Scoperta imprenditoriale II: nuovo sportello del Fondo crescita sostenibile per ricerca e sviluppo

Con il decreto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy del 19 maggio 2026, il MIMIT ha aperto un nuovo sportello agevolativo a valere sul Fondo per la crescita sostenibile, gestito da Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale come Soggetto gestore. La misura, denominata "Scoperta imprenditoriale II", ripropone le modalità operative del precedente decreto 13 luglio 2023, con una dotazione complessiva di 505,8 milioni di euro destinata a progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle regioni meno sviluppate.

Soggetti interessati

Possono presentare domanda le imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie e grandi) che esercitano attività industriali, artigiane o agro-industriali, oltre ai Centri di ricerca.

È richiesto il possesso di almeno due bilanci approvati (o due dichiarazioni dei redditi per imprese individuali e società di persone) e la contabilità ordinaria.

Possono partecipare come co-proponenti in progetti congiunti le imprese agricole, gli Organismi di ricerca (università, enti pubblici di ricerca) e le imprese che svolgono attività ausiliarie a favore dei proponenti principali.

I progetti devono essere realizzati in unità locali ubicate nelle regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Interventi ammissibili

Sono finanziabili progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale orientati allo sviluppo di sei tecnologie abilitanti fondamentali (KETs):

  • materiali avanzati e nanotecnologia
  • fotonica e micro/nano elettronica
  • sistemi avanzati di produzione
  • tecnologie delle scienze della vita
  • intelligenza artificiale
  • connessione e sicurezza digitale.

I progetti devono essere realizzati in forma collaborativa, secondo due possibili modalità:

  • in forma congiunta tra un massimo di tre soggetti proponenti (con almeno una PMI tra loro e ciascuno che sostenga almeno il 10% dei costi, tramite contratto di rete, consorzio o accordo di partenariato)
  • oppure da una PMI o piccola impresa a media capitalizzazione come proponente singolo, con il coinvolgimento di soggetti esterni indipendenti (servizi di ricerca, consulenza o ricerca contrattuale) per almeno il 10% dei costi complessivi.

Le spese ammissibili devono essere comprese tra 1 e 5 milioni di euro, e comunque non superiori al 60% del fatturato medio degli ultimi due esercizi del singolo proponente.

Il progetto deve avere una durata tra 18 e 36 mesi (prorogabile fino a 6 mesi) e deve avviarsi dopo la presentazione della domanda ed entro 3 mesi dal decreto di concessione.

Agevolazione concedibile

L'agevolazione si compone di due forme cumulabili:

  • un finanziamento agevolato pari al 40% dei costi ammissibili, a tasso pari al 20% del tasso di riferimento UE
  • un contributo diretto alla spesa che varia in base alla dimensione d'impresa, dal 40% per le piccole imprese fino al 30% per le grandi. Per gli Organismi di ricerca il contributo diretto sale al 60% sulle attività di ricerca industriale e resta al 40% su quelle di sviluppo sperimentale.

Il 60% delle risorse è riservato a progetti presentati da PMI e reti di imprese, con una sottoriserva del 25% per micro e piccole imprese. Il possesso del rating di legalità o della certificazione della parità di genere attribuisce un punteggio premiale in fase di valutazione.

Come presentare domanda

Le modalità e i termini di apertura dello sportello saranno definiti con un successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese, che stabilirà anche i punteggi, le soglie minime di ammissibilità e la documentazione richiesta, tra cui la scheda tecnica sul proponente, il piano di sviluppo del progetto e, per i progetti congiunti, il contratto di collaborazione.

La valutazione avviene con procedura valutativa: le domande sono istruite da Mediocredito Centrale in base a una graduatoria formata sui punteggi relativi alla solidità economico-finanziaria del proponente, senza che l'ordine cronologico di presentazione incida sull'esito.

L'erogazione avviene in un massimo di cinque stati di avanzamento più il saldo finale.

Nuovi incentivi per le PMI del Mezzogiorno: con "Sustainable Investments 4.0"

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha adottato un nuovo decreto che destina oltre 447 milioni di euro a sostegno degli investimenti innovativi e sostenibili delle piccole e medie imprese localizzate nelle regioni del Sud Italia.

Soggetti interessati

Possono accedere all'agevolazione le micro, piccole e medie imprese — incluse quelle non residenti in Italia purché dispongano di un'unità produttiva nelle aree target — con sede operativa o produttiva nelle Regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Al momento della presentazione della domanda, le PMI devono:

  • essere regolarmente iscritte e attive nel Registro delle imprese;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria;
  • disporre di almeno due bilanci approvati e depositati (o due dichiarazioni dei redditi per ditte individuali e società di persone);
  • essere in regola con il DURC;
  • non essere sottoposte a procedure liquidatorie.

