Voucher MIMIT: 150 milioni per cloud computing e cybersecurity

Il MIMIT ha stanziato 150 milioni di euro per favorire l’adozione di servizi di cloud computing e cybersecurity da parte di PMI e lavoratori autonomi. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza informatica e la digitalizzazione delle imprese.

Chi riguarda

  • piccole e medie imprese (PMI) attive su tutto il territorio nazionale;
  • lavoratori autonomi con partita IVA (e eventuale iscrizione all’ordine professionale, se richiesta), anch’essi operanti su tutto il territorio nazionale.

Il beneficiario al momento della domanda deve avere un contratto di connettivita’ attivo con una velocità minima di download di 30 Mbps.

Spese ammissibili

Le spese possono riguardare:

  • soluzioni hardware cybersecurity, quali: firewall; firewall di nuova generazione (NGFW); router/switch; dispositivi di prevenzione delle intrusioni (IPS);
  • soluzioni software cybersecurity, quali: antivirus e antimalware; software di monitoraggio delle reti; soluzioni di crittografia dei dati; sistemi di gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza (SIEM); software di gestione delle vulnerabilità;
  • servizi cloud infrastrutturali (IaaS) e di piattaforma (PaaS), quali: virtual machine; servizi di storage & backup; network & security (inclusi connettività VPN e servizi DDoS), database;
  • servizi Cloud SaaS, quali: software di contabilità; soluzioni per la gestione delle risorse umane (HRM); sistemi di gestione produttività/Workflow (ERP), incluse soluzioni di produttività aziendale integrate con funzionalità di intelligenza artificiale; software per la gestione di contenuti digitali (CMS) ed e-commerce; strumenti per gestire le interazioni con i clienti (CRM) che includono, tra gli altri, i servizi di collaborazione e centralino virtuale (UCC e PABX);
  • servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo dei servizi, ivi inclusi i servizi professionali, fatta eccezione per i servizi di formazione

La spesa minima ammissibile è di 4.000 euro.

Le spese devono essere sostenute per l’acquisizione di servizi “nuovi o aggiuntivi rispetto a quelli già in uso” oppure per soluzioni “più avanzate e sicure”.

I servizi devono essere forniti da fornitori iscritti nell’apposito elenco nazionale predisposto dal MIMIT, secondo le modalità del decreto direttoriale del 21 novembre 2025.

Entità del contributo

Il contributo si sostanzia in un voucher a fondo perduto per l’acquisto (con un piano di spesa entro 12 mesi) o l’abbonamento (per un massimo di 24 mesi) a servizi di cloud computing e cybersecurity

Contributo a fondo perduto è pari al 50% delle spese ammissibili per un importo massimo di 20.000 euro.

Presentazione della domanda

In questa prima fase, l’unica domanda ammissibile è quella presentabile da parte dei fornitori qualificati, che potranno presentare candidature accettate dalle 12:00 del 4 marzo 2026 alle 12:00 del 23 aprile 2026.

Entro 60 giorni dalla chiusura dello sportello l’elenco dei fornitori e dei servizi erogabili sarà pubblicato.

Successivamente un provvedimento ministeriale stabilirà i termini e le modalità per la presentazione delle domande da parte di PMI e autonomi e per l’erogazione delle agevolazioni.

Camera di Commercio di Messina: al via i voucher per la transizione digitale ed ecologica.

La Camera di Commercio di Messina, nell’ambito delle attività del Punto Impresa Digitale, ha indetto un bando di concorso per concedere contributi alle micro-piccole-medie imprese a sostegno della transizione digitale ed ecologica.

Soggetti beneficiari

Il bando si rivolge a micro, piccole e medie imprese (MPMI) con sede legale o unità operativa iscritta al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Messina.

Sono escluse le imprese:

  • non in regola con il pagamento del diritto annuale;
  • sottoposte a procedure concorsuali;
  • che non rispettano le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro o sulla tracciabilità dei pagamenti.

