YES I START UP – Formazione e accompagnamento all'autoimprenditorialità in Sicilia

Al via la seconda edizione del progetto "YES I START UP – Formarsi per diventare imprenditore/imprenditrice in Sicilia". L'iniziativa finanzia percorsi formativi e di accompagnamento rivolti a giovani che intendono avviare una propria attività, senza contributi a fondo perduto sugli investimenti aziendali.

Soggetti interessati

L'avviso si rivolge a due categorie distinte.

I destinatari finali dei percorsi formativi sono giovani tra i 18 e i 34 anni in condizioni di svantaggio occupazionale:

  • NEET
  • disoccupati
  • inoccupati
  • inattivi
  • beneficiari di strumenti di sostegno al reddito come la cassa integrazione guadagni.

I soggetti che possono candidarsi all'avviso — e quindi ricevere il finanziamento — sono invece gli enti erogatori dei percorsi:

  • enti pubblici e privati
  • associazioni
  • organismi di formazione
  • società di consulenza
  • professionisti
  • associazioni datoriali e ordini professionali operanti in Sicilia

con adeguata esperienza nel settore della formazione professionale e preferibilmente nella formazione all'autoimprenditorialità.

Una volta accreditati dall'Ente Nazionale per il Microcredito, entreranno nell'Albo dei soggetti attuatori autorizzati.

Possono candidarsi come docenti anche professionisti, consulenti, lavoratori autonomi o dipendenti con esperienza professionale e didattica coerente con le materie oggetto della formazione. I docenti sono classificati in tre fasce (A, B e C) in base agli anni di attività maturata nel settore di riferimento.

Interventi ammissibili

L'iniziativa finanzia esclusivamente servizi formativi e consulenziali. Non sono ammessi investimenti aziendali diretti.

Ogni percorso ha una durata complessiva di 100 ore e può coinvolgere da un minimo di 6 a un massimo di 10 partecipanti. Il percorso si articola in due fasi:

  • la prima, di 80 ore, comprende attività di orientamento, sviluppo delle competenze trasversali, formazione manageriale di base e approfondimenti in ambito fiscale, amministrativo e giuridico;
  • la seconda, di 20 ore, consiste in un accompagnamento personalizzato finalizzato alla predisposizione del business plan e alla preparazione della documentazione necessaria per accedere a eventuali agevolazioni finanziarie.

L'intero percorso punta a trasformare l'idea imprenditoriale in un progetto strutturato e sostenibile, capace di accedere successivamente a misure di sostegno pubbliche.

Agevolazione concedibile

Il finanziamento ai soggetti attuatori è calcolato tramite unità di costo standard (UCS), parametrate alle ore erogate, alla partecipazione degli allievi e alla qualità degli output prodotti.

Per la fase formativa collettiva (80 ore), il contributo orario è pari a:

  • 82,26 euro/ora per i docenti di fascia A
  • 65,81 euro/ora per la fascia B
  • 41,13 euro/ora per la fascia C.

A questi importi si aggiunge una quota di 0,45 euro per ogni ora frequentata da ciascun allievo.

Per la fase di accompagnamento individuale o in piccoli gruppi (20 ore), il contributo riconosciuto è pari a 22,50 euro per ora e per allievo.

Il 70% del contributo complessivo viene liquidato in base alle ore effettivamente svolte; il restante 30% è subordinato alla verifica della completezza e qualità della documentazione prodotta dagli allievi (business plan e documento di accompagnamento).

Come presentare domanda

Le candidature si presentano esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma dedicata del progetto, raggiungibile all'indirizzo yisusicilia2.diventaimprenditore.eu.

Il bando è aperto a sportello, con valutazione in ordine di presentazione fino a esaurimento delle risorse, e comunque non oltre il 31 ottobre 2027.

I soggetti attuatori devono compilare online la domanda, dichiarare il possesso dei requisiti, indicare le sedi formative disponibili e allegare la documentazione prevista.

In caso di ammissione, dovranno sottoscrivere una convenzione con l'Ente Nazionale per il Microcredito prima di avviare i corsi.

I docenti presentano invece un modulo di candidatura separato, allegando curriculum vitae in formato europeo aggiornato, firmato e corredato delle dichiarazioni richieste.

Le candidature ammesse confluiranno in appositi Albi aggiornati periodicamente dall'ENM, dai quali verranno selezionati i soggetti chiamati a realizzare concretamente le attività formative.

SIMEST finanzia le imprese colpite dal caro energia

Dal 25 maggio 2026 è operativa la nuova misura Simest "Energia per la competitività internazionale", attivata nell'ambito dello strumento "Transizione Digitale ed Ecologica".

La misura è rivolta alle imprese esportatrici o collegate a filiere esportatrici che abbiano subito un impatto negativo per effetto del rincaro dei costi energetici o del conflitto nell'area del Golfo Persico.

Le risorse disponibili sono 800 milioni di euro a valere sul fondo n. 394/81.

Le domande possono essere presentate fino al 31 dicembre 2026, salvo esaurimento anticipato dei fondi.

Soggetti interessati

Possono accedere tutte le imprese con sede legale e operativa in Italia — Pmi, microimprese e grandi imprese — che abbiano subito uno dei due impatti previsti dalla misura e che rientrino nella classificazione da 1 a 9 del credit scoring del Fondo di Garanzia.

