Il Ministero del Turismo ha pubblicato il decreto direttoriale del 18 giugno 2026 che apre lo sportello per la misura Green Tour, un fondo da 109 milioni di euro destinato alle imprese turistiche che intendono investire in efficienza energetica, energie rinnovabili e digitalizzazione. Le domande si presentano sulla piattaforma di Invitalia a partire dal 15 luglio 2026.
Soggetti interessati
Possono accedere al fondo le imprese turistiche di qualunque dimensione — micro, piccole, medie e grandi — operative in Italia con i codici ATECO del settore (ricettivo, ristorazione, agenzie viaggio, parchi, terme, ecc., secondo la classificazione ATECO 2025 allegata al DM). Sono ammesse anche le imprese attive da almeno tre anni che, pur non avendo un codice ATECO turistico come principale, dimostrino dalle scritture contabili di ricavare più del 50% del fatturato da attività turistiche.
Rientrano tra i possibili beneficiari anche i proprietari delle strutture, purché costituiti in forma d'impresa e in presenza del consenso del gestore con vincolo di continuità per tutta la durata dell'investimento. Imprese estere con sede o stabile organizzazione in Italia possono partecipare a condizione di avere codice fiscale e partita IVA italiani.
È ammessa la partecipazione congiunta attraverso contratti di rete (massimo cinque imprese, rete iscritte alla CCIAA da almeno tre anni, costituite come rete-soggetto). Ogni impresa o contratto di rete può presentare una sola domanda.
Requisiti essenziali:
- iscrizione attiva al Registro Imprese
- assenza di procedure concorsuali
- regolarità contributiva, fiscale e assicurativa
- assenza di aiuti di Stato non rimborsati,
- obbligo di stipula di polizza assicurativa catastrofale in essere alla data di presentazione della domanda.
Interventi ammissibili
Il programma di investimento deve avere un importo complessivo tra 1.000.000 euro e 15.000.000 euro e deve essere avviato (ovvero non deve essere stata effettuata alcuna ordinazione vincolante o avvio cantiere) dopo la presentazione della domanda.
Il decreto direttoriale distingue quattro categorie di intervento.
Interventi trainanti (obbligatori, devono rappresentare almeno il 51% della spesa totale): sono gli investimenti finalizzati all'efficienza energetica degli edifici e degli impianti e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
Vi rientrano:
- la coibentazione dell'involucro edilizio
- la sostituzione di serramenti e superfici vetrate
- la realizzazione di pareti ventilate
- la sostituzione di caldaie con modelli ad alta efficienza a condensazione
- l'installazione o la sostituzione di impianti di climatizzazione a zone
- l'efficientamento dei sistemi di illuminazione e trasporto interno
- la riqualificazione energetica di centri congressi e strutture per eventi
- l'installazione di impianti fotovoltaici, solari termici, geotermici e pompe di calore (nel limite dell'autoconsumo)
- i sistemi di accumulo energetico (con almeno il 75% dell'energia proveniente dall'impianto rinnovabile collegato)
- il miglioramento dell'efficienza degli impianti di riscaldamento e raffreddamento inclusi i gruppi frigoriferi, e — in caso di edifici crollati o demoliti — la ricostruzione a condizione che sia documentabile la consistenza preesistente.
Rientrano in questa categoria anche l'efficientamento di piscine, impianti termali e wellness, e delle piazzole di sosta per gli ospiti.
Interventi aggiuntivi trainati (facoltativi, valorizzano il punteggio in graduatoria)
Rientrano tra questi interventi:
- giardini verticali e tetti verdi
- sistemi di efficientamento idrico e raccolta acqua piovana
- collegamento a reti di teleriscaldamento/teleraffrescamento
- installazione di colonnine di ricarica nei parcheggi pertinenziali.
Interventi di digitalizzazione trainati (facoltativi, valorizzano il punteggio in graduatoria)
Rientrano tra questi interventi:
- installazione di apparecchiature e impianti per l'automazione e l'intelligenza artificiale degli edifici
- cablaggio strutturato interno
- acquisto o sviluppo di software, brevetti, licenze e know-how per la digitalizzazione del processo turistico, la destagionalizzazione e il rispetto dei criteri ESG.
Interventi accessori (in regime de minimis)
Rientrano tra questi interventi:
- sostituzione di pavimenti e rivestimenti con materiali sostenibili
- installazione di pergotende bioclimatiche.
Sono inoltre ammissibili — nei limiti descritti di seguito — le spese per servizi di consulenza connessi al programma (solo PMI) e per studi e consulenze in materia ambientale ed energetica (tutte le imprese).
