Sicilia contributo a fondo perduto fino al 15% del costo del lavoro

La Regione Siciliana ha pubblicato un avviso pubblico che mette a disposizione 150 milioni di euro per incentivare le assunzioni stabili nel settore privato. La misura riconosce un contributo a fondo perduto calcolato sul costo del lavoro sostenuto nel triennio successivo all'assunzione. Le domande per il 2026 si possono presentare a partire dal 7 maggio.

Chi può accedere

Possono fare domanda tutti i datori di lavoro privati con sede produttiva in Sicilia, indipendentemente dalla forma giuridica e anche se privi di scopo di lucro. Rientrano quindi imprese, professionisti, associazioni e altri enti che esercitino attività economica.

Sono invece espressamente esclusi:

  • operatori agricoli puri (ATECO A, salvo l'agroindustria);
  • enti pubblici economici;
  • istituti autonomi case popolari;
  • enti privatizzati a capitale pubblico
  • aziende speciali e consorzi di enti locali
  • consorzi di bonifica e industriali
  • enti morali ed ecclesiastici.

Cosa prevede la misura

Il contributo viene riconosciuto per ogni nuova assunzione a tempo indeterminato effettuata dal 9 gennaio 2026 in poi, presso una sede lavorativa ubicata in Sicilia. È inclusa anche la trasformazione di un contratto a termine in contratto a tempo indeterminato. Sono esclusi i rapporti di apprendistato e i contratti di lavoro domestico.

Non si tratta di uno sgravio contributivo, ma di un contributo a fondo perduto erogato annualmente a consuntivo, sulla base dei costi effettivamente sostenuti e documentati nel Libro Unico del Lavoro.

Requisiti di ammissibilità

Alla data di presentazione della domanda, il richiedente deve:

  • avere Partita IVA attiva e almeno un'unità produttiva in Sicilia;
  • non trovarsi in liquidazione volontaria né essere soggetto a procedure concorsuali;
  • essere in possesso di DURC regolare;
  • rispettare gli obblighi della Legge 68/1999 (categorie protette);
  • applicare i trattamenti minimi previsti dai CCNL comparativamente più rappresentativi;
  • essere in regola con la normativa antimafia;
  • non aver ricevuto, nei tre anni precedenti, sanzioni definitive per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro o CCNL;
  • non aver già percepito, come impresa unica, aiuti de minimis superiori a 300.000 euro nell'arco di tre anni;
  • non aver richiesto né ottenuto altri finanziamenti pubblici per le stesse assunzioni (divieto di doppio finanziamento).

Entità del contributo

Il contributo ordinario è pari al 10% del costo totale del lavoro sostenuto nei 36 mesi decorrenti dalla data di assunzione. Il costo del lavoro rilevante comprende:

  • RAL (inclusi ratei di tredicesima/quattordicesima,
  • superminimi contrattualizzati e premi di produzione costanti),
  • contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro,
  • premi INAIL, e quota TFR maturata mensilmente.

Il contributo sale al 15% se ricorre almeno una di queste condizioni:

  • il richiedente ha introdotto, dalla pubblicazione della L.R. 1/2026 e prima della domanda, un piano di welfare aziendale regolato da accordo sindacale o regolamento aziendale;
  • oppure ha ottenuto una certificazione ESG di sostenibilità da organismi accreditati;
  • oppure ha realizzato nell'esercizio precedente investimenti in salute e sicurezza, al di sopra degli obblighi minimi del D.Lgs. 81/2008, per un importo pari ad almeno l'1% dei ricavi;
  • oppure ha sottoscritto accordi per la riduzione stabile dell'orario a 35 ore settimanali con invarianza retributiva;
  • oppure l'assunzione riguarda donne o lavoratori over 50 in stato di disoccupazione documentato da almeno due anni.

Come presentare la domanda

La domanda si presenta esclusivamente online sulla piattaforma IRFIS, all'indirizzo https://incentivisicilia.irfis.it, con firma digitale del datore di lavoro o del legale rappresentante. Non è ammessa la presentazione tramite procuratori o delegati.

Va presentata una sola istanza per tutte le assunzioni effettuate nell'anno, e deve essere inoltrata nell'anno dell'assunzione. È dovuta l'imposta di bollo di 16 euro.

Le finestre temporali sono le seguenti:

  • per il 2026, dal 7 maggio 2026 ore 12:00 al 31 dicembre 2026 ore 12:00;
  • per il 2027, dal 4 gennaio 2027 al 31 dicembre 2027;
  • per il 2028, dal 3 gennaio 2028 al 29 dicembre 2028.