Requisiti di accesso

L'impresa deve rientrare in almeno una delle due situazioni, verificate confrontando il periodo dal 1° gennaio 2026 fino a uno o due mesi prima della data di domanda (a scelta) con lo stesso periodo del 2025:

  • incremento dei costi medi unitari energetici pari almeno al 10%;
  • riduzione del fatturato (voce A1 del conto economico) pari almeno al 10% come conseguenza del conflitto nell'area del Golfo Persico (a partire dal 28 febbraio 2026).

La sussistenza di uno dei due requisiti deve essere attestata da un'asseverazione redatta secondo il format Simest e rilasciata da un soggetto iscritto al Registro dei Revisori Contabili tenuto dal Mef.

Alla data di presentazione della domanda, l'impresa deve:

  • avere almeno due bilanci depositati al Registro delle imprese relativi a esercizi completi (in alternativa, per chi non è obbligato al deposito, dichiarazioni dei redditi degli ultimi due esercizi e relativi prospetti economico-patrimoniali);
  • essere in regola con DURC e normativa sul lavoro;
  • aver assolto all'obbligo di stipula della polizza catastrofale prevista dalla legge di Bilancio 2024 (legge n. 213/2023).

Interventi ammissibili

Il finanziamento sostiene investimenti in tre ambiti:

  • Transizione digitale (almeno il 60% dell'intervento agevolativo): integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali, attrezzature tecnologiche e software, industria 4.0, cyber security, cloud computing, blockchain per la notarizzazione dei processi, certificazioni digitali e consulenze in ambito digitale.
  • Transizione ecologica: efficientamento energetico e idrico, riduzione degli impatti climatici, certificazioni ambientali, diagnosi energetica.
  • Rafforzamento patrimoniale: investimenti che risultino nell'attivo patrimoniale alle voci immobilizzazioni materiali, immateriali (escluso l'avviamento) e finanziarie (limitatamente agli incrementi di capitale sociale delle controllate e ai finanziamenti soci alle medesime). Per le imprese che accedono alla misura "Energia per la competitività internazionale", la quota destinabile al rafforzamento patrimoniale può salire fino al 90% dell'importo deliberato — la quota minima per investimenti digitali e/o ecologici scende quindi al 10%.

Le spese sono ammissibili a partire dalla data di ricezione del numero CUP ed entro 24 mesi dalla stipula del contratto con Simest (con possibilità di proroga di 6 mesi).

Agevolazione concedibile

Il finanziamento agevolato è compreso tra un minimo di 10.000 euro e un massimo pari al minore tra il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci (voce A1) e i seguenti tetti:

  • 000 euro per le microimprese,
  • 500.000 euro per Pmi, Pmi innovative e start-up innovative,
  • 000.000 euro per le altre imprese.

La quota a fondo perduto è del 20% per tutte le imprese, elevabile al 30% per le Pmi.

La durata ordinaria del finanziamento è di 6 anni (2 di preammortamento e 4 di rimborso).

Le imprese che accedono a questa misura possono richiedere un'estensione di 2 anni del periodo di rimborso, arrivando a 8 anni complessivi. È inoltre prevista la possibilità di richiedere un anticipo del 50% dell'intervento agevolativo, e le risorse destinabili a incrementi di capitale o finanziamenti soci delle controllate salgono fino a 1.500.000 euro.

Come presentare domanda

Le domande si presentano tramite il portale Simest (simest-org.my.site.com/s/) a partire dal 25 maggio 2026 e fino al 31 dicembre 2026. La scadenza riguarda l'invio dell'istanza: l'avvio dell'investimento può essere successivo alla presentazione. Prima di presentare domanda, è necessario verificare la disponibilità nel massimale de minimis triennale dell'impresa.

Decreto fiscale 2026: tutte le correzioni alla legge di Bilancio

Con la conversione definitiva del D.L. 38/2026, avvenuta il 20 maggio 2026, il cosiddetto decreto fiscale 2026 si trasforma in una vera e propria manovra correttiva. Le modifiche toccano numerosi ambiti: dall'IVA sulle permute ai pagamenti della PA ai professionisti, dal concordato preventivo biennale alla rottamazione, fino ai dividendi e agli interessi INPS. Di seguito una panoramica delle novità più rilevanti.

IVA sulle operazioni permutative

Quando beni o servizi vengono scambiati come corrispettivo di altre cessioni o prestazioni, la base imponibile deve essere ancorata al valore monetario indicato nel contratto, con il vincolo che tale valore non possa essere inferiore al costo complessivo dei beni ceduti e delle prestazioni rese. La correzione ha impatto pratico su sponsorizzazioni in natura, scambi commerciali e accordi in cui il prezzo non transita interamente per cassa.

Pagamenti della PA ai professionisti

L'art. 2-ter introduce una soglia di 5.000 euro: la verifica preventiva sugli inadempimenti fiscali non può bloccare i compensi professionali quando le cartelle non pagate sono pari o inferiori a tale importo. La disposizione tutela avvocati, tecnici, consulenti e tutti i professionisti remunerati da enti pubblici, inclusi i casi di patrocinio a spese dello Stato.