Sono escluse, tra le altre, le imprese che non abbiano adempiuto all'obbligo assicurativo catastrofale (introdotto dalla Legge di Bilancio 2024), quelle con cause ostative antimafia, e quelle che abbiano effettuato delocalizzazioni verso l'unità produttiva oggetto dell'investimento nei due anni precedenti la domanda.

Interventi ammissibili

Il decreto finanzia programmi di investimento innovativi, sostenibili e ad alto contenuto tecnologico, coerenti con il piano Transizione 4.0, che impieghino le tecnologie abilitanti elencate nell'allegato al decreto (tra cui robotica avanzata, additive manufacturing, IoT, cloud, cybersecurity, intelligenza artificiale, blockchain, big data e analytics).

I programmi devono essere finalizzati ad attività manifatturiere (sezione C ATECO 2025) o a specifiche attività di servizi alle imprese (tra cui telecomunicazioni, software, consulenza informatica, ricerca e sviluppo, architettura e ingegneria, logistica e magazzinaggio).

Sono previste tre linee di azione con diversi livelli di priorità nella valutazione:

  • Economia circolare: programmi che introducono soluzioni per l'utilizzo efficiente delle risorse, il riuso dei materiali, la simbiosi industriale, il packaging intelligente;
  • Efficienza energetica: programmi che conseguono un risparmio energetico di almeno il 5% rispetto ai consumi dell'anno precedente, attraverso misure quali impianti ad alta efficienza, recupero di energia dai cicli produttivi, fonti rinnovabili per l'autoconsumo;
  • Sviluppo tecnologico e digitale: tutti gli altri programmi coerenti con Transizione 4.0, orientati alla trasformazione tecnologica e digitale dell'impresa.

Le spese ammissibili riguardano:

  • acquisto di nuove immobilizzazioni materiali (macchinari, impianti, attrezzature);
  • opere murarie (fino al 40% del totale)
  • acquisto di immobilizzazioni immateriali (software e licenze correlate);
  • acquisizione di certificazioni ambientali;
  • servizi di consulenza specialistica (fino al 5% delle spese per beni materiali e software)
  • diagnosi energetica (fino al 3% del totale).

Non sono ammesse spese per beni usati, leasing finanziario, acquisto o locazione di terreni e fabbricati, formazione del personale, mezzi di trasporto di merci o persone, o spese inferiori a 500 euro al netto di IVA.

L'investimento complessivo deve essere compreso tra 750.000 euro e 5.000.000 euro, nel limite del 70% del fatturato dell'ultimo bilancio depositato.

Il programma deve essere avviato dopo la presentazione della domanda e completato entro 18 mesi dalla notifica del provvedimento di concessione (prorogabili di ulteriori 6 mesi su richiesta motivata).

Agevolazione concedibile

L'agevolazione copre fino al 75% delle spese ammissibili, articolata in:

  • 35% a fondo perduto (contributo in conto impianti);
  • 40% come finanziamento agevolato a tasso zero, da rimborsare in rate semestrali nell'arco massimo di 7 anni, a partire dall'ultima erogazione a saldo.

Il restante 25% deve essere coperto dall'impresa con risorse proprie o finanziamento privato privo di sostegno pubblico.

Una quota pari al 25% della dotazione complessiva è riservata ai programmi proposti da micro e piccole imprese.

L'agevolazione non è cumulabile, sulle stesse spese, con altri aiuti di Stato, fatta eccezione per benefici fiscali e garanzie, nei limiti delle intensità massime previste dalla normativa europea.

Come presentare domanda

Le domande saranno presentate esclusivamente in via telematica attraverso il portale di Invitalia (www.invitalia.it), la data di apertura dello sportello sarà fissata con il successivo provvedimento attuativo.

Le imprese interessate dovrebbero anticipare la raccolta della documentazione finanziaria (ultimi due bilanci, piano economico-finanziario) e verificare la coerenza del proprio codice ATECO con le attività ammissibili, che fanno riferimento alla nuova classificazione ATECO 2025.

Fondo Sicilia per il commercio: finanziamenti agevolati per circolante e investimenti

IRFIS FinSicilia, società in house della Regione Siciliana, ha pubblicato due avvisi pubblici dedicati alle imprese del settore commercio. Le misure, attive dal 5 maggio 2026, mettono a disposizione un plafond complessivo di circa 13,5 milioni di euro e si articolano su due linee distinte: una per il capitale circolante, una per i programmi di investimento. Il tasso applicato è in entrambi i casi contenuto, con un tetto massimo dello 0,25% annuo.

Soggetti interessati

Possono accedere le micro, piccole e medie imprese operative in Sicilia nel commercio all'ingrosso o al dettaglio, classificate nei codici ATECO G, divisioni 46 e 47.

