Credito d'imposta sul gasolio agricolo: cosa prevede il secondo Decreto carburanti 2026

Con il secondo “Decreto carburanti”, il Governo ha esteso alle imprese agricole il credito d'imposta sui carburanti, inizialmente riconosciuto solo a pesca e autotrasporto. Un intervento atteso dal settore, limitato però alle spese sostenute nel solo mese di marzo 2026.

Soggetti interessati

La misura riguarda le imprese agricole in senso generale, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato. Rientrano nel perimetro anche le imprese agromeccaniche che operano in conto terzi nel settore primario.

Cosa prevede la norma

L'art. 8-ter del decreto riconosce un contributo straordinario sotto forma di credito d'imposta, fino al 20% della spesa sostenuta per l'acquisto di gasolio e benzina destinati ad alimentare i mezzi utilizzati per l'esercizio delle attività agricole.

Il credito è calcolato al netto dell'IVA e si riferisce esclusivamente agli acquisti effettuati nel mese di marzo 2026, documentati tramite le relative fatture d'acquisto.

La dotazione complessiva è di 30 milioni di euro per l'anno 2026.

Il credito potrà essere utilizzato in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026.

Modalità operative: in attesa del decreto MASAF

Le modalità operative di accesso al credito — criteri di ammissibilità, documentazione richiesta, procedure di richiesta, controlli e condizioni di revoca — dovranno essere definite con un decreto del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) entro il 4 maggio 2026.

Lo stesso decreto stabilirà anche il valore effettivo del credito spettante a ciascun beneficiario, che potrà essere inferiore al 20% nel caso in cui le richieste totali superino il plafond disponibile.

È quindi necessario attendere il decreto attuativo per conoscere le istruzioni operative definitive.

Credito d'imposta ZES unica per il settore agricolo, forestale e della pesca: le regole per il 2026

Con la legge di bilancio 2025 il credito d'imposta ZES unica per il settore primario è stato prorogato all'anno 2026, con una dotazione di 50 milioni di euro. Le imprese agricole, forestali e della pesca che realizzano investimenti nelle regioni del Mezzogiorno — e in alcune aree di Abruzzo, Marche e Umbria — possono presentare la comunicazione all'Agenzia delle Entrate entro il 30 maggio 2026.

Soggetti interessati

Possono accedere al credito d'imposta le imprese attive, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato, nei seguenti settori:

  • Produzione primaria di prodotti agricoli (codici ATECO 01): microimprese, PMI e grandi imprese, con distinzione nelle intensità di aiuto;
  • Settore forestale (codici ATECO 02);
  • Pesca e acquacoltura (codici ATECO 03): con esclusione delle grandi imprese attive nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici.

Sono invece escluse le imprese che svolgono in via principale o esclusiva attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (e non di produzione primaria), le imprese in difficoltà finanziaria ai sensi della normativa UE, e quelle destinatarie di ordini di recupero di aiuti illegittimi da parte della Commissione europea.

Interventi ammissibili

Gli investimenti devono essere realizzati tra il 1° gennaio 2026 e il 15 novembre 2026 e devono essere destinati a strutture produttive — esistenti o di nuovo impianto — ubicate nella ZES unica. Il perimetro territoriale comprende le zone assistite di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia (deroghe ex art. 107.3.a TFUE), nonché le zone assistite di Abruzzo, Marche e Umbria (deroghe ex art. 107.3.c TFUE), come individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022–2027.

Sono agevolabili:

  • acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, anche tramite leasing finanziario;
  • acquisto di terreni e acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali agli investimenti.

Il valore di terreni e immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell'investimento agevolato. Non sono agevolabili i progetti di importo inferiore a 50.000 euro.

Agevolazione concedibile

Il beneficio è riconosciuto sotto forma di credito d'imposta. Le intensità massime di aiuto variano in base alla tipologia di impresa e di investimento:

  • per le imprese agricole (produzione primaria):
    • 65% in via ordinaria,
    • 80% per investimenti con obiettivi ambientali, climatici o di benessere animale, e per giovani agricoltori.
  • per le imprese forestali: 100%.
  • per le imprese della pesca e acquacoltura:
    • dal 50% al 100% secondo la finalità dell'investimento (sicurezza dei lavoratori, efficienza energetica, porti di pesca, acquacoltura, ecc.),
    • con un'intensità dell'80% per gli investimenti con impatto ambientale positivo nel settore acquacoltura.

