Nuovi incentivi per le PMI del Mezzogiorno: con "Sustainable Investments 4.0"

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha adottato un nuovo decreto che destina oltre 447 milioni di euro a sostegno degli investimenti innovativi e sostenibili delle piccole e medie imprese localizzate nelle regioni del Sud Italia.

Soggetti interessati

Possono accedere all'agevolazione le micro, piccole e medie imprese — incluse quelle non residenti in Italia purché dispongano di un'unità produttiva nelle aree target — con sede operativa o produttiva nelle Regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Al momento della presentazione della domanda, le PMI devono:

  • essere regolarmente iscritte e attive nel Registro delle imprese;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria;
  • disporre di almeno due bilanci approvati e depositati (o due dichiarazioni dei redditi per ditte individuali e società di persone);
  • essere in regola con il DURC;
  • non essere sottoposte a procedure liquidatorie.

Sono escluse, tra le altre, le imprese che non abbiano adempiuto all'obbligo assicurativo catastrofale (introdotto dalla Legge di Bilancio 2024), quelle con cause ostative antimafia, e quelle che abbiano effettuato delocalizzazioni verso l'unità produttiva oggetto dell'investimento nei due anni precedenti la domanda.

Interventi ammissibili

Il decreto finanzia programmi di investimento innovativi, sostenibili e ad alto contenuto tecnologico, coerenti con il piano Transizione 4.0, che impieghino le tecnologie abilitanti elencate nell'allegato al decreto (tra cui robotica avanzata, additive manufacturing, IoT, cloud, cybersecurity, intelligenza artificiale, blockchain, big data e analytics).

I programmi devono essere finalizzati ad attività manifatturiere (sezione C ATECO 2025) o a specifiche attività di servizi alle imprese (tra cui telecomunicazioni, software, consulenza informatica, ricerca e sviluppo, architettura e ingegneria, logistica e magazzinaggio).

Sono previste tre linee di azione con diversi livelli di priorità nella valutazione:

  • Economia circolare: programmi che introducono soluzioni per l'utilizzo efficiente delle risorse, il riuso dei materiali, la simbiosi industriale, il packaging intelligente;
  • Efficienza energetica: programmi che conseguono un risparmio energetico di almeno il 5% rispetto ai consumi dell'anno precedente, attraverso misure quali impianti ad alta efficienza, recupero di energia dai cicli produttivi, fonti rinnovabili per l'autoconsumo;
  • Sviluppo tecnologico e digitale: tutti gli altri programmi coerenti con Transizione 4.0, orientati alla trasformazione tecnologica e digitale dell'impresa.

Le spese ammissibili riguardano:

  • acquisto di nuove immobilizzazioni materiali (macchinari, impianti, attrezzature);
  • opere murarie (fino al 40% del totale)
  • acquisto di immobilizzazioni immateriali (software e licenze correlate);
  • acquisizione di certificazioni ambientali;
  • servizi di consulenza specialistica (fino al 5% delle spese per beni materiali e software)
  • diagnosi energetica (fino al 3% del totale).

Non sono ammesse spese per beni usati, leasing finanziario, acquisto o locazione di terreni e fabbricati, formazione del personale, mezzi di trasporto di merci o persone, o spese inferiori a 500 euro al netto di IVA.

L'investimento complessivo deve essere compreso tra 750.000 euro e 5.000.000 euro, nel limite del 70% del fatturato dell'ultimo bilancio depositato.

Il programma deve essere avviato dopo la presentazione della domanda e completato entro 18 mesi dalla notifica del provvedimento di concessione (prorogabili di ulteriori 6 mesi su richiesta motivata).

Agevolazione concedibile

L'agevolazione copre fino al 75% delle spese ammissibili, articolata in:

  • 35% a fondo perduto (contributo in conto impianti);
  • 40% come finanziamento agevolato a tasso zero, da rimborsare in rate semestrali nell'arco massimo di 7 anni, a partire dall'ultima erogazione a saldo.

Il restante 25% deve essere coperto dall'impresa con risorse proprie o finanziamento privato privo di sostegno pubblico.

Una quota pari al 25% della dotazione complessiva è riservata ai programmi proposti da micro e piccole imprese.

L'agevolazione non è cumulabile, sulle stesse spese, con altri aiuti di Stato, fatta eccezione per benefici fiscali e garanzie, nei limiti delle intensità massime previste dalla normativa europea.

Come presentare domanda

Le domande saranno presentate esclusivamente in via telematica attraverso il portale di Invitalia (www.invitalia.it), la data di apertura dello sportello sarà fissata con il successivo provvedimento attuativo.

Le imprese interessate dovrebbero anticipare la raccolta della documentazione finanziaria (ultimi due bilanci, piano economico-finanziario) e verificare la coerenza del proprio codice ATECO con le attività ammissibili, che fanno riferimento alla nuova classificazione ATECO 2025.

