Green Tour – Fondo per le imprese del turismo

Il Ministero del Turismo ha pubblicato il decreto direttoriale del 18 giugno 2026 che apre lo sportello per la misura Green Tour, un fondo da 109 milioni di euro destinato alle imprese turistiche che intendono investire in efficienza energetica, energie rinnovabili e digitalizzazione. Le domande si presentano sulla piattaforma di Invitalia a partire dal 15 luglio 2026.

Soggetti interessati

Possono accedere al fondo le imprese turistiche di qualunque dimensione — micro, piccole, medie e grandi — operative in Italia con i codici ATECO del settore (ricettivo, ristorazione, agenzie viaggio, parchi, terme, ecc., secondo la classificazione ATECO 2025 allegata al DM). Sono ammesse anche le imprese attive da almeno tre anni che, pur non avendo un codice ATECO turistico come principale, dimostrino dalle scritture contabili di ricavare più del 50% del fatturato da attività turistiche.

Rientrano tra i possibili beneficiari anche i proprietari delle strutture, purché costituiti in forma d'impresa e in presenza del consenso del gestore con vincolo di continuità per tutta la durata dell'investimento. Imprese estere con sede o stabile organizzazione in Italia possono partecipare a condizione di avere codice fiscale e partita IVA italiani.

È ammessa la partecipazione congiunta attraverso contratti di rete (massimo cinque imprese, rete iscritte alla CCIAA da almeno tre anni, costituite come rete-soggetto). Ogni impresa o contratto di rete può presentare una sola domanda.

Requisiti essenziali:

  • iscrizione attiva al Registro Imprese
  • assenza di procedure concorsuali
  • regolarità contributiva, fiscale e assicurativa
  • assenza di aiuti di Stato non rimborsati,
  • obbligo di stipula di polizza assicurativa catastrofale in essere alla data di presentazione della domanda.

Interventi ammissibili

Il programma di investimento deve avere un importo complessivo tra 1.000.000 euro e 15.000.000 euro e deve essere avviato (ovvero non deve essere stata effettuata alcuna ordinazione vincolante o avvio cantiere) dopo la presentazione della domanda.

Il decreto direttoriale distingue quattro categorie di intervento.

Interventi trainanti (obbligatori, devono rappresentare almeno il 51% della spesa totale): sono gli investimenti finalizzati all'efficienza energetica degli edifici e degli impianti e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

Vi rientrano:

  • la coibentazione dell'involucro edilizio
  • la sostituzione di serramenti e superfici vetrate
  • la realizzazione di pareti ventilate
  • la sostituzione di caldaie con modelli ad alta efficienza a condensazione
  • l'installazione o la sostituzione di impianti di climatizzazione a zone
  • l'efficientamento dei sistemi di illuminazione e trasporto interno
  • la riqualificazione energetica di centri congressi e strutture per eventi
  • l'installazione di impianti fotovoltaici, solari termici, geotermici e pompe di calore (nel limite dell'autoconsumo)
  • i sistemi di accumulo energetico (con almeno il 75% dell'energia proveniente dall'impianto rinnovabile collegato)
  • il miglioramento dell'efficienza degli impianti di riscaldamento e raffreddamento inclusi i gruppi frigoriferi, e — in caso di edifici crollati o demoliti — la ricostruzione a condizione che sia documentabile la consistenza preesistente.

Rientrano in questa categoria anche l'efficientamento di piscine, impianti termali e wellness, e delle piazzole di sosta per gli ospiti.

Interventi aggiuntivi trainati (facoltativi, valorizzano il punteggio in graduatoria)

Rientrano tra questi interventi:

  • giardini verticali e tetti verdi
  • sistemi di efficientamento idrico e raccolta acqua piovana
  • collegamento a reti di teleriscaldamento/teleraffrescamento
  • installazione di colonnine di ricarica nei parcheggi pertinenziali.

Interventi di digitalizzazione trainati (facoltativi, valorizzano il punteggio in graduatoria)

Rientrano tra questi interventi:

  • installazione di apparecchiature e impianti per l'automazione e l'intelligenza artificiale degli edifici
  • cablaggio strutturato interno
  • acquisto o sviluppo di software, brevetti, licenze e know-how per la digitalizzazione del processo turistico, la destagionalizzazione e il rispetto dei criteri ESG.

Interventi accessori (in regime de minimis)

Rientrano tra questi interventi:

  • sostituzione di pavimenti e rivestimenti con materiali sostenibili
  • installazione di pergotende bioclimatiche.

Sono inoltre ammissibili — nei limiti descritti di seguito — le spese per servizi di consulenza connessi al programma (solo PMI) e per studi e consulenze in materia ambientale ed energetica (tutte le imprese).

Sono escluse le spese per beni usati, spese di funzionamento, spese notarili, imposte e tasse, scorte, acquisto di terreni e immobili, commesse interne e singoli beni di importo inferiore a 500 euro. L'IVA è ammissibile solo se non recuperabile. In caso di leasing finanziario, sono ammissibili solo i canoni pagati nel periodo di realizzazione, a condizione che l'opzione di acquisto anticipata sia esercitata al momento della stipula del contratto.