La sede legale può essere anche fuori dalla Sicilia, purché l'impresa disponga di almeno un'unità operativa nel territorio regionale.

Sono escluse le imprese artigiane e le società cooperative.

Per entrambe le linee è richiesta l'iscrizione attiva al Registro delle Imprese con almeno due bilanci approvati (o documenti equivalenti per le ditte individuali e le società di persone).

L'impresa deve essere in regola con i versamenti contributivi e assistenziali, non essere soggetta a procedure concorsuali e non trovarsi nelle condizioni di esclusione previste dalla normativa antimafia e dalla disciplina sugli aiuti di Stato.

Le agevolazioni sono concesse in regime de minimis, nei limiti del Regolamento UE 2023/2831.

Interventi ammissibili

Le due linee hanno oggetto distinto.

Linea circolante. Copre il fabbisogno di capitale circolante generato dall'attività svolta in Sicilia. Non è richiesto un programma di spesa specifico: l'impresa deve dimostrare la propria capacità di rimborso e la coerenza del fabbisogno con l'attività esercitata, mediante la documentazione degli ultimi due bilanci.

Linea investimenti. Finanzia programmi di investimento avviati non oltre sei mesi prima della domanda, aventi ad oggetto nuovi impianti, ampliamenti, ammodernamenti o riconversioni.

Non conta come avvio del programma né l'acquisto del suolo né il pagamento degli oneri di progettazione o autorizzazione.

Le spese ammissibili comprendono:

  • progettazione e direzione lavori (fino al 4% dell'investimento);
  • acquisto di suolo, fabbricati o immobili strumentali (fino al 30%);
  • opere edili e ristrutturazioni (fino al 70%, comprensivo del costo dell'immobile);
  • programmi informatici (fino al 20%);
  • macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica.

Il programma di investimento deve concludersi entro la fine del periodo di preammortamento.

Agevolazione concedibile

Il finanziamento è agevolato a tasso fisso non superiore allo 0,25% annuo, calcolato sul tasso BCE vigente maggiorato di uno spread dello 0,25%. Nei periodi di tasso BCE negativo, il tasso applicato resta pari allo spread, quindi allo 0,25%.

In entrambe le misure è dovuta una commissione una tantum pari all'1,25% dell'importo erogato, di cui lo 0,2% va versato in anticipo alla presentazione della domanda e non è rimborsabile. Le spese notarili per la stipula del contratto sono a carico del beneficiario.

È riconosciuta una premialità per le imprese che partecipano a operazioni di aggregazione

Linea circolante: importo massimo di 200.000 euro, durata fino a 5 anni con rimborso in massimo 20 rate trimestrali costanti.

Il finanziamento è assistito da garanzie reali, consortili, fideiussorie o del Fondo di Garanzia MCC.

Linea investimenti: importo massimo di 400.000 euro, ridotto a 200.000 euro per le imprese start-up costituite da non più di 24 mesi.

Durata fino a 15 anni, con preammortamento massimo di 2 anni (1 anno e 6 mesi se assistito da garanzia MCC) e rimborso in 60 rate trimestrali costanti.

Le garanzie devono coprire l'intero importo:

  • almeno il 50% con garanzie reali aziendali o extraaziendali;
  • oppure con garanzia MCC, con la quota residua coperta da garanzie consortili o fideiussioni bancarie o assicurative;
  • oppure fideiussione bancaria o assicurativa per l'intero importo.

Come presentare domanda

Le domande si presentano esclusivamente in via telematica tramite il portale IRFIS, all'indirizzo www.irfis.it/fondo-sicilia, sezione Fondo Sicilia. La finestra è aperta dalle ore 12:00 del 5 maggio 2026.

Le istanze sono valutate in ordine cronologico di ricezione, a sportello, fino a esaurimento del plafond disponibile.

Per la linea circolante la domanda richiede l'indicazione del fabbisogno, le garanzie offerte e le dichiarazioni sostitutive previste dall'avviso.

Per la linea investimenti è necessario allegare un business plan compilato secondo il modello disponibile sul sito IRFIS, oltre alla descrizione del programma e alle dichiarazioni richieste.

Trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli: la Siciliana mette a disposizione 70 milioni di euro

La Regione Siciliana ha pubblicato il bando per l'intervento SRD13, finanziato nell'ambito del Piano Strategico della PAC 2023-2027. L'obiettivo è sostenere le imprese che trasformano e commercializzano prodotti agricoli, attraverso contributi a fondo perduto su investimenti strutturali e tecnologici di dimensione significativa.

Soggetti interessati

Possono accedere le imprese, singole o associate, che svolgono attività di trasformazione e/o commercializzazione di prodotti agricoli, con esclusione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura. Sono inoltre esclusi gli imprenditori che svolgono esclusivamente attività di selvicoltura e acquacoltura.