Fondo Turismo 2026: 109 milioni per riqualificazione energetica, digitalizzazione e sostenibilità

Il Ministero del Turismo ha pubblicato il decreto 16 marzo 2026 che rende operative le agevolazioni per lo sviluppo dell'offerta turistica nazionale. La gestione è affidata a Invitalia, che dovrà emanare l'avviso operativo entro il 20 maggio 2026.

Soggetti interessati

Possono presentare domanda tre categorie di soggetti:

  • gli operatori che esercitano attività di impresa nel settore turistico con i codici ATECO specificati nell'avviso: alberghi, strutture ricettive, campeggi, villaggi, B&B, ristoranti, bar, agenzie di viaggio, tour operator, stabilimenti termali, parchi, centri congressi, attività ricreative connesse al turismo;
  • le imprese attive da almeno tre anni che, pur non avendo un codice ATECO turistico come principale, dimostrino — attraverso le scritture contabili degli ultimi tre esercizi — un fatturato realizzato prevalentemente in attività turistiche. È la soluzione pensata per realtà ibride: agriturismi, strutture multifunzione, operatori con attività complementari al turismo;
  • i proprietari delle strutture, che possono presentare istanza avvalendosi dei requisiti del gestore, a condizione che questi sia legittimato, presti il consenso e che il rapporto di gestione sia mantenuto per tutta la durata dell'investimento. È il caso tipico di strutture condotte in affitto o in concessione.

Per tutte le categorie i requisiti soggettivi minimi sono:

  • iscrizione al Registro Imprese;
  • impresa attiva e non in liquidazione;
  • sede legale in Italia o stabile organizzazione nel territorio italiano;
  • DURC regolare;
  • assenza di procedure concorsuali;
  • assenza di sanzioni interdittive;
  • assenza di aiuti di Stato illegali non restituiti.

Il piano di investimento può essere presentato anche in forma di rete d'impresa (contratto di rete soggetto), purché iscritta alla CCIAA da almeno tre anni e composta da non più di cinque imprese, tutte in possesso dei requisiti richiesti.

Interventi ammissibili

Gli interventi finanziabili si articolano su cinque aree, tutte costruite intorno alla conformità al regolamento europeo GBER e ai criteri ESG:

  • riqualificazione energetica degli edifici: coibentazione dell'involucro, sostituzione di serramenti e superfici vetrate, pareti ventilate, tetti verdi, sistemi schermanti, efficientamento degli impianti di illuminazione e climatizzazione, sostituzione di caldaie con sistemi ad alta efficienza, riduzione dei consumi idrici. Sono ammesse anche le opere murarie strettamente necessarie a raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico previsti dal GBER;
  • impianti per la tutela ambientale: pannelli fotovoltaici, impianti solari termici, geotermia, pompe di calore per autoconsumo, sistemi di stoccaggio dell'energia da rinnovabili (con almeno il 75% dell'energia assorbita da impianto rinnovabile collegato), tetti verdi e sistemi per il recupero dell'acqua piovana.
  • digitalizzazione degli edifici: cablaggio strutturato per reti dati, infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici, sistemi di automazione e gestione intelligente degli edifici, predisposizione all'intelligenza artificiale, efficientamento energetico degli impianti di riscaldamento e raffreddamento, efficientamento delle aree di pernottamento.
  • riqualificazione di piscine, impianti termali, wellness, centri congressi e strutture per eventi, con soluzioni ecosostenibili o interventi per migliorare l'accessibilità e la competitività della struttura sul mercato internazionale.
  • beni immateriali: acquisto o sviluppo di programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e tecnologie non brevettate legate alla digitalizzazione, alla destagionalizzazione dei flussi o alla sostenibilità ESG.

L'investimento minimo ammissibile è di 1 milione di euro, il massimo di 15 milioni di euro per progetto.

Per i soli gruppi con più unità locali in comuni diversi è possibile presentare una domanda per ciascuna unità, ferma la soglia massima per progetto.

Gli interventi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e devono concludersi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e comunque non oltre il 30 settembre 2028.

Per le sole PMI sono ammissibili anche le spese di consulenza strettamente connesse agli interventi, nel limite del 4% dell'importo complessivo ammissibile.

Agevolazione concedibile

Le agevolazioni si articolano in due strumenti combinabili tra loro:

  • il contributo a fondo perduto copre fino al 30% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 4,5 milioni di euro per progetto; l'avviso potrà prevedere percentuali diverse per specifiche tipologie di beneficiari o di spese, ma in nessun caso il contributo a fondo perduto potrà superare il 50% dei costi ammissibili;
  • Il finanziamento agevolato copre fino al 70% delle spese ammissibili, a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento UE vigente alla data di concessione, con durata massima di cinque anni e rimborso a rate semestrali (30 giugno e 31 dicembre di ogni anno). Il cumulo tra le due forme non può in nessun caso superare il costo totale del progetto.

