Contributi pubblici di entità significativa: cosa cambia con il DPCM 84/2026

È entrato in vigore il DPCM 26 marzo 2026, n. 84, che definisce cosa si intende per "contributo di entità significativa a carico dello Stato" e introduce un sistema strutturato di controllo e rendicontazione sull'utilizzo dei fondi pubblici ricevuti da società, enti, organismi e fondazioni.

Chi sono i soggetti interessati

Il decreto si applica a società, enti, organismi e fondazioni che ricevono contributi erogati da amministrazioni centrali dello Stato, da società da queste direttamente e maggioritariamente possedute (con esclusione delle quotate), o da enti pubblici non economici vigilati dalle stesse amministrazioni.

Sono invece esclusi dall'ambito di applicazione:

  • gli enti del Terzo settore;
  • le ONLUS iscritte nella relativa anagrafe;
  • gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti e gli enti delle confessioni religiose che hanno sottoscritto intese con lo Stato;
  • le società quotate e le loro controllate.

Quando un contributo è "di entità significativa"

Un contributo è considerato di entità significativa — e quindi soggetto alla disciplina del decreto — quando sono soddisfatte cumulativamente due condizioni:

  1. È destinato alla realizzazione di finalità o progetti di interesse pubblico (restano fuori i contributi a favore di una generalità di soggetti, quelli di natura corrispettiva, retributiva, indennitaria o risarcitoria, e quelli concessi sotto forma di credito d'imposta);
  2. Supera un milione di euro annui, oppure — nel caso di importi inferiori — è pari ad almeno il 50% del totale delle entrate o del valore della produzione del soggetto beneficiario.

I contributi si calcolano cumulativamente, anche se percepiti in forma disgiunta da più soggetti erogatori. La disciplina si applica ai contributi ricevuti a partire dal 1° gennaio 2025.

Cosa cambia: gli obblighi di verifica e comunicazione

Il punto più rilevante del decreto riguarda il rafforzamento del ruolo degli organi di controllo interni (collegi sindacali, collegi di revisione, anche in forma monocratica).

Questi soggetti sono tenuti a:

  • verificare che i contributi ricevuti siano stati effettivamente utilizzati per le finalità o i progetti per i quali erano stati concessi;
  • inviare al MEF – Ragioneria Generale dello Stato una relazione annuale sulle verifiche effettuate, entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello di erogazione del contributo.

Se l'organo di controllo non è già costituito, i beneficiari sono obbligati a istituirlo (anche in forma monocratica), previa approvazione delle necessarie modifiche statutarie e organizzative.

Sul fronte degli enti erogatori, questi dovranno comunicare entro il 28 febbraio di ogni anno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al MEF l'elenco dei soggetti ai quali sono stati assegnati contributi di entità significativa nel precedente esercizio finanziario.

Conseguenze del mancato adempimento

Il mancato invio della relazione annuale, così come la comunicazione di un utilizzo difforme rispetto agli obiettivi, viene valutato ai fini dell'ammissione ai contributi pubblici nelle annualità successive. Non si tratta quindi di una sanzione diretta, ma di un meccanismo reputazionale che può incidere concretamente sull'accesso ai finanziamenti futuri.

Cosa fare ora

Le modalità operative per la trasmissione telematica della relazione annuale saranno definite con un atto del MEF da emanare entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto. Nel frattempo, i soggetti interessati dovrebbero verificare se rientrano nel perimetro applicativo, accertarsi di avere un organo di controllo costituito e prepararsi alla prima scadenza rilevante — il 30 aprile 2026 — che, per l'annualità 2025, risulta già trascorsa al momento dell'entrata in vigore formale del decreto. Sarà opportuno attendere eventuali chiarimenti ministeriali sulla gestione del primo anno transitorio.

Sicilia: contributi fino all’80% per gli investimenti delle aziende agricole

La Regione Siciliana ha attivato l’intervento SRD01 – Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole, nell’ambito del Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023-2027.

La misura finanzia investimenti strutturali e produttivi finalizzati ad aumentare competitività, redditività e sostenibilità delle aziende agricole siciliane.