Gli investimenti devono concludersi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e comunque non oltre il 30 settembre 2028.

Agevolazione concedibile

Il fondo dispone di 109 milioni di euro, suddivisi tra 59 milioni in contributo a fondo perduto e 50 milioni in finanziamento agevolato. Il mix è fisso: 54% a fondo perduto e 46% come finanziamento agevolato, concessi in combinazione per ciascun beneficiario.

Il finanziamento agevolato ha una durata massima di cinque anni, con rimborso a rate semestrali (30 giugno e 31 dicembre), ed è applicato a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento BCE vigente alla data di concessione — in pratica un tasso molto prossimo allo zero. Il rimborso delle rate decorre dalla prima scadenza utile successiva alla trasmissione della relazione finale da parte di Invitalia.

L'intensità di aiuto varia in funzione della tipologia di intervento, della dimensione d'impresa e della localizzazione geografica. In estrema sintesi:

  • Per gli interventi di efficienza energetica degli edifici, l'intensità base è del 30%, elevabile di 20 punti per le piccole imprese, di 10 punti per le medie, di 15 punti per le zone assistite "a" e di 5 punti per le zone "c". È prevista un'ulteriore maggiorazione di 15 punti se l'intervento migliora la prestazione energetica dell'edificio misurata in energia primaria di almeno il 40% rispetto alla situazione precedente. Per interventi che riguardano un solo elemento edilizio l'intensità massima scende al 25%.
  • Per gli interventi di efficienza energetica di impianti non edilizi, le intensità massime e le maggiorazioni territoriali e dimensionali sono analoghe, con base al 30%.
  • Per gli impianti di produzione da fonti rinnovabili, l'intensità massima è del 65% per le piccole imprese, 55% per le medie e 45% per le grandi. Per i sistemi di accumulo associati, i massimali scendono rispettivamente al 50%, 40% e 30%.
  • Per le spese di consulenza connesse al programma di investimento, l'intensità è fino al 50% nel limite del 4% della spesa ammissibile complessiva. Per gli studi e le consulenze ambientali ed energetiche, l'intensità è del 60% per le grandi imprese, 70% per le medie e 80% per le piccole, nel limite del 2% della spesa ammissibile complessiva.

Il contributo a fondo perduto non può superare in valore assoluto 4,5 milioni di euro per progetto.

Il cumulo con altre agevolazioni è possibile solo nel rispetto delle intensità massime GBER; non è consentito il cumulo con altri aiuti sulle medesime spese, salvo che si tratti di benefici fiscali o garanzie e nei limiti di intensità previsti.

Come presentare domanda

Le domande si presentano esclusivamente in forma telematica sulla piattaforma di Invitalia (www.invitalia.it), con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Lo sportello è aperto dal 15 luglio 2026 ore 12:00 al 15 settembre 2026 ore 17:00. La graduatoria si forma dopo la chiusura dello sportello, sulla base dei punteggi attribuiti ai singoli programmi di investimento.

La graduatoria si forma su 100 punti. I parametri principali sono:

  • il rapporto tra investimenti trainanti e totale investimenti esposti (punteggio massimo 25, con un minimo obbligatorio del 51% pena l'esclusione)
  • il rapporto tra investimenti aggiuntivi trainati e totale (max 12,5 punti)
  • il rapporto tra investimenti di digitalizzazione e totale (max 12,5 punti)
  • l'incidenza del MOL sul fatturato (max 7,5 punti)
  • il grado di indipendenza finanziaria — patrimonio netto/totale passivo (max 7,5 punti)
  • il rapporto di indebitamento — totale debiti/totale passivo (max 7,5 punti)
  • l'incidenza degli oneri finanziari sul fatturato (max 7,5 punti).

Sono previste maggiorazioni di 5 punti per il possesso del rating di legalità, 5 punti per la certificazione di parità di genere, e 10 punti per certificazioni ambientali riconosciute (GSTC, Green Key, ISO 21401, ISO 50001, ISO 14001, EMAS). A parità di punteggio prevale l'istanza con il minor costo complessivo.

L'erogazione del contributo a fondo perduto avviene in tre tranche:

  • un'anticipazione del 30% alla firma del disciplinare (contro fideiussione)
  • un acconto fino all'80% per stato avanzamento lavori a metà percorso
  • e un saldo finale entro 90 giorni dalla rendicontazione completa.

Il finanziamento agevolato è erogato in un'unica soluzione entro 30 giorni dalla firma del disciplinare, anch'esso contro fideiussione.