Non è possibile finanziare cantine e frantoi. Per il comparto olivicolo sono ammissibili solo le strutture di trasformazione delle olive da mensa.

Per essere ammissibili, i richiedenti devono essere iscritti alla CCIAA e all'INPS, essere in regola con i contributi previdenziali, essere titolari di un fascicolo aziendale aggiornato e non trovarsi in stato di difficoltà finanziaria.

Sono previsti requisiti specifici legati all'approvvigionamento delle materie prime. Se l'impresa è anche produttrice agricola, la produzione propria deve essere inferiore al 50% delle materie prime utilizzate. Se invece l'impresa è pura trasformatrice e non è produttrice, deve garantire che almeno il 50% della materia prima provenga direttamente da produttori agricoli di base siciliani, singoli o associati, e non da intermediari. In entrambi i casi è richiesto un piano di approvvigionamento documentato e, una volta inseriti in graduatoria, contratti pluriennali di fornitura da trasmettere entro 60 giorni.

Interventi ammissibili

Il bando finanzia investimenti materiali e immateriali articolati in due azioni.

L'Azione 1 riguarda la valorizzazione del capitale aziendale: acquisto, costruzione, ristrutturazione e ammodernamento di impianti e strutture per la cernita, lavorazione, conservazione, stoccaggio, condizionamento, trasformazione, confezionamento e commercializzazione. Rientrano anche gli interventi per il risparmio energetico, il miglioramento dei cicli produttivi, l'adeguamento a sistemi di qualità, tracciabilità e sicurezza alimentare, e l'apertura di nuovi mercati.

L'Azione 2 riguarda l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica e/o termica da fonti rinnovabili, ma esclusivamente in autoconsumo aziendale.

Le tipologie di spesa ammissibili sono cinque:

  • immobili (fabbricati e terreni). I fabbricati acquistati non possono superare il 50% della spesa ammissibile totale; i terreni sono finanziabili fino al 10%;
  • dotazioni (macchine, attrezzature, impianti);
  • impianti da fonti rinnovabili;
  • spese generali (onorari professionali, spese accessorie) ammissibili fino al 12% dell'importo dei lavori;
  • investimenti immateriali — software, brevetti, licenze, siti web, piattaforme e-commerce —ammessi se collegati agli investimenti materiali.

Il leasing è ammesso con patto di acquisto da esercitarsi entro la domanda di saldo.

Tutte le spese devono essere successive alla data di presentazione della domanda di sostegno, a eccezione delle spese generali di progettazione, sostenibili fino a 24 mesi prima.

Agevolazione concedibile

La spesa ammissibile per ciascuna operazione deve essere compresa tra 1,5 e 15 milioni di euro.

Il contributo è erogato come sovvenzione in conto capitale.

Le aliquote di sostegno sono le seguenti:

  • per i progetti che lavorano prodotti dell'Allegato I TFUE, il contributo è del 50% per tutte le tipologie di imprese;
  • per i progetti che producono output non compresi nell'Allegato I TFUE, il contributo è del 50% per le PMI e del 40% per le grandi imprese.

In caso di progetto misto è necessaria una separazione contabile tra le due componenti.

Il beneficiario è tenuto a mantenere gli investimenti per almeno 5 anni dal pagamento finale, senza cedere, alienare o rilocalizzare i beni fuori dalla Regione Siciliana.

L'anticipo è richiedibile fino al 50% del contributo concesso, contro fideiussione pari al 100% dell'importo anticipato.

Sono previsti stati di avanzamento (SAL), con acconti cumulati non superiori al 90% del contributo.

Entro 6 mesi dall'emanazione del decreto di concessione occorre presentare anticipo e/o SAL per almeno il 30% del contributo, pena la decadenza.

Il tempo massimo per l'esecuzione dei lavori è di 24 mesi dalla notifica del decreto di concessione.

Come presentare domanda

La domanda si presenta esclusivamente online tramite il sistema SIAN, con firma elettronica OTP, nel periodo dal 9 marzo 2026 al 8 giugno 2026.

Sviluppo Competenze: contributo a fondo perduto per la formazione nelle PMI del Sud

Il MIMIT ha aperto uno strumento dedicato alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno che vogliono investire nella formazione del personale su tematiche digitali e green.

Soggetti interessati

Possono accedere le micro, piccole e medie imprese con sede operativa in una delle seguenti regioni:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

Alla data di presentazione della domanda l'impresa deve:

  • essere regolarmente iscritta e attiva al Registro delle imprese;
  • non trovarsi in liquidazione o in procedura concorsuale;
  • e avere depositato almeno un bilancio approvato. Per le imprese individuali e le società di persone è sufficiente aver presentato almeno una dichiarazione dei redditi.

Sono escluse le imprese con aiuti di Stato irregolari non rimborsati e quelle che operano in settori esclusi dalla normativa europea di riferimento.