Soggetti interessati

Possono presentare domanda gli imprenditori agricoli, singoli o associati con l’esclusione dei soggetti che esercitano esclusivamente attività di selvicoltura o acquacoltura.

I beneficiari devono:

  • essere titolari di fascicolo aziendale validato;
  • essere iscritti a CCIAA e INPS;
  • essere in regola con gli obblighi contributivi;
  • qualificarsi come agricoltori in attività ai sensi del Reg. UE 2021/2115;
  • non essere imprese in difficoltà;
  • possedere una dimensione economica minima di 8.000 euro di Produzione Standard;
  • raggiungere il punteggio minimo previsto dai criteri di selezione;
  • non essere destinatari di provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale;
  • non aver riportato condanne rilevanti per reati contro la PA o in materia di fondi pubblici.

Interventi ammissibili

L’intervento sostiene investimenti materiali e immateriali finalizzati a:

  • ammodernare strutture e dotazioni aziendali;
  • incrementare la produttività e l’orientamento al mercato;
  • migliorare le performance ambientali e climatiche;
  • favorire innovazione tecnologica e digitalizzazione;
  • valorizzare le produzioni agricole aziendali, anche tramite trasformazione e commercializzazione.

Gli investimenti ammissibili ricomprendono:

  • acquisto di terreni (tra il 10% e il 30% delle spese ammissibili);
  • acquisto di fabbricati (fino ad un massimo del 50% delle spese ammissibili);
  • miglioramenti fondiari e di infrastrutture aziendali quali:
    • realizzazione di nuovi impianti di colture poliennali nonché la ristrutturazione e la riconversione colturale e varietale di colture poliennali;
    • sistemazioni idraulico-agrarie;
    • acquisto e posa in opera di materiale ed attrezzature necessari per prevenire i danni da fauna selvatica e i danni da avversità atmosferiche;
    • viabilità ed elettrificazione aziendale.
  • fabbricati e strutture produttive;
  • macchinari e attrezzature;
  • interventi di efficienza energetica;
  • gestione delle risorse idriche;
  • spese generali.

Agevolazione concedibile

La spesa ammissibile a progetto va da un minimo di 250.000 euro ad un massimo di 3.000.000 euro.

Il sostegno è concesso come contributo in conto capitale pari a:

  • 65% per la generalità delle aziende agricole;
  • 80% per i giovani agricoltori (18-41 anni non compiuti, insediati da non oltre 5 anni)

Ogni beneficiario può presentare una sola domanda di sostegno.

Come presentare domanda

La domanda di sostegno deve essere presentata secondo le modalità e i termini indicati nel bando, attraverso il sistema informativo agricolo (SIAN) a partire dal 9 marzo 2026 e fino all’8 giugno 2026.

Staff House: contributi per gli alloggi dei lavoratori del settore turistico

Con il decreto del 13 novembre 2025 il decreto del Ministro del Turismo del 18 settembre 2025, è stata attivata la misura Staff House, gestita da Invitalia per conto del Ministero del Turismo, che sostiene le spese di alloggio dei lavoratori impiegati nel settore turistico-ricettivo.

Beneficiari

Possono accedere le imprese di qualsiasi dimensione del settore turistico-ricettivo e attività di somministrazione di alimenti e bevande, che, alla data della domanda:

  • sono iscritte al registro delle imprese con i codici ATECO di cui al decreto;
  • hanno sede legale o operativa in Italia;
  • sono in regola con le disposizioni vigenti in materia del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente;
  • si trovano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo sottoposte a fallimento, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione controllata, nonché ad alcuna procedura concorsuale di cui al decreto legislativo n. 14/2019;
  • non sono destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
  • sono in regola con gli obblighi in materia previdenziale, fiscale, assicurativa;
  • sono in regola con la normativa antimafia di cui al decreto legislativo n. 159/2011 (Codice antimafia);
  • non si trovano nella incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;
  • sono in regola con gli obblighi assicurativi di cui all’articolo 1, commi 101-112 della legge 30 dicembre 2023, n. 213 e successive disposizioni attuative;
  • sono in regola con gli obblighi normativi vigenti in materia di agibilità degli edifici.