Spese ammissibili

Il contributo copre le spese sostenute per l’acquisizione di servizi di consulenza, formazione e acquisto di beni e servizi strumentali (comprese attrezzature e software), purché direttamente collegati a interventi di:

  • transizione digitale, cioè:
    • robotica avanzata e collaborativa;
    • interfaccia uomo-macchina;
    • manifattura additiva e stampa 3D;
    • prototipazione rapida;
    • internet delle cose e delle macchine;
    • cloud, High performance computing – HPC, fog e quantum computing;
    • soluzioni di cyber security e business continuity;
    • big data e analytics;
    • intelligenza artificiale;
    • blockchain;
    • soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa;
    • simulazione e sistemi cyberfisici;
    • integrazione verticale e orizzontale;
    • soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione della supply chain;
    • soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività;
    • sistemi di e-commerce;
  • transizione ecologica, e nello specifico:
    • servizi di consulenza finalizzati all’introduzione e/o implementazione delle tecnologie abilitanti di impresa 4.0;
    • servizi di consulenza e/o formazione finalizzati alla razionalizzazione dell’uso dell’energia da parte delle imprese;
    • servizi di formazione relativamente all’attività finalizzata al conseguimento della qualifica di Energy Manager per risorse interne.

Sono ammissibili le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2025 fino al 120° giorno successivo alla concessione del contributo.

Agevolazione prevista

L’agevolazione consiste in un voucher a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 5.000 euro. È previsto un investimento minimo di 2.000 euro.

È concessa una premialità aggiuntiva di 200 euro per le imprese in possesso del rating di legalità.

Presentazione della domanda

Le domande potranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica, a partire dalle ore 10:00 del 10 settembre 2025 e fino alle ore 21:00 del 20 settembre 2025, salvo chiusura anticipata per esaurimento fondi.

Energia autoprodotta da fonti rinnovabili: riapre il bando per le PMI

Con Decreto Direttoriale del 30 giugno 2025, il Ministero delle imprese e del made in Italy ha riaperto la possibilità di presentare istanze per l’accesso alle agevolazioni previste dal bando PNRR “Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”. Ripercorriamo i tratti distintivi dell’agevolazione.

Soggetti beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni le PMI operanti sull’intero territorio nazionale, con esclusione:

  • dei codici ATECO di cui all’allegato 1 del decreto direttoriale del 14 marzo 2025;
  • delle industrie ad alta intensità energetica;
  • delle industrie ad alta emissione di CO2.

Le imprese che operano nel settore della produzione, noleggio e vendita di veicoli possono accedere alle agevolazioni solo qualora i ricavi lordi connessi all’attività svolta nell’unità produttiva oggetto di intervento derivino per almeno il 50% da veicoli a zero emissioni.

Inoltre, a seguito del decreto del MIMIT del 18 giugno 2025, per accedere all’agevolazione le imprese dovranno essere in regola con l’obbligo di stipulare delle assicurazioni contro i danni da eventi catastrofali.

Investimenti ammissibili

Gli investimenti ammissibili all’agevolazione sono i seguenti:

  • installazione di impianti solari fotovoltaici, comprese le apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti medesimi e le spese per l’installazione e la messa in esercizio;
  • l’installazione di impianti mini-eolici, comprese le apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti medesimi e le spese per l’installazione e la messa in esercizio.

L’investimento agevolabile può riguardare solo una delle tecnologie summenzionate e deve essere accompagnato da una diagnosi energetica, redatta da un tecnico abilitato, che definisca il profilo di consumo energetico dell’unità produttiva oggetto del programma di investimento e preveda, tra gli interventi da porre in essere per la decarbonizzazione dei processi produttivi di beni e servizi, l’installazione di impianti solari fotovoltaici ovvero di impianti mini eolici, individuando la potenza dell’impianto da installare e dell’eventuale sistema di stoccaggio, nonché la capacità operativa aggiuntiva installata di energia rinnovabile, parametrati rispetto al fabbisogno energetico dell’unità produttiva.

I programmi di spesa:

  • devono prevedere un ammontare di spese ammissibili non inferiore a euro 30.000 e non superiore a euro 1.000.000;
  • devono riguardare immobilizzazioni nuove di fabbrica;
  • dovranno essere completati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione.