Documenti degli ospiti nelle strutture ricettive: il Garante Privacy dice stop alle fotocopie

Il Garante per la protezione dei dati personali ha chiarito, con una nota inviata alle associazioni di categoria del settore ricettivo, che alberghi, B&B e affittacamere non possono conservare copie dei documenti d'identità degli ospiti oltre il tempo strettamente necessario alla comunicazione dei dati alle autorità di pubblica sicurezza. L'intervento arriva in risposta all'aumento di segnalazioni e violazioni dei dati personali registrate negli ultimi mesi.

Soggetti interessati

Il chiarimento riguarda tutti i gestori di strutture ricettive: alberghi, bed & breakfast e affittacamere, indipendentemente dalle dimensioni.

Si tratta di un settore che ogni anno tratta i dati personali di milioni di persone, con rischi proporzionalmente elevati in caso di gestione non corretta.

Cosa prevede la norma

I gestori delle strutture ricettive hanno l'obbligo di identificare i clienti e trasmettere i relativi dati alle autorità di pubblica sicurezza tramite il portale Alloggiati Web.

Questo obbligo, tuttavia, non autorizza in alcun modo la conservazione di fotocopie o immagini dei documenti d'identità.

Una volta completata la trasmissione, le eventuali copie acquisite devono essere immediatamente cancellate o distrutte.

L'unico documento che può essere conservato è la ricevuta dell'avvenuta comunicazione, generata automaticamente dal portale, da tenere per cinque anni come prova dell'adempimento.

Il problema diffuso tra B&B e affittacamere

Negli ultimi tempi si è consolidata, soprattutto nelle strutture più piccole, la pratica di fotografare i documenti con lo smartphone o di richiederne l'invio tramite app di messaggistica come WhatsApp.

Il Garante qualifica questi comportamenti come ingiustificati e potenzialmente lesivi, in quanto espongono gli interessati a rischi concreti: furti d'identità e accessi illeciti ai dati personali.

Cosa fare da subito

Le strutture ricettive devono rivedere le proprie procedure operative di check-in. In pratica:

  • effettuare la comunicazione dei dati tramite il portale Alloggiati Web;
  • cancellare o distruggere immediatamente qualsiasi copia del documento acquisita;
  • conservare solo la ricevuta del portale per cinque anni;
  • eliminare la pratica di fotografare documenti o raccoglierli via WhatsApp;
  • verificare che il personale di front-office sia correttamente istruito.

Chi gestisce un Airbnb o una struttura ricettiva non professionale non è esentato da questi obblighi: le regole sulla protezione dei dati si applicano a prescindere dalla forma organizzativa.

Fondo Turismo 2026: 109 milioni per riqualificazione energetica, digitalizzazione e sostenibilità

Il Ministero del Turismo ha pubblicato il decreto 16 marzo 2026 che rende operative le agevolazioni per lo sviluppo dell'offerta turistica nazionale. La gestione è affidata a Invitalia, che dovrà emanare l'avviso operativo entro il 20 maggio 2026.

Soggetti interessati

Possono presentare domanda tre categorie di soggetti:

  • gli operatori che esercitano attività di impresa nel settore turistico con i codici ATECO specificati nell'avviso: alberghi, strutture ricettive, campeggi, villaggi, B&B, ristoranti, bar, agenzie di viaggio, tour operator, stabilimenti termali, parchi, centri congressi, attività ricreative connesse al turismo;
  • le imprese attive da almeno tre anni che, pur non avendo un codice ATECO turistico come principale, dimostrino — attraverso le scritture contabili degli ultimi tre esercizi — un fatturato realizzato prevalentemente in attività turistiche. È la soluzione pensata per realtà ibride: agriturismi, strutture multifunzione, operatori con attività complementari al turismo;
  • i proprietari delle strutture, che possono presentare istanza avvalendosi dei requisiti del gestore, a condizione che questi sia legittimato, presti il consenso e che il rapporto di gestione sia mantenuto per tutta la durata dell'investimento. È il caso tipico di strutture condotte in affitto o in concessione.

Per tutte le categorie i requisiti soggettivi minimi sono:

  • iscrizione al Registro Imprese;
  • impresa attiva e non in liquidazione;
  • sede legale in Italia o stabile organizzazione nel territorio italiano;
  • DURC regolare;
  • assenza di procedure concorsuali;
  • assenza di sanzioni interdittive;
  • assenza di aiuti di Stato illegali non restituiti.

Il piano di investimento può essere presentato anche in forma di rete d'impresa (contratto di rete soggetto), purché iscritta alla CCIAA da almeno tre anni e composta da non più di cinque imprese, tutte in possesso dei requisiti richiesti.