Il beneficiario può scegliere tra due modalità di erogazione: bonifico bancario o credito d'imposta utilizzabile in compensazione (quest'ultima opzione subordinata alla stipula di apposita convenzione tra Regione ed Agenzia delle Entrate).

Patent Box: come dedurre il 110% dei costi di ricerca e sviluppo sui beni immateriali

Se la tua impresa investe in brevetti, software o design, esiste un'agevolazione fiscale che consente di maggiorare del 110% i costi sostenuti per sviluppare e proteggere quei beni. Si chiama Patent Box, è attiva dal 2022 nella sua versione riformata e può generare un risparmio fiscale concreto, fino al 30% dei costi ammissibili. Ecco come funziona e come accedervi.

Soggetti interessati

Possono accedere al Patent Box tutti i soggetti titolari di reddito d'impresa, indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni aziendali o dal settore di attività. Rientrano quindi:

  • società di capitali, società di persone e imprese individuali;
  • stabili organizzazioni in Italia di soggetti esteri residenti in Paesi con cui è in vigore uno scambio effettivo di informazioni;
  • enti non commerciali limitatamente alle attività d'impresa.

Sono invece esclusi:

  • chi determina il reddito in modo forfettario o su base catastale;
  • le società in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali senza continuità aziendale;
  • i soggetti localizzati in Paesi non cooperativi.

Cosa prevede la misura e cosa cambia rispetto al passato

Il Patent Box è stato introdotto con la Legge n. 190/2014 ma dal 2022 il meccanismo è radicalmente cambiato.

Nel vecchio regime, il beneficio consisteva nell'esclusione parziale dai redditi imponibili dei proventi derivanti dallo sfruttamento dei beni immateriali. Per fruirne, era però necessario attendere l'esito di un ruling preventivo con l'Agenzia delle Entrate, una procedura lunga e complessa che poteva ritardare il beneficio di diversi esercizi.

Il nuovo Patent Box elimina il ruling e introduce un meccanismo più diretto: le imprese possono maggiorare del 110% i costi di ricerca e sviluppo sostenuti sui beni immateriali e portare tale maggiorazione in deduzione direttamente in dichiarazione dei redditi, nell'esercizio stesso in cui i costi sono sostenuti.

L'agevolazione ha durata quinquennale ed è rinnovabile.

Requisiti e beni immateriali ammissibili

Per accedere al Patent Box occorre che l'impresa sia titolare di almeno uno dei seguenti beni immateriali e che abbia sostenuto costi di ricerca e sviluppo per svilupparlo, tutelarlo o mantenerlo:

  • software protetto da copyright;
  • brevetti industriali, compresi quelli biotecnologici e i certificati complementari di protezione;
  • disegni e modelli giuridicamente tutelati;
  • combinazioni di più beni complementari funzionalmente connessi (es. software + brevetto).

Non rientrano invece nel perimetro i marchi, il know-how non protetto e i segreti commerciali.

Spese ammissibili e calcolo del beneficio

Rientrano tra i costi agevolabili:

  • personale impiegato direttamente nelle attività di ricerca e sviluppo;
  • quote di ammortamento di beni materiali e immateriali utilizzati nelle attività R&S;
  • contratti di ricerca con soggetti indipendenti, università o enti di ricerca;
  • materiali e forniture per attività sperimentali;
  • consulenze tecniche e legali per la tutela e il mantenimento dei diritti di proprietà intellettuale.

È inoltre possibile recuperare i costi qualificati sostenuti fino a 8 periodi d'imposta antecedenti al rilascio della privativa o al primo utilizzo economico del bene, portandoli in deduzione maggiorata nel primo periodo di effettivo utilizzo.

Come applicare la norma: i passaggi operativi

  • Verifica dei requisiti: identificare i beni immateriali detenuti e verificare che le attività svolte qualifichino come ricerca e sviluppo ai sensi della norma;
  • Mappatura dei costi: raccogliere tutte le spese ammissibili attraverso la contabilità analitica e associarle a ciascun bene immateriale.
  • Redazione del dossier tecnico: il dossier deve includere: descrizione delle attività e dei rischi assunti, dettaglio dei costi e dei beni agevolabili, relazione tecnica, prospetto delle variazioni fiscali. Le PMI possono avvalersi di una struttura documentale semplificata;
  • Esercizio dell'opzione: l'opzione si esercita nel modello Dichiarazione dei redditi ed è valida per 5 anni;
  • Conservazione della documentazione: tutta la documentazione deve essere conservata per almeno 10 anni

Un aspetto da non trascurare è la penalty protection: chi predispone un dossier conforme è protetto dalle sanzioni amministrative in caso di rettifica da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Se la documentazione non è conforme o manca, questa protezione non si applica.