Il credito è cumulabile con altri aiuti di Stato e de minimis sugli stessi costi, a condizione che non venga superata l'intensità massima consentita. È cumulabile anche con agevolazioni che non costituiscono aiuti di Stato, nei limiti delle spese effettivamente sostenute.

L'effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve risultare da una certificazione rilasciata dal revisore legale dei conti. Le imprese non obbligate alla revisione legale devono comunque rivolgersi a un revisore o società di revisione iscritti nel registro di cui al D.Lgs. 39/2010.

Come presentare domanda

La comunicazione va presentata telematicamente all'Agenzia delle Entrate dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026.

Il credito spettante a ciascun beneficiario sarà determinato in proporzione alle risorse disponibili (50 milioni di euro): se il totale dei crediti richiesti supera il plafond, l'Agenzia delle Entrate pubblica una percentuale di riparto con apposito provvedimento del Direttore.

Il lavoro occasionale in agricoltura diventa strutturale

Con la Legge di Bilancio 2026, il lavoro occasionale in agricoltura — fino ad allora in vigore in via sperimentale — è diventato definitivo. Dopo tre anni di rodaggio, il Legislatore ha scelto di stabilizzare lo strumento. Vediamo nel dettaglio come funziona e cosa devono sapere le aziende agricole.

Soggetti interessati

Il contratto di lavoro occasionale agricolo (LO.AGRI) può essere utilizzato esclusivamente da datori di lavoro del settore agricolo iscritti alle specifiche gestioni previdenziali INPS

I lavoratori che possono essere assunti con questa tipologia contrattuale sono:

  • i disoccupati che hanno reso la dichiarazione di disponibilità al lavoro, i fruitori di NASpI, DIS-COLL o ammortizzatori sociali;
  • i pensionati di vecchiaia o di anzianità;
  • i giovani under 25 iscritti a qualsiasi ciclo scolastico, compatibilmente con gli impegni didattici, oppure studenti universitari in qualunque periodo dell'anno;
  • i detenuti e gli internati ammessi al lavoro esterno, nonché i soggetti in semilibertà.

Con una sola eccezione — i pensionati — tutti gli altri soggetti non devono aver avuto, nei tre anni precedenti, un rapporto di lavoro come operaio agricolo, a tempo determinato o indeterminato.

Cosa prevede il contratto

Il contratto LO.AGRI ha una durata massima di dodici mesi, ma le giornate di lavoro effettivo non possono superare i 45 giorni complessivi nell'anno civile. Questa soglia non è casuale: è inferiore alle 51 giornate che fanno scattare alcune prestazioni previdenziali e assistenziali, e serve a mantenere lo strumento nel perimetro dell'occasionalità.

Il datore di lavoro deve acquisire dal lavoratore un'autocertificazione attestante la propria condizione soggettiva (disoccupazione, iscrizione scolastica, condizione detentiva, ecc.). L'INPS, dal canto suo, è tenuto a non accreditare contribuzione figurativa sulle posizioni attivate con questo contratto, sottraendola dagli accrediti derivanti da misure di sostegno al reddito.

Adempimenti del datore di lavoro

Prima di far lavorare il dipendente occasionale, il datore deve effettuare la comunicazione preventiva al centro per l'impiego tramite il modello UNILAV, con il codice specifico H.03.03. Nella comunicazione vanno indicate le giornate presunte di effettivo lavoro all'interno del contratto.

Il contratto non può essere stipulato da datori che non applicano i contratti collettivi nazionali e provinciali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. Se gli ispettori del lavoro accertano questa inottemperanza, il rapporto viene ricondotto a tempo indeterminato.