Un'attenzione specifica meritano le imprese che appartengono alla filiera automotive o alla filiera della moda, tessile e arredamento: il 40% delle risorse disponibili è riservato a queste categorie.

Interventi ammissibili

L'agevolazione finanzia percorsi di formazione rivolti al personale dipendente su temi strategici per la transizione tecnologica, digitale e verde. In concreto, le aree tematiche ammesse sono:

  • aerospazio e difesa;
  • salute, alimentazione, qualità della vita;
  • industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente;
  • turismo, patrimonio culturale e industria della creatività;
  • agenda digitale, smart communities, sistemi di mobilità intelligente;
  • tecnologie digitali;
  • tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse;
  • biotecnologie;
  • processi di transizione verde e digitale.

I costi ammissibili includono i compensi dei formatori, le spese di partecipazione (viaggio, alloggio, materiali), i costi di consulenza strettamente connessi alla formazione e il costo del personale dipendente per le ore trascorse in aula.

Ogni progetto deve avere costi ammissibili compresi tra 10.000 e 60.000 euro. La formazione deve essere erogata da soggetti qualificati e indipendenti dall'impresa, con esperienza dimostrabile almeno triennale nelle materie oggetto del percorso.

È possibile partecipare anche nell'ambito di progetti integrati sovraregionali, che coinvolgono fino a 10 imprese: in questo caso i limiti di costo si applicano a ciascuna impresa partecipante.

Agevolazione concedibile

Il contributo a fondo perduto è pari al 50% delle spese ammissibili, calcolato su base de minimis.

Per i progetti integrati sovraregionali la percentuale sale:

  • al 70% per micro e piccole imprese (+20 punti);
  • al 60% per le medie imprese (+10 punti).

La dotazione complessiva del programma è di 50 milioni di euro. Le domande vengono valutate con procedura a graduatoria: non vince chi arriva prima, ma chi ottiene il punteggio più alto in base a criteri stabiliti dal decreto ministeriale del 4 settembre 2025.

Come presentare domanda

Le domande si presentano esclusivamente online tramite la piattaforma di Invitalia (www.invitalia.it), a partire dalle ore 12:00 del 21 aprile 2026 fino alle ore 12:00 del 23 giugno 2026.

Il contratto con il fornitore della formazione deve essere firmato dopo la presentazione della domanda. Una volta ottenuta la concessione dell'agevolazione, la formazione deve avviarsi entro 6 mesi e concludersi entro 12 mesi dalla data di concessione (con possibilità di proroga di ulteriori 6 mesi).

Voucher MIMIT: 150 milioni per cloud computing e cybersecurity

Il MIMIT ha stanziato 150 milioni di euro per favorire l’adozione di servizi di cloud computing e cybersecurity da parte di PMI e lavoratori autonomi. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza informatica e la digitalizzazione delle imprese.

Chi riguarda

  • piccole e medie imprese (PMI) attive su tutto il territorio nazionale;
  • lavoratori autonomi con partita IVA (e eventuale iscrizione all’ordine professionale, se richiesta), anch’essi operanti su tutto il territorio nazionale.

Il beneficiario al momento della domanda deve avere un contratto di connettivita’ attivo con una velocità minima di download di 30 Mbps.

Spese ammissibili

Le spese possono riguardare:

  • soluzioni hardware cybersecurity, quali: firewall; firewall di nuova generazione (NGFW); router/switch; dispositivi di prevenzione delle intrusioni (IPS);
  • soluzioni software cybersecurity, quali: antivirus e antimalware; software di monitoraggio delle reti; soluzioni di crittografia dei dati; sistemi di gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza (SIEM); software di gestione delle vulnerabilità;
  • servizi cloud infrastrutturali (IaaS) e di piattaforma (PaaS), quali: virtual machine; servizi di storage & backup; network & security (inclusi connettività VPN e servizi DDoS), database;
  • servizi Cloud SaaS, quali: software di contabilità; soluzioni per la gestione delle risorse umane (HRM); sistemi di gestione produttività/Workflow (ERP), incluse soluzioni di produttività aziendale integrate con funzionalità di intelligenza artificiale; software per la gestione di contenuti digitali (CMS) ed e-commerce; strumenti per gestire le interazioni con i clienti (CRM) che includono, tra gli altri, i servizi di collaborazione e centralino virtuale (UCC e PABX);
  • servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo dei servizi, ivi inclusi i servizi professionali, fatta eccezione per i servizi di formazione

La spesa minima ammissibile è di 4.000 euro.

Le spese devono essere sostenute per l’acquisizione di servizi “nuovi o aggiuntivi rispetto a quelli già in uso” oppure per soluzioni “più avanzate e sicure”.