Spese ammissibili

I contributi riguardano le spese da sostenere da parte dell’impresa proponente, per un periodo di almeno 5 anni e fino ad un massimo di 10 anni, per la sistemazione alloggiativa dei lavoratori impiegati presso le unità locali indicate nella domanda di agevolazione.

Ai fini dell’ammissibilità, tali spese sono costituite dai costi da sostenere dalla stessa impresa per i canoni di locazione strettamente riferiti ai posti letto destinati ai lavoratori impiegati presso le unità locali cui gli alloggi sono asserviti.

L’immobile può essere sia di proprietà che in locazione e deve essere funzionalmente collegato all’unità produttiva dell’impresa, secondo criteri territoriali (es. stessa provincia o raggio di 40 km dalla struttura turistico-ricettiva) e destinato esclusivamente al personale dipendente.

Agevolazioni concesse

Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo di parte corrente per le spese sostenute, fino a un importo massimo di 3.000 euro all’anno per posto letto.

L’intensità dell’aiuto è:

  • fino al 50% dei costi ammissibili per le PMI;
  • fino al 15% per le grandi imprese.

Presentazione della domanda

Le domande potranno essere presentate attraverso il sito di Invitalia, a partire dal 21 novembre 2025 e fino al 19 dicembre 2025.

Energia autoprodotta da fonti rinnovabili: riapre il bando per le PMI

Con Decreto Direttoriale del 30 giugno 2025, il Ministero delle imprese e del made in Italy ha riaperto la possibilità di presentare istanze per l’accesso alle agevolazioni previste dal bando PNRR “Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”. Ripercorriamo i tratti distintivi dell’agevolazione.

Soggetti beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni le PMI operanti sull’intero territorio nazionale, con esclusione:

  • dei codici ATECO di cui all’allegato 1 del decreto direttoriale del 14 marzo 2025;
  • delle industrie ad alta intensità energetica;
  • delle industrie ad alta emissione di CO2.

Le imprese che operano nel settore della produzione, noleggio e vendita di veicoli possono accedere alle agevolazioni solo qualora i ricavi lordi connessi all’attività svolta nell’unità produttiva oggetto di intervento derivino per almeno il 50% da veicoli a zero emissioni.

Inoltre, a seguito del decreto del MIMIT del 18 giugno 2025, per accedere all’agevolazione le imprese dovranno essere in regola con l’obbligo di stipulare delle assicurazioni contro i danni da eventi catastrofali.

Investimenti ammissibili

Gli investimenti ammissibili all’agevolazione sono i seguenti:

  • installazione di impianti solari fotovoltaici, comprese le apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti medesimi e le spese per l’installazione e la messa in esercizio;
  • l’installazione di impianti mini-eolici, comprese le apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti medesimi e le spese per l’installazione e la messa in esercizio.

L’investimento agevolabile può riguardare solo una delle tecnologie summenzionate e deve essere accompagnato da una diagnosi energetica, redatta da un tecnico abilitato, che definisca il profilo di consumo energetico dell’unità produttiva oggetto del programma di investimento e preveda, tra gli interventi da porre in essere per la decarbonizzazione dei processi produttivi di beni e servizi, l’installazione di impianti solari fotovoltaici ovvero di impianti mini eolici, individuando la potenza dell’impianto da installare e dell’eventuale sistema di stoccaggio, nonché la capacità operativa aggiuntiva installata di energia rinnovabile, parametrati rispetto al fabbisogno energetico dell’unità produttiva.

I programmi di spesa:

  • devono prevedere un ammontare di spese ammissibili non inferiore a euro 30.000 e non superiore a euro 1.000.000;
  • devono riguardare immobilizzazioni nuove di fabbrica;
  • dovranno essere completati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione.

