Correzione degli errori contabili: con il Decreto semplificazioni cambia la rilevanza fiscale

Durante la vita di un’impresa può capitare di dover correggere degli errori contabili commessi in esercizi precedenti. Si pensi all’esempio più semplice di una fattura di acquisto, ricevuta in un precedente esercizio, e che ci si accorge di non aver registrato.

In questi casi, quando l’errore non era di entità rilevante, la prassi contabile prevedeva che il “componente negativo” o il “componente positivo” si registrassero in contabilità nel periodo in cui l’errore veniva identificato, registrando l’errore in corrispondenza della voce a cui afferisce.

Prima del Decreto Semplificazioni, però, questa regola non era valida dal punto di vista fiscale. La normativa tributaria prevedeva, infatti, che il componente positivo o negativo di un esercizio precedente non assumesse rilevanza fiscale con la registrazione contabile, ma necessitasse, per avere valenza fiscale, della presentazione di una dichiarazione integrativa per l’anno cui il componente si riferiva.

Facciamo un esempio pratico: nel 2022 mi accorgevo di non aver registrato una fattura di acquisto del 2021. Contabilmente potevo registrare la fattura nel 2022 abbattendo quindi il reddito 2022 del medesimo importo. Fiscalmente, invece, nel 2022 non avrei dovuto tener conto del costo 2021 ai fini della determinazione del reddito (quindi le imposte si sarebbero pagate come se quel costo non fosse mai esistito) e avrei dovuto presentare una dichiarazione integrativa per l’anno 2021 inserendo lì il costo che mi ero dimenticato di registrare.

Questa prassi, particolarmente onerosa specialmente nel caso di piccoli importi, viene in parte meno a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Semplificazioni.

Da oggi, infatti, registrazione contabile e valenza fiscale coincidono. Quindi, nell’esempio precedente, un costo 2021 registrato nel 2022 assume valore contabilmente ma anche fiscalmente, senza necessità di dover presentare una dichiarazione integrativa per l’anno 2021.

Questa è una semplificazione di non poco conto che ha soltanto due limiti:

  • la rilevanza fiscale è riconosciuta per quegli errori contabili che, in passato, si sarebbero potuti correggere con una dichiarazione integrativa. Quindi, nella maggior parte dei casi, trattasi dei 6 anni precedenti a quello in cui viene rilevato l’errore;
  • la rilevanza fiscale è riconosciuta solo per i soggetti che applicano il principio di derivazione rafforzata e vengono quindi escluse la maggior parte delle microimprese.
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