Interventi ammissibili

Gli interventi finanziabili si articolano su cinque aree, tutte costruite intorno alla conformità al regolamento europeo GBER e ai criteri ESG:

  • riqualificazione energetica degli edifici: coibentazione dell'involucro, sostituzione di serramenti e superfici vetrate, pareti ventilate, tetti verdi, sistemi schermanti, efficientamento degli impianti di illuminazione e climatizzazione, sostituzione di caldaie con sistemi ad alta efficienza, riduzione dei consumi idrici. Sono ammesse anche le opere murarie strettamente necessarie a raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico previsti dal GBER;
  • impianti per la tutela ambientale: pannelli fotovoltaici, impianti solari termici, geotermia, pompe di calore per autoconsumo, sistemi di stoccaggio dell'energia da rinnovabili (con almeno il 75% dell'energia assorbita da impianto rinnovabile collegato), tetti verdi e sistemi per il recupero dell'acqua piovana.
  • digitalizzazione degli edifici: cablaggio strutturato per reti dati, infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici, sistemi di automazione e gestione intelligente degli edifici, predisposizione all'intelligenza artificiale, efficientamento energetico degli impianti di riscaldamento e raffreddamento, efficientamento delle aree di pernottamento.
  • riqualificazione di piscine, impianti termali, wellness, centri congressi e strutture per eventi, con soluzioni ecosostenibili o interventi per migliorare l'accessibilità e la competitività della struttura sul mercato internazionale.
  • beni immateriali: acquisto o sviluppo di programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e tecnologie non brevettate legate alla digitalizzazione, alla destagionalizzazione dei flussi o alla sostenibilità ESG.

L'investimento minimo ammissibile è di 1 milione di euro, il massimo di 15 milioni di euro per progetto.

Per i soli gruppi con più unità locali in comuni diversi è possibile presentare una domanda per ciascuna unità, ferma la soglia massima per progetto.

Gli interventi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e devono concludersi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e comunque non oltre il 30 settembre 2028.

Per le sole PMI sono ammissibili anche le spese di consulenza strettamente connesse agli interventi, nel limite del 4% dell'importo complessivo ammissibile.

Agevolazione concedibile

Le agevolazioni si articolano in due strumenti combinabili tra loro:

  • il contributo a fondo perduto copre fino al 30% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 4,5 milioni di euro per progetto; l'avviso potrà prevedere percentuali diverse per specifiche tipologie di beneficiari o di spese, ma in nessun caso il contributo a fondo perduto potrà superare il 50% dei costi ammissibili;
  • Il finanziamento agevolato copre fino al 70% delle spese ammissibili, a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento UE vigente alla data di concessione, con durata massima di cinque anni e rimborso a rate semestrali (30 giugno e 31 dicembre di ogni anno). Il cumulo tra le due forme non può in nessun caso superare il costo totale del progetto.

L'erogazione del contributo a fondo perduto segue tre fasi:

  • un'anticipazione del 30% alla firma del disciplinare (contro fideiussione bancaria o polizza assicurativa);
  • un'erogazione intermedia fino all'80% per stato di avanzamento lavori;
  • il saldo finale entro 90 giorni dalla rendicontazione completa e dal collaudo, con termine assoluto al 31 dicembre 2028.

Il finanziamento agevolato è erogato entro 30 giorni dalla firma del disciplinare, anch'esso contro fideiussione.

Le agevolazioni non sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche sulle stesse spese, fatta eccezione per i benefici fiscali e le garanzie, sempre entro i limiti di intensità massima GBER.

Come presentare domanda

L'avviso operativo — che definirà piattaforma, modulistica, criteri di selezione, percentuali di copertura e lista ATECO completa — deve essere emanato dalla Direzione generale del Ministero del Turismo entro il 20 maggio 2026. La presentazione delle istanze avverrà esclusivamente in via telematica attraverso una piattaforma predisposta da Invitalia, con accesso tramite identità digitale (SPID, CIE o CNS) del legale rappresentante.

Staff House: contributi per gli alloggi dei lavoratori del settore turistico

Con il decreto del 13 novembre 2025 il decreto del Ministro del Turismo del 18 settembre 2025, è stata attivata la misura Staff House, gestita da Invitalia per conto del Ministero del Turismo, che sostiene le spese di alloggio dei lavoratori impiegati nel settore turistico-ricettivo.

Beneficiari

Possono accedere le imprese di qualsiasi dimensione del settore turistico-ricettivo e attività di somministrazione di alimenti e bevande, che, alla data della domanda:

  • sono iscritte al registro delle imprese con i codici ATECO di cui al decreto;
  • hanno sede legale o operativa in Italia;
  • sono in regola con le disposizioni vigenti in materia del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente;
  • si trovano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo sottoposte a fallimento, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione controllata, nonché ad alcuna procedura concorsuale di cui al decreto legislativo n. 14/2019;
  • non sono destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
  • sono in regola con gli obblighi in materia previdenziale, fiscale, assicurativa;
  • sono in regola con la normativa antimafia di cui al decreto legislativo n. 159/2011 (Codice antimafia);
  • non si trovano nella incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;
  • sono in regola con gli obblighi assicurativi di cui all’articolo 1, commi 101-112 della legge 30 dicembre 2023, n. 213 e successive disposizioni attuative;
  • sono in regola con gli obblighi normativi vigenti in materia di agibilità degli edifici.

