Facility Parco Agrisolare: nuovi contributi per impianti fotovoltaici nelle imprese agricole e agroindustriali

Con un nuovo decreto attuativo, il MASAF rilancia la misura PNRR Facility Parco Agrisolare, destinata a finanziare l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale. La misura mette a disposizione risorse rilevanti e conferma l’impostazione già nota del Parco Agrisolare, con alcune priorità e regole operative precise

Soggetti interessati

Possono beneficiare delle agevolazioni:

  • imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
  • imprese agroindustriali;
  • cooperative agricole che svolgono attività di cui all’art. 2135 c.c. e cooperative o consorzi ex D.Lgs. 228/2001;
  • soggetti costituiti in forma aggregata (ATI, RTI, reti d’impresa, comunità energetiche rinnovabili – CER).

Cosa prevede la misura

La Facility Parco Agrisolare finanzia progetti di:

  • installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici esistenti;
  • miglioramento dell’efficienza energetica;
  • riduzione dei costi energetici a carico delle imprese;
  • contributo agli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

La dotazione complessiva è pari a 789 milioni di euro, al netto degli oneri di gestione riconosciuti al GSE, soggetto attuatore della misura.

In fase di selezione viene data priorità:

  • ai progetti che non hanno già beneficiato di precedenti versioni della misura;
  • ai soggetti iscritti alla Rete agricola di qualità.

Requisiti e condizioni

I progetti devono:

  • rispettare i requisiti tecnici, di qualità ed efficienza già previsti dal decreto Parco Agrisolare del 19 aprile 2023;
  • essere coerenti con il principio DNSH – Do no significant harm;
  • rispettare i limiti di spesa ammissibile e le condizioni di aiuto di Stato applicabili;
  • essere conclusi entro 18 mesi dalla concessione del finanziamento.

È inoltre previsto il rispetto del vincolo territoriale PNRR: almeno il 40% delle risorse è destinato a progetti localizzati nelle regioni del Mezzogiorno.

Quanto spetta

Il contributo è concesso a fondo perduto e rientra nei limiti di intensità di aiuto stabiliti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.

Le risorse sono ripartite per settore, tra cui:

  • produzione agricola primaria (473 milioni + 140 milioni);
  • trasformazione di prodotti agricoli (150 milioni);
  • trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli (10 milioni).

Resta fermo il tetto massimo di spesa ammissibile pari a 1.500 euro/kWp per i pannelli fotovoltaici, mentre i limiti per sistemi di accumulo e ricarica elettrica potranno essere aggiornati nei singoli avvisi.

Come presentare domanda

L’accesso alle agevolazioni avviene tramite specifici avvisi pubblici emanati dal MASAF e gestiti operativamente dal GSE.

Gli Avvisi definiranno:

  • modalità e termini di presentazione delle domande;
  • criteri di selezione;
  • procedure di rendicontazione delle spese;
  • cause di esclusione e revoca.

Le agevolazioni sono concesse fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Chi è interessato farebbe bene a preparare per tempo la documentazione tecnica e amministrativa, verificando la coerenza del progetto con i requisiti PNRR e con le regole sugli aiuti di Stato, in vista della pubblicazione dei prossimi Avvisi.

Bando ISI INAIL 2026: contributi a fondo perduto per sicurezza sul lavoro fino a 130.000 euro

Come ogni anno è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il c.d. Bando Isi-Inail, un bando che mette a disposizione contributi a fondo perduto volti alla realizzazione di progetti di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nonché, per le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, volti all’acquisto di nuovi macchinari e

attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, migliorare il rendimento e la sostenibilità globali e, in concomitanza, conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

Il bando è molto interessante sia per le alte percentuali di contributo a fondo perduto che per la possibilità di effettuare investimenti anche in beni strumentali purché il bene acquistato consenta di rispettare le finalità del bando.

Beneficiari

Il bando è rivolto:

  • alle imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio
  • agli enti del terzo settore, per l’intervento di cui all’Asse 1.1 limitatamente all’intervento di tipologia d) per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di persone

Progetti finanziabili

Il bando finanzia investimenti ricompresi in 5 assi di finanziamento:

  • Asse di finanziamento 1.1 – Progetti per la riduzione dei rischi tecnopatici
  • Asse di finanziamento 1.2 – Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
  • Asse di finanziamento 2 – Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici
  • Asse di finanziamento 3 – Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
  • Asse di finanziamento 4 – Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività
  • Asse di finanziamento 5 – Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli

Per gli assi di finanziamento 1.1, 2, 3 e 4, le imprese hanno la possibilità di affiancare, al progetto principale, un intervento aggiuntivo tra quelli previsti dagli allegati tecnici di ogni asse di finanziamento.

Contributi erogati

Il bando finanzia i progetti già menzionati attraverso contributi a fondo perduto secondo le seguenti intensità di aiuto:

  • per gli assi di finanziamento 1.1, 2, 3 e 4 nella misura del 65% dell’importo delle spese ritenute ammissibili
  • per l’asse di finanziamento 1.2 nella misura dell’80% delle spese ritenute ammissibili
  • per l’asse di finanziamento 5:
    • nella misura del 65% per la generalità delle imprese agricole
    • nella misura dell’80% per i giovani agricoltori.