I lavoratori occasionali agricoli devono essere iscritti nel Libro Unico del Lavoro (LUL), anche in un'unica soluzione a fine rapporto. L'informativa prevista dal Decreto Trasparenza si intende soddisfatta consegnando al lavoratore copia della comunicazione di assunzione inviata al centro per l'impiego.

Trattamento economico e regime fiscale

La retribuzione deve corrispondere alle tariffe stabilite dal CCNL e dal contratto provinciale di settore. Il pagamento deve avvenire con strumenti tracciabili: bonifico bancario o postale, assegno circolare o bancario, carta di credito o altro mezzo elettronico. In caso di comprovato impedimento è ammessa la delega a coniuge, convivente o familiare in linea retta o collaterale di almeno 16 anni. Il compenso può essere erogato anche in anticipo su base settimanale, quindicinale o mensile.

I compensi percepiti sono:

  • esenti da IRPEF e da qualsiasi altra imposta;
  • neutri rispetto allo stato di disoccupazione o inoccupazione;
  • cumulabili con il trattamento pensionistico.

Per i lavoratori extracomunitari, il reddito percepito è computabile ai fini del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno.

Sanzioni per le violazioni

Se il limite dei 45 giorni complessivi viene superato, il rapporto si converte automaticamente in contratto a tempo indeterminato, per effetto di legge.

Sono inoltre previste sanzioni amministrative non diffidabili, da 500 a 2.500 euro per ogni giornata di violazione, nei seguenti casi:

  • omessa o tardiva comunicazione preventiva al centro per l'impiego;
  • utilizzo di lavoratori diversi da quelli comunicati (con possibile contestazione del lavoro in nero).

La sanzione non si applica se la comunicazione è risultata incompleta o non veritiera a causa di informazioni false fornite dal lavoratore nell'autocertificazione.

Sicilia: contributi fino all’80% per gli investimenti delle aziende agricole

La Regione Siciliana ha attivato l’intervento SRD01 – Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole, nell’ambito del Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023-2027.

La misura finanzia investimenti strutturali e produttivi finalizzati ad aumentare competitività, redditività e sostenibilità delle aziende agricole siciliane.

Soggetti interessati

Possono presentare domanda gli imprenditori agricoli, singoli o associati con l’esclusione dei soggetti che esercitano esclusivamente attività di selvicoltura o acquacoltura.

I beneficiari devono:

  • essere titolari di fascicolo aziendale validato;
  • essere iscritti a CCIAA e INPS;
  • essere in regola con gli obblighi contributivi;
  • qualificarsi come agricoltori in attività ai sensi del Reg. UE 2021/2115;
  • non essere imprese in difficoltà;
  • possedere una dimensione economica minima di 8.000 euro di Produzione Standard;
  • raggiungere il punteggio minimo previsto dai criteri di selezione;
  • non essere destinatari di provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale;
  • non aver riportato condanne rilevanti per reati contro la PA o in materia di fondi pubblici.

Interventi ammissibili

L’intervento sostiene investimenti materiali e immateriali finalizzati a:

  • ammodernare strutture e dotazioni aziendali;
  • incrementare la produttività e l’orientamento al mercato;
  • migliorare le performance ambientali e climatiche;
  • favorire innovazione tecnologica e digitalizzazione;
  • valorizzare le produzioni agricole aziendali, anche tramite trasformazione e commercializzazione.

Gli investimenti ammissibili ricomprendono:

  • acquisto di terreni (tra il 10% e il 30% delle spese ammissibili);
  • acquisto di fabbricati (fino ad un massimo del 50% delle spese ammissibili);
  • miglioramenti fondiari e di infrastrutture aziendali quali:
    • realizzazione di nuovi impianti di colture poliennali nonché la ristrutturazione e la riconversione colturale e varietale di colture poliennali;
    • sistemazioni idraulico-agrarie;
    • acquisto e posa in opera di materiale ed attrezzature necessari per prevenire i danni da fauna selvatica e i danni da avversità atmosferiche;
    • viabilità ed elettrificazione aziendale.
  • fabbricati e strutture produttive;
  • macchinari e attrezzature;
  • interventi di efficienza energetica;
  • gestione delle risorse idriche;
  • spese generali.