Cumulabilità con altri incentivi

Il Patent Box è cumulabile con il credito d'imposta per ricerca, sviluppo e innovazione, a condizione che le stesse spese non vengano conteggiate due volte per entrambe le agevolazioni.

SIISL obbligatorio dal 1° aprile 2026: cosa devono fare i datori di lavoro per non perdere gli incentivi

Dal 1° aprile 2026 cambia una regola fondamentale per chi vuole accedere agli sgravi contributivi sulle assunzioni. Prima di assumere con un incentivo, il datore di lavoro dovrà pubblicare l'offerta di lavoro sul SIISL — il Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa. Senza questo passaggio, l'agevolazione non verrà riconosciuta. O, peggio, verrà revocata se già fruita.

Chi è interessato

L'obbligo riguarda tutti i datori di lavoro privati che intendono fruire di incentivi o sgravi contributivi in occasione di nuove assunzioni.

Sono coinvolte anche le Agenzie per il Lavoro, che dal 1° aprile 2026 sono tenute a pubblicare sul SIISL tutte le posizioni gestite e a utilizzare la piattaforma per la ricerca e selezione dei candidati.

Cosa prevede la norma e cosa cambia

La novità è introdotta dall'art. 14 del D.L. n. 159/2025 (c.d. decreto Salute e Sicurezza).

Il SIISL esiste già: è una piattaforma digitale dell'INPS, istituita dall'art. 5 del D.L. n. 48/2023, oggi operativa per la gestione dell'Assegno di Inclusione (ADI), del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) e, dal novembre 2024, anche per i percettori di NASpI e DISColl.

Dal 1° aprile 2026 cambia il suo ruolo: diventa anche condizione di accesso agli incentivi alle assunzioni.

La pubblicazione dell'offerta sul SIISL non sostituisce i requisiti già esistenti — DURC regolare, rispetto del CCNL, assenza di violazioni in materia di salute e sicurezza — ma si aggiunge ad essi come presupposto procedurale obbligatorio.

Un aspetto importante: l'obbligo non dipende da come è stato trovato il lavoratore. Anche se il candidato è già stato individuato — tramite passaparola, segnalazione interna o autocandidatura — la pubblicazione sul SIISL rimane obbligatoria ai fini dell'incentivo.

Quali assunzioni rientrano nell'obbligo

L'obbligo si applica a tutte le assunzioni per le quali è previsto uno sgravio contributivo, sia di tipo temporaneo che strutturale. Tra le principali:

  • Bonus Giovani, Bonus Donne e Bonus ZES (Decreto Coesione);
  • Sgravio per under 30 ai sensi dell'art. 1, L. 205/2017;
  • Sgravio per lavoratori con disabilità ai sensi dell'art. 13, L. 68/1999.

Sono invece esclusi i contratti di apprendistato: la riduzione contributiva prevista per questi rapporti è considerata un regime ordinario — non un incentivo all'occupazione — come già chiarito dalla circolare n. 5/2008 del Ministero del Lavoro.

Cosa succede se non si pubblica l'offerta

Le conseguenze sono chiare:

  • se l'offerta non è stata pubblicata prima dell'assunzione, l'agevolazione non viene riconosciuta;
  • se il beneficio è già stato fruito, l'importo è recuperato.

Il rapporto di lavoro rimane valido: l'inadempimento non incide sulla regolarità dell'assunzione, ma comporta la perdita integrale dello sgravio.

Come si applica: gli adempimenti operativi

Per ogni assunzione agevolata effettuata dal 1° aprile 2026, il datore di lavoro deve seguire questo ordine:

  • individuare l'incentivo applicabile al rapporto di lavoro;
  • verificare i requisiti generali: DURC regolare, CCNL rispettato, assenza di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro;
  • pubblicare l'offerta sul SIISL prima di procedere all'assunzione, con descrizione della posizione, requisiti richiesti e luogo di lavoro;
  • procedere all'assunzione e trasmettere le comunicazioni obbligatorie (CO) tramite i canali ordinari — o, quando sarà operativo, anche tramite SIISL;
  • esporre l'agevolazione nei flussi Uniemens.

È consigliabile conservare documentazione che attesti l'avvenuta pubblicazione sul SIISL e il suo collegamento con l'assunzione effettuata.