I servizi devono essere forniti da fornitori iscritti nell’apposito elenco nazionale predisposto dal MIMIT, secondo le modalità del decreto direttoriale del 21 novembre 2025.

Entità del contributo

Il contributo si sostanzia in un voucher a fondo perduto per l’acquisto (con un piano di spesa entro 12 mesi) o l’abbonamento (per un massimo di 24 mesi) a servizi di cloud computing e cybersecurity

Contributo a fondo perduto è pari al 50% delle spese ammissibili per un importo massimo di 20.000 euro.

Presentazione della domanda

In questa prima fase, l’unica domanda ammissibile è quella presentabile da parte dei fornitori qualificati, che potranno presentare candidature accettate dalle 12:00 del 4 marzo 2026 alle 12:00 del 23 aprile 2026.

Entro 60 giorni dalla chiusura dello sportello l’elenco dei fornitori e dei servizi erogabili sarà pubblicato.

Successivamente un provvedimento ministeriale stabilirà i termini e le modalità per la presentazione delle domande da parte di PMI e autonomi e per l’erogazione delle agevolazioni.

Camera di Commercio di Messina: al via i voucher per la transizione digitale ed ecologica.

La Camera di Commercio di Messina, nell’ambito delle attività del Punto Impresa Digitale, ha indetto un bando di concorso per concedere contributi alle micro-piccole-medie imprese a sostegno della transizione digitale ed ecologica.

Soggetti beneficiari

Il bando si rivolge a micro, piccole e medie imprese (MPMI) con sede legale o unità operativa iscritta al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Messina.

Sono escluse le imprese:

  • non in regola con il pagamento del diritto annuale;
  • sottoposte a procedure concorsuali;
  • che non rispettano le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro o sulla tracciabilità dei pagamenti.

Spese ammissibili

Il contributo copre le spese sostenute per l’acquisizione di servizi di consulenza, formazione e acquisto di beni e servizi strumentali (comprese attrezzature e software), purché direttamente collegati a interventi di:

  • transizione digitale, cioè:
    • robotica avanzata e collaborativa;
    • interfaccia uomo-macchina;
    • manifattura additiva e stampa 3D;
    • prototipazione rapida;
    • internet delle cose e delle macchine;
    • cloud, High performance computing – HPC, fog e quantum computing;
    • soluzioni di cyber security e business continuity;
    • big data e analytics;
    • intelligenza artificiale;
    • blockchain;
    • soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa;
    • simulazione e sistemi cyberfisici;
    • integrazione verticale e orizzontale;
    • soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione della supply chain;
    • soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività;
    • sistemi di e-commerce;
  • transizione ecologica, e nello specifico:
    • servizi di consulenza finalizzati all’introduzione e/o implementazione delle tecnologie abilitanti di impresa 4.0;
    • servizi di consulenza e/o formazione finalizzati alla razionalizzazione dell’uso dell’energia da parte delle imprese;
    • servizi di formazione relativamente all’attività finalizzata al conseguimento della qualifica di Energy Manager per risorse interne.

Sono ammissibili le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2025 fino al 120° giorno successivo alla concessione del contributo.

Agevolazione prevista

L’agevolazione consiste in un voucher a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 5.000 euro. È previsto un investimento minimo di 2.000 euro.

È concessa una premialità aggiuntiva di 200 euro per le imprese in possesso del rating di legalità.

Presentazione della domanda

Le domande potranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica, a partire dalle ore 10:00 del 10 settembre 2025 e fino alle ore 21:00 del 20 settembre 2025, salvo chiusura anticipata per esaurimento fondi.

Energia autoprodotta da fonti rinnovabili: riapre il bando per le PMI

Con Decreto Direttoriale del 30 giugno 2025, il Ministero delle imprese e del made in Italy ha riaperto la possibilità di presentare istanze per l’accesso alle agevolazioni previste dal bando PNRR “Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”. Ripercorriamo i tratti distintivi dell’agevolazione.

Soggetti beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni le PMI operanti sull’intero territorio nazionale, con esclusione:

  • dei codici ATECO di cui all’allegato 1 del decreto direttoriale del 14 marzo 2025;
  • delle industrie ad alta intensità energetica;
  • delle industrie ad alta emissione di CO2.

Le imprese che operano nel settore della produzione, noleggio e vendita di veicoli possono accedere alle agevolazioni solo qualora i ricavi lordi connessi all’attività svolta nell’unità produttiva oggetto di intervento derivino per almeno il 50% da veicoli a zero emissioni.

Inoltre, a seguito del decreto del MIMIT del 18 giugno 2025, per accedere all’agevolazione le imprese dovranno essere in regola con l’obbligo di stipulare delle assicurazioni contro i danni da eventi catastrofali.