Piccoli pacchi extra-UE

Il contributo amministrativo di 2 euro sulle importazioni di valore inferiore a 150 euro è sospeso fino al 30 giugno 2026.

Agenzie di viaggio

L'esenzione dalla ritenuta sulle provvigioni opera esclusivamente per i compensi relativi a vendita, emissione, prenotazione o intermediazione di documenti di viaggio per il trasporto di persone. La nuova impostazione sulle provvigioni non viene cancellata del tutto: restano aree da presidiare.

Iperammortamento

L'agevolazione viene estesa ai beni strumentali prodotti fuori dall'Unione Europea e dallo Spazio economico europeo. Viene inoltre chiarito che la maggiorazione da iperammortamento non rileva nella determinazione del reddito oggetto di concordato preventivo biennale.

Concordato preventivo biennale (CPB): nuovi tetti e proroga

Per il biennio 2026-2027 vengono introdotti limiti massimi di incremento differenziati in base al punteggio ISA:

  • ISA pari a 10: proposta non superiore al 10% del reddito dichiarato (limite già vigente)
  • ISA tra 9 e 10: limite al 15%
  • ISA tra 8 e 9: limite al 25%
  • ISA tra 6 e 8: limite al 30% (nuovo)
  • ISA tra 1 e 6: limite al 35% (nuovo)

Il termine di adesione slitta al 31 ottobre 2026, che cadendo di sabato è automaticamente rinviato al 2 novembre 2026.

Rottamazione-quinquies: due correzioni

Tornano i 5 giorni di tolleranza per il pagamento tardivo dell'unica rata o dell'ultima rata, soppressi dalla legge di Bilancio 2026.

Inoltre, la definizione agevolata viene aperta ai carichi degli enti territoriali affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, relativi al periodo 1° gennaio 2020 – 31 dicembre 2023, purché l'ente ne deliberi l'applicazione entro il 30 giugno 2026. Le domande potranno essere presentate tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026.

Dividendi e plusvalenze: ripristino del regime Pex

L'art. 11 elimina, con effetto dal 1° gennaio 2026, il requisito dimensionale introdotto dalla legge di Bilancio 2026, ripristinando il regime precedente per la dividend exemption e la participation

Decreto Primo Maggio 2026: i nuovi bonus per le assunzioni e l'esonero per la conciliazione famiglia-lavoro

Il D.L. 30 aprile 2026, n. 62 introduce quattro esoneri contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato nel corso del 2026, ciascuno rivolto a una platea specifica di lavoratori, e un ulteriore incentivo per le aziende che investono nella conciliazione tra vita familiare e lavoro.

Si tratta di misure operative da subito — con la sola eccezione del bonus stabilizzazione, subordinato all'autorizzazione della Commissione europea — che i datori di lavoro privati possono utilizzare per ridurre il costo del lavoro stabile.

Condizioni comuni a tutti i bonus

Prima di esaminare le singole misure, è utile chiarire le condizioni trasversali che si applicano a tutti e quattro gli incentivi.

Ogni assunzione (o trasformazione) agevolata deve determinare un aumento effettivo dell'organico rispetto alla media dei dodici mesi precedenti, calcolato al netto delle variazioni registrate nelle società controllate o collegate.

L'esonero spetta ai datori di lavoro che nei sei mesi precedenti l'assunzione non hanno effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo né licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva.

Se nei sei mesi successivi all'assunzione il datore licenzia per giustificato motivo oggettivo il lavoratore assunto — o un lavoratore con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva — l'esonero è revocato e le somme già fruite devono essere restituite.

Nessuno dei quattro incentivi è cumulabile con altri esoneri o riduzioni contributive previsti dalla normativa vigente. Sono invece tutti pienamente compatibili — senza alcuna riduzione — con la maggiorazione del costo ammesso in deduzione per nuove assunzioni introdotta dalla Legge di Bilancio 2025.

L'accesso ai bonus presuppone che il trattamento economico individuale corrisposto al lavoratore non sia inferiore al trattamento economico complessivo previsto dal CCNL delle organizzazioni comparativamente più rappresentative per il settore di riferimento.

Sono esclusi in ogni caso i rapporti di lavoro domestico e i contratti di apprendistato.

Bonus Donne 2026

Sono destinatari dell’incentivo i datori di lavoro privati che assumono donne di qualsiasi età, ovunque residenti, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno 12 mesi se appartenenti alle categorie di lavoratrice svantaggiata.

L’assunzione deve avvenire con contratto subordinato a tempo indeterminato, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.

L’incentivo consiste nell’esonero al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore (escluso INAIL), per un massimo di 24 mesi, nel limite di 650 euro/mese per lavoratrice. Il tetto sale a 800 euro/mese per assunzioni nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno.

Bonus Giovani 2026

Sono destinatari dell’incentivo i datori di lavoro privati che assumono personale non dirigenziale under 35 privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi (o da almeno 12 mesi se appartenente a categorie svantaggiate).

L’assunzione deve avvenire con contratto subordinato a tempo indeterminato, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.