L’importo del finanziamento è compreso tra un importo minimo di 5.000 euro e un importo massimo di 130.000 euro. Non vi è alcun limite di spesa, invece, per le imprese con meno di 50 dipendenti che presentino progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

L’intervento aggiuntivo può essere finanziato fino all’80% del suo valore, entro un limite massimo pari alla minore cifra tra l’importo massimo erogabile di 20.000,00 euro e l’importo corrispondente al residuo del massimale finanziabile calcolato sottraendo da 130.000,00 euro l’importo richiesto per il progetto principale.

Presentazione delle domande

Allo stato non è ancora disponibile il calendario per la presentazione delle domande che verrà via via aggiornato a partire dal 27 febbraio 2026. È però indispensabile muoversi sin d’ora per predisporre i progetti di investimento e farsi trovare pronti al momento dell’apertura del portale telematico dedicato all’inoltro della domanda.

Staff House: contributi per gli alloggi dei lavoratori del settore turistico

Con il decreto del 13 novembre 2025 il decreto del Ministro del Turismo del 18 settembre 2025, è stata attivata la misura Staff House, gestita da Invitalia per conto del Ministero del Turismo, che sostiene le spese di alloggio dei lavoratori impiegati nel settore turistico-ricettivo.

Beneficiari

Possono accedere le imprese di qualsiasi dimensione del settore turistico-ricettivo e attività di somministrazione di alimenti e bevande, che, alla data della domanda:

  • sono iscritte al registro delle imprese con i codici ATECO di cui al decreto;
  • hanno sede legale o operativa in Italia;
  • sono in regola con le disposizioni vigenti in materia del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente;
  • si trovano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo sottoposte a fallimento, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione controllata, nonché ad alcuna procedura concorsuale di cui al decreto legislativo n. 14/2019;
  • non sono destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
  • sono in regola con gli obblighi in materia previdenziale, fiscale, assicurativa;
  • sono in regola con la normativa antimafia di cui al decreto legislativo n. 159/2011 (Codice antimafia);
  • non si trovano nella incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;
  • sono in regola con gli obblighi assicurativi di cui all’articolo 1, commi 101-112 della legge 30 dicembre 2023, n. 213 e successive disposizioni attuative;
  • sono in regola con gli obblighi normativi vigenti in materia di agibilità degli edifici.

Spese ammissibili

I contributi riguardano le spese da sostenere da parte dell’impresa proponente, per un periodo di almeno 5 anni e fino ad un massimo di 10 anni, per la sistemazione alloggiativa dei lavoratori impiegati presso le unità locali indicate nella domanda di agevolazione.

Ai fini dell’ammissibilità, tali spese sono costituite dai costi da sostenere dalla stessa impresa per i canoni di locazione strettamente riferiti ai posti letto destinati ai lavoratori impiegati presso le unità locali cui gli alloggi sono asserviti.

L’immobile può essere sia di proprietà che in locazione e deve essere funzionalmente collegato all’unità produttiva dell’impresa, secondo criteri territoriali (es. stessa provincia o raggio di 40 km dalla struttura turistico-ricettiva) e destinato esclusivamente al personale dipendente.

Agevolazioni concesse

Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo di parte corrente per le spese sostenute, fino a un importo massimo di 3.000 euro all’anno per posto letto.

L’intensità dell’aiuto è:

  • fino al 50% dei costi ammissibili per le PMI;
  • fino al 15% per le grandi imprese.

Presentazione della domanda

Le domande potranno essere presentate attraverso il sito di Invitalia, a partire dal 21 novembre 2025 e fino al 19 dicembre 2025.

Autoproduzione di energia da fonti rinnovabili: al via il nuovo bando del Ministero dell’Ambiente

È stato pubblicato l’Avviso per la selezione di progetti finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (FER) nelle aree industriali, produttive e artigianali delle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).Soggetti beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni:

  • micro, piccole, medie e grandi imprese;
  • reti di imprese con soggettività giuridica.

Requisiti principali:

  • iscrizione e operatività nel Registro imprese;
  • pieno esercizio dei diritti e assenza di procedure concorsuali;
  • non essere imprese in difficoltà;
  • disponibilità di un’unità produttiva nel territorio italiano dove avverrà l’investimento;
  • regolarità contributiva;
  • nessuna delocalizzazione nei due anni precedenti (e impegno a non delocalizzare nei due successivi);
  • possesso delle coperture assicurative obbligatorie per le polizze catastrofali.

Sono comunque escluse dall’agevolazione le imprese operanti nel settore carbonifero e della produzione primaria agricola, pesca e acquacoltura.

Progetti e spese ammissibili

Sono ammissibili progetti volti alla produzione di energia da fonti rinnovabili, mediante l’installazione di:

  • un impianto fotovoltaico e/o termo-fotovoltaico per autoconsumo immediato;
  • l’eventuale sistema di accumulo per autoconsumo differito, purché la componente di stoccaggio assorba almeno il 75% della sua energia dall’impianto di produzione di energia installato.

In riferimento ai suddetti progetti:

  • il medesimo progetto può prevedere l’installazione combinata di impianto e sistema di accumulo ma non l’installazione del solo sistema di accumulo;
  • è ammesso anche il potenziamento di un impianto esistente ma non il rifacimento. In questo caso i sistemi di accumulo installato dovranno avere una capacità di stoccaggio in modo da garantire che l’energia elettrica prodotta dall’impianto ed autoconsumata non superi il 90%.