Le modalità operative — contenuti minimi dell'annuncio, tempistiche di pubblicazione, coordinamento con le comunicazioni obbligatorie — saranno definite da un decreto attuativo del Ministro del Lavoro, da emanarsi entro 60 giorni dall'entrata in vigore della norma. Alla data odierna il decreto non è ancora stato pubblicato.

È quindi possibile che tra l'entrata in vigore dell'obbligo e la disponibilità di istruzioni operative dettagliate si apra una fase di transizione.

E-fattura: come integrare il CUP dal 27 gennaio 2026

Il D.L. 24 febbraio 2023, n. 13 ha previsto l’obbligo di inserimento nelle fatture per beni e servizi finanziati da incentivi pubblici di un codice, chiamato Codice Unico Progetto (CUP). Posto, però, che le fatture vengono emesse dai fornitori dei beni e servizi, mentre l’esigenza di inserimento del CUP è in capo all’acquirente, capitava spesso che le fatture elettroniche ricevute fossero prive di CUP o riportassero un CUP errato.

Dal 27 gennaio 2026, quindi, è stato attivato un nuovo servizio web dell’Agenzia delle Entrate per regolarizzare il Codice Unico di Progetto nelle fatture elettroniche già ricevute.

Soggetti interessati

Sono interessati alla novità:

  • Cessionari e committenti che ricevono fatture relative a acquisti di beni o servizi oggetto di incentivi pubblici (PNRR, Piano Nazionale Complementare, fondi coesione ecc.).
  • Intermediari delegati (professionisti, commercialisti, consulenti fiscali, CAF) muniti di delega specifica “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche” ai sensi del provvedimento AdE.

Cosa prevede il servizio

Dal 27 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha attivato nel portale “Fatture e Corrispettivi” un servizio web che consente di:

  • integrare il CUP mancante in una fattura elettronica già ricevuta;
  • correggere un CUP errato senza dover ricorrere alla riemissione della fattura da parte del fornitore;
  • consultare lo storico dei CUP associati alle fatture.

Prima di questa novità, l’unica modalità per inserire o correggere il CUP era chiedere al cedente/prestatore l’annullamento con nota di credito e la successiva riemissione della fattura, con tempi e oneri maggiori.

Modalità di accesso

E’ possibile accedere al servizio utilizzando le proprie credenziali personali (SPID/CNS/CIE) o tramite intermediario delegato.

L’accesso avviene attraverso il portale “Fatture e Corrispettivi” all’interno dell’Area Riservata dell’Agenzia delle Entrate, selezionando la funzione “Integrazione CUP” all’interno della sezione “Comunicazioni”.

La procedura non modifica l’XML originario: il CUP si associa digitalmente alla fattura, restando tracciato per fini di controllo e rendicontazione.

Il CUP originario inserito dal fornitore non può essere eliminato o sovrascritto mentre i CUP aggiunti tramite il servizio possono essere corretti o rimossi successivamente, se inseriti erroneamente.

Dall’Inps un contributo da 500 euro al mese per nuove imprese under 35 nei settori strategici

Dal 1° luglio 2024 al 31 dicembre 2025, chi ha avviato o avvierà un’attività imprenditoriale in settori considerati strategici per tecnologia, digitale ed ecologia può ottenere un contributo economico di 500 euro mensili, per massimo 3 anni, e comunque non oltre il 31 dicembre 2028.

Chi riguarda

Possono richiedere il contributo:

  • persone con meno di 35 anni;
  • disoccupate alla data di avvio dell’attività;
  • che abbiano avviato un’impresa dal 1° luglio 2024 al 31 dicembre 2025.

Che siano piccole imprese e operino in uno dei settori strategici individuati, rientrati nelle seguenti sezioni ATECO:

  • C - Attività manifatturiere;
  • D – Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;
  • E – Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento;
  • F – Costruzioni;
  • H – Trasporto e magazzinaggio;
  • J – Servizi di informazione e comunicazione;
  • M – Attività professionali, scientifiche e tecniche;
  • N – Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese;
  • P – Istruzione;
  • Q – Sanità e assistenza sociale;
  • R – Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento;
  • S – Altre attività di servizi.

Per le società il bonus può essere riconosciuto a un solo socio, purché abbia i requisiti.

Importo dell’incentivo

L’incentivo è pari a 500 euro/mese, erogato anticipatamente ogni anno a partire dal mese successivo alla domanda. L’incentivo ha una durata massima di 3 anni e per un massimo di 18.000 euro complessivi.