Agevolazioni concedibili

I programmi di investimento vengono agevolati attraverso la concessione di un contributo in conto impianti nella misura massima:

  • del 30% delle spese per l’installazione degli impianti, in caso di medie imprese;
  • del 40% delle spese per l’installazione degli impianti, in caso di piccole imprese;
  • del 30% delle spese per l’installazione della componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica dell’investimento, sia per le piccole che per le medie imprese.

Presentazione della domanda

Come già detto le domande potranno essere presentate dall’8 luglio 2025 al 30 settembre 2025 e verranno valutate sulla base di un punteggio che terrà conto:

  • del rapporto tra la potenza nominale degli impianti e il fabbisogno complessivo annuo di energia dell’unità produttiva oggetto di intervento;
  • dell’incidenza dei costi riferiti ai moduli solari fotovoltaici rispetto all’ammontare complessivo delle spese previste per il medesimo programma di investimento;
  • della sostenibilità economica dell’investimento;
  • del possesso di certificazioni ambientali.

Riduzione dei contributi per i nuovi artigiani e commercianti

Seppure per il solo 2025, la Legge di Bilancio ha introdotto un’agevolazione per i lavoratori che si iscrivono per la prima volta alla Gestione Inps artigiani o commercianti.

In particolar modo, previa presentazione di un’apposita comunicazione telematica all’Inps, la possibilità di avere una riduzione contributiva al 50% per 36 mesi, a prescindere dal regime fiscale adottato (l’agevolazione è quindi applicabile anche ai forfetari e ai collaboratori familiari). L’agevolazione è concessa nel rispetto del regolamento de minimis.

Detta agevolazione è alternativa rispetto alle altre misure agevolative che prevedono riduzioni dell’aliquota come, ad esempio, la riduzione del 35% prevista per i forfetari. Un forfetario che aprisse la partita Iva nel 2025, quindi, potrebbe optare per la riduzione al 50% per 36 mesi per poi fruire successivamente della riduzione al 35% dal quarto anno in poi.

In merito alle agevolazioni previste per i forfetari, si ricorda che la domanda per avvalersi del regime agevolato o per revocarlo vanno presentate ogni anno entro il 28.02.2025. La presentazione dopo tale data, fa decorrere gli effetti dall’anno successivo, salvo che non si tratti di domanda associata a nuove aperture di posizioni previdenziali.

In merito alle varie riduzioni contributive, è opportuno sempre precisare che il mancato versamento di parte dei contributi ha ovvi effetti ai fini pensionistici, comportando una riduzione della futura pensione, salvo che non si adottino misure correttive (es. versamenti volontari). L’adesione a dette misure va quindi valutata sulla base dei desiderata pensionistici del singolo iscritto.

Bando “Più Artigianato”: aumenta la quota a fondo perduto

Con un intervento della Giunta Regionale Siciliana, viene aumentata la quota di fondo perduto prevista dal Bando “Più Artigianato”, gestito da CRIAS.

La richiesta di accesso al bando può essere presentata da imprese artigiane attive, con sede operativa in Sicilia, che abbiano stipulato contratti di finanziamento con le Banche o contratti di leasing finanziario con società di leasing o finanziamenti concessi da intermediari finanziari iscritti nell’albo ex art. 106 TUB o finanziamenti concessi dagli Operatori del Microcredito iscritti nel registro della Banca d’Italia.

Gli aiuti concessi si sostanziano in:

  • contributi conto interessi
  • contributi in conto canoni sulle operazioni di locazione finanziaria
  • contributi in conto capitale

Gli aiuti vengono concessi su finanziamenti destinati a coprire beni inseriti nel ciclo produttivo dell’attività artigianale, i cui contratti di finanziamento/leasing finanziario abbiano un importo non inferiore a € 5.000,00.