Agevolazione concedibile

La spesa ammissibile a progetto va da un minimo di 250.000 euro ad un massimo di 3.000.000 euro.

Il sostegno è concesso come contributo in conto capitale pari a:

  • 65% per la generalità delle aziende agricole;
  • 80% per i giovani agricoltori (18-41 anni non compiuti, insediati da non oltre 5 anni)

Ogni beneficiario può presentare una sola domanda di sostegno.

Come presentare domanda

La domanda di sostegno deve essere presentata secondo le modalità e i termini indicati nel bando, attraverso il sistema informativo agricolo (SIAN) a partire dal 9 marzo 2026 e fino all’8 giugno 2026.

Credito d’imposta 4.0 agricoltura 2026: bonus al 40% per investimenti tecnologici

La Legge di Bilancio 2026 introduce una nuova misura agevolativa per sostenere la modernizzazione delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura. Si tratta di un credito d’imposta 4.0 che mira a incentivare investimenti in beni strumentali tecnologici.

Soggetti interessati

Possono beneficiare del nuovo credito d’imposta:

  • imprese operanti nella produzione primaria di prodotti agricoli;
  • imprese attive nei settori pesca e acquacoltura.

La misura è pensata in particolare per le imprese escluse dal nuovo iperammortamento, ovvero per quelle che non possono accedere alla più ampia agevolazione prevista per Industria 4.0.

Cosa prevede la norma

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un credito d’imposta al 40% sul costo di acquisizione di beni strumentali nuovi 4.0 con un massimale di investimento agevolabile fino a 1 milione di euro per impresa.

La norma sostituisce, per il settore agricolo, l’accesso al nuovo iperammortamento (al quale le imprese agricole non possono partecipare per modalità di determinazione del reddito) con un credito d’imposta ad hoc.

L’obiettivo è sostenere la transizione digitale e tecnologica delle imprese agricole, favorendo l’adozione di tecnologie avanzate e sistemi interconnessi.

Requisiti

Per poter ottenere il beneficio è necessario:

  • effettuare investimenti in beni strumentali nuovi, materiali o immateriali, inclusi negli allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026 (equivalenti agli ex Allegati A e B del piano Transizione 4.0);
  • che tali beni siano interconnessi ai sistemi aziendali e destinati all’attività produttiva;
  • sostenere le spese nel periodo dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028;
  • rispettare eventuali ordini accettati e acconti versati (tipicamente almeno il 20% entro fine 2026 per ottenere la proroga al 30 giugno 2027).

È previsto un limite di spesa complessivo annuo pari a circa 2,1 milioni di euro per ciascun anno del periodo 2026-2028 e il credito spettante è utilizzabile in compensazione tramite modello F24 a partire dall’anno successivo a quello di sostenimento delle spese, senza i limiti annuali previsti per altri crediti fiscali.

Come presentare domanda

Al momento la normativa richiede un decreto attuativo per definire modalità e termini applicativi. In ogni caso:

  • va conservata la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili (es. fatture, documenti di trasporto, ecc.) con indicazione sugli stessi del riferimento normativo alla norma agevolativa;
  • deve essere predisposta una certificazione rilasciata da un revisore legale o da una società di revisione.

ISMEA: fino al 30 settembre l’incentivo “Più Impresa”

È attivo su ISMEA il portale per la presentazione delle domande per l’incentivo “Più Impresa”, destinato all’imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura.

Beneficiari

L’agevolazione riguarda le PMI agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti ovvero donne, con i seguenti requisiti:

  • subentro: imprese agricole costituite da non più di 6 mesi con sede operativa sul territorio nazionale, con azienda cedente attiva da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sana; la maggioranza numerica dei soci e delle quote di partecipazione in capo ai giovani, ove non presente al momento della presentazione della domanda, deve sussistere alla data di ammissione alle agevolazioni;
  • ampliamento: imprese agricole attive da almeno due anni, con sede operativa sul territorio nazionale, economicamente e finanziariamente sane.