Investimenti ammissibili

Gli investimenti ammissibili all’agevolazione sono i seguenti:

  • installazione di impianti solari fotovoltaici, comprese le apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti medesimi e le spese per l’installazione e la messa in esercizio;
  • l’installazione di impianti mini-eolici, comprese le apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti medesimi e le spese per l’installazione e la messa in esercizio.

L’investimento agevolabile può riguardare solo una delle tecnologie summenzionate e deve essere accompagnato da una diagnosi energetica, redatta da un tecnico abilitato, che definisca il profilo di consumo energetico dell’unità produttiva oggetto del programma di investimento e preveda, tra gli interventi da porre in essere per la decarbonizzazione dei processi produttivi di beni e servizi, l’installazione di impianti solari fotovoltaici ovvero di impianti mini eolici, individuando la potenza dell’impianto da installare e dell’eventuale sistema di stoccaggio, nonché la capacità operativa aggiuntiva installata di energia rinnovabile, parametrati rispetto al fabbisogno energetico dell’unità produttiva.

I programmi di spesa:

  • devono prevedere un ammontare di spese ammissibili non inferiore a euro 30.000 e non superiore a euro 1.000.000;
  • devono riguardare immobilizzazioni nuove di fabbrica;
  • dovranno essere completati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione.

Agevolazioni concedibili

I programmi di investimento vengono agevolati attraverso la concessione di un contributo in conto impianti nella misura massima:

  • del 30% delle spese per l’installazione degli impianti, in caso di medie imprese;
  • del 40% delle spese per l’installazione degli impianti, in caso di piccole imprese;
  • del 30% delle spese per l’installazione della componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica dell’investimento, sia per le piccole che per le medie imprese.

Presentazione della domanda

Come già detto le domande potranno essere presentate dall’8 luglio 2025 al 30 settembre 2025 e verranno valutate sulla base di un punteggio che terrà conto:

  • del rapporto tra la potenza nominale degli impianti e il fabbisogno complessivo annuo di energia dell’unità produttiva oggetto di intervento;
  • dell’incidenza dei costi riferiti ai moduli solari fotovoltaici rispetto all’ammontare complessivo delle spese previste per il medesimo programma di investimento;
  • della sostenibilità economica dell’investimento;
  • del possesso di certificazioni ambientali.

Energia autoprodotta da fonti rinnovabili: incentivi per le PMI

Le piccole e medie imprese potranno presentare dal 4 aprile al 5 maggio 2025 le istanze per l’accesso alle agevolazioni previste dal bando PNRR “Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”. Vediamo i dettagli.

Soggetti beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni le PMI operanti sull’intero territorio nazionale, con esclusione:

  • dei codici ATECO di cui all’allegato 1 del decreto direttoriale del 14 marzo 2025;
  • delle industrie ad alta intensità energetica;
  • delle industrie ad alta emissione di CO2.

Le imprese che operano nel settore della produzione, noleggio e vendita di veicoli possono accedere alle agevolazioni solo qualora i ricavi lordi connessi all’attività svolta nell’unità produttiva oggetto di intervento derivino per almeno il 50% da veicoli a zero emissioni.

Investimenti ammissibili

Gli investimenti ammissibili all’agevolazione sono i seguenti:

  • installazione di impianti solari fotovoltaici, comprese le apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti medesimi e le spese per l’installazione e la messa in esercizio;
  • l’installazione di impianti mini-eolici, comprese le apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti medesimi e le spese per l’installazione e la messa in esercizio.

L’investimento agevolabile può riguardare solo una delle tecnologie summenzionate e deve essere accompagnato da una diagnosi energetica, redatta da un tecnico abilitato, che definisca il profilo di consumo energetico dell’unità produttiva oggetto del programma di investimento e preveda, tra gli interventi da porre in essere per la decarbonizzazione dei processi produttivi di beni e servizi, l’installazione di impianti solari fotovoltaici ovvero di impianti mini eolici, individuando la potenza dell’impianto da installare e dell’eventuale sistema di stoccaggio, nonché la capacità operativa aggiuntiva installata di energia rinnovabile, parametrati rispetto al fabbisogno energetico dell’unità produttiva.

I programmi di spesa:

  • devono prevedere un ammontare di spese ammissibili non inferiore a euro 30.000 e non superiore a euro 1.000.000;
  • devono riguardare immobilizzazioni nuove di fabbrica;
  • dovranno essere completati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione.

Agevolazioni concedibili

I programmi di investimento vengono agevolati attraverso la concessione di un contributo in conto impianti nella misura massima:

  • del 30% delle spese per l’installazione degli impianti, in caso di medie imprese;
  • del 40% delle spese per l’installazione degli impianti, in caso di piccole imprese;
  • del 30% delle spese per l’installazione della componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica dell’investimento, sia per le piccole che per le medie imprese.