L’incentivo consiste nell’esonero al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore (escluso INAIL), per un massimo di 24 mesi, nel limite di 500 euro/mese per lavoratore. Il tetto sale a 650 euro/mese per assunzioni effettuate nelle regioni della ZES unica e nelle aree di crisi.

Bonus ZES 2026

Sono destinatari dell’incentivo i datori di lavoro privati con fino a 10 dipendenti nel mese di assunzione, con sede o unità produttiva nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno, che assumono soggetti over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.

L’assunzione deve avvenire con contratto subordinato a tempo indeterminato, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.

L’incentivo consiste nell’esonero al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore (escluso INAIL), per un massimo di 24 mesi, nel limite di 650 euro/mese per lavoratore.

Incentivo alla stabilizzazione

Sono destinatari dell’incentivo i datori di lavoro privati che trasformano a tempo indeterminato contratti a termine di durata complessiva non superiore a 12 mesi, intestati a personale non dirigenziale under 35 mai occupato stabilmente in precedenza.

I contratti a termine devono essere stati stipulati entro il 30 aprile 2026; la trasformazione deve avvenire tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, senza soluzione di continuità del rapporto.

L’incentivo consiste nell’esonero al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore (escluso INAIL), per un massimo di 24 mesi, nel limite di 500 euro/mese per lavoratore.

Esonero per la conciliazione famiglia-lavoro

Sono destinatari dell’incentivo le aziende in possesso delle certificazioni di parità di genere "avanzate", aggiuntive rispetto alla sola certificazione di parità di genere.

L’incentivo consiste nella riduzione dei contributi previdenziali a carico del datore fino all'1% dei contributi dovuti, nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna azienda, nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato.

Credito d'imposta sul gasolio agricolo: cosa prevede il secondo Decreto carburanti 2026

Con il secondo “Decreto carburanti”, il Governo ha esteso alle imprese agricole il credito d'imposta sui carburanti, inizialmente riconosciuto solo a pesca e autotrasporto. Un intervento atteso dal settore, limitato però alle spese sostenute nel solo mese di marzo 2026.

Soggetti interessati

La misura riguarda le imprese agricole in senso generale, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato. Rientrano nel perimetro anche le imprese agromeccaniche che operano in conto terzi nel settore primario.

Cosa prevede la norma

L'art. 8-ter del decreto riconosce un contributo straordinario sotto forma di credito d'imposta, fino al 20% della spesa sostenuta per l'acquisto di gasolio e benzina destinati ad alimentare i mezzi utilizzati per l'esercizio delle attività agricole.

Il credito è calcolato al netto dell'IVA e si riferisce esclusivamente agli acquisti effettuati nel mese di marzo 2026, documentati tramite le relative fatture d'acquisto.

La dotazione complessiva è di 30 milioni di euro per l'anno 2026.

Il credito potrà essere utilizzato in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026.

Modalità operative: in attesa del decreto MASAF

Le modalità operative di accesso al credito — criteri di ammissibilità, documentazione richiesta, procedure di richiesta, controlli e condizioni di revoca — dovranno essere definite con un decreto del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) entro il 4 maggio 2026.

Lo stesso decreto stabilirà anche il valore effettivo del credito spettante a ciascun beneficiario, che potrà essere inferiore al 20% nel caso in cui le richieste totali superino il plafond disponibile.

È quindi necessario attendere il decreto attuativo per conoscere le istruzioni operative definitive.

Credito d'imposta ZES unica per il settore agricolo, forestale e della pesca: le regole per il 2026

Con la legge di bilancio 2025 il credito d'imposta ZES unica per il settore primario è stato prorogato all'anno 2026, con una dotazione di 50 milioni di euro. Le imprese agricole, forestali e della pesca che realizzano investimenti nelle regioni del Mezzogiorno — e in alcune aree di Abruzzo, Marche e Umbria — possono presentare la comunicazione all'Agenzia delle Entrate entro il 30 maggio 2026.

Soggetti interessati

Possono accedere al credito d'imposta le imprese attive, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato, nei seguenti settori:

  • Produzione primaria di prodotti agricoli (codici ATECO 01): microimprese, PMI e grandi imprese, con distinzione nelle intensità di aiuto;
  • Settore forestale (codici ATECO 02);
  • Pesca e acquacoltura (codici ATECO 03): con esclusione delle grandi imprese attive nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici.

Sono invece escluse le imprese che svolgono in via principale o esclusiva attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (e non di produzione primaria), le imprese in difficoltà finanziaria ai sensi della normativa UE, e quelle destinatarie di ordini di recupero di aiuti illegittimi da parte della Commissione europea.

Interventi ammissibili

Gli investimenti devono essere realizzati tra il 1° gennaio 2026 e il 15 novembre 2026 e devono essere destinati a strutture produttive — esistenti o di nuovo impianto — ubicate nella ZES unica. Il perimetro territoriale comprende le zone assistite di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia (deroghe ex art. 107.3.a TFUE), nonché le zone assistite di Abruzzo, Marche e Umbria (deroghe ex art. 107.3.c TFUE), come individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022–2027.

Sono agevolabili:

  • acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, anche tramite leasing finanziario;
  • acquisto di terreni e acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali agli investimenti.