Investimenti ammissibili

I piani di investimento devono essere volti a:

  • migliorare il rendimento e la sostenibilità globale dell'azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o miglioramento e riconversione della produzione;
  • migliorare l'ambiente naturale, le condizioni di igiene o il benessere degli animali, purché non si tratti di investimento realizzato per conformarsi alle norme dell'Unione europea;
  • realizzare e migliorare le infrastrutture connesse allo sviluppo, all'adeguamento ed alla modernizzazione dell'agricoltura.

In particolare sono ammissibili:

  • spese per lo studio di fattibilità (massimo 2% dell’investimento);
  • opere agronomiche e di miglioramento fondiario (massimo 50% dell’investimento);
  • opere edilizie per la costruzione ed il miglioramento di beni immobili;
  • oneri per il rilascio della concessione edilizia;
  • acquisto di terreni (massimo 10% dei costi totali per progetti agricoli);
  • acquisto di macchinari ed attrezzature nuovi di fabbrica compresi impianti ed allacciamenti;
  • beni pluriennali (programmi informatici, brevetti, licenze, diritti d’autore, marchi, acquisto di piante pluriennali);
  • servizi di progettazione;
  • per il settore della produzione agricola primaria sono inoltre ammissibili:
    • investimenti non produttivi legati a obiettivi ambientali e climatici;
    • investimenti in irrigazione, se rispettano le condizioni di risparmio idrico;
    • investimenti in energie rinnovabili per soddisfare il fabbisogno aziendale.

Entità del contributo

L’intervento prevede:

  • l’ammissibilità di piani di investimento fino a un massimo di 500.000 Euro;
  • mutuo agevolato, a tasso zero, per un importo non superiore al 60% delle spese ammissibili, di durata fino a 15 anni;
  • contributo a fondo perduto, per un importo non superiore al 35% delle spese ammissibili.

Gli aiuti agli investimenti nelle aziende agricole, sia per la produzione primaria che per la trasformazione o commercializzazione di prodotti agricoli, non devono superare il 65% dei costi ammissibili, con alcune eccezioni:

  • L’intensità di aiuto può arrivare fino all’80% per:
    • Investimenti legati a obiettivi ambientali e climatici.
    • Investimenti per migliorare il benessere degli animali.
    • Investimenti realizzati da giovani agricoltori.
  • Per gli investimenti in irrigazione, l’intensità di aiuto è:
    • Fino all’80% se l’investimento migliora un impianto esistente e offre un risparmio idrico.
    • Fino al 65% per altri tipi di investimenti in irrigazione.

Gli aiuti per la produzione agricola primaria non possono superare 600.000 euro per impresa e per progetto.

Presentazione della domanda

La presentazione delle domande si articola in due fasi:

  • fino al 30 settembre 2024 è possibile presentare le domande di ammissione in preconvalida;
  • dal 5 settembre 2024 al 30 settembre 2024 è possibile presentare la convalida delle domande di ammissione preconvalidate.

La data e l'ora di convalida della domanda costituiscono data ed ora di presentazione della stessa. In nessun caso, la data e l'ora della preconvalida costituiscono elemento di priorità nella istruttoria delle domande che si svolgerà esclusivamente secondo l'ordine cronologico di convalida delle stesse.

Regione Siciliana: divieto di lavoro nelle ore calde in alcuni settori.

Con ordinanza del 17 luglio 2024 la Regione Siciliana ha emanato disposizioni urgenti per le attività lavorative nel settore agricolo, florovivaistico, edile ed affini in condizioni di esposizione prolungata al caldo.

L’ordinanza, tenendo conto dell’eccezionale ondata di caldo che ha investito l’isola e che le elevate temperature rendono rischioso lo svolgimento delle attività lavorative in alcuni settori nei quali il lavoro viene svolto prevalentemente in ambiente esterno, ha disposto con efficacia immediata e fino al 31 agosto:

  • il divieto di lavoro nei settori agricolo, florovivaistico, edile ed affini in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12:30 alle ore 16:00 nei giorni in cui la mappa del rischio pubblicata sul sito worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivitafisica-alta/ riferita ai “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnali un livello di rischio “ALTO”;
  • con riferimento alle attività svolte dai concessionari di pubblico servizio o connesse a ragioni di utilità, che i datori di lavori adottino idonee misure organizzative finalizzate a salvaguardare i livelli minimi delle prestazioni dei servizi pubblici essenziali.