Spese ammissibili

I contributi riguardano le spese da sostenere da parte dell’impresa proponente, per un periodo di almeno 5 anni e fino ad un massimo di 10 anni, per la sistemazione alloggiativa dei lavoratori impiegati presso le unità locali indicate nella domanda di agevolazione.

Ai fini dell’ammissibilità, tali spese sono costituite dai costi da sostenere dalla stessa impresa per i canoni di locazione strettamente riferiti ai posti letto destinati ai lavoratori impiegati presso le unità locali cui gli alloggi sono asserviti.

L’immobile può essere sia di proprietà che in locazione e deve essere funzionalmente collegato all’unità produttiva dell’impresa, secondo criteri territoriali (es. stessa provincia o raggio di 40 km dalla struttura turistico-ricettiva) e destinato esclusivamente al personale dipendente.

Agevolazioni concesse

Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo di parte corrente per le spese sostenute, fino a un importo massimo di 3.000 euro all’anno per posto letto.

L’intensità dell’aiuto è:

  • fino al 50% dei costi ammissibili per le PMI;
  • fino al 15% per le grandi imprese.

Presentazione della domanda

Le domande potranno essere presentate attraverso il sito di Invitalia, a partire dal 21 novembre 2025 e fino al 19 dicembre 2025.

FSC Turismo: un’opportunità per gli investimenti nel settore turistico in Sicilia

Il Dipartimento Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana ha pubblicato un avviso pubblico che intende incentivare gli investimenti produttivi nel settore turistico tesi a migliorare il livello qualitativo dell’offerta ricettiva, stimolando il comparto alberghiero ed extra-alberghiero verso un miglioramento complessivo degli standard ricettivi, tenendo conto anche della compatibilità ambientale, della sostenibilità e della digitalizzazione.

Imprese ammissibili

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese che svolgono o intendono svolgere, in via prevalente, attività d’impresa che rientra in uno dei seguenti codici ATECO:

  • 10.00 – Alberghi
  • 20.10 – Villaggi turistici
  • 20.20 – Ostelli della gioventù
  • 20.30 – Rifugi di montagna
  • 20.51 – Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence

I soggetti proponenti dovranno essere regolarmente costituiti e iscritti nel Registro delle Imprese, anche se inattivi o di nuova costituzione e possedere i requisiti di classificazione, o dimostrare di poter acquisire i requisiti di classificazione previsti dalla vigente normativa in materia di strutture ricettive.

Interventi ammissibili

Le proposte progettuali presentate, dovranno riguardare almeno una delle seguenti tipologie di intervento:

  • ampliamento, ammodernamento e ristrutturazione di strutture esistenti, nonché la riattivazione delle stesse, anche mediante lavori di manutenzione straordinaria e/o consolidamento, demolizione e ricostruzione secondo quanto previsto dagli strumenti di pianificazione urbanistica comunale;
  • realizzazione di nuove strutture o attività da realizzarsi anche attraverso iniziative che trasformano, con cambio di destinazione d’uso, immobili esistenti in strutture turistico alberghiere o extralberghiere;
  • recupero fisico e/o funzionale di immobili o strutture turistico alberghiere o extralberghiere legittimamente iniziate e non ultimate

Le iniziative agevolabili devono essere riferite a unità produttive ubicate nel territorio della Regione Siciliana

Spese ammissibili

L’avviso finanzia le seguenti tipologie di spesa:

  • spese per consulenze specialistiche, studi di fattibilità economico-finanziaria, nonché per l’ottenimento di certificazioni di qualità ambientali o attestati di prestazione energetica secondo standard e metodologie internazionalmente riconosciute, nella misura massima complessiva del 2% rispetto all’investimento ammissibile;
  • spese per oneri di progettazione, direzione lavori, collaudi e verifiche, nella misura massima complessiva del 4% rispetto all’investimento ammissibile;
  • spese per acquisto di suolo aziendale, fabbricati, immobili o di strutture già precedentemente adibite ad attività turistico alberghiere o extralberghiere (nel rispetto delle previsioni del successivo comma 4), demolizioni e ricostruzioni, ampliamenti, ammodernamenti e ristrutturazione di strutture esistenti, opere di manutenzione straordinaria e/o consolidamento, demolizione e ricostruzione, anche su beni di terzi purché con comprovato titolo di disponibilità della durata non inferiore ad almeno un quinquennio, nella misura massima complessiva del 70% rispetto all’investimento ammissibile. (In ogni caso l'importo ammissibile per l'acquisto di suolo aziendale, fabbricati, immobili o strutture già precedentemente adibite ad attività turistico alberghiere o extralberghiere - nel rispetto di quanto previsto dal comma 4 -, non potrà superare il 30% dell'investimento ammissibile;
  • spese per programmi informatici nel limite del 20% rispetto all’investimento ammissibile;
  • spese per acquisto di macchinari, impianti, arredi, attrezzature varie, nuovi di fabbrica.

