Credito d’imposta ZES Unica: estensione fino al 2028

La Legge di Bilancio ha esteso al triennio 2026-2028 il credito d’imposta previsto per le imprese operanti nel territorio della ZES Unica. Rivediamo il contenuto dell’agevolazione.

Soggetti beneficiari

Il credito d’imposta spetta a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato, purché già operative o che si insedino nella ZES Unica, cioè in una delle seguenti regioni:

  • Umbria;
  • Marche;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Gli unici settori esclusi dall’agevolazione sono:

  • Industria siderurgica;
  • Industria carbonifera e della lignite;
  • Trasporti, esclusi i settori del magazzinaggio e del supporto ai trasporti, e delle relative infrastrutture;
  • Produzione, stoccaggio, trasmissione e distribuzione di energia e infrastrutture energetiche;
  • Banda larga;
  • Creditizio, finanziario e assicurativo.

L’agevolazione non si applica altresì alle imprese che si trovano in stato di liquidazione o di scioglimento e alle imprese in difficoltà.

Investimenti ammissibili

Gli investimenti agevolabili devono fare parte di un investimento iniziale, cioè, riguardare:

  • la creazione di un nuovo stabilimento;
  • l'ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente;
  • la diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente;
  • il cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente.

I beni agevolabili, che possono essere acquistati anche mediante contratti di locazione finanziaria, sono i seguenti:

  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • terreni;
  • immobili strumentali (per i quali vengono finanziate anche la realizzazione e l’ampliamento).

Una delle particolarità di questo credito d’imposta, rispetto al precedente Credito d’imposta per il Mezzogiorno, riguarda la possibilità di acquisto di immobili già esistenti e/o utilizzati, cosa che non era possibile in vigenza della precedente normativa. Il valore di terreni e fabbricati ammessi all’agevolazione non può però superare il 50% dell’intero investimento.

I progetti di investimento dovranno avere un importo minimo di 200.000 euro e massimo di 100 milioni di euro.

Misura del credito d’imposta

La misura del credito d’imposta varia a seconda dell’importo del progetto di investimento e della regione in cui lo stesso viene realizzato:

  • Sicilia – Calabria – Campania – Puglia – Sardegna (area transizione giusta - Sulcis):
    • piccole imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 60%
    • medie imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 50%
    • piccole e medie imprese, per progetti oltre 50 milioni di euro: 40%
    • grandi imprese: 40%
  • Basilicata – Molise - Sardegna:
    • piccole imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 50%
    • medie imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 40%
    • piccole e medie imprese, per progetti oltre 50 milioni di euro: 30%
    • grandi imprese: 30%
  • Puglia (area transizione giusta - Taranto):
    • piccole imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 70%
    • medie imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 60%
    • piccole e medie imprese, per progetti oltre 50 milioni di euro: 50%
    • grandi imprese: 50%
  • Abruzzo – Marche - Umbria (zone assistite):
    • piccole imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 35%
    • medie imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 25%
    • piccole e medie imprese, per progetti oltre 50 milioni di euro: 15%
    • grandi imprese: 15%

Va però chiarito sin da subito che detta percentuale è solo virtuale, in quanto la percentuale effettiva potrà essere inferiore se le domande presentate eccederanno il budget disponibile.

Bisogna anche considerare che, per il triennio 2026-2028, le risorse stanziate sono inferiori rispetto agli anni precedenti e precisamente sono pari a 2,3 miliardi di euro per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028.

Procedura di accesso

Per ogni annualità andranno presentate due istanze, una per prenotare il credito d’imposta e l’altra per confermare gli investimenti effettuati.

Per l’anno 2026, dal 31 marzo al maggio andrà presentata la comunicazione di prenotazione, con l’indicazione delle spese ammissibili che si prevedono di sostenere fino al 31.12.2026.

Successivamente, a partire dal 3.1.2027 e fino al 17.1.2027 andrà presentata una comunicazione integrativa attestante l’avvenuta realizzazione entro il termine del 31.12.2026 degli investimenti indicati nella comunicazione precedentemente presentata.

In funzione delle domande presentate e delle risorse disponibili, verrà successivamente comunicata la percentuale effettivamente spettante.

Il credito d’imposta potrà essere utilizzato in compensazione in F24 successivamente alla realizzazione dell’investimento e solo che dopo che verrà comunicata la percentuale spettante per ciascun investimento.