Le spese ammissibili devono riguardare una di queste tipologie:

  • acquisto del terreno destinato alla costruzione e/o ampliamento di fabbricati (investimento agevolabile nella misura del 10% della spesa ammissibile, per l’operazione considerata);
  • acquisto, costruzione, ristrutturazione, ampliamento e ammodernamento di fabbricati ivi incluse le spese per lavori e impianti finalizzati alla tutela dell’ambiente e alla sicurezza dei luoghi di lavoro e le spese tecniche di progettazione;
  • acquisto di macchine, attrezzature ed impianti, incluse le spese per gli impianti e le attrezzature connesse al sistema informatico e comunicazionale;
  • acquisto di autoveicoli destinati esclusivamente all’attività artigianale dell’impresa;
  • acquisto di software, diritti di brevetto e licenze e realizzazione di siti web a sostegno dell’immagine e per la promozione dell’impresa artigiana, attività di studio e progettazione necessarie all’introduzione di innovazioni nel processo produttivo;
  • acquisto di scorte di materie prime e di prodotti finiti, per un importo non superiore a 200.000,00 euro.

Sono considerate ammissibili le spese sostenute non oltre dodici mesi precedenti alla data della presentazione della domanda.

Per le spese ammissibili, la CRIAS interviene nell’ambito del contratto di finanziamento/leasing finanziario con i seguenti contributi:

Contributo conto interessi

Per la quota di finanziamento ammessa al contributo in conto interessi, il contributo è determinato della misura percentuale pari al 60% del tasso di riferimento – indicato e aggiornato da apposito decreto del MIMIT – con incremento all’80% nel caso in cui il finanziamento sia garantito da Confidi.

Il contributo viene erogato per una durata massima, comprensiva di preammortamento:

  • di 12 anni (15 in caso di imprese di nuova costituzione) per i finanziamenti aventi destinazioni di acquisto, costruzione, ristrutturazione, ampliamento ed ammodernamento di locali;
  • di 6 anni (8 in caso di imprese di nuova costituzione) per i finanziamenti relativi alle altre destinazioni ad eccezione dell’acquisizione di scorte di materie prime e prodotti finiti;
  • di 5 anni (7 in caso di imprese di nuova costituzione) per i finanziamenti relativi all’acquisizione di scorte di materie prime e prodotti finiti.

Contributo in conto canoni sulle operazioni di leasing

Il contributo in conto canoni sulle operazioni di leasing finanziario è determinato sul valore del bene – al netto d’imposte, tasse, oneri accessori e spese – decurtato dell’eventuale anticipo versato e del prezzo convenuto per il trasferimento della proprietà al termine del contratto di leasing finanziario, mediante l’abbattimento di quota di interessi, nella misura percentuale del 60% del tasso di riferimento vigente alla data di stipula del contratto di leasing finanziario; la misura percentuale è pari all’80% del tasso di riferimento se l’operazione è garantita dai Confidi.

Il contributo viene erogato per una durata massima:

  • di 10 anni, se riguarda beni immobili;
  • di 5 anni, se riguarda beni mobili.

Contributo in contro capitale

La spesa sostenuta per la realizzazione dell’investimento, al netto d’imposte, e finanziata da una banca

e/o intermediario finanziario per almeno l’80% del relativo costo ammissibile, beneficia di un contributo in conto capitale che, a seguito della delibera della Giunta, viene attribuito nella misura del 35% del costo documentato in luogo del precedente 20%; nel caso in cui sia stata finanziata una percentuale inferiore all’80%, il 35% sarà calcolato sulla quota dell’investimento coperta dal finanziamento concesso a condizioni di mercato.

Tutte le domande andranno presentate per il tramite di banche, associazioni artigiane di categoria e/o Confidi.

Energia autoprodotta da fonti rinnovabili: incentivi per le PMI

Le piccole e medie imprese potranno presentare dal 4 aprile al 5 maggio 2025 le istanze per l’accesso alle agevolazioni previste dal bando PNRR “Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”. Vediamo i dettagli.

Soggetti beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni le PMI operanti sull’intero territorio nazionale, con esclusione:

  • dei codici ATECO di cui all’allegato 1 del decreto direttoriale del 14 marzo 2025;
  • delle industrie ad alta intensità energetica;
  • delle industrie ad alta emissione di CO2.

Le imprese che operano nel settore della produzione, noleggio e vendita di veicoli possono accedere alle agevolazioni solo qualora i ricavi lordi connessi all’attività svolta nell’unità produttiva oggetto di intervento derivino per almeno il 50% da veicoli a zero emissioni.