Il progetto di investimento deve avere le seguenti caratteristiche:

  • riguarda una sola unità produttiva, localizzata in aree industriali, produttive o artigianali, in Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti delle regioni meno sviluppate;
  • deve essere realizzato esclusivamente su edifici esistenti dell’unità produttiva o su coperture di strutture pertinenziali, anche di nuova realizzazione;
  • deve essere destinato all’autoconsumo dell’unità produttiva e l’energia in eccesso deve essere ceduta gratuitamente al GSE per 20 anni;
  • deve essere completato entro 18 mesi dal provvedimento di ammissione;
  • deve avere una potenza nominale non inferiore a 10Kw e non superiore a 1.000Kw.

Agevolazioni concesse

Le agevolazioni consistono in un contributo a fondo perduto che copre una quota delle spese ammissibili, nella misura massima:

  • per l’investimento in impianti fotovoltaici:
    • 38% per le grandi imprese;
    • 48% per le medie imprese;
    • 58% per le piccole imprese;
  • per l’investimento in impianti termo-fotovoltaici:
    • 43% per le grandi imprese;
    • 53% per le medie imprese;
    • 63% per le piccole imprese;
  • per i sistemi di accumulo:
    • 28% per le grandi imprese;
    • 38% per le medie imprese;
    • 48% per le piccole imprese.

Presentazione delle domande

Le domande potranno essere presentate dal 3/12/2025 al 3/3/2026 e verranno valutate sulla base di una procedura valutativa basata su una griglia di punteggi allegata all’Avviso.

Sicilia: al via un bando per la riqualificazione energetica delle imprese

È stato pubblicato l’avviso pubblico “Sicilia efficiente: meno consumi, più futuro” che finanzia investimenti volti alla riqualificazione energetica delle imprese. Vediamone le caratteristiche principali.

Soggetti beneficiari

Il bando è riservato alle micro, piccole e medie imprese del settore privato (MPMI) che, tra l’altro:

  • dispongano di un’unità produttiva localizzata e operativa nel territorio della Regione siciliana;
  • siano validamente costituiti e iscritti come attivi da almeno 3 anni e abbiano approvato e depositato almeno tre bilanci di esercizio o documenti equipollenti;
  • siano in regola con gli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e con il rispetto del CCNL;
  • siano in regola con la normativa antimafia;
  • posseggano un’adeguata capacità economico-finanziaria mediante attestazione rilasciata da un istituto di credito o asseverazione di un revisore dei conti o di una società di revisione.

Progetti ammissibili e agevolazione concessa

Sono ammissibili i programmi di investimento finalizzati all’efficientamento energetico di unità locali/produttive già esistenti e localizzate nel territorio regionale – attraverso la realizzazione di interventi sugli edifici, gli impianti, i macchinari e le attrezzature utilizzate nei processi di produzione e/o di erogazione dei servizi, nonché la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per mero autoconsumo – finalizzati nel loro complesso alla riduzione di almeno il 30% dei consumi energetici e delle emissioni dirette e indirette di gas a effetto serra rispetto ai valori ex-ante.

Gli stessi programmi di investimento dovranno, a pena di inammissibilità, prevedere la realizzazione di interventi coerenti con le tipologie di seguito riepilogate:

  • interventi di efficientamento energetico dei processi produttivi agiti all’interno dell’unità locale oggetto di investimento;
  • interventi di efficientamento energetico degli edifici;
  • sostituzione degli impianti e dei macchinari con nuovi e più efficienti ubicati all’interno degli immobili aziendali;
  • realizzazione di impianti di per la produzione per autoconsumo di energia proveniente da fonte rinnovabile impiegati nei processi produttivi e/o di erogazione dei servizi.

I programmi di investimento dovranno prevalentemente puntare sull’efficientamento dei processi produttivi, potendo poi essere integrati con gli altri interventi complementari. Non sarà quindi ammissibile un progetto che preveda la sola sostituzione individuale di macchinari e/o impianti tecnologici specifici con soluzioni energeticamente più efficienti.

I programmi andranno completati entro 12 mesi dalla notifica del provvedimento di concessione e dovranno avere un costo totale ammissibile non inferiore a 50.000 euro e non superiore a 500.000 euro.

Sui progetti presentati viene concesso un aiuto sotto forma di contributo in conto impianti nella misura massima del 60%.

Spese ammissibili

Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:

  • acquisto di attrezzature, impianti, componenti, sistemi, programmi informatici e macchinari nuovi di fabbrica e relativa messa in opera;
  • acquisto di software dedicato alla gestione, controllo e programmazione del processo produttivo;
  • spese edili (compresi gli impianti generali) strettamente necessarie e funzionali alla realizzazione degli interventi di efficientamento energetico e comunque non oltre il 20% del costo totale ammissibile per il programma di investimenti. Rientrano in questa categoria tutte le voci di spesa relative all’acquisizione di componenti e/o impianti generali non amovibili (es. impianti civili, serramenti, altro assimilabile);
  • spese tecniche per l’esecuzione di diagnosi energetiche (obbligatoria), ivi incluse le analisi dello scenario controfattuale, progettazione, direzione lavori, collaudo, sicurezza cantieri (intesi come costi delle prestazioni professionali) in misura non superiore al 10% delle spese ammissibili relative alle voci di cui alle lettere precedenti;
  • attestato di prestazione energetica (APE) dell’edificio ex-ante e APE realizzato a ultimazione dei lavori di efficientamento energetico (obbligatoria).