Agevolazioni concedibili

I programmi di investimento vengono agevolati attraverso la concessione di un contributo in conto impianti nella misura massima:

  • del 30% delle spese per l’installazione degli impianti, in caso di medie imprese;
  • del 40% delle spese per l’installazione degli impianti, in caso di piccole imprese;
  • del 30% delle spese per l’installazione della componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica dell’investimento, sia per le piccole che per le medie imprese.

Presentazione della domanda

Come già detto le domande potranno essere presentate dall’8 luglio 2025 al 30 settembre 2025 e verranno valutate sulla base di un punteggio che terrà conto:

  • del rapporto tra la potenza nominale degli impianti e il fabbisogno complessivo annuo di energia dell’unità produttiva oggetto di intervento;
  • dell’incidenza dei costi riferiti ai moduli solari fotovoltaici rispetto all’ammontare complessivo delle spese previste per il medesimo programma di investimento;
  • della sostenibilità economica dell’investimento;
  • del possesso di certificazioni ambientali.

Energia autoprodotta da fonti rinnovabili: incentivi per le PMI

Le piccole e medie imprese potranno presentare dal 4 aprile al 5 maggio 2025 le istanze per l’accesso alle agevolazioni previste dal bando PNRR “Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”. Vediamo i dettagli.

Soggetti beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni le PMI operanti sull’intero territorio nazionale, con esclusione:

  • dei codici ATECO di cui all’allegato 1 del decreto direttoriale del 14 marzo 2025;
  • delle industrie ad alta intensità energetica;
  • delle industrie ad alta emissione di CO2.

Le imprese che operano nel settore della produzione, noleggio e vendita di veicoli possono accedere alle agevolazioni solo qualora i ricavi lordi connessi all’attività svolta nell’unità produttiva oggetto di intervento derivino per almeno il 50% da veicoli a zero emissioni.

Investimenti ammissibili

Gli investimenti ammissibili all’agevolazione sono i seguenti:

  • installazione di impianti solari fotovoltaici, comprese le apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti medesimi e le spese per l’installazione e la messa in esercizio;
  • l’installazione di impianti mini-eolici, comprese le apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti medesimi e le spese per l’installazione e la messa in esercizio.

L’investimento agevolabile può riguardare solo una delle tecnologie summenzionate e deve essere accompagnato da una diagnosi energetica, redatta da un tecnico abilitato, che definisca il profilo di consumo energetico dell’unità produttiva oggetto del programma di investimento e preveda, tra gli interventi da porre in essere per la decarbonizzazione dei processi produttivi di beni e servizi, l’installazione di impianti solari fotovoltaici ovvero di impianti mini eolici, individuando la potenza dell’impianto da installare e dell’eventuale sistema di stoccaggio, nonché la capacità operativa aggiuntiva installata di energia rinnovabile, parametrati rispetto al fabbisogno energetico dell’unità produttiva.

I programmi di spesa:

  • devono prevedere un ammontare di spese ammissibili non inferiore a euro 30.000 e non superiore a euro 1.000.000;
  • devono riguardare immobilizzazioni nuove di fabbrica;
  • dovranno essere completati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione.

Agevolazioni concedibili

I programmi di investimento vengono agevolati attraverso la concessione di un contributo in conto impianti nella misura massima:

  • del 30% delle spese per l’installazione degli impianti, in caso di medie imprese;
  • del 40% delle spese per l’installazione degli impianti, in caso di piccole imprese;
  • del 30% delle spese per l’installazione della componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica dell’investimento, sia per le piccole che per le medie imprese.

Presentazione della domanda

Come già detto le domande potranno essere presentate dal 4 aprile 2025 al 5 maggio 2025 e verranno valutate sulla base di un punteggio che terrà conto:

  • del rapporto tra la potenza nominale degli impianti e il fabbisogno complessivo annuo di energia dell’unità produttiva oggetto di intervento;
  • dell’incidenza dei costi riferiti ai moduli solari fotovoltaici rispetto all’ammontare complessivo delle spese previste per il medesimo programma di investimento;
  • della sostenibilità economica dell’investimento;
  • del possesso di certificazioni ambientali.