Nel caso in cui l’oggetto dell’intervento riguardi una struttura già precedentemente adibita ad attività turistico alberghiera ed extralberghiera, la stessa dovrà risultare dismessa da almeno cinque anni alla data di presentazione e tale periodo sarà computato a partire dalla data di trasmissione della SCIA di cessazione dell’attività al Comune competente per territorio.

Agevolazioni concedibili

Per progetti il cui contributo richiesto sia compreso tra € 50.000,00 e € 300.000,00 il regime di aiuto applicabile sarà quello previsto dal Regolamento (UE) n. 2831/2023 (“de minimis”), con una intensità massima pari al 80% della spesa ammissibile. Il limite minimo di contributo per le agevolazioni concesse con il tale regime di aiuto è quindi di € 50.000,00, mentre il limite massimo è di € 300.000,00.

Per progetti il cui contributo richiesto sia compreso tra € 300.000,01 e € 3.500.000,00 e, in relazione agli interventi di cui all’articolo 8, rispettino i pertinenti requisiti stabiliti dal Regolamento (UE) n. 651/2014 il regime di aiuto applicabile sarà quello previsto dal sopracitato Regolamento. Al riguardo, l’intensità massima è pari:

  • fino al 60% delle spese ammissibili per le micro imprese e piccole imprese (PMI);
  • fino al 50% delle spese ammissibili per le medie imprese;
  • fino al 40% delle spese ammissibili per le grandi imprese.

Il limite minimo di contributo concedibile per domanda di finanziamento è di 300.000,01 €, mentre il limite massimo è di 3.500.000,00 €.

Presentazione delle domande

Entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’avviso verrà emanato un provvedimento che determinerà il soggetto gestore delle somme e definirà gli adempimenti necessari per la presentazione delle domande.

Codice Identificativo Nazionale (CIN) al via la fase sperimentale.

È partita dal 3 giugno, in via sperimentale, la Banca Dati nazionale delle Strutture Ricettive e degli immobili destinati a locazione breve o per finalità turistiche – BDSR attraverso la quale è possibile richiedere il CIN (Codice Identificavo Nazionale) che identifica univocamente le strutture ricettive.

Ad oggi possono accedere alla banca dati per la richiesta del CIN le strutture ubicate nelle seguenti Regioni:

  • Abruzzo
  • Calabria
  • Liguria
  • Lombardia
  • Marche
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia
  • Veneto

Il portale è accessibile all’indirizzo: https://bdsr.ministeroturismo.gov.it/

Il CIN deve essere richiesto da chi propone e concede in locazione breve o per finalità turistiche interi appartamenti o anche solo delle stanze, e deve essere esposto sia al di fuori della struttura che in eventuali annunci dedicati agli affitti brevi o turistici.

La novità serve per censire e monitorare:

  • unità immobiliari ad uso abitativo destinate a contratti di locazione per finalità turistiche;
  • unità immobiliari ad uso abitativo destinate alle locazioni brevi;
  • strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere.

Anche i cittadini possono usare la piattaforma BDSR per verificare il CIN delle strutture.

Il CIN diventerà obbligatorio da settembre e il mancato rispetto dell’obbligo comporta sanzioni fino a 8.000 euro, a seconda delle dimensioni della struttura o dell’immobile.

Debutta il Codice Identificativo Nazionale (CIN) per le locazioni e strutture turistico-ricettive

Con l’approvazione del decreto collegato alla Legge di Bilancio 2024, fa il suo debutto il Codice Identificativo Nazionale (CIN) per le locazioni, introdotto la fine di assicurare la tutela della concorrenza e della trasparenza del mercato, il coordinamento informativo, statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale e la sicurezza del territorio e per contrastare forme irregolari di ospitalità.

Il suddetto codice verrà rilasciato dal Ministero del turismo:

  • a tutte le unità immobiliari ad uso abitativo destinate a contratti di locazione per finalità turistiche
  • a tutte le unità immobiliari ad uso abitativo destinate alle locazioni brevi
  • alle strutture turistico-ricettive alberghiere ed extralberghiere definite ai sensi delle vigenti normative regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano

Per le regioni e le province autonome che hanno già attivato procedure di attribuzione di specifici codici identificativi, si dovrà procedere ad una ricodificazione degli stessi come CIN, aggiungendo a detti codici un prefisso alfanumerico fornito dal Ministero del turismo, trasmettendo allo stesso Ministero i CIN ricodificati e i dati inerenti alle strutture ricettive e alle unità immobiliari locate. Analoga procedura dovrà essere adottata dai comuni che, nell’ambito delle proprie competenze, hanno attivato procedure di attribuzione di codici identificativi per le già menzionate strutture.

La domanda di assegnazione del CIN dovrà essere presentata da parte del locatore o del soggetto titolare della struttura turistico-ricettiva in uno con una dichiarazione sostitutiva attestante i dati catastali dell’unità immobiliare o della struttura e, per i locatori, della sussistenza dei requisiti richiesti.

