaforma https://incentivisicilia.irfis.it, con firma digitale del legale rappresentante. Non è ammessa la delega a procuratori o terzi. Va corrisposta l'imposta di bollo di € 16,00.

Le finestre temporali sono:

·         per il 2026: dal 21 maggio 2026 ore 12:00 al 31 dicembre 2026 ore 12:00

·         per il 2027: dal 4 gennaio 2027 al 31 dicembre 2027

·         per il 2028: dal 3 gennaio 2028 al 29 dicembre 2028

Le domande vengono istruite in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento dei fondi disponibili per ciascuna annualità.

Il beneficiario può richiedere in anticipo fino al 70% del contributo, previa presentazione di fideiussione bancaria o assicurativa escutibile a prima richiesta, con durata minima di quattro anni.

Il contributo è erogato a consuntivo, con un massimo di due richieste di pagamento nel biennio. In alternativa al bonifico bancario, è possibile optare per il credito d'imposta utilizzabile in compensazione, subordinatamente alla stipula di apposita convenzione tra la Regione e l'Agenzia delle Entrate.

Obblighi e rischi di revoca

Il beneficiario deve completare l'investimento entro 24 mesi dalla concessione e realizzare almeno l'80% delle assunzioni programmate entro tre anni dal completamento. L'investimento e i posti di lavoro creati devono essere mantenuti per almeno 5 anni (3 per le PMI).

La decadenza totale con obbligo di restituzione integrale scatta, tra l'altro, per dichiarazioni false, mancato completamento dell'investimento, mancato raggiungimento dell'incremento netto di organico, violazioni gravi in materia di sicurezza o CCNL.

Bando ISI INAIL 2025: aperta la procedura per le domande. Ecco come funziona il contributo

Dal 13 aprile 2026 sarà ufficialmente aperta la procedura informatica per presentare le domande al Bando ISI INAIL 2025. Le imprese hanno tempo fino alle ore 18:00 del 28 maggio 2026 per compilare e registrare la propria domanda sul portale INAIL. In palio ci sono 600 milioni di euro a fondo perduto destinati a progetti di miglioramento della salute e sicurezza sul lavoro. Chi non ha ancora avviato la preparazione del progetto deve farlo subito.

Come presentare la domanda

La domanda va presentata esclusivamente in via telematica attraverso il portale dedicato INAIL. La finestra temporale è fissa e non prorogabile: dal 13 aprile 2026 alle ore 18:00 del 28 maggio 2026.

La procedura richiede una preparazione accurata e anticipata. Prima dell'apertura del portale è necessario aver già definito il progetto di investimento, individuato l'asse di finanziamento corretto e raccolto tutta la documentazione a supporto, inclusi i preventivi di spesa. Il click day non ammette improvvisazioni.

Chi può fare domanda

Il bando è rivolto:

  • alle imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio
  • agli enti del terzo settore, per l’intervento di cui all’Asse 1.1 limitatamente all’intervento di tipologia d) per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di persone

Cosa finanzia il bando

Il bando finanzia investimenti ricompresi in 5 assi di finanziamento:

  • Asse di finanziamento 1.1 – Progetti per la riduzione dei rischi tecnopatici
  • Asse di finanziamento 1.2 – Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
  • Asse di finanziamento 2 – Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici
  • Asse di finanziamento 3 – Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
  • Asse di finanziamento 4 – Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività
  • Asse di finanziamento 5 – Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli

Per gli assi di finanziamento 1.1, 2, 3 e 4, le imprese hanno la possibilità di affiancare, al progetto principale, un intervento aggiuntivo tra quelli previsti dagli allegati tecnici di ogni asse di finanziamento.

Contributi erogati

Il bando finanzia i progetti già menzionati attraverso contributi a fondo perduto secondo le seguenti intensità di aiuto:

  • per gli assi di finanziamento 1.1, 2, 3 e 4 nella misura del 65% dell’importo delle spese ritenute ammissibili
  • per l’asse di finanziamento 1.2 nella misura dell’80% delle spese ritenute ammissibili
  • per l’asse di finanziamento 5:
    • nella misura del 65% per la generalità delle imprese agricole
    • nella misura dell’80% per i giovani agricoltori.