Il valore di terreni e immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell'investimento agevolato. Non sono agevolabili i progetti di importo inferiore a 50.000 euro.

Agevolazione concedibile

Il beneficio è riconosciuto sotto forma di credito d'imposta. Le intensità massime di aiuto variano in base alla tipologia di impresa e di investimento:

  • per le imprese agricole (produzione primaria):
    • 65% in via ordinaria,
    • 80% per investimenti con obiettivi ambientali, climatici o di benessere animale, e per giovani agricoltori.
  • per le imprese forestali: 100%.
  • per le imprese della pesca e acquacoltura:
    • dal 50% al 100% secondo la finalità dell'investimento (sicurezza dei lavoratori, efficienza energetica, porti di pesca, acquacoltura, ecc.),
    • con un'intensità dell'80% per gli investimenti con impatto ambientale positivo nel settore acquacoltura.

Il credito è cumulabile con altri aiuti di Stato e de minimis sugli stessi costi, a condizione che non venga superata l'intensità massima consentita. È cumulabile anche con agevolazioni che non costituiscono aiuti di Stato, nei limiti delle spese effettivamente sostenute.

L'effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve risultare da una certificazione rilasciata dal revisore legale dei conti. Le imprese non obbligate alla revisione legale devono comunque rivolgersi a un revisore o società di revisione iscritti nel registro di cui al D.Lgs. 39/2010.

Come presentare domanda

La comunicazione va presentata telematicamente all'Agenzia delle Entrate dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026.

Il credito spettante a ciascun beneficiario sarà determinato in proporzione alle risorse disponibili (50 milioni di euro): se il totale dei crediti richiesti supera il plafond, l'Agenzia delle Entrate pubblica una percentuale di riparto con apposito provvedimento del Direttore.

Fondo Sicilia per il commercio: finanziamenti agevolati per circolante e investimenti

IRFIS FinSicilia, società in house della Regione Siciliana, ha pubblicato due avvisi pubblici dedicati alle imprese del settore commercio. Le misure, attive dal 5 maggio 2026, mettono a disposizione un plafond complessivo di circa 13,5 milioni di euro e si articolano su due linee distinte: una per il capitale circolante, una per i programmi di investimento. Il tasso applicato è in entrambi i casi contenuto, con un tetto massimo dello 0,25% annuo.

Soggetti interessati

Possono accedere le micro, piccole e medie imprese operative in Sicilia nel commercio all'ingrosso o al dettaglio, classificate nei codici ATECO G, divisioni 46 e 47.

La sede legale può essere anche fuori dalla Sicilia, purché l'impresa disponga di almeno un'unità operativa nel territorio regionale.

Sono escluse le imprese artigiane e le società cooperative.

Per entrambe le linee è richiesta l'iscrizione attiva al Registro delle Imprese con almeno due bilanci approvati (o documenti equivalenti per le ditte individuali e le società di persone).

L'impresa deve essere in regola con i versamenti contributivi e assistenziali, non essere soggetta a procedure concorsuali e non trovarsi nelle condizioni di esclusione previste dalla normativa antimafia e dalla disciplina sugli aiuti di Stato.

Le agevolazioni sono concesse in regime de minimis, nei limiti del Regolamento UE 2023/2831.

Interventi ammissibili

Le due linee hanno oggetto distinto.

Linea circolante. Copre il fabbisogno di capitale circolante generato dall'attività svolta in Sicilia. Non è richiesto un programma di spesa specifico: l'impresa deve dimostrare la propria capacità di rimborso e la coerenza del fabbisogno con l'attività esercitata, mediante la documentazione degli ultimi due bilanci.

Linea investimenti. Finanzia programmi di investimento avviati non oltre sei mesi prima della domanda, aventi ad oggetto nuovi impianti, ampliamenti, ammodernamenti o riconversioni.

Non conta come avvio del programma né l'acquisto del suolo né il pagamento degli oneri di progettazione o autorizzazione.

Le spese ammissibili comprendono:

  • progettazione e direzione lavori (fino al 4% dell'investimento);
  • acquisto di suolo, fabbricati o immobili strumentali (fino al 30%);
  • opere edili e ristrutturazioni (fino al 70%, comprensivo del costo dell'immobile);
  • programmi informatici (fino al 20%);
  • macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica.

Il programma di investimento deve concludersi entro la fine del periodo di preammortamento.

Agevolazione concedibile

Il finanziamento è agevolato a tasso fisso non superiore allo 0,25% annuo, calcolato sul tasso BCE vigente maggiorato di uno spread dello 0,25%. Nei periodi di tasso BCE negativo, il tasso applicato resta pari allo spread, quindi allo 0,25%.

In entrambe le misure è dovuta una commissione una tantum pari all'1,25% dell'importo erogato, di cui lo 0,2% va versato in anticipo alla presentazione della domanda e non è rimborsabile. Le spese notarili per la stipula del contratto sono a carico del beneficiario.

È riconosciuta una premialità per le imprese che partecipano a operazioni di aggregazione

Linea circolante: importo massimo di 200.000 euro, durata fino a 5 anni con rimborso in massimo 20 rate trimestrali costanti.