Non sono invece ammissibili:

  • le spese connesse all’acquisizione di beni, servizi e/o lavori resi o ceduti al soggetto beneficiario dagli amministratori o dai loro coniugi o parenti ed affini entro il secondo grado o da soggetti privi di terzietà nei confronti del soggetto richiedente come sopra definiti;
  • gli investimenti realizzati tramite locazione finanziaria, contratti c.d. “chiavi in mano” e acquisto con patto di riservato dominio a norma dell'art. 1523 del Codice civile;
  • le spese connesse con l’ordinario funzionamento ed esercizio dell’iniziativa del progetto realizzato diverse da quelle di cui al comma 1 (es. personale, consulenze ordinarie e continuative, utenze energetiche, materiali di consumo, servizi di telecomunicazioni, e similari);
  • le spese per l’acquisto di beni mediante ricorso a contratti di locazione finanziaria;
  • le spese per l’acquisizione di beni usati e/o ricondizionati;
  • le spese per l’acquisizione di azioni o quote di un'impresa;
  • gli interessi passivi, le commissioni per operazioni finanziarie, altri oneri meramente finanziari;
  • le spese sostenute mediante forme di pagamento di cui non può essere dimostrata la tracciabilità;
  • le ammende e le penali;
  • l’IVA connessa con gli acquisti di beni e servizi previsti all’interno del programma di spesa, fatta eccezione per i casi in cui la stessa risulti definitivamente sostenuta ed integralmente non recuperabile da parte del beneficiario;
  • le spese già sostenute con il contributo di altri programmi pubblici: internazionali, comunitari, nazionali o regionali;
  • la valorizzazione economica di quei beni messi a disposizione da terzi a titolo gratuito;
  • i costi connessi con l’acquisto e/o l’utilizzo di automezzi o autovetture a qualsiasi titolo utilizzati nei processi produttivi e/o di erogazione dei servizi esercitati dal soggetto proponente;
  • le spese di manutenzione ordinaria e/o straordinaria di automezzi e/o di altri attivi materiali utilizzati nella realizzazione del progetto;
  • le spese per l’acquisizione di beni per mera sostituzione di tecnologia;
  • gli altri oneri finanziari (interessi debitori, spese a perdite di cambio ecc.) diversi rispetto a quelli per le garanzie fideiussorie e di accensione conto corrente dedicato al progetto;
  • qualsiasi spesa relativa a controversie, ricorsi, recupero crediti ecc.;
  • le spese accessorie quali ad esempio spese per consulenze legali, parcelle notarili, altre consulenze tecniche non direttamente connesse con lo svolgimento dell'attività produttiva.

Presentazione della domanda

La presentazione della domanda avviene telematicamente e le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa a sportello.

La domanda andrà presentata a partire dalle ore 12:00 del 16/12/2025 fino alle ore 12:00 del 21/01/2026.

Conto Termico 3.0: pubblicato il decreto attuativo

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del 7 agosto 2025 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che dà attuazione al c.d. “Conto termico 3.0”, un incentivo per interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Soggetti beneficiari

Il Conto Termico 3.0 è destinato a una vasta platea di beneficiari, tra cui:

  • Amministrazioni pubbliche;
  • Soggetti privati, per interventi eseguiti su edifici dell’ambito terziario, cioè le unità immobiliari di categoria catastale:
    • A/10 (uffici);
    • gruppo B;
    • gruppo C con esclusione di C/6 (stalle, scuderie, rimesse e autorimesse) e C/7 (tettoie chiuse o aperte);
    • gruppo D ad esclusione di D/9 (edifici galleggianti o sospesi assicurati a punti fissi del suolo, ponti privati soggetti a pedaggio);
    • gruppo E ad esclusione di E/2 (ponti comunali e provinciali soggetti a pedaggio), E/4 (recinti chiusi per speciali esigenze pubbliche) ed E/6 (fari, semafori, torri per rendere d’uso pubblico l’orologio comunale);
  • Soggetti privati, per interventi eseguiti su edifici appartenenti all’ambito residenziale, ma esclusivamente per gli interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili

Sono assimilati alle amministrazioni pubbliche anche gli Enti del terzo settore che non svolgono attività di carattere economico.

INTERVENTI DI PICCOLE DIMENSIONI PER L’INCREMENTO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA NEGLI EDIFICI

Interventi ammissibili

Sono ammissibili i seguenti interventi:

  • isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato, anche unitamente all'eventuale installazione di sistemi di ventilazione meccanica;
  • sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;
  • installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento e/o sistemi di filtrazione solare esterni per chiusure trasparenti con esposizione da Est-sud-est a Ovest, fissi o mobili, non trasportabili;
  • trasformazione degli edifici esistenti in «edifici a energia quasi zero»;
  • sostituzione di sistemi per l'illuminazione d'interni e delle pertinenze esterne degli edifici esistenti con sistemi efficienti di illuminazione;
  • installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico (building automation) degli impianti termici ed elettrici degli edifici, ivi compresa l'installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, trasmissione ed elaborazione dei dati stessi;
  • installazione di elementi infrastrutturali per la ricarica privata di veicoli elettrici, anche aperta al pubblico, presso l'edificio e le relative pertinenze, ovvero presso i parcheggi adiacenti, a condizione che l'intervento sia realizzato congiuntamente alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore elettriche;
  • installazione di impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo e/o opere di allacciamento alla rete, presso l'edificio o nelle relative pertinenze, a condizione che l'intervento sia realizzato congiuntamente alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore elettriche.