Investimenti ammissibili

Gli investimenti ammissibili all’agevolazione sono i seguenti:

  • installazione di impianti solari fotovoltaici, comprese le apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti medesimi e le spese per l’installazione e la messa in esercizio;
  • l’installazione di impianti mini-eolici, comprese le apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali all’operatività degli impianti medesimi e le spese per l’installazione e la messa in esercizio.

L’investimento agevolabile può riguardare solo una delle tecnologie summenzionate e deve essere accompagnato da una diagnosi energetica, redatta da un tecnico abilitato, che definisca il profilo di consumo energetico dell’unità produttiva oggetto del programma di investimento e preveda, tra gli interventi da porre in essere per la decarbonizzazione dei processi produttivi di beni e servizi, l’installazione di impianti solari fotovoltaici ovvero di impianti mini eolici, individuando la potenza dell’impianto da installare e dell’eventuale sistema di stoccaggio, nonché la capacità operativa aggiuntiva installata di energia rinnovabile, parametrati rispetto al fabbisogno energetico dell’unità produttiva.

I programmi di spesa:

  • devono prevedere un ammontare di spese ammissibili non inferiore a euro 30.000 e non superiore a euro 1.000.000;
  • devono riguardare immobilizzazioni nuove di fabbrica;
  • dovranno essere completati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione.

Agevolazioni concedibili

I programmi di investimento vengono agevolati attraverso la concessione di un contributo in conto impianti nella misura massima:

  • del 30% delle spese per l’installazione degli impianti, in caso di medie imprese;
  • del 40% delle spese per l’installazione degli impianti, in caso di piccole imprese;
  • del 30% delle spese per l’installazione della componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica dell’investimento, sia per le piccole che per le medie imprese.

Presentazione della domanda

Come già detto le domande potranno essere presentate dal 4 aprile 2025 al 5 maggio 2025 e verranno valutate sulla base di un punteggio che terrà conto:

  • del rapporto tra la potenza nominale degli impianti e il fabbisogno complessivo annuo di energia dell’unità produttiva oggetto di intervento;
  • dell’incidenza dei costi riferiti ai moduli solari fotovoltaici rispetto all’ammontare complessivo delle spese previste per il medesimo programma di investimento;
  • della sostenibilità economica dell’investimento;
  • del possesso di certificazioni ambientali.

Si riducono le sanzioni per mancato versamento di contributi previdenziali

In sede di conversione del Decreto Legge PNRR, è stata introdotta una norma che riduce le sanzioni civili in caso di omissione ed evasione contributiva.

Sino ad oggi, la normativa prevedeva le seguenti sanzioni:

  • in caso di omissione contributiva – cioè di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi il cui ammontare è rilevabile dalle denunce o registrazioni obbligatorie – una sanzione civile pari al tasso ufficiale di riferimento (TUR) aumentato di 5,5 punti percentuali e con un massimo del 40% dell’importo dei contributi o premi non corrisposti;
  • in caso di evasione contributiva – cioè di contributi dovuti a seguito di registrazioni o denunce obbligatori omesse – una sanzione civile pari al 30% con un massimo del 60% dell’importo dei contributi o premi non corrisposti;

Nel caso in cui si sia omesso il versamento dei contributi, infatti, e si provveda al pagamento del dovuto entro 120 giorni e in un’unica soluzione, l’unica maggiorazione applicabile sarà quella del tasso ufficiale di riferimento (TUR) pari al 4,25%, mentre non si applicherà più l’ulteriore maggiorazione di 5,5 punti. La sanzione passa quindi dal 9,75% al 4,5%.

Anche in caso di evasione contributiva vi è una riduzione delle sanzioni. In caso di autodenuncia da parte del contribuente – ovviamente prima di contestazione o richieste da parte degli enti impositori - e di pagamento del dovuto entro 30 giorni dalla stessa denuncia, la sanzione civile passa dal 30% in ragione d’anno, con un massimo del 60% dei contributi dovuti, al tasso ufficiale di riferimento (TUR) maggiorato di 5,5 punti percentuali. Ma la novità riguarda l’introduzione della previsione per cui il tasso ufficiale di riferimento è maggiorato di 7,5 punti, se il versamento in unica soluzione dei contributi o premi è effettuato entro novanta giorni dalla denuncia e il fatto che, in caso di pagamento in forma rateale, l'applicazione della sanzione agevolata è subordinata al versamento della prima rata.