Il finanziamento è assistito da garanzie reali, consortili, fideiussorie o del Fondo di Garanzia MCC.

Linea investimenti: importo massimo di 400.000 euro, ridotto a 200.000 euro per le imprese start-up costituite da non più di 24 mesi.

Durata fino a 15 anni, con preammortamento massimo di 2 anni (1 anno e 6 mesi se assistito da garanzia MCC) e rimborso in 60 rate trimestrali costanti.

Le garanzie devono coprire l'intero importo:

  • almeno il 50% con garanzie reali aziendali o extraaziendali;
  • oppure con garanzia MCC, con la quota residua coperta da garanzie consortili o fideiussioni bancarie o assicurative;
  • oppure fideiussione bancaria o assicurativa per l'intero importo.

Come presentare domanda

Le domande si presentano esclusivamente in via telematica tramite il portale IRFIS, all'indirizzo www.irfis.it/fondo-sicilia, sezione Fondo Sicilia. La finestra è aperta dalle ore 12:00 del 5 maggio 2026.

Le istanze sono valutate in ordine cronologico di ricezione, a sportello, fino a esaurimento del plafond disponibile.

Per la linea circolante la domanda richiede l'indicazione del fabbisogno, le garanzie offerte e le dichiarazioni sostitutive previste dall'avviso.

Per la linea investimenti è necessario allegare un business plan compilato secondo il modello disponibile sul sito IRFIS, oltre alla descrizione del programma e alle dichiarazioni richieste.

Fondo Turismo 2026: 109 milioni per riqualificazione energetica, digitalizzazione e sostenibilità

Il Ministero del Turismo ha pubblicato il decreto 16 marzo 2026 che rende operative le agevolazioni per lo sviluppo dell'offerta turistica nazionale. La gestione è affidata a Invitalia, che dovrà emanare l'avviso operativo entro il 20 maggio 2026.

Soggetti interessati

Possono presentare domanda tre categorie di soggetti:

  • gli operatori che esercitano attività di impresa nel settore turistico con i codici ATECO specificati nell'avviso: alberghi, strutture ricettive, campeggi, villaggi, B&B, ristoranti, bar, agenzie di viaggio, tour operator, stabilimenti termali, parchi, centri congressi, attività ricreative connesse al turismo;
  • le imprese attive da almeno tre anni che, pur non avendo un codice ATECO turistico come principale, dimostrino — attraverso le scritture contabili degli ultimi tre esercizi — un fatturato realizzato prevalentemente in attività turistiche. È la soluzione pensata per realtà ibride: agriturismi, strutture multifunzione, operatori con attività complementari al turismo;
  • i proprietari delle strutture, che possono presentare istanza avvalendosi dei requisiti del gestore, a condizione che questi sia legittimato, presti il consenso e che il rapporto di gestione sia mantenuto per tutta la durata dell'investimento. È il caso tipico di strutture condotte in affitto o in concessione.

Per tutte le categorie i requisiti soggettivi minimi sono:

  • iscrizione al Registro Imprese;
  • impresa attiva e non in liquidazione;
  • sede legale in Italia o stabile organizzazione nel territorio italiano;
  • DURC regolare;
  • assenza di procedure concorsuali;
  • assenza di sanzioni interdittive;
  • assenza di aiuti di Stato illegali non restituiti.

Il piano di investimento può essere presentato anche in forma di rete d'impresa (contratto di rete soggetto), purché iscritta alla CCIAA da almeno tre anni e composta da non più di cinque imprese, tutte in possesso dei requisiti richiesti.

Interventi ammissibili

Gli interventi finanziabili si articolano su cinque aree, tutte costruite intorno alla conformità al regolamento europeo GBER e ai criteri ESG:

  • riqualificazione energetica degli edifici: coibentazione dell'involucro, sostituzione di serramenti e superfici vetrate, pareti ventilate, tetti verdi, sistemi schermanti, efficientamento degli impianti di illuminazione e climatizzazione, sostituzione di caldaie con sistemi ad alta efficienza, riduzione dei consumi idrici. Sono ammesse anche le opere murarie strettamente necessarie a raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico previsti dal GBER;
  • impianti per la tutela ambientale: pannelli fotovoltaici, impianti solari termici, geotermia, pompe di calore per autoconsumo, sistemi di stoccaggio dell'energia da rinnovabili (con almeno il 75% dell'energia assorbita da impianto rinnovabile collegato), tetti verdi e sistemi per il recupero dell'acqua piovana.
  • digitalizzazione degli edifici: cablaggio strutturato per reti dati, infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici, sistemi di automazione e gestione intelligente degli edifici, predisposizione all'intelligenza artificiale, efficientamento energetico degli impianti di riscaldamento e raffreddamento, efficientamento delle aree di pernottamento.
  • riqualificazione di piscine, impianti termali, wellness, centri congressi e strutture per eventi, con soluzioni ecosostenibili o interventi per migliorare l'accessibilità e la competitività della struttura sul mercato internazionale.
  • beni immateriali: acquisto o sviluppo di programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e tecnologie non brevettate legate alla digitalizzazione, alla destagionalizzazione dei flussi o alla sostenibilità ESG.

L'investimento minimo ammissibile è di 1 milione di euro, il massimo di 15 milioni di euro per progetto.