INTERVENTI DI PICCOLE DIMENSIONI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA TERMICA DA FONTI RINNOVABILI

Interventi ammissibili

Sono ammissibili i seguenti interventi:

  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale, anche combinati per la produzione di acqua calda sanitaria, dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica, unitamente all'installazione di sistemi di contabilizzazione del calore per gli impianti con potenza termica utile superiore di 200 kW;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi factory made o bivalenti a pompa di calore unitamente all'installazione di sistemi per la contabilizzazione del calore nel caso di impianti con potenza termica utile superiore a 200 kW;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali esistenti o per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa, compresi i sistemi ibridi factory made o bivalenti a pompa di calore, unitamente all'installazione di sistemi per la contabilizzazione del calore nel caso di impianti con potenza termica utile superiore a 200 kW;
  • installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell'impianto di climatizzazione invernale, anche abbinati a sistemi di solar cooling, o per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento. Nel caso di superfici del campo solare superiori a 100 m² e' richiesta l'installazione di sistemi di contabilizzazione del calore;
  • sostituzione di scaldacqua elettrici e a gas con scaldacqua a pompa di calore;
  • interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con l'allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficienti;
  • sostituzione funzionale o sostituzione totale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale utilizzanti unita' di microcogenerazione alimentate da fonti rinnovabili.

Agevolazione concedibile

L’ammontare dell’incentivo può arrivare al 65% delle spese sostenute.

Per gli interventi realizzati su edifici in comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti e per gli interventi realizzati su edifici pubblici adibiti a uso scolastico e su edifici di strutture ospedaliere e di altre strutture sanitarie pubbliche, comprese quelle residenziali, di assistenza, di cura o di ricovero, l’incentivo è pari al 100% delle spese ammissibili.

Presentazione della domanda

La presentazione della domanda avviene telematicamente, attraverso il portale del GSE

Autoimpiego Centro-Nord: una nuova agevolazione per le imprese giovanili del Centro-Nord

Il DM 11.07.2025 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, oltre ad aver dato avvio alla nuova misura agevolativa Resto al Sud 2.0 di cui abbiamo parlato nei precedenti articoli, dà il via anche alla nuova agevolazione destinata alle imprese giovanili del Centro-Nord, simile a Resto al Sud 2.0 ma con alcune particolarità. Vediamone le caratteristiche principali.

Soggetti beneficiari

La misura è destinata ai soggetti in possesso dei seguenti requisiti:

  • età compresa tra 18 e 35 anni non ancora compiuti;
  • status lavorativo di disoccupato, inattivo o inoccupato o, in alternativa, essere in condizione di marginalità, di vulnerabilità sociale o di discriminazione;
  • sede operativa dell’impresa in una delle regioni ammesse: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto.

Sono invece esclusi dall’agevolazione:

  • i soggetti che, nei 6 mesi antecedenti alla presentazione della domanda, siano stati titolari o soci di un’impresa cessata la cui attività risulti identica a quella della nuova iniziativa proposta;
  • i soggetti che intendono avviare l’attività nei settori:
    • della produzione primaria dei prodotti agricoli, della pesca, dell’acquacoltura
    • della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli in alcune casistiche previste dal regolamento de minimis;
    • delle attività connesse all’esportazione.

L’agevolazione dà ampia scelta nella forma giuridica e si estende anche alle attività libero-professionali.

In caso di società è ammessa la presenza anche di soci non beneficiari a condizione che il controllo e l’amministrazione della società siano e rimangano, per almeno tre anni, nelle mani dei soci beneficiari dell’agevolazione.

Una volta ottenuta l’agevolazione, scatterà poi un vincolo triennale con i seguenti obblighi:

  • divieto di alienazione e distrazione dei beni;
  • obbligo di mantenimento dell’attività;
  • stabilità territoriale;
  • corretta gestione finanziaria.

Contributi erogabili

La misura prevede due tipologie di aiuti, tra loro alternativi, cioè:

  • Il voucher a fondo perduto;
  • Il contributo per programmi di investimento.

Il voucher a fondo perduto è la via più rapida che riconosce un contributo a fondo perduto nella misura del 100% dell’investimento, coprendo integralmente le spese ammissibili, con un importo massimo di 30.000 euro che sale a 40.000 euro in caso di investimenti 4.0 e green.

Il contributo per programmi di investimento riguarda iniziative più complesse, e prevede una soglia massima di 200.000 euro con contributo così modulato:

  • per programmi di investimento fino a 120.000 euro, si arriva al 65% delle spese ammissibili;
  • per programmi di investimento superiori a 120.000 euro si arriva al 60% delle spese ammissibili.