In caso di inosservanza delle disposizioni già menzionate, si viene puniti ai sensi dell’art. 650 c.p., se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206.

Decreto Agricoltura: moratoria mutui e finanziamenti

La legge di conversione del D.L. 15.05.2024, n. 63, cosiddetto “decreto Agricoltura”, introduce una moratoria su mutui e finanziamenti per le imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura.

Possono accedere alla moratoria le imprese che hanno subito:

  • un calo del volume d'affari di almeno il 20%;
  • una riduzione della produzione, pari almeno al 30%;
  • una riduzione almeno pari al 20% delle quantità conferite o della produzione primaria nel 2023, nel caso delle cooperative agricole.

I soggetti che dispongono dei requisiti per la moratoria beneficiano:

  • della sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate dei mutui e dei finanziamenti in scadenza nel 2024;
  • della proroga per 12 mesi dei termini di rimborso senza oneri per le parti;
  • del differimento automatico della scadenza delle garanzie rilasciate dal Fondo di garanzia e dall'ISMEA.

Viene inoltre introdotta, per il tramite del Fondo per la sovranità alimentare, la finanziabilità della copertura, totale o parziale, degli interessi passivi dei finanziamenti bancari di credito agrario e peschereccio per le imprese attive al 31.12.2021.

Tra le novità apportate al Decreto in sede di conversione, si segnalano anche gli stanziamenti per contribuire alla ristrutturazione delle imprese agricole, in particolare del settore olivicolo-oleario, agrumicolo e lattiero-caseario e la concessione di contributi in favore degli imprenditori agricoli che svolgono attività di allevamento di specie e razze autoctone a rischio di estinzione o a limitata diffusione, nonché la possibilità di destinare risorse a produttori di grano duro e dell'intera filiera produttiva cerealicola, nonché a imprese e consorzi della pesca e dell'acquacoltura per interventi di conto capitale destinati al sostegno e allo sviluppo della filiera ittica e di contrasto alla crisi economica generata dalla proliferazione del granchio blu.

Agricoltura: gli interventi previsti dal D.L. 63/2024

Il recente Decreto Legge n. 63/2024, rubricato “Disposizioni urgenti per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, nonché per le imprese di interesse strategico nazionale”, introduce novità per il comparto agricolo. Vediamo le principali.

Sospensione ratei

Per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che, nell’anno 2023, hanno subito una riduzione del volume d’affari pari ad almeno il 20% rispetto all’anno precedente, previa presentazione di autocertificazione che attesti detta condizione, possono richiedere la sospensione per dodici mesi del pagamento della parte capitale della rata dei mutui e degli altri finanziamenti a rimborso rateale in scadenza nell’anno 2024.

Sono escluse dal beneficio le imprese le cui esposizioni creditizie siano classificate come deteriorate.

Sgravi contributivi dipendenti

Vengono confermati gli sgravi contributivi per gli agricoltori che si trovano in zone classificate come montane. Tale sgravio per il 2024 sarà pari al 75% degli oneri contributivi a carico delle imprese per i lavoratori dipendenti.

Credito d’imposta per acquisto di beni strumentali

Viene introdotto per l’anno 2024 un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali, fruibile dalle strutture produttive operanti nella ZES Unica del Mezzogiorno.

Sono agevolabili gli investimenti effettuati sino al 15 novembre 2024 relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio, nonché all'acquisto di terreni e all'acquisizione, alla realizzazione ovvero all'ampliamento di immobili strumentali.

Il valore dei terreni e degli immobili non può superare il 50 per cento del valore complessivo

dell'investimento agevolato. Non sono agevolabili i progetti di investimento di importo inferiore a 50.000 euro.

Per l’operatività del credito si dovrà attendere un apposito decreto attuativo da emanarsi a cura del Ministero dell’agricoltura.