Per i soli gruppi con più unità locali in comuni diversi è possibile presentare una domanda per ciascuna unità, ferma la soglia massima per progetto.

Gli interventi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e devono concludersi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e comunque non oltre il 30 settembre 2028.

Per le sole PMI sono ammissibili anche le spese di consulenza strettamente connesse agli interventi, nel limite del 4% dell'importo complessivo ammissibile.

Agevolazione concedibile

Le agevolazioni si articolano in due strumenti combinabili tra loro:

  • il contributo a fondo perduto copre fino al 30% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 4,5 milioni di euro per progetto; l'avviso potrà prevedere percentuali diverse per specifiche tipologie di beneficiari o di spese, ma in nessun caso il contributo a fondo perduto potrà superare il 50% dei costi ammissibili;
  • Il finanziamento agevolato copre fino al 70% delle spese ammissibili, a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento UE vigente alla data di concessione, con durata massima di cinque anni e rimborso a rate semestrali (30 giugno e 31 dicembre di ogni anno). Il cumulo tra le due forme non può in nessun caso superare il costo totale del progetto.

L'erogazione del contributo a fondo perduto segue tre fasi:

  • un'anticipazione del 30% alla firma del disciplinare (contro fideiussione bancaria o polizza assicurativa);
  • un'erogazione intermedia fino all'80% per stato di avanzamento lavori;
  • il saldo finale entro 90 giorni dalla rendicontazione completa e dal collaudo, con termine assoluto al 31 dicembre 2028.

Il finanziamento agevolato è erogato entro 30 giorni dalla firma del disciplinare, anch'esso contro fideiussione.

Le agevolazioni non sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche sulle stesse spese, fatta eccezione per i benefici fiscali e le garanzie, sempre entro i limiti di intensità massima GBER.

Come presentare domanda

L'avviso operativo — che definirà piattaforma, modulistica, criteri di selezione, percentuali di copertura e lista ATECO completa — deve essere emanato dalla Direzione generale del Ministero del Turismo entro il 20 maggio 2026. La presentazione delle istanze avverrà esclusivamente in via telematica attraverso una piattaforma predisposta da Invitalia, con accesso tramite identità digitale (SPID, CIE o CNS) del legale rappresentante.

Fotovoltaico per le famiglie: il prestito a tasso zero della Regione Siciliana

La Regione Siciliana mette a disposizione 12 milioni di euro per aiutare le famiglie a installare impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo. Lo strumento è un finanziamento a tasso zero, rimborsabile in 10 anni, gestito da IRFIS FinSicilia.

Chi può accedere

Possono presentare domanda le persone fisiche residenti in Sicilia che:

  • sono residenti nell'immobile su cui si vuole installare l'impianto;
  • sono titolari di un diritto reale sull'immobile (proprietà, usufrutto, uso, abitazione, superficie, enfiteusi) — anche solo in quota parte;
  • dispongono di un'attestazione ISEE ordinario in corso di validità;
  • non hanno già altri impianti da fonti rinnovabili nello stesso punto di connessione;
  • hanno una potenza contrattualmente impegnata compresa tra 3 e 6 kW.

Possono partecipare anche i condòmini, a condizione di avere la delibera assembleare che autorizza l'installazione sulle parti comuni.

Ogni soggetto può presentare una sola domanda. L'agevolazione è cumulabile con altre misure a condizione che l’importo complessivo delle agevolazioni non superi il costo totale dell’intervento ammissibile.

Interventi ammissibili

Sono finanziabili i costi strettamente necessari all'installazione di impianti fotovoltaici (da 3 a 6 kW) con eventuale sistema di accumulo, tra cui:

  • pannelli, inverter, strutture e componentistica;
  • sistema di accumulo;
  • opere edili e connessione alla rete;
  • progettazione, direzione lavori e collaudi;
  • polizza multirischio per almeno 10 anni;
  • sistema di controllo delle performance.

L'impianto deve essere di nuova costruzione, installato su coperture o pertinenze dell'immobile, e realizzato da un installatore abilitato iscritto nel Registro Realizzatori del GSE.

Agevolazione concedibile

Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili, a tasso zero, con rimborso in rate mensili costanti nell'arco di 10 anni (di cui 1 anno di preammortamento).

Non sono richieste garanzie né viene esaminato il merito creditizio del richiedente.

L'importo massimo varia in base alla potenza dell'impianto andando da 15.400 euro per un impianto di 3Kw sino a 19.920 euro per un impianto da 6Kw.

Come funziona la graduatoria

Le domande vengono valutate su 100 punti, con due criteri:

  • il valore ISEE (fino a 80 punti, con punteggio più alto per i redditi più bassi)
  • e la potenza dell'impianto richiesto (fino a 20 punti, con punteggio più alto per gli impianti più piccoli).

In parità di punteggio prevale il reddito ISEE più basso; in ulteriore parità, la potenza minore; infine, l'ordine cronologico di presentazione.

In pratica, la misura favorisce chi ha redditi bassi e sceglie impianti di piccola taglia.

Come presentare domanda

Le domande si presentano esclusivamente online sulla piattaforma dedicata di IRFIS, dal 14 luglio 2026 al 14 ottobre 2026.