Investimenti sostenibili 4.0: bando per le PMI del SUD

È stato firmato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy il nuovo bando “Investimenti sostenibili 4.0” riservato alle PMI del Sud che realizzano programmi di investimento a contenuto tecnologico, coerenti con il piano Transizione 4.0. Il bando sarà seguito da un avviso che definirà il termine di apertura dello sportello e le modalità di presentazione della domanda di agevolazione.

Soggetti beneficiari

Possono accedere al bando le micro, piccole e medie imprese che abbiano una sede operativa nelle seguenti regioni:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sicilia
  • Sardegna

Le imprese devono essere già costituite ed iscritte nel Registro Imprese come attive.

Inoltre, al momento di presentazione della domanda, devono:

  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali aventi finalità liquidatorie;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno 2 bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese oppure aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno 2 dichiarazioni dei redditi;
  • essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell'ambiente ed essere in regola in relazione agli obblighi contributivi;
  • aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero delle Imprese e del made in Italy;
  • non aver effettuato, nei 2 anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l'unità produttiva oggetto dell'investimento e impegnarsi a non farlo anche fino ai 2 anni successivi al completamento dell'investimento stesso.

Inoltre I programmi di investimento dovranno essere finalizzati allo svolgimento delle seguenti attività economiche:

  • attività manifatturiere di cui alla sezione C della classificazione ATECO (con esclusione del settore siderurgico, del carbone, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, nonché della produzione della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche);
  • servizi alle imprese di cui ai seguenti codici ATECO:
    • 00.0 (limitatamente al trattamento delle acque reflue di origine industriale tramite processi fisici, chimici e biologici come diluizione, screening, filtraggio, sedimentazione, ecc.)
    • 1 (limitatamente a quelli di origine industriale e commerciale)
    • 3 (limitatamente a quelli di origine industriale e commerciale)
    • 52
    • 29
    • 2
    • 61
    • 62
    • 1
    • 70
    • 71
    • 72
    • 73
    • 20
    • 92
    • 1
    • 01.1

Interventi ammissibili

Come già detto, gli investimenti devono avere le caratteristiche dell’innovazione, della sostenibilità e dell’elevato contenuto tecnologico compatibile con il piano Transizione 4.0. I programmi di spesa dovranno prevedere l’utilizzo di una delle seguenti tecnologie abilitanti (che deve risutare preponderante rispetto ai costi ammissibili del programma):

  • Advanced manufacturing solution;
  • Additive manufacturing;
  • Realtà aumentata;
  • Simulation;
  • Integrazione orizzontale e verticale;
  • Internet of things e Industrial internet;
  • Cloud;
  • Cybersecurity;
  • Big data e Analytics;
  • Intelligenza artificiale;

Spese ammissibili

I programmi di spesa devono prevedere spese ammissibili non inferiori complessivamente a 750.000 euro e non superiori a 5 milioni di euro e, comunque, al 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato, ovvero, nel caso di imprese individuali e società di persone, dell’ultima dichiarazione dei redditi.

Le spese ammissibili sono le seguenti:

  1. macchinari, impianti e attrezzature;
  2. opere murarie, nei limiti del 40% delle spese ammissibili;
  3. programmi informatici e licenze correlati all'utilizzo dei beni materiali riferibili a macchinari, impianti e attrezzature;
  4. acquisizione di certificazioni di sistemi di gestione ambientali o di efficienza energetica;
  5. spese per servizi avanzati di consulenza specialistica relativi all’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti ammissibili, nei limiti del 5% dell’importo delle spese di cui alle lettere a) e b);
  6. per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa: spese per servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica relativa all’unità produttiva oggetto delle misure di efficientamento energetico, nel limite del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili e a condizione che l’effettuazione della diagnosi non costituisca un adempimento obbligatorio per l’impresa.