Nel caso di contributo per programmi di investimento, diversamente dalla misura Resto al Sud “classica”, la parte non coperta a fondo perduto è a totale carico del proponente.

Il contributo non è cumulabile con altre misure agevolative, con l’eccezione del Fondo di Garanzia per le PMI e della NASpI percepita in un’unica soluzione.

Spese ammissibili

Le spese ammissibili devono essere riconducibili in una delle seguenti categorie:

  • macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici e servizi ICT incluso lo sviluppo di software, app, piattaforme digitali e l’acquisto di licenze;
  • immobilizzazioni immateriali, quali brevetti, marchi e la creazione di brand;
  • opere edili: solo nei limiti del 50% del totale. Questo tipo di spesa è però totalmente esclusa se si sceglie la via del voucher;
  • consulenze: consulenze tecnico-specialistiche fornite da enti del terzo settore, nel limite del 30% del totale.

Presentazione delle domande

Le domande andranno presentate attraverso il portale Invitalia, dal momento dell’apertura dello sportello che, verosimilmente, si avvierà nell’autunno 2025.

Avviso Digit Imprese Sicilia: un sostegno all’innovazione per le MPMI

Il Dipartimento delle Attività Produttive della Regione Siciliana ha approvato l’Avviso Digit Imprese relativo all’Azione 1.1.2 del PR FESR 2021/2027 “Sostegno all’innovazione delle imprese”. Vediamo nel dettaglio i contorni di questa opportunità di finanziamento.

Soggetti beneficiari

Possono presentare l’istanza di accesso le micro, piccole e medie imprese (MPMI) e le loro aggregazioni:

  • costituite e operative da almeno 12 mesi alla data di presentazione della domanda;
  • con una sede legale o operativa attiva nel territorio della Regione Siciliana;
  • siano dotate di personalità giuridica;
  • in caso di aggregazioni, assumano le forme giuridiche di consorzi, società consortili, reti d’impresa con personalità giuridica o altre forme giuridiche riconosciute.

Sono escluse dall’agevolazione le imprese che svolgano la propria attività economica prevalente in uno dei seguenti settori:

  • settore della pesca e dell’acquacoltura;
  • settore della produzione primaria di prodotti agricoli;
  • settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, in alcuni casi specifici;
  • settore carbonifero;
  • settore della fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco e dei prodotti del tabacco.

Interventi finanziabili

Sono ammissibili a finanziamento gli interventi destinati a sostenere, anche alternativamente:

  • l’innalzamento del grado di innovatività delle imprese, inteso come miglioramento della loro capacità di generare, assorbire e applicare innovazioni nei prodotti (upgrading tecnologico), nei processi o nei modelli organizzativi;
  • l’accelerazione dei processi di innovazione, ovvero la riduzione dei tempi e dei rischi connessi all’adozione di soluzioni innovative.

In particolar modo devono ricadere in una delle seguenti aree di intervento:

  • protezione e valorizzazione della proprietà intellettuale;
  • inserimento temporaneo di competenze specialistiche;
  • servizi di consulenza in materia di innovazione per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale e verde;
  • servizi di sostegno all’innovazione: accesso a infrastrutture per la sperimentazione, il collaudo e la validazione;
  • servizi di consulenza in materia di innovazione: accompagnamento strategico per l’innovazione e l’accesso al mercato.

I suddetti servizi devono essere forniti da uno o più dei sei seguenti soggetti:

  • poli di innovazione;
  • infrastrutture di ricerca;
  • infrastrutture di prova e di sperimentazione;
  • organismi di ricerca;
  • grandi imprese;
  • enti accreditati per il rilascio di certificazioni di processo, prodotto o competenze;
  • società di consulenza specializzate.

Gli interventi dovranno avere un importo minimo di 40.000 euro e un importo massimo:

  • di 000 euro per le microimprese;
  • di 000 euro per le piccole imprese;
  • di 000 euro per le medie imprese.

Spese ammissibili

Le spese ammissibili devono essere riconducibili in una delle seguenti categorie:

  • costi per l’ottenimento, la convalida e la difesa di brevetti e altri attivi immateriali;
  • costi per la messa a disposizione di personale altamente qualificato, proveniente da un organismo di ricerca e diffusione della conoscenza o da una grande impresa che svolga attività di ricerca, sviluppo e innovazione, da impiegare presso l’impresa beneficiaria in una funzione di nuova creazione e senza sostituire altro personale;
  • costi per servizi di consulenza e di sostegno all'innovazione, compresi i servizi erogati da organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza, infrastrutture di ricerca, infrastrutture di prova e sperimentazione, o poli di innovazione.

Agevolazioni concedibili

L’avviso prevede la concessione di agevolazioni sotto forma di contributo a fondo perduto, con i seguenti massimali di intensità:

  • 50% per i costi per l’ottenimento, la convalida e la difesa di brevetti e altri attivi immateriali;
  • 50% per i costi per la messa a disposizione di personale altamente qualificato proveniente da un organismo di ricerca e diffusione della conoscenza o da una grande impresa che svolga attività di ricerca, sviluppo e innovazione, da impiegare presso l’impresa beneficiaria in una funzione di nuova creazione e senza sostituire altro personale;
  • 80% per i costi per servizi di consulenza e di sostegno all'innovazione, compresi i servizi erogati da organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza, infrastrutture di ricerca, infrastrutture di prova e sperimentazione, o poli di innovazione, a condizione che l'importo totale degli aiuti per tali servizi non superi 220 000 EUR per beneficiario su un periodo di tre anni.