L’importo del finanziamento è compreso tra un importo minimo di 5.000 euro e un importo massimo di 130.000 euro. Non vi è alcun limite di spesa, invece, per le imprese con meno di 50 dipendenti che presentino progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

L’intervento aggiuntivo può essere finanziato fino all’80% del suo valore, entro un limite massimo pari alla minore cifra tra l’importo massimo erogabile di 20.000,00 euro e l’importo corrispondente al residuo del massimale finanziabile calcolato sottraendo da 130.000,00 euro l’importo richiesto per il progetto principale.

Presentazione delle domande

Allo stato non è ancora disponibile il calendario per la presentazione delle domande che verrà via via aggiornato a partire dal 27 febbraio 2026. È però indispensabile muoversi sin d’ora per predisporre i progetti di investimento e farsi trovare pronti al momento dell’apertura del portale telematico dedicato all’inoltro della domanda.

Trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli: la Siciliana mette a disposizione 70 milioni di euro

La Regione Siciliana ha pubblicato il bando per l'intervento SRD13, finanziato nell'ambito del Piano Strategico della PAC 2023-2027. L'obiettivo è sostenere le imprese che trasformano e commercializzano prodotti agricoli, attraverso contributi a fondo perduto su investimenti strutturali e tecnologici di dimensione significativa.

Soggetti interessati

Possono accedere le imprese, singole o associate, che svolgono attività di trasformazione e/o commercializzazione di prodotti agricoli, con esclusione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura. Sono inoltre esclusi gli imprenditori che svolgono esclusivamente attività di selvicoltura e acquacoltura.

Non è possibile finanziare cantine e frantoi. Per il comparto olivicolo sono ammissibili solo le strutture di trasformazione delle olive da mensa.

Per essere ammissibili, i richiedenti devono essere iscritti alla CCIAA e all'INPS, essere in regola con i contributi previdenziali, essere titolari di un fascicolo aziendale aggiornato e non trovarsi in stato di difficoltà finanziaria.

Sono previsti requisiti specifici legati all'approvvigionamento delle materie prime. Se l'impresa è anche produttrice agricola, la produzione propria deve essere inferiore al 50% delle materie prime utilizzate. Se invece l'impresa è pura trasformatrice e non è produttrice, deve garantire che almeno il 50% della materia prima provenga direttamente da produttori agricoli di base siciliani, singoli o associati, e non da intermediari. In entrambi i casi è richiesto un piano di approvvigionamento documentato e, una volta inseriti in graduatoria, contratti pluriennali di fornitura da trasmettere entro 60 giorni.

Interventi ammissibili

Il bando finanzia investimenti materiali e immateriali articolati in due azioni.

L'Azione 1 riguarda la valorizzazione del capitale aziendale: acquisto, costruzione, ristrutturazione e ammodernamento di impianti e strutture per la cernita, lavorazione, conservazione, stoccaggio, condizionamento, trasformazione, confezionamento e commercializzazione. Rientrano anche gli interventi per il risparmio energetico, il miglioramento dei cicli produttivi, l'adeguamento a sistemi di qualità, tracciabilità e sicurezza alimentare, e l'apertura di nuovi mercati.

L'Azione 2 riguarda l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica e/o termica da fonti rinnovabili, ma esclusivamente in autoconsumo aziendale.

Le tipologie di spesa ammissibili sono cinque:

  • immobili (fabbricati e terreni). I fabbricati acquistati non possono superare il 50% della spesa ammissibile totale; i terreni sono finanziabili fino al 10%;
  • dotazioni (macchine, attrezzature, impianti);
  • impianti da fonti rinnovabili;
  • spese generali (onorari professionali, spese accessorie) ammissibili fino al 12% dell'importo dei lavori;
  • investimenti immateriali — software, brevetti, licenze, siti web, piattaforme e-commerce —ammessi se collegati agli investimenti materiali.