Il contributo è esentasse e non concorre alla formazione del reddito.

In fase di prima applicazione, solo se l’attività era già avviata prima del 28/11/2025, la decorrenza è dal 15 maggio 2025.

Il contributo è riconosciuto entro limiti di spesa annuali e regionali ed è considerato aiuto di stato.

L’erogazione avviene solo se l’impresa ha il DURC in regola.

Come presentare domanda

La domanda va inviata solo telematicamente all’INPS entro 30 giorni:

  • dall’avvio dell’attività (cioè dalla Comunicazione Unica che attesta l’inizio), oppure
  • dalla pubblicazione della circolare esplicativa (28 novembre 2025), se l’impresa era stata avviata prima.

MIMIT: definiti gli incentivi che necessitano di polizze catastrofali

Abbiamo già affrontato, in precedenti articoli, l’introduzione dell’obbligo di stipula di polizze catastrofali a carico delle imprese, normativa che ha subito varie modifiche e rinvii e che, da ultimo, è stata definita con le seguenti scadenze:

  • 30 giugno 2025 per le grandi imprese;
  • 2 ottobre 2025 per le medie imprese;
  • 1 gennaio 2026 per le micro e piccole imprese.

La normativa prevedeva altresì che, una delle possibili conseguenze del mancato rispetto dell’obbligo di stipula, sarebbe potuta essere l’esclusione da finanziamenti, sovvenzioni e agevolazioni erogate dallo Stato e da altri enti pubblici.

Con decreto del 18 giugno 2025 il Ministero per le imprese e per il made in Italy ha definito gli incentivi per i quali il rispetto dell’obbligo rappresenta condizione di fruizione del beneficio.

Nello specifico si tratta dei seguenti incentivi:

  • Contratti di sviluppo di cui all’art. 43 de. D.L. 112/2008
  • Interventi di riqualificazione destinati alle aree di crisi industriale ai sensi della L. 181/89
  • Regime di aiuto finalizzato a promuovere la nascita e lo sviluppo di società cooperative di piccola e media dimensione (Nuova Maccora)
  • Sostegno alla nascita e allo sviluppo di start up innovative in tutto il territorio nazionale (Smart & Start)
  • Agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare
  • Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa
  • Mini contratti di sviluppo
  • Agevolazioni alle imprese per la diffusione e il rafforzamento dell’economia sociale
  • Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI
  • Finanziamento di start-up di cui al decreto 11 marzo 2022
  • Supporto a start-up e venture capital attivi nella transizione ecologica di cui al decreto 3 marzo 2022

Se si ha intenzione di accedere ad uno di questi fondi è quindi opportuno procedere quanto prima all’adempimento dell’obbligo, al fine di evitare di trovarsi esclusi al momento della presentazione della domanda o dell’erogazione delle agevolazioni concesse.

Energia autoprodotta da fonti rinnovabili: incentivi per le PMI

Le piccole e medie imprese potranno presentare dal 4 aprile al 5 maggio 2025 le istanze per l’accesso alle agevolazioni previste dal bando PNRR “Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”. Vediamo i dettagli.

Soggetti beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni le PMI operanti sull’intero territorio nazionale, con esclusione:

  • dei codici ATECO di cui all’allegato 1 del decreto direttoriale del 14 marzo 2025;
  • delle industrie ad alta intensità energetica;
  • delle industrie ad alta emissione di CO2.

Le imprese che operano nel settore della produzione, noleggio e vendita di veicoli possono accedere alle agevolazioni solo qualora i ricavi lordi connessi all’attività svolta nell’unità produttiva oggetto di intervento derivino per almeno il 50% da veicoli a zero emissioni.

Investimenti ammissibili

Gli investimenti ammissibili all’agevolazione sono i seguenti:

  • installazione di impianti solari fotovoltaici, comprese le apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti medesimi e le spese per l’installazione e la messa in esercizio;
  • l’installazione di impianti mini-eolici, comprese le apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti medesimi e le spese per l’installazione e la messa in esercizio.

L’investimento agevolabile può riguardare solo una delle tecnologie summenzionate e deve essere accompagnato da una diagnosi energetica, redatta da un tecnico abilitato, che definisca il profilo di consumo energetico dell’unità produttiva oggetto del programma di investimento e preveda, tra gli interventi da porre in essere per la decarbonizzazione dei processi produttivi di beni e servizi, l’installazione di impianti solari fotovoltaici ovvero di impianti mini eolici, individuando la potenza dell’impianto da installare e dell’eventuale sistema di stoccaggio, nonché la capacità operativa aggiuntiva installata di energia rinnovabile, parametrati rispetto al fabbisogno energetico dell’unità produttiva.