Agevolazioni concedibili

Le agevolazioni, che arrivano ad una copertura massima delle spese ammissibili pari al 75% (salvo che per le spese di consulenza che vengono coperte solo al 50%), vengono erogate secondo le seguenti modalità:

  • finanziamento a tasso zero, per il 40% dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili. La durata massima del piano di rimborso è di 7 anni con pagamento di due rate semestrali posticipate, scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno;
  • contributo in conto impianti, per il 35% dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili.

Start-up e PMI innovative: nuove norme incentivanti

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge n. 162/2024 sono operative le norme volte ad incentivare gli investimenti in start-up e PMI innovative.

Una prima importante modifica riguarda la detrazione fiscale prevista per gli investimenti in start-up e PMI innovative, già prevista dall’art. 29-bis del D.L. 179/2012 e pari al 50% della somma investita con un massimo di 100.000 euro per periodo d’imposta. Al fine di incentivare detti investimenti, viene previsto un meccanismo che consente di ottenere il beneficio anche per gli “incapienti”, cioè chi non ha un’imposta da pagare tale da poter beneficiare in toto della detrazione offerta. Viene infatti stabilito che, qualora la detrazione superi l’imposta lorda, l’eccedenza non detraibile viene trasformata in credito d’imposta che potrà essere utilizzato in compensazione in F24.

Un altro intervento riguarda il Patrimonio destinato, cioè un fondo nato nel 2020 al fine di attuare interventi e operazioni di sostegno e rilancio del sistema economico-produttivo italiano. Adesso viene ampliatata la possibilità di investimento del Patrimonio, specificando la finalità nel sostegno della patrimonializzazione delle imprese italiana e nel rafforzamento delle filiere, reti e infrastrutture strategiche.

Un terzo intervento apporta modifiche significative al decreto Sostegni-bis. Questa normativa prevede esenzioni fiscali per le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni in startup e PMI innovative, a condizione che siano possedute per almeno tre anni e che rispettino requisiti specifici. Gli investimenti in startup e PMI innovative, secondo l’articolo 29 e 29-bis del D.L. n. 179/2012, continuano a godere di detrazioni al 30%, mentre gli incentivi in regime “de minimis” (detrazione IRPEF al 50%) sono esclusi dall’esenzione. 

Le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni in PMI innovative sono esentate da tassazione se soddisfano specifiche condizioni: devono essere realizzate da persone fisiche, riferirsi a partecipazioni acquisite tra il 1° giugno 2021 e il 31 dicembre 2025, e mantenute per almeno tre anni. Inoltre, le PMI innovative devono rispondere a una delle condizioni dell’art. 21 del Regolamento UE n. 651/2014: non aver operato in alcun mercato, operare da meno di sette anni o richiedere un investimento iniziale superiore al 50% del loro fatturato medio annuo negli ultimi cinque anni.

Sono esentati dalle imposte sui redditi i capitali percepiti da persone fisiche tramite organismi di investimento collettivo che investono in startup o PMI innovative, a condizione che questi organismi siano residenti nell'UE o in Paesi SEE con adeguato scambio di informazioni. Per usufruire dell'esenzione, le quote o azioni devono essere acquisite entro il 31 dicembre 2025 e mantenute per almeno tre anni.

Infine, sono previsti incentivi fiscali per le persone fisiche che reinvestono plusvalenze in startup e PMI innovative. Le plusvalenze sono esenti da imposte se reinvestite, entro un anno, nel capitale sociale di queste imprese entro il 31 dicembre 2025. Le partecipazioni cedute devono essere possedute dall’investitore dal 25 luglio 2021, e le PMI innovative devono rispettare i requisiti dell’art. 21 del regolamento UE n. 651/2014. L’esenzione non si applica se le partecipazioni reinvestite vengono successivamente cedute.

Fondo di garanzia PMI: cosa cambia dal 2024

Il decreto collegato alla Legge di Bilancio 2024 prevede delle importanti modifiche all’operatività del Fondo di garanzia PMI, uno strumento di garanzia pubblica molto utilizzato dalle aziende per agevolare la concessione del credito bancario.