Chiunque propone o concede in locazione per finalità turistiche un’unità immobiliare ad uso abitativo o una porzione di essa ovvero il soggetto titolare di una struttura turistico-ricettiva alberghiera o extra alberghiera è tenuto ad esporre il CIN all’esterno dello stabile o della struttura, nonché ad indicarlo in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato. Tale ultimo obbligo si estende anche ai soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare o che gestiscono portali telematici.

Il decreto specifica altresì:

  • che le unità immobiliari ad uso abitativo oggetto di locazione, per finalità turistiche, gestite in forma imprenditoriale sono munite dei requisiti di sicurezza degli impianti così come prescritto dalla normativa statale e regionale vigente
  • che tutte le unità immobiliari – quindi anche quelle non gestite in forma imprenditoriale – sono dotate di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio funzionanti nonché di estintori portatili a norma di legge da ubicare in posizioni accessibili e visibili, in particolare in prossimità degli accessi e in vicinanza delle aree di maggior pericolo e, in ogni caso, da installare in ragione di uno ogni 200 metri quadrati di pavimento, o frazione, con un minimo di un estintore per piano.

Il decreto chiarisce infine il regime sanzionatorio:

  • l’assenza di CIN, sia per il titolare che per il proponente, è punita con la sanzione pecuniaria da euro 800 a euro 8.000, in relazione alle dimensioni della struttura o dell’immobile;
  • la mancata esposizione e indicazione del CIN da parte dei soggetti obbligati è punita con la sanzione pecuniaria da euro 500 a euro 5.000, in relazione alle dimensioni della struttura o dell’immobile;
  • chiunque concede in locazione unità immobiliari ad uso abitativo, per finalità turistiche o prive dei requisiti richiesti è punito, in caso di esercizio nelle forme imprenditoriali, con le sanzioni previste dalla relativa normativa statale o regionale applicabile ovvero con la sanzione pecuniaria da euro 600 a euro 6.000 per ciascuna violazione accertata;
  • l'esercizio dell'attività di locazione per finalità turistiche in forma imprenditoriale, in assenza della SCIA è punito con la sanzione pecuniaria da euro 2.000 a euro 10.000, in relazione alle dimensioni della struttura o dell'immobile. Le disposizioni non trovano applicazione se lo stesso fatto è sanzionato dalla normativa regionale.

In arrivo FRI TUR, l'incentivo che punta a migliorare le strutture ricettive

Con una dotazione di 1 miliardo e 380 milioni è in dirittura d’arrivo un nuovo incentivo, denominato FRI-Tur e gestito da Invitalia, che punta alla riqualificazione delle strutture ricettive, favorendone al contempo la riqualificazione in chiave sostenibile e digitale.

Vediamone le principali caratteristiche:

Soggetti beneficiari

L’accesso al beneficio è riservato a:

  • alberghi
  • agriturismi
  • strutture ricettive all’aria aperta
  • imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale
  • stabilimenti balneari
  • complessi termali
  • porti turistici
  • parchi tematici, inclusi quelli acquatici e faunistici

al fine di accedere all’agevolazione le imprese:

  • devono gestire un’attività ricettiva o un servizio turistico in immobili o aree di proprietà di terzi o essere proprietari degli immobili presso cui è esercitata l’attività che è oggetto dell’intervento
  • essere regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non trovarsi in stato di liquidazione anche volontaria o di fallimento
  • avere una stabile organizzazione di impresa sul territorio nazionale
  • essere in regola con le disposizioni in materia di normativa edilizia, urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni, della salvaguardia dell’ambiente e con gli obblighi contributivi
  • essere in regime di contabilità ordinaria
  • essere in possesso di una positiva valutazione del merito di credito da parte di una banca finanziatrice e di una delibera di finanziamento rilasciata da quest’ultima
  • adottare un apposito regime di contabilità separata laddove operanti nel settore agricolo o della pesca

Interventi ammissibili

Gli interventi ammessi al fondo rotativo riguardano:

  • riqualificazione energetica
  • riqualificazione antisismica
  • eliminazione delle barriere architettoniche
  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, installazione di manufatti leggeri
  • per gli stabilimenti termali, realizzazione di piscine termali
  • digitalizzazione
  • acquisto e rinnovo di arredi

Il dettaglio delle spese ammissibili per ogni tipologia di intervento è contenuta in un apposito documento, ma con le seguenti limitazioni generali:

  • suolo aziendale e sue sistemazioni, nella misura massima del 5%
  • fabbricati, opere murarie e assimilate, nella misura massima del 50%
  • macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica senza alcuna limitazione
  • investimenti in digitalizzazione, esclusi i costi di intermediazione, nella misura massima del 5%
  • servizi di progettazione relativi alle precedenti voci di spesa, nella misura massima complessiva del 2%

I progetti dovranno avere un importo minimo, al netto dell’Iva, di 500.000 euro e un importo massimo di 10 milioni di euro, e dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2025.