Presentazione delle domande

Le domande andranno presentate attraverso la piattaforma informatica messa a disposizione dal Dipartimento, dalle ore 12:00 del 14/10/2025 alle 12:00 del 26/11/2025.

Ripresa Sicilia Plus: contributi fino al 50% progetti di ricerca e sviluppo in Sicilia

Con l’avviso pubblico “Ripresa Sicilia Plus”, la Regione Siciliana rilancia il sostegno agli investimenti produttivi delle imprese operanti sul territorio regionale. Il bando, finanziato nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027 (Azione 1.1.1a), intende favorire la crescita e l’innovazione del tessuto imprenditoriale siciliano, anche attraverso percorsi di transizione ecologica e digitale.

Soggetti beneficiari

Il bando si rivolge alle seguenti categorie di soggetti:

  • Grandi Imprese (GI) (solo se in collaborazione micro, piccole e medie imprese);
  • Micro e Piccole e Medie Imprese (MPMI);
  • Mid-Cap;
  • Organismi di ricerca, pubblici o privati;
  • Infrastrutture di ricerca, Poli di innovazione e infrastrutture di prova e sperimentazione

I suddetti soggetti devono essere costituiti o impegnarsi a costituirsi in una delle seguenti forme di aggregazione:

  • ATI/ATS/RTI;
  • GEIE;
  • Consorzio;
  • Società cooperativa;
  • Società di capitali;
  • Rete soggetto;
  • Rete contratto;

Ogni aggregazione potrà avere un numero di componenti non superiore a cinque e ogni componente dovrà partecipare al sostenimento dei costi del programma di spesa per almeno il 10% del costo complessivo ammissibile.

Interventi finanziabili

Sono finanziabili progetti complessi di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale orientati al mercato, realizzati e localizzati nel territorio della Regione Siciliana, finalizzati a:

  • la realizzazione di Progetti di Ricerca Industriale (PRI);
  • la realizzazione di Progetti di Sviluppo Sperimentale (PSS).

Gli interventi devono essere coerenti con la S3 regionale e rientrate all’interno di uno dei seguenti ambiti:

  • agroalimentare;
  • economia del mare;
  • energia;
  • turismo, cultura e beni culturali;
  • scienze della vita;
  • ambiente, risorse naturali e sviluppo sostenibile;
  • smart cities & communities.

I progetti dovranno avere un valore minimo di 1.000.000 di euro e un valore massimo di 5.000.000 di euro.

Spese ammissibili

Per i soggetti beneficiari le agevolazioni coprono:

  • Personale: sono ammissibili i costi del lavoro di ricercatori, tecnici e personale ausiliario, impiegati nel progetto. La rendicontazione avviene tramite Unità di Costo Standard (D.I. 4 gennaio 2024). Il tempo massimo riconosciuto è il 60% di 1.720 ore/anno per persona (salvo contratti collettivi con limiti inferiori).
  • Strumentazione e attrezzature: ammissibili solo per la quota utilizzata nel progetto. Se non usati interamente per il progetto, si considera solo l'ammortamento relativo al periodo progettuale.
  • Immobili e terreni: come per gli strumenti, sono ammissibili solo i costi di ammortamento relativi alla durata e all’uso nel progetto.
  • Ricerca contrattuale, brevetti, consulenze esterne: ammissibili se acquisiti da fonti esterne a condizioni di mercato e utilizzati esclusivamente per il progetto.
  • Consulenze per comunicazione e disseminazione: ammessi i costi per attività di comunicazione e divulgazione dei risultati del progetto (anche al grande pubblico). Limite massimo: 2% del totale dei costi di cui ai punti precedenti.
  • Spese generali e materiali di consumo: riconosciuti in misura forfettaria pari al 20% del totale degli altri costi ammissibili (voci precedenti), nel rispetto dei regolamenti UE applicabili.

Forma ed intensità del contributo

I contributi saranno concessi sotto forma di contributo a fondo perduto entro le seguenti percentuali:

  • Progetti di ricerca industriale (PRI) – 50% dei costi ammissibili
  • Progetti di sviluppo sperimentale (PSS) – 25% dei costi ammissibili

Open Innovation Sicilia: contributi a fondo perduto per start-up e PMI innovative

La Regione Siciliana ha pubblicato il nuovo bando “Open Innovation Sicilia”, nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027 (azione 1.1.3), con l’obiettivo di sostenere la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali innovative. L’iniziativa finanzia programmi di incubazione e accelerazione rivolti a imprese già costituite o aspiranti imprenditori, attraverso il coinvolgimento dei Poli di Innovazione presenti sul territorio regionale.