Il leasing è ammesso con patto di acquisto da esercitarsi entro la domanda di saldo.

Tutte le spese devono essere successive alla data di presentazione della domanda di sostegno, a eccezione delle spese generali di progettazione, sostenibili fino a 24 mesi prima.

Agevolazione concedibile

La spesa ammissibile per ciascuna operazione deve essere compresa tra 1,5 e 15 milioni di euro.

Il contributo è erogato come sovvenzione in conto capitale.

Le aliquote di sostegno sono le seguenti:

  • per i progetti che lavorano prodotti dell'Allegato I TFUE, il contributo è del 50% per tutte le tipologie di imprese;
  • per i progetti che producono output non compresi nell'Allegato I TFUE, il contributo è del 50% per le PMI e del 40% per le grandi imprese.

In caso di progetto misto è necessaria una separazione contabile tra le due componenti.

Il beneficiario è tenuto a mantenere gli investimenti per almeno 5 anni dal pagamento finale, senza cedere, alienare o rilocalizzare i beni fuori dalla Regione Siciliana.

L'anticipo è richiedibile fino al 50% del contributo concesso, contro fideiussione pari al 100% dell'importo anticipato.

Sono previsti stati di avanzamento (SAL), con acconti cumulati non superiori al 90% del contributo.

Entro 6 mesi dall'emanazione del decreto di concessione occorre presentare anticipo e/o SAL per almeno il 30% del contributo, pena la decadenza.

Il tempo massimo per l'esecuzione dei lavori è di 24 mesi dalla notifica del decreto di concessione.

Come presentare domanda

La domanda si presenta esclusivamente online tramite il sistema SIAN, con firma elettronica OTP, nel periodo dal 9 marzo 2026 al 8 giugno 2026.

Sviluppo Competenze: contributo a fondo perduto per la formazione nelle PMI del Sud

Il MIMIT ha aperto uno strumento dedicato alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno che vogliono investire nella formazione del personale su tematiche digitali e green.

Soggetti interessati

Possono accedere le micro, piccole e medie imprese con sede operativa in una delle seguenti regioni:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

Alla data di presentazione della domanda l'impresa deve:

  • essere regolarmente iscritta e attiva al Registro delle imprese;
  • non trovarsi in liquidazione o in procedura concorsuale;
  • e avere depositato almeno un bilancio approvato. Per le imprese individuali e le società di persone è sufficiente aver presentato almeno una dichiarazione dei redditi.

Sono escluse le imprese con aiuti di Stato irregolari non rimborsati e quelle che operano in settori esclusi dalla normativa europea di riferimento.

Un'attenzione specifica meritano le imprese che appartengono alla filiera automotive o alla filiera della moda, tessile e arredamento: il 40% delle risorse disponibili è riservato a queste categorie.

Interventi ammissibili

L'agevolazione finanzia percorsi di formazione rivolti al personale dipendente su temi strategici per la transizione tecnologica, digitale e verde. In concreto, le aree tematiche ammesse sono:

  • aerospazio e difesa;
  • salute, alimentazione, qualità della vita;
  • industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente;
  • turismo, patrimonio culturale e industria della creatività;
  • agenda digitale, smart communities, sistemi di mobilità intelligente;
  • tecnologie digitali;
  • tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse;
  • biotecnologie;
  • processi di transizione verde e digitale.

I costi ammissibili includono i compensi dei formatori, le spese di partecipazione (viaggio, alloggio, materiali), i costi di consulenza strettamente connessi alla formazione e il costo del personale dipendente per le ore trascorse in aula.

Ogni progetto deve avere costi ammissibili compresi tra 10.000 e 60.000 euro. La formazione deve essere erogata da soggetti qualificati e indipendenti dall'impresa, con esperienza dimostrabile almeno triennale nelle materie oggetto del percorso.

È possibile partecipare anche nell'ambito di progetti integrati sovraregionali, che coinvolgono fino a 10 imprese: in questo caso i limiti di costo si applicano a ciascuna impresa partecipante.