Infine, qualora sia l’ente impositore – d’ufficio o a seguito di verifiche ispettive – a contestare il dovuto, se il pagamento avviene entro 30 giorni dalla notifica della contestazione, la sanzione civile viene ridotta del 50%.

Zes Unica: dal Decreto Coesione un nuovo esonero contributivo

È ormai finalmente operativo il bando destinato alle imprese del Sud Italia e che sostiene progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito della Strategia nazionale di specializzazione intelligente (SNSI). Vediamone le caratteristiche principali.

Soggetti beneficiari

Possono accedere al contributo:

  • tutte le imprese, di qualsiasi dimensione, purché abbiano almeno due bilanci approvati al momento della presentazione della domanda di agevolazioni ed esercitino attività industriali, agroindustriali, artigiane e di servizi all’industria;
  • le imprese agricole che operino come soggetti co-proponenti;
  • i Centri di ricerca.

I progetti possono essere presentati sia singolarmente che in forma congiunta. In quest’ultimo caso possono essere presenti un numero massimo di 5 imprese e l’importo progettuale a carico di ciascuna impresa deve essere di valore non inferiore a 3.000.000 euro.

I progetti, come detto, dovranno essere realizzati nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e dovranno prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 3.000.000 e non superiori a euro 20.000.000.

Progetti e spese ammissibili

I progetti ammissibili alle agevolazioni devono prevedere la realizzazione di attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali, nell’ambito delle aree tematiche e delle traiettorie di sviluppo definite dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente ovvero nell’ambito di altre aree tematiche e traiettorie di sviluppo non rientranti nella predetta Strategia, al fine di contribuire ad alimentare il processo di scoperta imprenditoriale e il conseguente adattamento evolutivo della stessa.

Le spese ammesse sono le seguenti:

  • il personale dell’impresa proponente, limitatamente a tecnici, ricercatori e altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività di ricerca e di sviluppo oggetto del progetto. Sono esclusi i costi del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali;
  • gli strumenti e le attrezzature, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo. Nel caso in cui il periodo di utilizzo per il progetto degli strumenti e delle attrezzature sia inferiore all’intera vita utile del bene, sono ammissibili unicamente le quote di ammortamento fiscali ordinarie relative al periodo di svolgimento del progetto;
  • i servizi di consulenza, di ricerca contrattuale e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how, tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato;
  • le spese generali relative al progetto;
  • i materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto.

Agevolazioni concedibili

I soggetti proponenti possono beneficiare di due diverse forme di agevolazione:

  • finanziamento agevolato, per una percentuale del 50% delle spese ammissibili, concesso con tasso pari al 20% del tasso di riferimento e con durata da 4 a 15 anni;
  • contributo alla spesa per una percentuale delle spese ammissibili pari a:
    • 30% per le piccole imprese;
    • 25% per le medie imprese;
    • 15% per le grandi imprese;
    • 10% di maggiorazione (in questo caso il finanziamento scende dal 50% al 40%) spettante in caso di progetto:
      • realizzato interamente nelle Regioni meno sviluppate;
      • realizzato nell’ambito di un progetto congiunto:
        • realizzato congiuntamente tra più imprese proponenti che siano tra loro indipendenti;
        • in cui ciascuna impresa non sostenga, da sola, più del 70% dei costi complessivi ammissibili e in cui sia presente almeno una PMI tra le imprese proponenti;
      • che preveda un’ampia diffusione dei risultati attraverso conferenze, pubblicazioni, banche dati di libero accesso o software open source o gratuito;
      • che preveda l’impegno dell’impresa beneficiaria a rendere disponibili alle parti interessate nello Spazio economico europeo, con frequenza costante, i risultati dell’attività di ricerca e sviluppo finanziata che siano protetti da diritti di proprietà intellettuale, attraverso licenze per l’utilizzo degli stessi, a prezzo di mercato e condizioni non esclusive e non discriminatorie

Termini di presentazione

Le domande potranno essere presentate a partire dal 10 settembre 2024.