Destinatari e beneficiari

Il bando si rivolge a due categorie principali:

Soggetti proponenti

Possono presentare domanda i Poli di Innovazione già operativi in Sicilia, ovvero soggetti pubblici o privati che gestiscono spazi fisici dedicati all’innovazione e che offrono servizi strutturati di supporto alla nascita e sviluppo di start-up. I Poli devono:

  • essere imprese singole o in aggregazione, aventi personalità giuridica, operanti nel campo dell’innovazione e della valorizzazione della conoscenza, ricadenti nelle categorie MPMI, MidCaP, o Grandi Imprese;
  • svolgere attività sistemiche e strutturate di supporto all’innovazione, anche mediante servizi di incubazione, accelerazione, trasferimento tecnologico, mentoring, supporto allo scale-up;
  • aver realizzato nei cinque anni precedenti la presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni di cui al presente Avviso almeno 2 programmi di accelerazione e/o di incubazione d’impresa documentabili;
  • presentare un programma di accelerazione/incubazione coerente con gli ambiti della Strategia Regionale dell’Innovazione per la Specializzazione Intelligente (S3) Sicilia 2021–2027;
  • garantire:
    • che l’accesso ai locali, alle infrastrutture, alle attrezzature e ai servizi del Polo sia assicurato in modo trasparente, aperto e non discriminatorio, nel rispetto dei principi di pari opportunità e libera concorrenza, mediante esibizione del proprio regolamento interno (o altro documento equivalente) che disciplina le modalità di accesso ai servizi offerti dallo stesso Polo e le relative modalità di remunerazione;
    • che le imprese che abbiano contribuito finanziariamente alla realizzazione/attivazione del Polo in misura almeno pari al 10% dei costi di investimento possano beneficiare di condizioni di accesso preferenziali, proporzionate al contributo versato;
    • che i corrispettivi richiesti per l’utilizzo delle strutture del Polo o per la partecipazione alle attività promosse dallo stesso siano determinati in coerenza con i prezzi di mercato o, in assenza di questi, riflettano i costi sostenuti dal Polo, comprensivi di un margine ragionevole;
    • che ciascun soggetto giuridico che gestisce o aderisce al Polo adotti un sistema di contabilità separata, idoneo a distinguere chiaramente costi, ricavi e flussi finanziari connessi alla proprietà, gestione e fruizione delle infrastrutture del Polo, in conformità ai principi contabili applicabili.

Soggetti aderenti

Rientrano in questa categoria:

  • Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) che partecipano ai programmi di accelerazione proposti dai soggetti proponenti;
  • aspiranti imprenditori (singoli o in team), residenti in Sicilia, che prendono parte ai programmi di incubazione. Dovranno costituire un’impresa al termine del percorso, operante in uno degli ambiti della Strategia di Specializzazione Intelligente (S3).

Interventi finanziabili

Il bando finanzia due tipologie di programmi:

  • programmi di incubazione, rivolti a soggetti non ancora costituiti in impresa. L’obiettivo è sviluppare idee imprenditoriali innovative e supportarne la trasformazione in start-up operative.
  • programmi di accelerazione, destinati a imprese già esistenti, finalizzati al consolidamento e alla crescita sul mercato.

In entrambi i casi, i progetti devono essere coerenti con le priorità della S3 Sicilia 2021-2027 e rientrare all’interno di almeno uno degli ambiti tematici individuati dalla stessa:

  • agroalimentare
  • economia del mare
  • energia
  • scienze della vita
  • smart cities & communities
  • turismo, cultura e beni culturali
  • ambiente, risorse naturali e sviluppo sostenibile.

Spese ammissibili

Per i soggetti proponenti le agevolazioni coprono:

  • per la realizzazione e l’ammodernamento del Polo:
    • spese per l’acquisto di macchinari, impianti ed attrezzature e/o servizi informatici, entro il 30% del costo totale ammissibile del programma di investimenti
  • per l’animazione del Polo, l’attività di marketing del Polo, la gestione delle infrastrutture del Polo e l’organizzazione di formazione, seminari e conferenze:
    • spese di personale
    • spese amministrative
  • spese generali, entro il limite del 7% del totale ammissibile delle spese del personale.

Per i soggetti aderenti le agevolazioni coprono:

  • acquisizione di servizi di consulenza e di sostegno all’innovazione connessi con l’attuazione dei programmi di accelerazione, agevolati il cui costo complessivo ammissibile non superi nel triennio antecedente l’importo massimo di 220.000 EUR per ciascuna impresa partecipante;
  • acquisto di ulteriori beni e/o servizi connessi con l’implementazione del know-how acquisito dalla stessa start-up/impresa innovativa all’esito del programma di accelerazione e fatta salva la positiva valutazione da parte del Polo di innovazione del progetto di implementazione elaborato dall’impresa aderente. L’aiuto non potrà superare il massimale di 50.000 EUR per ciascuna start-up/impresa e sarà concesso dall’Amministrazione regionale in regime di de-minimis;
  • ristoro dei costi sostenuti dalle imprese coinvolte in un programma di incubazione. L’aiuto non potrà superare il massimale di 30.000 EUR per ciascuna impresa incubata e sarà concesso dall’Amministrazione regionale in regime di de-minimis

Forma ed intensità del contributo

I contributi saranno concessi sotto forma di contributo a fondo perduto entro le seguenti percentuali:

  • Programmi di accelerazione e di incubazione – 50% della spesa – Soggetto beneficiario: Proponente;
  • Partecipazione del soggetto aderente al programma di accelerazione – 100% della spesa – Soggetto beneficiario: Aderente.
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