Agevolazione concedibile

Il contributo a fondo perduto è pari al 50% delle spese ammissibili, calcolato su base de minimis.

Per i progetti integrati sovraregionali la percentuale sale:

  • al 70% per micro e piccole imprese (+20 punti);
  • al 60% per le medie imprese (+10 punti).

La dotazione complessiva del programma è di 50 milioni di euro. Le domande vengono valutate con procedura a graduatoria: non vince chi arriva prima, ma chi ottiene il punteggio più alto in base a criteri stabiliti dal decreto ministeriale del 4 settembre 2025.

Come presentare domanda

Le domande si presentano esclusivamente online tramite la piattaforma di Invitalia (www.invitalia.it), a partire dalle ore 12:00 del 21 aprile 2026 fino alle ore 12:00 del 23 giugno 2026.

Il contratto con il fornitore della formazione deve essere firmato dopo la presentazione della domanda. Una volta ottenuta la concessione dell'agevolazione, la formazione deve avviarsi entro 6 mesi e concludersi entro 12 mesi dalla data di concessione (con possibilità di proroga di ulteriori 6 mesi).

Facility Parco Agrisolare: nuovi contributi per impianti fotovoltaici nelle imprese agricole e agroindustriali

Con un nuovo decreto attuativo, il MASAF rilancia la misura PNRR Facility Parco Agrisolare, destinata a finanziare l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale. La misura mette a disposizione risorse rilevanti e conferma l’impostazione già nota del Parco Agrisolare, con alcune priorità e regole operative precise

Soggetti interessati

Possono beneficiare delle agevolazioni:

  • imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
  • imprese agroindustriali;
  • cooperative agricole che svolgono attività di cui all’art. 2135 c.c. e cooperative o consorzi ex D.Lgs. 228/2001;
  • soggetti costituiti in forma aggregata (ATI, RTI, reti d’impresa, comunità energetiche rinnovabili – CER).

Cosa prevede la misura

La Facility Parco Agrisolare finanzia progetti di:

  • installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici esistenti;
  • miglioramento dell’efficienza energetica;
  • riduzione dei costi energetici a carico delle imprese;
  • contributo agli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

La dotazione complessiva è pari a 789 milioni di euro, al netto degli oneri di gestione riconosciuti al GSE, soggetto attuatore della misura.

In fase di selezione viene data priorità:

  • ai progetti che non hanno già beneficiato di precedenti versioni della misura;
  • ai soggetti iscritti alla Rete agricola di qualità.

Requisiti e condizioni

I progetti devono:

  • rispettare i requisiti tecnici, di qualità ed efficienza già previsti dal decreto Parco Agrisolare del 19 aprile 2023;
  • essere coerenti con il principio DNSH – Do no significant harm;
  • rispettare i limiti di spesa ammissibile e le condizioni di aiuto di Stato applicabili;
  • essere conclusi entro 18 mesi dalla concessione del finanziamento.

È inoltre previsto il rispetto del vincolo territoriale PNRR: almeno il 40% delle risorse è destinato a progetti localizzati nelle regioni del Mezzogiorno.

Quanto spetta

Il contributo è concesso a fondo perduto e rientra nei limiti di intensità di aiuto stabiliti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.

Le risorse sono ripartite per settore, tra cui:

  • produzione agricola primaria (473 milioni + 140 milioni);
  • trasformazione di prodotti agricoli (150 milioni);
  • trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli (10 milioni).

Resta fermo il tetto massimo di spesa ammissibile pari a 1.500 euro/kWp per i pannelli fotovoltaici, mentre i limiti per sistemi di accumulo e ricarica elettrica potranno essere aggiornati nei singoli avvisi.

Come presentare domanda

L’accesso alle agevolazioni avviene tramite specifici avvisi pubblici emanati dal MASAF e gestiti operativamente dal GSE.

Gli Avvisi definiranno:

  • modalità e termini di presentazione delle domande;
  • criteri di selezione;
  • procedure di rendicontazione delle spese;
  • cause di esclusione e revoca.

