Con la riforma dell’art. 54 del Testo Unico sulle Imposte dei Redditi, il concetto di reddito da lavoro autonomo cambia radicalmente: al centro della nuova disciplina c’è il principio di omnicomprensività.
Cosa cambia rispetto al passato
In passato, il reddito da lavoro autonomo era costruito principalmente intorno ai compensi in denaro, intesi come corrispettivo sinallagmatico per una prestazione svolta. La determinazione del reddito si basava su un’elencazione selettiva delle componenti positive.
Con il nuovo testo dell’art. 54 TUIR, invece, il criterio si amplia: vengono inclusi tutti i valori e le somme percepiti “in relazione” all’attività professionale o artistica, a prescindere dal fatto che provengano dal committente. In altri termini, ciò che conta è il nesso di causalità con l’attività svolta, non più la natura del soggetto erogante né la forma giuridica della somma.
Prime applicazioni del nuovo principio
La risposta ad interpello n.?171/E/2025 è uno dei primi documenti ufficiali che cerca di dare contenuto a questo nuovo principio, facendo da discrimine per alcune fattispecie che vediamo in sintesi:
- Interessi attivi su conto corrente professionale: secondo l’Agenzia delle Entrate, non rientrano nel reddito da lavoro autonomo (grazie al D.L. 84/2025 che li qualifica come redditi da capitale). Tuttavia, in assenza di questo intervento normativo, il legame con l’attività professionale sarebbe stato sufficiente per attrarli nel reddito da lavoro autonomo;
- Riaddebito dei premi assicurativi professionali: un’associazione professionale stipula una polizza che copre anche i soci. I soci rimborsano la quota all’associazione. Secondo l’Agenzia, il riaddebito non è rilevante ai fini del reddito da lavoro autonomo, nonostante il nesso evidente con l’attività esercitata;
- Spread su acquisto di crediti fiscali (es. bonus edilizi): in questo caso lo spread positivo tra il valore d’acquisto e quello nominale è considerato reddito da lavoro autonomo, perché ritenuto in relazione all’attività, superando quanto affermato nel precedente interpello 472/E/2023.
Quali conclusioni?
Il principio di omnicomprensività è sicuramente destinato a rivoluzionare il concetto di reddito per i lavoratori autonomi, ma la sua applicazione concreta presenta numerose incertezze.
Il rischio maggiore è che si debba procedere caso per caso, con un’impennata di interpelli all’Agenzia per capire cosa debba rientrare o meno nella base imponibile. Una situazione che contrasta con i principi di certezza del diritto e semplificazione fiscale.