Presentazione della domanda

Come già detto le domande potranno essere presentate dal 4 aprile 2025 al 5 maggio 2025 e verranno valutate sulla base di un punteggio che terrà conto:

  • del rapporto tra la potenza nominale degli impianti e il fabbisogno complessivo annuo di energia dell’unità produttiva oggetto di intervento;
  • dell’incidenza dei costi riferiti ai moduli solari fotovoltaici rispetto all’ammontare complessivo delle spese previste per il medesimo programma di investimento;
  • della sostenibilità economica dell’investimento;
  • del possesso di certificazioni ambientali.

Investimenti sostenibili 4.0: bando per le PMI del SUD

È stato firmato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy il nuovo bando “Investimenti sostenibili 4.0” riservato alle PMI del Sud che realizzano programmi di investimento a contenuto tecnologico, coerenti con il piano Transizione 4.0. Il bando sarà seguito da un avviso che definirà il termine di apertura dello sportello e le modalità di presentazione della domanda di agevolazione.

Soggetti beneficiari

Possono accedere al bando le micro, piccole e medie imprese che abbiano una sede operativa nelle seguenti regioni:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sicilia
  • Sardegna

Le imprese devono essere già costituite ed iscritte nel Registro Imprese come attive.

Inoltre, al momento di presentazione della domanda, devono:

  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali aventi finalità liquidatorie;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno 2 bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese oppure aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno 2 dichiarazioni dei redditi;
  • essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell'ambiente ed essere in regola in relazione agli obblighi contributivi;
  • aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero delle Imprese e del made in Italy;
  • non aver effettuato, nei 2 anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l'unità produttiva oggetto dell'investimento e impegnarsi a non farlo anche fino ai 2 anni successivi al completamento dell'investimento stesso.

Inoltre I programmi di investimento dovranno essere finalizzati allo svolgimento delle seguenti attività economiche:

  • attività manifatturiere di cui alla sezione C della classificazione ATECO (con esclusione del settore siderurgico, del carbone, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, nonché della produzione della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche);
  • servizi alle imprese di cui ai seguenti codici ATECO:
    • 00.0 (limitatamente al trattamento delle acque reflue di origine industriale tramite processi fisici, chimici e biologici come diluizione, screening, filtraggio, sedimentazione, ecc.)
    • 1 (limitatamente a quelli di origine industriale e commerciale)
    • 3 (limitatamente a quelli di origine industriale e commerciale)
    • 52
    • 29
    • 2
    • 61
    • 62
    • 1
    • 70
    • 71
    • 72
    • 73
    • 20
    • 92
    • 1
    • 01.1

Interventi ammissibili

Come già detto, gli investimenti devono avere le caratteristiche dell’innovazione, della sostenibilità e dell’elevato contenuto tecnologico compatibile con il piano Transizione 4.0. I programmi di spesa dovranno prevedere l’utilizzo di una delle seguenti tecnologie abilitanti (che deve risutare preponderante rispetto ai costi ammissibili del programma):

  • Advanced manufacturing solution;
  • Additive manufacturing;
  • Realtà aumentata;
  • Simulation;
  • Integrazione orizzontale e verticale;
  • Internet of things e Industrial internet;
  • Cloud;
  • Cybersecurity;
  • Big data e Analytics;
  • Intelligenza artificiale;

Spese ammissibili

I programmi di spesa devono prevedere spese ammissibili non inferiori complessivamente a 750.000 euro e non superiori a 5 milioni di euro e, comunque, al 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato, ovvero, nel caso di imprese individuali e società di persone, dell’ultima dichiarazione dei redditi.

Le spese ammissibili sono le seguenti:

  1. macchinari, impianti e attrezzature;
  2. opere murarie, nei limiti del 40% delle spese ammissibili;
  3. programmi informatici e licenze correlati all'utilizzo dei beni materiali riferibili a macchinari, impianti e attrezzature;
  4. acquisizione di certificazioni di sistemi di gestione ambientali o di efficienza energetica;
  5. spese per servizi avanzati di consulenza specialistica relativi all’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti ammissibili, nei limiti del 5% dell’importo delle spese di cui alle lettere a) e b);
  6. per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa: spese per servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica relativa all’unità produttiva oggetto delle misure di efficientamento energetico, nel limite del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili e a condizione che l’effettuazione della diagnosi non costituisca un adempimento obbligatorio per l’impresa.

Agevolazioni concedibili

Le agevolazioni, che arrivano ad una copertura massima delle spese ammissibili pari al 75% (salvo che per le spese di consulenza che vengono coperte solo al 50%), vengono erogate secondo le seguenti modalità:

  • finanziamento a tasso zero, per il 40% dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili. La durata massima del piano di rimborso è di 7 anni con pagamento di due rate semestrali posticipate, scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno;
  • contributo in conto impianti, per il 35% dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili.
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