Le agevolazioni sono concesse fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Chi è interessato farebbe bene a preparare per tempo la documentazione tecnica e amministrativa, verificando la coerenza del progetto con i requisiti PNRR e con le regole sugli aiuti di Stato, in vista della pubblicazione dei prossimi Avvisi.

Bando ISI INAIL 2026: contributi a fondo perduto per sicurezza sul lavoro fino a 130.000 euro

Come ogni anno è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il c.d. Bando Isi-Inail, un bando che mette a disposizione contributi a fondo perduto volti alla realizzazione di progetti di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nonché, per le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, volti all’acquisto di nuovi macchinari e

attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, migliorare il rendimento e la sostenibilità globali e, in concomitanza, conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

Il bando è molto interessante sia per le alte percentuali di contributo a fondo perduto che per la possibilità di effettuare investimenti anche in beni strumentali purché il bene acquistato consenta di rispettare le finalità del bando.

Beneficiari

Il bando è rivolto:

  • alle imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio
  • agli enti del terzo settore, per l’intervento di cui all’Asse 1.1 limitatamente all’intervento di tipologia d) per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di persone

Progetti finanziabili

Il bando finanzia investimenti ricompresi in 5 assi di finanziamento:

  • Asse di finanziamento 1.1 – Progetti per la riduzione dei rischi tecnopatici
  • Asse di finanziamento 1.2 – Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
  • Asse di finanziamento 2 – Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici
  • Asse di finanziamento 3 – Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
  • Asse di finanziamento 4 – Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività
  • Asse di finanziamento 5 – Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli

Per gli assi di finanziamento 1.1, 2, 3 e 4, le imprese hanno la possibilità di affiancare, al progetto principale, un intervento aggiuntivo tra quelli previsti dagli allegati tecnici di ogni asse di finanziamento.

Contributi erogati

Il bando finanzia i progetti già menzionati attraverso contributi a fondo perduto secondo le seguenti intensità di aiuto:

  • per gli assi di finanziamento 1.1, 2, 3 e 4 nella misura del 65% dell’importo delle spese ritenute ammissibili
  • per l’asse di finanziamento 1.2 nella misura dell’80% delle spese ritenute ammissibili
  • per l’asse di finanziamento 5:
    • nella misura del 65% per la generalità delle imprese agricole
    • nella misura dell’80% per i giovani agricoltori.

L’importo del finanziamento è compreso tra un importo minimo di 5.000 euro e un importo massimo di 130.000 euro. Non vi è alcun limite di spesa, invece, per le imprese con meno di 50 dipendenti che presentino progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

L’intervento aggiuntivo può essere finanziato fino all’80% del suo valore, entro un limite massimo pari alla minore cifra tra l’importo massimo erogabile di 20.000,00 euro e l’importo corrispondente al residuo del massimale finanziabile calcolato sottraendo da 130.000,00 euro l’importo richiesto per il progetto principale.

Presentazione delle domande

Allo stato non è ancora disponibile il calendario per la presentazione delle domande che verrà via via aggiornato a partire dal 27 febbraio 2026. È però indispensabile muoversi sin d’ora per predisporre i progetti di investimento e farsi trovare pronti al momento dell’apertura del portale telematico dedicato all’inoltro della domanda.

Staff House: contributi per gli alloggi dei lavoratori del settore turistico

Con il decreto del 13 novembre 2025 il decreto del Ministro del Turismo del 18 settembre 2025, è stata attivata la misura Staff House, gestita da Invitalia per conto del Ministero del Turismo, che sostiene le spese di alloggio dei lavoratori impiegati nel settore turistico-ricettivo.