Novità per il fotovoltaico

Il decreto prevede che nelle zone che, nei piani urbanistici, risultano classificate come agricole, è fatto divieto di installare fotovoltaico a terra, mentre continuano ad essere possibili le installazioni su pannelli rialzati in modo da continuare le coltivazioni agricole del terreno.

Tali limitazioni non trovano applicazione nel caso di progetti realizzati con fondi PNRR o per quelli volti alla costituzione di una comunità energetica rinnovabile.

Nuove agevolazioni per l’imprenditoria agricola giovanile

Con l’approvazione della legge 36/2024, vengono introdotti nuovi incentivi per l’imprenditoria giovanile in agricoltura.

Le agevolazioni sono destinate sia agli imprenditori individuali che alle società sotto qualsiasi forma costituite e che esercitano esclusivamente attività agricole. Il requisito dell’età è soddisfatto:

  • in caso di impresa individuale, se l’imprenditore è di età compresa tra 18 e 41 anni;
  • in caso di società di persone e cooperative, se almeno la metà dei soci è costituita da imprenditori agricoli individuali di età compresa tra 18 e 41 anni;
  • in caso di società di capitali se, oltre alla maggioranza del capitale è detenuto da soci di età compresa tra 18 e 41 anni, anche la maggioranza dell’organo amministrativo rispetti il requisito dell’età.

Regime agevolato ai fini delle imposte sui redditi

Una prima agevolazione riguarda la possibilità di optare per un nuovo regime per le attività non attratte dal reddito agrario come, ad esempio:

  • la produzione di vegetali su più di due piani
  • l’allevamento eccedente i limiti previsti per l’attrazione nel reddito agrario
  • le attività di manipolazione e trasformazione non comprese nel decreto ministeriale relativo alle attività connesse
  • le attività agrituristiche
  • le attività di produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica o da fonti agroforestali rinnovabili.

Per queste attività, in luogo della tassazione ordinaria, è possibile optare per un regime nel quale:

  • il reddito viene determinato secondo le ordinarie regole del reddito d’impresa;
  • sul reddito viene applicata un’imposta sostitutiva con aliquota del 12,50%.

Agevolazioni sulle imposte indirette

La legge prevede agevolazioni anche nel comparto imposte indirette.

Viene infatti previsto che i giovani imprenditori agricoli, in possesso della qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale, iscritti alla previdenza agricola, possono chiedere la riduzione al 60% delle imposte di registro, ipotecaria e catastale da applicare sul trasferimento a titolo oneroso di terreni agricoli e relative pertinenze. La norma si somma alla agevolazione sulla piccola proprietà contadina, che prevede l’applicazione dell’imposta catastale nella misura dell’1% sui trasferimenti a titolo oneroso di terreni agricoli e relative pertinenze a favore di Cd o Iap iscritti alla previdenza agricola che in atto si impegnino a non interrompere la conduzione del fondo per almeno un quinquennio. Pertanto, un giovane imprenditore agricolo in possesso dei requisiti potrebbe chiedere la riduzione al 60% dell’imposta dell’1%, pagando quindi solo lo 0,6% sul valore del terreno compravenduto.

Altre agevolazioni

La legge introduce anche altre agevolazioni dirette ai giovani imprenditori, quali:

  • il rifinanziamento del fondo per il primo insediamento di giovani imprenditori agricoli, che supporta con aiuti l’acquisto di terreni e beni strumentali;
  • l’introduzione in un credito d’imposta per i giovani imprenditori che sostengono spese per la formazione in materia di gestione dell’azienda agricola. Il credito d’imposta è pari all’80% delle spese sostenute nel 2024 fino ad un massimo di 2.500 euro. Questa misura si applica solo alle imprese individuali che hanno iniziato l’attività dall’1/1/2021;
  • la possibilità di riservare una quota del 50% di posteggi disponibili alle imprese giovanili per l’attività di vendita diretta su aree pubbliche;
  • la priorità del giovane imprenditore agricolo sugli altri aventi diritto, ai fini del diritto di prelazione spettante al coltivatore confinante con il fondo oggetto di vendita.
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