Con il decreto legislativo correttivo della riforma fiscale (il cd. "decreto Omnibus"), approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026, cambiano nuovamente i tempi per detrarre l'Iva sugli acquisti e per registrare le relative fatture. Si torna al termine di due anni, superando la stretta a un solo anno introdotta nel 2017.
Soggetti interessati
La novità riguarda tutti i soggetti passivi Iva — imprese, professionisti e lavoratori autonomi con partita Iva in regime ordinario — che acquistano o importano beni e servizi nell'esercizio dell'attività.
Cosa cambia
Il decreto, all'articolo 12, modifica gli articoli 19 e 25 del Dpr 633/1972, riportando a due anni:
- il termine decadenziale entro cui esercitare il diritto alla detrazione dell'Iva assolta sugli acquisti;
- il termine entro cui procedere alla registrazione nel registro delle fatture e delle bollette doganali.
Viene così superata la precedente modifica che aveva ridotto il termine a un solo anno.
L'intervento normativo trae origine dalla sentenza dell'11 febbraio 2026, causa T-689/24, con cui il Tribunale dell'Unione europea ha affermato che il diritto alla detrazione dell'Iva assolta sugli acquisti può essere esercitato anche quando la fattura sia ricevuta in un momento successivo all'operazione, purché non oltre il termine di presentazione della dichiarazione Iva annuale. Secondo il Tribunale, negare questa possibilità comprometterebbe i principi di neutralità, proporzionalità ed effettività dell'imposta.
Effetti pratici
Il termine più ampio dà respiro alla gestione del ciclo passivo, consentendo di avere più tempo di recuperare l’Iva delle fatture di acquisto anche se non prontamente registrate (ad esempio a seguito di una dimenticanza), ma richiede comunque attenzione: le imprese dovranno comunque monitorare con rigore la ricezione, la registrazione e la contabilizzazione delle fatture, per evitare che la maggiore flessibilità si traduca in inefficienze amministrative o in errori difficili da individuare a distanza di tempo.