Beneficiari

Possono accedere le imprese di qualsiasi dimensione del settore turistico-ricettivo e attività di somministrazione di alimenti e bevande, che, alla data della domanda:

  • sono iscritte al registro delle imprese con i codici ATECO di cui al decreto;
  • hanno sede legale o operativa in Italia;
  • sono in regola con le disposizioni vigenti in materia del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente;
  • si trovano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo sottoposte a fallimento, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione controllata, nonché ad alcuna procedura concorsuale di cui al decreto legislativo n. 14/2019;
  • non sono destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
  • sono in regola con gli obblighi in materia previdenziale, fiscale, assicurativa;
  • sono in regola con la normativa antimafia di cui al decreto legislativo n. 159/2011 (Codice antimafia);
  • non si trovano nella incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;
  • sono in regola con gli obblighi assicurativi di cui all’articolo 1, commi 101-112 della legge 30 dicembre 2023, n. 213 e successive disposizioni attuative;
  • sono in regola con gli obblighi normativi vigenti in materia di agibilità degli edifici.

Spese ammissibili

I contributi riguardano le spese da sostenere da parte dell’impresa proponente, per un periodo di almeno 5 anni e fino ad un massimo di 10 anni, per la sistemazione alloggiativa dei lavoratori impiegati presso le unità locali indicate nella domanda di agevolazione.

Ai fini dell’ammissibilità, tali spese sono costituite dai costi da sostenere dalla stessa impresa per i canoni di locazione strettamente riferiti ai posti letto destinati ai lavoratori impiegati presso le unità locali cui gli alloggi sono asserviti.

L’immobile può essere sia di proprietà che in locazione e deve essere funzionalmente collegato all’unità produttiva dell’impresa, secondo criteri territoriali (es. stessa provincia o raggio di 40 km dalla struttura turistico-ricettiva) e destinato esclusivamente al personale dipendente.

Agevolazioni concesse

Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo di parte corrente per le spese sostenute, fino a un importo massimo di 3.000 euro all’anno per posto letto.

L’intensità dell’aiuto è:

  • fino al 50% dei costi ammissibili per le PMI;
  • fino al 15% per le grandi imprese.

Presentazione della domanda

Le domande potranno essere presentate attraverso il sito di Invitalia, a partire dal 21 novembre 2025 e fino al 19 dicembre 2025.

Autoproduzione di energia da fonti rinnovabili: al via il nuovo bando del Ministero dell’Ambiente

È stato pubblicato l’Avviso per la selezione di progetti finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (FER) nelle aree industriali, produttive e artigianali delle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).Soggetti beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni:

  • micro, piccole, medie e grandi imprese;
  • reti di imprese con soggettività giuridica.

Requisiti principali:

  • iscrizione e operatività nel Registro imprese;
  • pieno esercizio dei diritti e assenza di procedure concorsuali;
  • non essere imprese in difficoltà;
  • disponibilità di un’unità produttiva nel territorio italiano dove avverrà l’investimento;
  • regolarità contributiva;
  • nessuna delocalizzazione nei due anni precedenti (e impegno a non delocalizzare nei due successivi);
  • possesso delle coperture assicurative obbligatorie per le polizze catastrofali.

Sono comunque escluse dall’agevolazione le imprese operanti nel settore carbonifero e della produzione primaria agricola, pesca e acquacoltura.

Progetti e spese ammissibili

Sono ammissibili progetti volti alla produzione di energia da fonti rinnovabili, mediante l’installazione di:

  • un impianto fotovoltaico e/o termo-fotovoltaico per autoconsumo immediato;
  • l’eventuale sistema di accumulo per autoconsumo differito, purché la componente di stoccaggio assorba almeno il 75% della sua energia dall’impianto di produzione di energia installato.

In riferimento ai suddetti progetti:

  • il medesimo progetto può prevedere l’installazione combinata di impianto e sistema di accumulo ma non l’installazione del solo sistema di accumulo;
  • è ammesso anche il potenziamento di un impianto esistente ma non il rifacimento. In questo caso i sistemi di accumulo installato dovranno avere una capacità di stoccaggio in modo da garantire che l’energia elettrica prodotta dall’impianto ed autoconsumata non superi il 90%.