L'erogazione del contributo a fondo perduto segue tre fasi:

  • un'anticipazione del 30% alla firma del disciplinare (contro fideiussione bancaria o polizza assicurativa);
  • un'erogazione intermedia fino all'80% per stato di avanzamento lavori;
  • il saldo finale entro 90 giorni dalla rendicontazione completa e dal collaudo, con termine assoluto al 31 dicembre 2028.

Il finanziamento agevolato è erogato entro 30 giorni dalla firma del disciplinare, anch'esso contro fideiussione.

Le agevolazioni non sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche sulle stesse spese, fatta eccezione per i benefici fiscali e le garanzie, sempre entro i limiti di intensità massima GBER.

Come presentare domanda

L'avviso operativo — che definirà piattaforma, modulistica, criteri di selezione, percentuali di copertura e lista ATECO completa — deve essere emanato dalla Direzione generale del Ministero del Turismo entro il 20 maggio 2026. La presentazione delle istanze avverrà esclusivamente in via telematica attraverso una piattaforma predisposta da Invitalia, con accesso tramite identità digitale (SPID, CIE o CNS) del legale rappresentante.

Sviluppo Competenze: contributo a fondo perduto per la formazione nelle PMI del Sud

Il MIMIT ha aperto uno strumento dedicato alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno che vogliono investire nella formazione del personale su tematiche digitali e green.

Soggetti interessati

Possono accedere le micro, piccole e medie imprese con sede operativa in una delle seguenti regioni:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

Alla data di presentazione della domanda l'impresa deve:

  • essere regolarmente iscritta e attiva al Registro delle imprese;
  • non trovarsi in liquidazione o in procedura concorsuale;
  • e avere depositato almeno un bilancio approvato. Per le imprese individuali e le società di persone è sufficiente aver presentato almeno una dichiarazione dei redditi.

Sono escluse le imprese con aiuti di Stato irregolari non rimborsati e quelle che operano in settori esclusi dalla normativa europea di riferimento.

Un'attenzione specifica meritano le imprese che appartengono alla filiera automotive o alla filiera della moda, tessile e arredamento: il 40% delle risorse disponibili è riservato a queste categorie.

Interventi ammissibili

L'agevolazione finanzia percorsi di formazione rivolti al personale dipendente su temi strategici per la transizione tecnologica, digitale e verde. In concreto, le aree tematiche ammesse sono:

  • aerospazio e difesa;
  • salute, alimentazione, qualità della vita;
  • industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente;
  • turismo, patrimonio culturale e industria della creatività;
  • agenda digitale, smart communities, sistemi di mobilità intelligente;
  • tecnologie digitali;
  • tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse;
  • biotecnologie;
  • processi di transizione verde e digitale.

I costi ammissibili includono i compensi dei formatori, le spese di partecipazione (viaggio, alloggio, materiali), i costi di consulenza strettamente connessi alla formazione e il costo del personale dipendente per le ore trascorse in aula.

Ogni progetto deve avere costi ammissibili compresi tra 10.000 e 60.000 euro. La formazione deve essere erogata da soggetti qualificati e indipendenti dall'impresa, con esperienza dimostrabile almeno triennale nelle materie oggetto del percorso.

È possibile partecipare anche nell'ambito di progetti integrati sovraregionali, che coinvolgono fino a 10 imprese: in questo caso i limiti di costo si applicano a ciascuna impresa partecipante.

Agevolazione concedibile

Il contributo a fondo perduto è pari al 50% delle spese ammissibili, calcolato su base de minimis.

Per i progetti integrati sovraregionali la percentuale sale:

  • al 70% per micro e piccole imprese (+20 punti);
  • al 60% per le medie imprese (+10 punti).

La dotazione complessiva del programma è di 50 milioni di euro. Le domande vengono valutate con procedura a graduatoria: non vince chi arriva prima, ma chi ottiene il punteggio più alto in base a criteri stabiliti dal decreto ministeriale del 4 settembre 2025.

Come presentare domanda

Le domande si presentano esclusivamente online tramite la piattaforma di Invitalia (www.invitalia.it), a partire dalle ore 12:00 del 21 aprile 2026 fino alle ore 12:00 del 23 giugno 2026.

Il contratto con il fornitore della formazione deve essere firmato dopo la presentazione della domanda. Una volta ottenuta la concessione dell'agevolazione, la formazione deve avviarsi entro 6 mesi e concludersi entro 12 mesi dalla data di concessione (con possibilità di proroga di ulteriori 6 mesi).

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