Alcune delle disposizioni previste in periodo COVID vengono confermate, quali:

  • l’importo massimo garantito per singola impresa pari a 5 milioni di euro
  • l’ammissibilità al fondo anche delle imprese small mid-cap con numero di addetti tra 250 e 499 unità
  • l’ammissibilità degli enti del terzo settore e degli enti religiosi
  • la gratuità della garanzia per le microimprese

Invece non sono più ammesse alla garanzia le imprese che, nel modello di rating, rientrano in fascia 5.

Cambiano invece le percentuali di garanzia, salvo quella per le operazioni di investimento che rimane all’80%. Per il 2024 queste le percentuali di garanzia applicabili:

  • 80% per operazioni di investimento
  • 80% per operazioni di importo ridotto fino a 40.000 euro, ovvero fino a 80.000 euro nel caso di richiesta di garanzia presentata in modalità di riassicurazione da soggetti garanti autorizzati
  • 80% per operazioni di microcredito, per operazioni di importo massimo fino a 50.000 euro
  • 80% per operazioni nuova Sabatini
  • 80% per start-up, start-up innovative e incubatori certificati
  • 80% per enti del terzo settore, iscritti al RUNTS e per operazioni non superiori a 60.000 euro
  • 60% per operazioni di liquidità (imprese in fascia 3 e 4 del modello di valutazione)
  • 55% per operazioni di liquidità (imprese in fascia 1 e 2 del modello di valutazione)
  • 50% per operazioni di capitale di rischio
  • 40% per small mid-cap a fronte di operazioni per investimento e per small mid-cap start-up innovative.
  • 30% per small mid-cap a fronte di operazioni di liquidità

L’importo della commissione per l’accesso alla garanzia del fondo è pari:

  • a 0%, quindi gratuita, per le microimprese
  • dello 0,5% per le piccole imprese
  • dell’1% per le medie imprese
  • dell’1,25% per le small mid-cap (con numero di addetti tra 250 e 499)
Investimenti innovativi 4.0

Investimenti sostenibili 4.0, dal 18 maggio 2022 al via le domande

Il finanziamento “Investimenti sostenibili 4.0” è una misura volta al sostegno, sull’intero territorio nazionale, di nuovi investimenti innovativi e sostenibili proposti dalle Pmi, volti a favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa.

I progetti che possono accedere alla misura dovranno essere volti al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità definiti dall’Unione Europea e, in particolare, a:

  • favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare
  • migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa.

Soggetti beneficiari

Le agevolazioni sono concesse alle micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda devono:

  • essere regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel registro delle imprese
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali
  • non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, fatte salve le deroghe previste per le micro e piccole imprese dalla disciplina in materia di aiuti di riferimento
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati presso il registro delle imprese ovvero aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi
  • essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell'ambiente ed essere in regola in relazione agli obblighi contributivi
  • aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero
  • non aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l'unità produttiva oggetto dell'investimento
  • non trovarsi in una delle situazioni di esclusione previste dall’art. 5, comma 2, del DM 10 febbraio 2022.

Per accedere al beneficio, l’attività economica dovrà rientrare in una delle seguenti categorie ATECO:

  • tutte le attività manifatturiere di cui alla sezione C della classificazione ATECO 2007 con esclusione di alcune attività (siderurgia; estrazione del carbone; costruzione navale; fabbricazione delle fibre sintetiche; trasporti e relative infrastrutture; produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture);
  • 00.0 – Raccolta e depurazione delle acque di scarico (Limitatamente al trattamento delle acque reflue di origine industriale tramite processi fisici, chimici e biologici come diluizione, screening, filtraggio, sedimentazione, ecc.)
  • 1 – Raccolta dei rifiuti (limitatamente a quelli di origine industriale e commerciale)
  • 3 – Recupero dei materiali (limitatamente a quelli di origine industriale e commerciale)
  • 52 – Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti, con esclusione dei mezzi di trasporto
  • 53 – Servizi postali e attività di corriere
  • 29 – Mense e catering continuativo su base contrattuale
  • 12 – Pubblicazione di elenchi e mailing list
  • 2 – Edizione di software
  • 61 – Telecomunicazioni
  • 62 – Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse
  • 1 – Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse; portali web
  • 69 – Attività legali e contabilità
  • 70 – Attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale
  • 71 – Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
  • 72 – Ricerca scientifica e sviluppo
  • 73 – Pubblicità e ricerche di mercato
  • 74 – Altre attività professionali, scientifiche e tecniche
  • 20 – Attività dei call center
  • 92 – Attività di imballaggio e confezionamento per conto terzi
  • 1 – Riparazione e manutenzione di computer e periferiche
  • 01.01 – Attività delle lavanderie industriali.