Il progetto di investimento deve avere le seguenti caratteristiche:

  • riguarda una sola unità produttiva, localizzata in aree industriali, produttive o artigianali, in Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti delle regioni meno sviluppate;
  • deve essere realizzato esclusivamente su edifici esistenti dell’unità produttiva o su coperture di strutture pertinenziali, anche di nuova realizzazione;
  • deve essere destinato all’autoconsumo dell’unità produttiva e l’energia in eccesso deve essere ceduta gratuitamente al GSE per 20 anni;
  • deve essere completato entro 18 mesi dal provvedimento di ammissione;
  • deve avere una potenza nominale non inferiore a 10Kw e non superiore a 1.000Kw.

Agevolazioni concesse

Le agevolazioni consistono in un contributo a fondo perduto che copre una quota delle spese ammissibili, nella misura massima:

  • per l’investimento in impianti fotovoltaici:
    • 38% per le grandi imprese;
    • 48% per le medie imprese;
    • 58% per le piccole imprese;
  • per l’investimento in impianti termo-fotovoltaici:
    • 43% per le grandi imprese;
    • 53% per le medie imprese;
    • 63% per le piccole imprese;
  • per i sistemi di accumulo:
    • 28% per le grandi imprese;
    • 38% per le medie imprese;
    • 48% per le piccole imprese.

Presentazione delle domande

Le domande potranno essere presentate dal 3/12/2025 al 3/3/2026 e verranno valutate sulla base di una procedura valutativa basata su una griglia di punteggi allegata all’Avviso.

Sicilia: al via un bando per la riqualificazione energetica delle imprese

È stato pubblicato l’avviso pubblico “Sicilia efficiente: meno consumi, più futuro” che finanzia investimenti volti alla riqualificazione energetica delle imprese. Vediamone le caratteristiche principali.

Soggetti beneficiari

Il bando è riservato alle micro, piccole e medie imprese del settore privato (MPMI) che, tra l’altro:

  • dispongano di un’unità produttiva localizzata e operativa nel territorio della Regione siciliana;
  • siano validamente costituiti e iscritti come attivi da almeno 3 anni e abbiano approvato e depositato almeno tre bilanci di esercizio o documenti equipollenti;
  • siano in regola con gli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e con il rispetto del CCNL;
  • siano in regola con la normativa antimafia;
  • posseggano un’adeguata capacità economico-finanziaria mediante attestazione rilasciata da un istituto di credito o asseverazione di un revisore dei conti o di una società di revisione.

Progetti ammissibili e agevolazione concessa

Sono ammissibili i programmi di investimento finalizzati all’efficientamento energetico di unità locali/produttive già esistenti e localizzate nel territorio regionale – attraverso la realizzazione di interventi sugli edifici, gli impianti, i macchinari e le attrezzature utilizzate nei processi di produzione e/o di erogazione dei servizi, nonché la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per mero autoconsumo – finalizzati nel loro complesso alla riduzione di almeno il 30% dei consumi energetici e delle emissioni dirette e indirette di gas a effetto serra rispetto ai valori ex-ante.

Gli stessi programmi di investimento dovranno, a pena di inammissibilità, prevedere la realizzazione di interventi coerenti con le tipologie di seguito riepilogate:

  • interventi di efficientamento energetico dei processi produttivi agiti all’interno dell’unità locale oggetto di investimento;
  • interventi di efficientamento energetico degli edifici;
  • sostituzione degli impianti e dei macchinari con nuovi e più efficienti ubicati all’interno degli immobili aziendali;
  • realizzazione di impianti di per la produzione per autoconsumo di energia proveniente da fonte rinnovabile impiegati nei processi produttivi e/o di erogazione dei servizi.

I programmi di investimento dovranno prevalentemente puntare sull’efficientamento dei processi produttivi, potendo poi essere integrati con gli altri interventi complementari. Non sarà quindi ammissibile un progetto che preveda la sola sostituzione individuale di macchinari e/o impianti tecnologici specifici con soluzioni energeticamente più efficienti.

I programmi andranno completati entro 12 mesi dalla notifica del provvedimento di concessione e dovranno avere un costo totale ammissibile non inferiore a 50.000 euro e non superiore a 500.000 euro.

Sui progetti presentati viene concesso un aiuto sotto forma di contributo in conto impianti nella misura massima del 60%.