Agevolazioni concesse

La misura prevede due tipologie di contributi:

  • contributo diretto alla spesa, erogato in base dalla dimensione dell’impresa e alla localizzazione dell’investimento, per un importo massimo del 35% delle spese ammissibili
  • finanziamento agevolato, con durata compresa tra 4 e 15 anni, compreso un preammortamento massimo di 3 anni, con un tasso dello 0,5%

Al finanziamento agevolato deve essere abbinato anche un finanziamento bancario a tasso di mercato e per pari importo e durata, erogato da una banca aderente all’iniziativa.

Presentazione della domanda

La domanda può essere presentata dall’1 marzo 2023 fino al 31 marzo 2023.

Le domande verranno esaminate in ordine cronologico di presentazione.

Imprese turistiche, in arrivo credito d'imposta

Le imprese turistiche, fortemente danneggiate dall’ondata epidemica, trovano nel Decreto Ristori-ter un ulteriore sostegno collegato ai canoni di locazione sui beni immobili da queste sostenuti.

In particolare il credito d’imposta spetta in relazione ad eventuali canoni di locazione, di leasing o di concessione pagati su beni immobili utilizzati per l’esercizio dell’attività, relativi ai mesi di gennaio, febbraio e marzo 2022 ed è pari al 60% dell’importo dei singoli canoni.

Al fine di accedere al credito d’imposta le imprese dovranno dimostrare, per ogni mese di riferimento, la sussistenza di una riduzione del fatturato o dei corrispettivi di tale mese per almeno il 50% rispetto all’analogo mese del 2019.

Per accedere al beneficio gli operatori economici devono presentare apposita autodichiarazione all'Agenzia delle entrate attestante il possesso dei requisiti e il rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19», previsti per gli aiuti di Stato.

Le modalità, i termini di presentazione e il contenuto dell’autodichiarazione saranno stabiliti con successivo provvedimento del direttore dell'Agenzia.

L’efficacia della misura è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

Incentivi per le imprese turistiche ai nastri di partenza

Nell’ambito dell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono stati previsti degli importanti incentivi per le imprese turistiche al fine di migliorare la qualità dell’offerta ricettiva.

Interventi agevolati

I benefici previsti riguarderanno le seguenti tipologie di investimento:

  • interventi di incremento dell’efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica;
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;
  • interventi edilizi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, funzionali alla realizzazione degli interventi stessi;
  • realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali;
  • spese per la digitalizzazione;
  • impianti wi-fi;
  • siti web ottimizzati per il sistema mobile;
  • programmi per la vendita diretta di servizi e pernottamenti e la distribuzione sui canali digitali, purché in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all'integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l'integrazione fra servizi ricettivi ed extra-ricettivi;
  • spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio;
  • servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale;
  • strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità;
  • servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente sui temi di cui sopra.

Soggetti ammessi

I soggetti ammessi ai benefici sono i seguenti:

  • imprese alberghiere;
  • strutture che svolgono attività agrituristica;
  • strutture ricettive all’aria aperta;
  • imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, ivi compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici.

Benifici spettanti

I benefici concessi dalla normativa statale sono importanti e vengono qui riepilogati:

  • un credito d’imposta pari all’80% delle spese ammissibili sostenute per gli interventi previsti (che vedremo in seguito) suddiviso in 3 quote annuali e cedibile a terzi;
  • un contributo a fondo perduto per un massimo di 40.000 euro erogato a conclusione dell’intervento (salva la possibilità di richiedere un’anticipazione del 30% presentando idonea garanzia);
  • un ulteriore contributo fino a 30.000 euro se l’intervento prevede spese per la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture per almeno il 15% dell’investimento totale;
  • un ulteriore contributo fino a 20.000 euro per:
    • i soggetti che posseggono i requisiti previsti dall’articolo 53 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, per l’imprenditoria femminile
    • le società cooperative e le società di persone, costituite in misura non inferiore al 60 per cento da giovani fino a 35 anni, le società di capitali le cui quote di partecipazione sono possedute in misura non inferiore ai due terzi da giovani e i cui organi di amministrazione sono costituiti per almeno i due terzi da giovani
    • le imprese individuali gestite da giovani, che operano nel settore del turismo
  • un ulteriore contributo fino a 10.000 euro per le imprese la cui sede operativa è ubicata nei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Per le spese ammesse che non venissero coperte dal contributo a fondo perduto o dal credito d’imposta sarà possibile fruire di un finanziamento a tasso agevolato a condizione che almeno il 50% dei costi sia dedicato agli interventi di riqualificazione energetica.

Accesso ai benefici

Le modalità applicative per l’erogazione degli incentivi verranno stabilite con decreto da emanarsi entro il 7 dicembre.

Sarà comunque prevista la presentazione, in via telematica, di apposita domanda con erogazione di risorse in ordine cronologico e fino ad esaurimento delle stesse. È quindi opportuno che i soggetti interessati inizino da subito a preparare quantomeno un progetto e un preventivo delle relative spese, in modo da farsi trovare pronti quando apriranno i canali telematici.

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