I programmi di spesa:

  • devono prevedere un ammontare di spese ammissibili non inferiore a euro 30.000 e non superiore a euro 1.000.000;
  • devono riguardare immobilizzazioni nuove di fabbrica;
  • dovranno essere completati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione.

Agevolazioni concedibili

I programmi di investimento vengono agevolati attraverso la concessione di un contributo in conto impianti nella misura massima:

  • del 30% delle spese per l’installazione degli impianti, in caso di medie imprese;
  • del 40% delle spese per l’installazione degli impianti, in caso di piccole imprese;
  • del 30% delle spese per l’installazione della componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica dell’investimento, sia per le piccole che per le medie imprese.

Presentazione della domanda

Come già detto le domande potranno essere presentate dal 4 aprile 2025 al 5 maggio 2025 e verranno valutate sulla base di un punteggio che terrà conto:

  • del rapporto tra la potenza nominale degli impianti e il fabbisogno complessivo annuo di energia dell’unità produttiva oggetto di intervento;
  • dell’incidenza dei costi riferiti ai moduli solari fotovoltaici rispetto all’ammontare complessivo delle spese previste per il medesimo programma di investimento;
  • della sostenibilità economica dell’investimento;
  • del possesso di certificazioni ambientali.

Credito d’imposta ZES: estensione al 2025

La Legge di Bilancio ha esteso al 2025 il credito d’imposta previsto per le imprese operanti nel territorio della ZES Unica. Rivediamo il contenuto dell’agevolazione.

Soggetti beneficiari

Il credito d’imposta spetta a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato, purché già operative o che si insedino nella ZES Unica, cioè in una delle seguenti regioni:

  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;

Gli unici settori esclusi dall’agevolazione sono:

  • Industria siderurgica;
  • Industria carbonifera e della lignite;
  • Trasporti, esclusi i settori del magazzinaggio e del supporto ai trasporti, e delle relative infrastrutture;
  • Produzione, stoccaggio, trasmissione e distribuzione di energia e infrastrutture energetiche;
  • Banda larga;
  • Creditizio, finanziario e assicurativo.

L’agevolazione non si applica altresì alle imprese che si trovano in stato di liquidazione o di scioglimento e alle imprese in difficoltà.

Investimenti ammissibili

Gli investimenti agevolabili devono fare parte di un investimento iniziale, cioè, riguardare:

  • la creazione di un nuovo stabilimento;
  • l'ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente;
  • la diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente;
  • il cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente.

I beni agevolabili, che possono essere acquistati anche mediante contratti di locazione finanziaria, sono i seguenti:

  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • terreni;
  • immobili strumentali (per i quali vengono finanziate anche la realizzazione e l’ampliamento).

Una delle particolarità di questo credito d’imposta, rispetto al precedente Credito d’imposta per il Mezzogiorno, riguarda la possibilità di acquisto di immobili già esistenti e/o utilizzati, cosa che non era possibile in vigenza della precedente normativa. Il valore di terreni e fabbricati ammessi all’agevolazione non può però superare il 50% dell’intero investimento.

I progetti di investimento dovranno avere un importo minimo di 200.000 euro e massimo di 100 milioni di euro.

Misura del credito d’imposta

La misura del credito d’imposta varia a seconda dell’importo del progetto di investimento e della regione in cui lo stesso viene realizzato:

  • Sicilia – Calabria – Campania – Puglia – Sardegna (area transizione giusta):
    • piccole imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 60%
    • medie imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 50%
    • piccole e medie imprese, per progetti oltre 50 milioni di euro: 40%
    • grandi imprese: 40%
  • Basilicata – Molise - Sardegna:
    • piccole imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 50%
    • medie imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 40%
    • piccole e medie imprese, per progetti oltre 50 milioni di euro: 30%
    • grandi imprese: 30%
  • Puglia (area transizione giusta):
    • piccole imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 70%
    • medie imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 60%
    • piccole e medie imprese, per progetti oltre 50 milioni di euro: 50%
    • grandi imprese: 50%
  • Abruzzo (zone assistite):
    • piccole imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 35%
    • medie imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 25%
    • piccole e medie imprese, per progetti oltre 50 milioni di euro: 15%
    • grandi imprese: 15%

Va però chiarito sin da subito che detta percentuale è solo virtuale, in quanto la percentuale effettiva potrà essere inferiore se le domande presentate eccederanno il budget disponibile.