Spese ammissibili

Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:

  • acquisto di attrezzature, impianti, componenti, sistemi, programmi informatici e macchinari nuovi di fabbrica e relativa messa in opera;
  • acquisto di software dedicato alla gestione, controllo e programmazione del processo produttivo;
  • spese edili (compresi gli impianti generali) strettamente necessarie e funzionali alla realizzazione degli interventi di efficientamento energetico e comunque non oltre il 20% del costo totale ammissibile per il programma di investimenti. Rientrano in questa categoria tutte le voci di spesa relative all’acquisizione di componenti e/o impianti generali non amovibili (es. impianti civili, serramenti, altro assimilabile);
  • spese tecniche per l’esecuzione di diagnosi energetiche (obbligatoria), ivi incluse le analisi dello scenario controfattuale, progettazione, direzione lavori, collaudo, sicurezza cantieri (intesi come costi delle prestazioni professionali) in misura non superiore al 10% delle spese ammissibili relative alle voci di cui alle lettere precedenti;
  • attestato di prestazione energetica (APE) dell’edificio ex-ante e APE realizzato a ultimazione dei lavori di efficientamento energetico (obbligatoria).

Non sono invece ammissibili:

  • le spese connesse all’acquisizione di beni, servizi e/o lavori resi o ceduti al soggetto beneficiario dagli amministratori o dai loro coniugi o parenti ed affini entro il secondo grado o da soggetti privi di terzietà nei confronti del soggetto richiedente come sopra definiti;
  • gli investimenti realizzati tramite locazione finanziaria, contratti c.d. “chiavi in mano” e acquisto con patto di riservato dominio a norma dell'art. 1523 del Codice civile;
  • le spese connesse con l’ordinario funzionamento ed esercizio dell’iniziativa del progetto realizzato diverse da quelle di cui al comma 1 (es. personale, consulenze ordinarie e continuative, utenze energetiche, materiali di consumo, servizi di telecomunicazioni, e similari);
  • le spese per l’acquisto di beni mediante ricorso a contratti di locazione finanziaria;
  • le spese per l’acquisizione di beni usati e/o ricondizionati;
  • le spese per l’acquisizione di azioni o quote di un'impresa;
  • gli interessi passivi, le commissioni per operazioni finanziarie, altri oneri meramente finanziari;
  • le spese sostenute mediante forme di pagamento di cui non può essere dimostrata la tracciabilità;
  • le ammende e le penali;
  • l’IVA connessa con gli acquisti di beni e servizi previsti all’interno del programma di spesa, fatta eccezione per i casi in cui la stessa risulti definitivamente sostenuta ed integralmente non recuperabile da parte del beneficiario;
  • le spese già sostenute con il contributo di altri programmi pubblici: internazionali, comunitari, nazionali o regionali;
  • la valorizzazione economica di quei beni messi a disposizione da terzi a titolo gratuito;
  • i costi connessi con l’acquisto e/o l’utilizzo di automezzi o autovetture a qualsiasi titolo utilizzati nei processi produttivi e/o di erogazione dei servizi esercitati dal soggetto proponente;
  • le spese di manutenzione ordinaria e/o straordinaria di automezzi e/o di altri attivi materiali utilizzati nella realizzazione del progetto;
  • le spese per l’acquisizione di beni per mera sostituzione di tecnologia;
  • gli altri oneri finanziari (interessi debitori, spese a perdite di cambio ecc.) diversi rispetto a quelli per le garanzie fideiussorie e di accensione conto corrente dedicato al progetto;
  • qualsiasi spesa relativa a controversie, ricorsi, recupero crediti ecc.;
  • le spese accessorie quali ad esempio spese per consulenze legali, parcelle notarili, altre consulenze tecniche non direttamente connesse con lo svolgimento dell'attività produttiva.

Presentazione della domanda

La presentazione della domanda avviene telematicamente e le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa a sportello.

La domanda andrà presentata a partire dalle ore 12:00 del 16/12/2025 fino alle ore 12:00 del 21/01/2026.

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