Progetti di investimento

I progetti di investimento dovranno:

  • prevedere l'utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0. e l'ammontare di tali spese deve risultare preponderante rispetto al totale dei costi ammissibili del programma
  • essere diretti all'ampliamento della capacità alla diversificazione della produzione, funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un'unità produttiva esistente ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva
  • essere realizzati presso un'unità produttiva localizzata nel territorio nazionale
  • rispettare le seguenti soglie di importo delle spese ammissibili:
    • nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, spese ammissibili non inferiori complessivamente a 500 mila euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all'80% del fatturato dell'ultimo bilancio approvato e depositato
    • nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, spese ammissibili non inferiori complessivamente a un milione di euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all'80% del fatturato dell'ultimo bilancio approvato e depositato
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda
  • prevedere un termine di ultimazione non successivo a dodici mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Per i programmi caratterizzati da un particolare contenuto di sostenibilità, sono previsti specifici criteri di valutazione, che consentono all'impresa proponente di conseguire un punteggio aggiuntivo nell’ambito dell’attività di valutazione dell’istanza prevista per l’accesso alle agevolazioni.

Spese ammissibili

Le spese ammissibili, da sostenere successivamente alla presentazione della domanda, devono essere relative all’acquisto in proprietà delle seguenti immobilizzazioni materiali e immateriali nuove:

  • macchinari, impianti e attrezzature
  • opere murarie, nel limite del 40% dei costi ammissibili
  • programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo di macchinari, impianti e attrezzature
  • acquisizione di certificazioni di sistemi di gestione ambientali o di efficienza energetica
  • spese per servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica, per i soli progetti volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, a condizione che la diagnosi non costituisca un adempimento obbligatorio e nel limite del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili.

Agevolazioni concesse

L’agevolazione consiste in un contributo i conto impianti pari a:

  • 60% per micro e piccole imprese e 50% per medie imprese nelle regioni di Calabria, Campania, Puglia e Sicilia
  • 50% per micro e piccole imprese e 40% per medie imprese nelle regioni di Basilicata, Molise e Sardegna
  • 35% per micro e piccole imprese e 25% per medie imprese nelle restanti regioni

Presentazione della domanda

La domanda andrà presentata attraverso il sito internet di Invitalia a partire dal 18 maggio 2022 e verranno valutate con procedura valutativa a sportello.

Irfis – Finanziamenti a tasso zero per imprese danneggiate dal COVID 19

È stato pubblicato l’Avviso Pubblico relativo alla concessione di finanziamenti agevolati a tasso zero in favore delle imprese con sede in Sicilia danneggiate dall’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Soggetti beneficiari

La misura è destinata:

alle PMI (Piccole e Medie Imprese) che:

    • sono regolarmente costituite e iscritte come attive presso la CCIAA
    • hanno realizzato nel 2020 un fatturato inferiore almeno del 30% rispetto a quello realizzato nel 2019
    • sono in regola con il pagamento degli oneri contributivi ed assistenziali
    • non sono sottoposte a procedure concorsuali
    • non si trovano in stato di scioglimento o di liquidazione volontaria
    • non sono qualificabili come imprese in difficoltà

Sono comunque escluse le PMI che operano nei seguenti settori ATECO:

  • A - Agricoltura, silvicoltura e pesca;
  • O - Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria;
  • T - Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico; produzione di beni
  • e servizi indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze;
  • U - Organizzazioni ed organismi extraterritoriali.