Procedura di accesso

Dal 31 marzo al maggio andrà presentata una comunicazione per prenotare il credito d’imposta, con l’indicazione delle spese ammissibili sostenute dal 16.11.2024 e quelle che si prevedono di sostenere fino al 15.11.2025.

Successivamente, a partire dal 18.11.205 e fino al 2.12.2025 andrà presentata una comunicazione integrativa attestante l’avvenuta realizzazione entro il termine del 15.11.2025 degli investimenti indicati nella comunicazione precedentemente presentata.

In funzione delle domande presentate e delle risorse disponibili, verrà successivamente comunicata la percentuale effettivamente spettante.

Il credito d’imposta potrà essere utilizzato in compensazione in F24 successivamente alla realizzazione dell’investimento e solo che dopo che verrà comunicata la percentuale spettante per ciascun investimento.

Il credito d’imposta è cumulabile con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle discipline europee di riferimento.

Regione Siciliana: incentivi per l’assunzione di disoccupati e soggetti svantaggiati

La Regione Siciliana, per il tramite dell’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, ha approvato l’Avviso n. 14/2024 che introduce incentivi per l’assunzione al fine di favorire l’inserimento lavorativo e l’occupazione dei disoccupati e dei soggetti svantaggiati. La dotazione finanziaria non è elevata – la Regione stima di poter coprire l’assunzione di circa 1350 lavoratori - ma è comunque un’opportunità visto l’importo finanziato nel caso si rientri tra i beneficiari. Vediamo nel dettaglio il contenuto dell’Avviso.

Soggetti beneficiari

L’incentivo può essere richiesto esclusivamente dalle imprese aventi un’unità produttiva, o che attivino un’unità produttiva nel territorio siciliano e che assumono, o abbiano assunto a partire dall’1/1/2024 con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato o abbiano trasformato contratti a tempo determinato a tempo indeterminato o abbiano assunto a tempo indeterminato soggetti provenienti da tirocinio attivato presso la stessa azienda.

Sono escluse dall’incentivo le attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco e il lavoro in agricoltura.

L’incentivo può essere riconosciuto per un massimo di 10 lavoratori.

Le imprese partecipanti tra l’altro:

  • devono essere regolarmente iscritte come attive presso il Registro delle imprese;
  • devono essere in regola con le norme in materia contributiva e previdenziale attestate con DURC;
  • devono rispettare il CCNL di competenza e la normativa sulla sicurezza sul lavoro;
  • devono rispettare la normativa in materia fiscale;
  • non devono essere state destinatarie, nei 3 anni precedenti, di provvedimenti di revoca di agevolazioni pubbliche;
  • non devono trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione, di cessazione di attività o di concordato preventivo o equivalenti;
  • non aver effettuato nei sei mesi precedenti alla data di assunzione incentivata:
    • licenziamenti individuali o plurimi, ad esclusione dei casi di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, ai sensi della normativa vigente;
    • licenziamenti collettivi ai sensi della normativa vigente;
    • procedure di mobilità ordinarie e in deroga ai sensi della normativa vigente.

Soggetti destinatari

L’assunzione dovrà riguardare soggetti in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere residenti o domiciliati in Sicilia da almeno sei mesi;
  • avere un’età compresa tra i 18 e i 65 anni compiuti;
  • nel caso di nuova assunzione i lavoratori devono trovarsi nella condizione di lavoratori disoccupati ai sensi della normativa vigente.

Nel caso di tirocinio in corso, l’impresa può presentare domanda per l’incentivo che verrà riconosciuto ed erogato solo ed esclusivamente se si realizzerà l’assunzione. Nel caso in cui si sia presentata istanza e non si sia realizzata l’assunzione l’impresa sarà esclusa dal contributo e non potrà presentare ulteriori richieste.

Saranno valide, ai fini della richiesta del contributo, le trasformazioni di contratto da tempo determinato a tempo indeterminato operate a far data dal 01/01/2024.

Ammontare dell’incentivo

Per ogni assunzione l’incentivo massimo sarà pari a 10.000 euro l’anno per tre anni, per un totale massimo di 30.000 euro.

L’incentivo sarà rimodulato in proporzione al costo, per il lavoratore, sostenuto dal datore di lavoro al netto di eventuali altri incentivi.