Sono escluse le spese per beni usati, spese di funzionamento, spese notarili, imposte e tasse, scorte, acquisto di terreni e immobili, commesse interne e singoli beni di importo inferiore a 500 euro. L'IVA è ammissibile solo se non recuperabile. In caso di leasing finanziario, sono ammissibili solo i canoni pagati nel periodo di realizzazione, a condizione che l'opzione di acquisto anticipata sia esercitata al momento della stipula del contratto.
Gli investimenti devono concludersi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e comunque non oltre il 30 settembre 2028.
Agevolazione concedibile
Il fondo dispone di 109 milioni di euro, suddivisi tra 59 milioni in contributo a fondo perduto e 50 milioni in finanziamento agevolato. Il mix è fisso: 54% a fondo perduto e 46% come finanziamento agevolato, concessi in combinazione per ciascun beneficiario.
Il finanziamento agevolato ha una durata massima di cinque anni, con rimborso a rate semestrali (30 giugno e 31 dicembre), ed è applicato a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento BCE vigente alla data di concessione — in pratica un tasso molto prossimo allo zero. Il rimborso delle rate decorre dalla prima scadenza utile successiva alla trasmissione della relazione finale da parte di Invitalia.
L'intensità di aiuto varia in funzione della tipologia di intervento, della dimensione d'impresa e della localizzazione geografica. In estrema sintesi:
- Per gli interventi di efficienza energetica degli edifici, l'intensità base è del 30%, elevabile di 20 punti per le piccole imprese, di 10 punti per le medie, di 15 punti per le zone assistite "a" e di 5 punti per le zone "c". È prevista un'ulteriore maggiorazione di 15 punti se l'intervento migliora la prestazione energetica dell'edificio misurata in energia primaria di almeno il 40% rispetto alla situazione precedente. Per interventi che riguardano un solo elemento edilizio l'intensità massima scende al 25%.
- Per gli interventi di efficienza energetica di impianti non edilizi, le intensità massime e le maggiorazioni territoriali e dimensionali sono analoghe, con base al 30%.
- Per gli impianti di produzione da fonti rinnovabili, l'intensità massima è del 65% per le piccole imprese, 55% per le medie e 45% per le grandi. Per i sistemi di accumulo associati, i massimali scendono rispettivamente al 50%, 40% e 30%.
- Per le spese di consulenza connesse al programma di investimento, l'intensità è fino al 50% nel limite del 4% della spesa ammissibile complessiva. Per gli studi e le consulenze ambientali ed energetiche, l'intensità è del 60% per le grandi imprese, 70% per le medie e 80% per le piccole, nel limite del 2% della spesa ammissibile complessiva.
Il contributo a fondo perduto non può superare in valore assoluto 4,5 milioni di euro per progetto.
Il cumulo con altre agevolazioni è possibile solo nel rispetto delle intensità massime GBER; non è consentito il cumulo con altri aiuti sulle medesime spese, salvo che si tratti di benefici fiscali o garanzie e nei limiti di intensità previsti.
Come presentare domanda
Le domande si presentano esclusivamente in forma telematica sulla piattaforma di Invitalia (www.invitalia.it), con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Lo sportello è aperto dal 15 luglio 2026 ore 12:00 al 15 settembre 2026 ore 17:00. La graduatoria si forma dopo la chiusura dello sportello, sulla base dei punteggi attribuiti ai singoli programmi di investimento.
La graduatoria si forma su 100 punti. I parametri principali sono:
- il rapporto tra investimenti trainanti e totale investimenti esposti (punteggio massimo 25, con un minimo obbligatorio del 51% pena l'esclusione)
- il rapporto tra investimenti aggiuntivi trainati e totale (max 12,5 punti)
- il rapporto tra investimenti di digitalizzazione e totale (max 12,5 punti)
- l'incidenza del MOL sul fatturato (max 7,5 punti)
- il grado di indipendenza finanziaria — patrimonio netto/totale passivo (max 7,5 punti)
- il rapporto di indebitamento — totale debiti/totale passivo (max 7,5 punti)
- l'incidenza degli oneri finanziari sul fatturato (max 7,5 punti).
Sono previste maggiorazioni di 5 punti per il possesso del rating di legalità, 5 punti per la certificazione di parità di genere, e 10 punti per certificazioni ambientali riconosciute (GSTC, Green Key, ISO 21401, ISO 50001, ISO 14001, EMAS). A parità di punteggio prevale l'istanza con il minor costo complessivo.
L'erogazione del contributo a fondo perduto avviene in tre tranche:
- un'anticipazione del 30% alla firma del disciplinare (contro fideiussione)
- un acconto fino all'80% per stato avanzamento lavori a metà percorso
- e un saldo finale entro 90 giorni dalla rendicontazione completa.
Il finanziamento agevolato è erogato in un'unica soluzione entro 30 giorni dalla firma del disciplinare, anch'esso contro fideiussione.