Importo del finanziamento e del contributo a fondo perduto

I beneficiari possono richiedere un finanziamento con le seguenti caratteristiche:

  • importo minimo: Euro 10.000
  • importo massimo: Euro 100.000
  • durata: 84 mesi successivi ad un preammortamento non superiore a 24 mesi
  • rimborso: 20 rate trimestrali costanti
  • tasso di interesse: 0%
  • nessuna garanzia richiesta.

Termini per la richiesta

Le richieste potranno essere presentate dalle ore 10:00 del 26 gennaio 2022 alle ore 17:00 del 31 marzo 2022 attraverso un apposito portale raggiungibile all’indirizzo https://sportelloincentivi.irfis.it

Le domande verranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione e sino ad esaurimento delle risorse.

 

Finanziamenti agevolati e a fondo perduto per PMI e professionisti

È stato pubblicato l’Avviso Pubblico relativo all’azione 3.6.2. del PO FESR Sicilia 2014-2020 per la concessione di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto a favore di operatori economici e liberi professionisti iscritti agli ordini professionali.

Soggetti beneficiari

La misura è destinata:

  • alle PMI (Piccole e Medie Imprese) che:
    • sono regolarmente costituite e iscritte come attive presso la CCIAA
    • hanno avviato l’attività prima del 31/12/2018
    • hanno sede legale o operativa nel territorio della Regione Siciliana
    • hanno realizzato nel 2019 un fatturato non superiore a 500.000 euro
    • hanno subito danni a causa dell’emergenza epidemiologica Covid-19
    • hanno realizzato nel 2020 un fatturato inferiore almeno del 30% rispetto a quello realizzato nel 2019
  • ai liberi professionisti che:
    • hanno domicilio fiscale in Sicilia
    • sono iscritti ad un ordine professionale, se obbligatorio, e sono titolari di partita Iva
    • hanno iniziato l’attività prima del 31/12/2018
    • hanno realizzato nel 2019 un fatturato non superiore a 80.000 euro
    • hanno subito danni a causa dell’emergenza epidemiologica Covid-19
    • hanno realizzato nel 2020 un fatturato inferiore almeno del 30% rispetto a quello realizzato nel 2019

Sono comunque escluse le PMI che operano nei seguenti settori ATECO:

  • A - Agricoltura, silvicoltura e pesca;
  • O - Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria;
  • T - Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico; produzione di beni
  • e servizi indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze;
  • U - Organizzazioni ed organismi extraterritoriali.

Importo del finanziamento e del contributo a fondo perduto

I beneficiari possono richiedere un finanziamento con le seguenti caratteristiche:

  • importo minimo: Euro 10.000
  • importo massimo: Euro 25.000 (qualora non sia richiesto il contributo a fondo perduto)
  • durata: 48 mesi successivi ad un preammortamento non superiore a 24 mesi
  • rimborso: 48 rate mensili costanti
  • tasso di interesse: 0%
  • nessuna garanzia richiesta.

Ad ogni finanziamento è associabile anche un contributo a fondo perduto a copertura del 100% delle spese di sanificazione e adeguamento dei luoghi di lavoro e di produzione ubicati in Sicilia riferite a:

  • sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l'attività lavorativa e degli strumenti utilizzati nell'ambito di tali attività;
  • acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  • acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  • acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui alla lettera b), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
  • acquisto di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

L’importo del contributo a fondo perduto può essere al massimo di Euro 5.000.

Termini per la richiesta

Le richieste potranno essere presentate dalle ore 10:00 del 31 gennaio 2022 alle ore 17:00 del 3 marzo 2022 attraverso un apposito portale raggiungibile all’indirizzo https://sportelloincentivi.irfis.it

Le domande finiranno in una apposita graduatoria in ordine di calo di fatturato e i finanziamenti verranno erogati sino ad esaurimento dei fondi stanziati.

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