L’incentivo potrà essere erogato, alternativamente:

  • in un’unica soluzione, dopo 36 mesi dall’avvio del contratto;
  • in due quote:
    • il 70% a titolo di anticipazione, previa dimostrazione dell’avvenuta assunzione
    • il 30% a saldo, dopo 36 mesi dall’avvio del contratto.

Modalità di partecipazione

Le domande potranno essere presentate attraverso un apposito portale attivato dalla Regione Siciliana. Si è in attesa di conoscere la data di presentazione, che avverrà a sportello, con priorità quindi in funzione dell’ordine cronologico di arrivo delle domande.

ISMEA: fino al 30 settembre l’incentivo “Più Impresa”

È attivo su ISMEA il portale per la presentazione delle domande per l’incentivo “Più Impresa”, destinato all’imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura.

Beneficiari

L’agevolazione riguarda le PMI agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti ovvero donne, con i seguenti requisiti:

  • subentro: imprese agricole costituite da non più di 6 mesi con sede operativa sul territorio nazionale, con azienda cedente attiva da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sana; la maggioranza numerica dei soci e delle quote di partecipazione in capo ai giovani, ove non presente al momento della presentazione della domanda, deve sussistere alla data di ammissione alle agevolazioni;
  • ampliamento: imprese agricole attive da almeno due anni, con sede operativa sul territorio nazionale, economicamente e finanziariamente sane.

Investimenti ammissibili

I piani di investimento devono essere volti a:

  • migliorare il rendimento e la sostenibilità globale dell'azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o miglioramento e riconversione della produzione;
  • migliorare l'ambiente naturale, le condizioni di igiene o il benessere degli animali, purché non si tratti di investimento realizzato per conformarsi alle norme dell'Unione europea;
  • realizzare e migliorare le infrastrutture connesse allo sviluppo, all'adeguamento ed alla modernizzazione dell'agricoltura.

In particolare sono ammissibili:

  • spese per lo studio di fattibilità (massimo 2% dell’investimento);
  • opere agronomiche e di miglioramento fondiario (massimo 50% dell’investimento);
  • opere edilizie per la costruzione ed il miglioramento di beni immobili;
  • oneri per il rilascio della concessione edilizia;
  • acquisto di terreni (massimo 10% dei costi totali per progetti agricoli);
  • acquisto di macchinari ed attrezzature nuovi di fabbrica compresi impianti ed allacciamenti;
  • beni pluriennali (programmi informatici, brevetti, licenze, diritti d’autore, marchi, acquisto di piante pluriennali);
  • servizi di progettazione;
  • per il settore della produzione agricola primaria sono inoltre ammissibili:
    • investimenti non produttivi legati a obiettivi ambientali e climatici;
    • investimenti in irrigazione, se rispettano le condizioni di risparmio idrico;
    • investimenti in energie rinnovabili per soddisfare il fabbisogno aziendale.

Entità del contributo

L’intervento prevede:

  • l’ammissibilità di piani di investimento fino a un massimo di 500.000 Euro;
  • mutuo agevolato, a tasso zero, per un importo non superiore al 60% delle spese ammissibili, di durata fino a 15 anni;
  • contributo a fondo perduto, per un importo non superiore al 35% delle spese ammissibili.

Gli aiuti agli investimenti nelle aziende agricole, sia per la produzione primaria che per la trasformazione o commercializzazione di prodotti agricoli, non devono superare il 65% dei costi ammissibili, con alcune eccezioni:

  • L’intensità di aiuto può arrivare fino all’80% per:
    • Investimenti legati a obiettivi ambientali e climatici.
    • Investimenti per migliorare il benessere degli animali.
    • Investimenti realizzati da giovani agricoltori.
  • Per gli investimenti in irrigazione, l’intensità di aiuto è:
    • Fino all’80% se l’investimento migliora un impianto esistente e offre un risparmio idrico.
    • Fino al 65% per altri tipi di investimenti in irrigazione.

Gli aiuti per la produzione agricola primaria non possono superare 600.000 euro per impresa e per progetto.

Presentazione della domanda

La presentazione delle domande si articola in due fasi:

  • fino al 30 settembre 2024 è possibile presentare le domande di ammissione in preconvalida;
  • dal 5 settembre 2024 al 30 settembre 2024 è possibile presentare la convalida delle domande di ammissione preconvalidate.

La data e l'ora di convalida della domanda costituiscono data ed ora di presentazione della stessa. In nessun caso, la data e l'ora della preconvalida costituiscono elemento di priorità nella istruttoria delle domande che si svolgerà esclusivamente secondo l'ordine cronologico di convalida delle stesse.

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