Dopo l'approvazione della graduatoria, il beneficiario ha 30 giorni per produrre il contratto con l'installatore. Il finanziamento viene poi erogato in un'unica soluzione sul conto corrente indicato in domanda. L'impianto deve essere completato entro 6 mesi dall'erogazione, e le spese rendicontate entro 12 mesi.

South Working: la Sicilia paga 30.000 euro per chi lavora da remoto nell'isola

La Regione Siciliana ha approvato un incentivo concreto per le imprese che assumono lavoratori residenti in Sicilia in modalità smart working. Si chiama South Working e prevede un contributo a fondo perduto di 30.000 euro per ogni lavoratore. La dotazione complessiva è di 18 milioni di euro, ripartita sugli esercizi 2026-2027-2028, gestita da IRFIS FinSicilia S.p.A. tramite il Fondo Sicilia.

A chi si rivolge

Il contributo è destinato alle imprese — di qualsiasi forma giuridica, italiane o estere con unità produttiva nell'UE o un uno Stato extra UE— che effettuano nuove assunzioni a tempo indeterminato oppure trasformano contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, prevedendo che il lavoratore svolga la propria prestazione in Sicilia, prevalentemente in modalità agile, per almeno cinque anni.

Il lavoratore deve essere residente in Sicilia al momento della concessione del contributo. Se ha già avviato le pratiche di cambio residenza al momento della domanda, può presentare la richiesta di iscrizione anagrafica, ma la residenza deve risultare perfezionata entro la prima erogazione.

Un elemento chiave: l'unità produttiva dell'impresa non deve essere in Sicilia. La misura è pensata proprio per trattenere nell'isola lavoratori che operano per aziende con sede altrove.

Cosa prevede la misura

Il contributo è pari a 30.000 euro per ciascun lavoratore, erogato in quote annuali di 6.000 euro per cinque anni.

La prestazione può essere svolta fisicamente nei locali aziendali entro un limite massimo del 20% dei giorni lavorativi annui. Superare stabilmente questa soglia per almeno due trimestri consecutivi comporta la revoca parziale del contributo.

Le agevolazioni rientrano nel regime de minimis e non è ammesso il doppio finanziamento: lo stesso lavoratore non può essere oggetto di altri contributi pubblici per la medesima assunzione.

Requisiti dell'impresa

Per accedere, l'impresa deve soddisfare — alla data di presentazione della domanda — un insieme di condizioni standard per questo tipo di misure.

In sintesi:

  • essere attiva e in possesso di partita IVA;
  • non trovarsi in liquidazione volontaria né in procedura concorsuale;
  • non essere in stato di difficoltà ai sensi del Reg. UE 651/2014;
  • avere DURC regolare;
  • non aver subito sanzioni definitive per violazioni della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro o dei CCNL negli ultimi tre anni;
  • rispettare gli obblighi di assunzione previsti dalla Legge 68/1999;
  • essere in regola con la normativa antimafia;
  • non operare in settori esclusi dal regime de minimis;
  • garantire trattamenti retributivi non inferiori ai CCNL per tutta la durata del contributo e nel triennio successivo all'ultima erogazione.

Come presentare la domanda

La domanda si invia esclusivamente online sulla piattaforma IRFIS, all'indirizzo https://incentivisicilia.irfis.it, a partire dalle ore 12:00 del 30 giugno 2026, fino ad esaurimento della dotazione annuale. Il contributo è concesso a sportello, nell'ordine di arrivo delle istanze.

Ogni impresa può presentare più domande, anche cumulative per più lavoratori.

Erogazione e obblighi successivi

Il contributo viene erogato ogni anno, per cinque anni. Entro il 30 aprile di ogni anno il beneficiario deve presentare la richiesta di erogazione annuale, allegando i cedolini paga dei dodici mesi precedenti, la dichiarazione di residenza aggiornata del lavoratore e l'attestazione del rispetto del limite del 20% di presenza in azienda, sottoscritta da entrambe le parti.

Il contributo può essere revocato integralmente in caso di perdita dei requisiti o di interruzione anticipata del rapporto di lavoro per volontà dell'impresa. La revoca è solo parziale — limitata alle quote non ancora erogate — nei casi di dimissioni volontarie, decesso, licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo o oggettivo.

Semplifica la tua ricerca di informazioni utili

Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita

Parla con noi

Se hai bisogno di una squadra di consulenti che ha a cuore le tue esigenze, vieni a trovarci allo studio.
Oppure chiama, manda una mail, un fax, un messaggio su whatsapp o sui social…
Ti servono solo un paio di minuti, contattaci adesso.

  • Via J.F.Kennedy, 63- 98051 Barcellona P.G. (ME)
  • +39 090 9796698

  • + 39 090 5720002
Studio Mamì - Logo Footer

Studio Mamì | Via J.F.Kennedy, 63 - 98051 Barcellona P.G. (ME) | Tel +39 090 9796698 - Fax +39 090 5720002 - info@studiomami.it | P. IVA: 02121020834

Privacy Policy
Cookie Policy
Credits
Firma Elettronica Avanzata

Benvenuto sul sito dello Studio Mamì

KbxBotIcon