Se la tua impresa investe in brevetti, software o design, esiste un'agevolazione fiscale che consente di maggiorare del 110% i costi sostenuti per sviluppare e proteggere quei beni. Si chiama Patent Box, è attiva dal 2022 nella sua versione riformata e può generare un risparmio fiscale concreto, fino al 30% dei costi ammissibili. Ecco come funziona e come accedervi.
Soggetti interessati
Possono accedere al Patent Box tutti i soggetti titolari di reddito d'impresa, indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni aziendali o dal settore di attività. Rientrano quindi:
- società di capitali, società di persone e imprese individuali;
- stabili organizzazioni in Italia di soggetti esteri residenti in Paesi con cui è in vigore uno scambio effettivo di informazioni;
- enti non commerciali limitatamente alle attività d'impresa.
Sono invece esclusi:
- chi determina il reddito in modo forfettario o su base catastale;
- le società in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali senza continuità aziendale;
- i soggetti localizzati in Paesi non cooperativi.
Cosa prevede la misura e cosa cambia rispetto al passato
Il Patent Box è stato introdotto con la Legge n. 190/2014 ma dal 2022 il meccanismo è radicalmente cambiato.
Nel vecchio regime, il beneficio consisteva nell'esclusione parziale dai redditi imponibili dei proventi derivanti dallo sfruttamento dei beni immateriali. Per fruirne, era però necessario attendere l'esito di un ruling preventivo con l'Agenzia delle Entrate, una procedura lunga e complessa che poteva ritardare il beneficio di diversi esercizi.
Il nuovo Patent Box elimina il ruling e introduce un meccanismo più diretto: le imprese possono maggiorare del 110% i costi di ricerca e sviluppo sostenuti sui beni immateriali e portare tale maggiorazione in deduzione direttamente in dichiarazione dei redditi, nell'esercizio stesso in cui i costi sono sostenuti.
L'agevolazione ha durata quinquennale ed è rinnovabile.
Requisiti e beni immateriali ammissibili
Per accedere al Patent Box occorre che l'impresa sia titolare di almeno uno dei seguenti beni immateriali e che abbia sostenuto costi di ricerca e sviluppo per svilupparlo, tutelarlo o mantenerlo:
- software protetto da copyright;
- brevetti industriali, compresi quelli biotecnologici e i certificati complementari di protezione;
- disegni e modelli giuridicamente tutelati;
- combinazioni di più beni complementari funzionalmente connessi (es. software + brevetto).
Non rientrano invece nel perimetro i marchi, il know-how non protetto e i segreti commerciali.
Spese ammissibili e calcolo del beneficio
Rientrano tra i costi agevolabili:
- personale impiegato direttamente nelle attività di ricerca e sviluppo;
- quote di ammortamento di beni materiali e immateriali utilizzati nelle attività R&S;
- contratti di ricerca con soggetti indipendenti, università o enti di ricerca;
- materiali e forniture per attività sperimentali;
- consulenze tecniche e legali per la tutela e il mantenimento dei diritti di proprietà intellettuale.
È inoltre possibile recuperare i costi qualificati sostenuti fino a 8 periodi d'imposta antecedenti al rilascio della privativa o al primo utilizzo economico del bene, portandoli in deduzione maggiorata nel primo periodo di effettivo utilizzo.
Come applicare la norma: i passaggi operativi
- Verifica dei requisiti: identificare i beni immateriali detenuti e verificare che le attività svolte qualifichino come ricerca e sviluppo ai sensi della norma;
- Mappatura dei costi: raccogliere tutte le spese ammissibili attraverso la contabilità analitica e associarle a ciascun bene immateriale.
- Redazione del dossier tecnico: il dossier deve includere: descrizione delle attività e dei rischi assunti, dettaglio dei costi e dei beni agevolabili, relazione tecnica, prospetto delle variazioni fiscali. Le PMI possono avvalersi di una struttura documentale semplificata;
- Esercizio dell'opzione: l'opzione si esercita nel modello Dichiarazione dei redditi ed è valida per 5 anni;
- Conservazione della documentazione: tutta la documentazione deve essere conservata per almeno 10 anni
Un aspetto da non trascurare è la penalty protection: chi predispone un dossier conforme è protetto dalle sanzioni amministrative in caso di rettifica da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Se la documentazione non è conforme o manca, questa protezione non si applica.
Cumulabilità con altri incentivi
Il Patent Box è cumulabile con il credito d'imposta per ricerca, sviluppo e innovazione, a condizione che le stesse spese non vengano conteggiate due volte per entrambe le agevolazioni.