Specializzazione intelligente: contributi per le imprese del Sud

È ormai finalmente operativo il bando destinato alle imprese del Sud Italia e che sostiene progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito della Strategia nazionale di specializzazione intelligente (SNSI). Vediamone le caratteristiche principali.

Soggetti beneficiari

Possono accedere al contributo:

  • tutte le imprese, di qualsiasi dimensione, purché abbiano almeno due bilanci approvati al momento della presentazione della domanda di agevolazioni ed esercitino attività industriali, agroindustriali, artigiane e di servizi all’industria;
  • le imprese agricole che operino come soggetti co-proponenti;
  • i Centri di ricerca.

I progetti possono essere presentati sia singolarmente che in forma congiunta. In quest’ultimo caso possono essere presenti un numero massimo di 5 imprese e l’importo progettuale a carico di ciascuna impresa deve essere di valore non inferiore a 3.000.000 euro.

I progetti, come detto, dovranno essere realizzati nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e dovranno prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 3.000.000 e non superiori a euro 20.000.000.

Progetti e spese ammissibili

I progetti ammissibili alle agevolazioni devono prevedere la realizzazione di attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali, nell’ambito delle aree tematiche e delle traiettorie di sviluppo definite dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente ovvero nell’ambito di altre aree tematiche e traiettorie di sviluppo non rientranti nella predetta Strategia, al fine di contribuire ad alimentare il processo di scoperta imprenditoriale e il conseguente adattamento evolutivo della stessa.

Le spese ammesse sono le seguenti:

  • il personale dell’impresa proponente, limitatamente a tecnici, ricercatori e altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività di ricerca e di sviluppo oggetto del progetto. Sono esclusi i costi del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali;
  • gli strumenti e le attrezzature, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo. Nel caso in cui il periodo di utilizzo per il progetto degli strumenti e delle attrezzature sia inferiore all’intera vita utile del bene, sono ammissibili unicamente le quote di ammortamento fiscali ordinarie relative al periodo di svolgimento del progetto;
  • i servizi di consulenza, di ricerca contrattuale e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how, tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato;
  • le spese generali relative al progetto;
  • i materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto.

Agevolazioni concedibili

I soggetti proponenti possono beneficiare di due diverse forme di agevolazione:

  • finanziamento agevolato, per una percentuale del 50% delle spese ammissibili, concesso con tasso pari al 20% del tasso di riferimento e con durata da 4 a 15 anni;
  • contributo alla spesa per una percentuale delle spese ammissibili pari a:
    • 30% per le piccole imprese;
    • 25% per le medie imprese;
    • 15% per le grandi imprese;
    • 10% di maggiorazione (in questo caso il finanziamento scende dal 50% al 40%) spettante in caso di progetto:
      • realizzato interamente nelle Regioni meno sviluppate;
      • realizzato nell’ambito di un progetto congiunto:
        • realizzato congiuntamente tra più imprese proponenti che siano tra loro indipendenti;
        • in cui ciascuna impresa non sostenga, da sola, più del 70% dei costi complessivi ammissibili e in cui sia presente almeno una PMI tra le imprese proponenti;
      • che preveda un’ampia diffusione dei risultati attraverso conferenze, pubblicazioni, banche dati di libero accesso o software open source o gratuito;
      • che preveda l’impegno dell’impresa beneficiaria a rendere disponibili alle parti interessate nello Spazio economico europeo, con frequenza costante, i risultati dell’attività di ricerca e sviluppo finanziata che siano protetti da diritti di proprietà intellettuale, attraverso licenze per l’utilizzo degli stessi, a prezzo di mercato e condizioni non esclusive e non discriminatorie

Termini di presentazione

Le domande potranno essere presentate a partire dal 10 settembre 2024.

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