Il credito d’imposta è cumulabile con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle discipline europee di riferimento.

Sicilia: contributi fino all’80% per gli investimenti delle aziende agricole

La Regione Siciliana ha attivato l’intervento SRD01 – Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole, nell’ambito del Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023-2027.

La misura finanzia investimenti strutturali e produttivi finalizzati ad aumentare competitività, redditività e sostenibilità delle aziende agricole siciliane.

Soggetti interessati

Possono presentare domanda gli imprenditori agricoli, singoli o associati con l’esclusione dei soggetti che esercitano esclusivamente attività di selvicoltura o acquacoltura.

I beneficiari devono:

  • essere titolari di fascicolo aziendale validato;
  • essere iscritti a CCIAA e INPS;
  • essere in regola con gli obblighi contributivi;
  • qualificarsi come agricoltori in attività ai sensi del Reg. UE 2021/2115;
  • non essere imprese in difficoltà;
  • possedere una dimensione economica minima di 8.000 euro di Produzione Standard;
  • raggiungere il punteggio minimo previsto dai criteri di selezione;
  • non essere destinatari di provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale;
  • non aver riportato condanne rilevanti per reati contro la PA o in materia di fondi pubblici.

Interventi ammissibili

L’intervento sostiene investimenti materiali e immateriali finalizzati a:

  • ammodernare strutture e dotazioni aziendali;
  • incrementare la produttività e l’orientamento al mercato;
  • migliorare le performance ambientali e climatiche;
  • favorire innovazione tecnologica e digitalizzazione;
  • valorizzare le produzioni agricole aziendali, anche tramite trasformazione e commercializzazione.

Gli investimenti ammissibili ricomprendono:

  • acquisto di terreni (tra il 10% e il 30% delle spese ammissibili);
  • acquisto di fabbricati (fino ad un massimo del 50% delle spese ammissibili);
  • miglioramenti fondiari e di infrastrutture aziendali quali:
    • realizzazione di nuovi impianti di colture poliennali nonché la ristrutturazione e la riconversione colturale e varietale di colture poliennali;
    • sistemazioni idraulico-agrarie;
    • acquisto e posa in opera di materiale ed attrezzature necessari per prevenire i danni da fauna selvatica e i danni da avversità atmosferiche;
    • viabilità ed elettrificazione aziendale.
  • fabbricati e strutture produttive;
  • macchinari e attrezzature;
  • interventi di efficienza energetica;
  • gestione delle risorse idriche;
  • spese generali.

Agevolazione concedibile

La spesa ammissibile a progetto va da un minimo di 250.000 euro ad un massimo di 3.000.000 euro.

Il sostegno è concesso come contributo in conto capitale pari a:

  • 65% per la generalità delle aziende agricole;
  • 80% per i giovani agricoltori (18-41 anni non compiuti, insediati da non oltre 5 anni)

Ogni beneficiario può presentare una sola domanda di sostegno.

Come presentare domanda

La domanda di sostegno deve essere presentata secondo le modalità e i termini indicati nel bando, attraverso il sistema informativo agricolo (SIAN) a partire dal 9 marzo 2026 e fino all’8 giugno 2026.

Credito d’imposta 4.0 agricoltura 2026: bonus al 40% per investimenti tecnologici

La Legge di Bilancio 2026 introduce una nuova misura agevolativa per sostenere la modernizzazione delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura. Si tratta di un credito d’imposta 4.0 che mira a incentivare investimenti in beni strumentali tecnologici.

Soggetti interessati

Possono beneficiare del nuovo credito d’imposta:

  • imprese operanti nella produzione primaria di prodotti agricoli;
  • imprese attive nei settori pesca e acquacoltura.

La misura è pensata in particolare per le imprese escluse dal nuovo iperammortamento, ovvero per quelle che non possono accedere alla più ampia agevolazione prevista per Industria 4.0.

Cosa prevede la norma

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un credito d’imposta al 40% sul costo di acquisizione di beni strumentali nuovi 4.0 con un massimale di investimento agevolabile fino a 1 milione di euro per impresa.

La norma sostituisce, per il settore agricolo, l’accesso al nuovo iperammortamento (al quale le imprese agricole non possono partecipare per modalità di determinazione del reddito) con un credito d’imposta ad hoc.

L’obiettivo è sostenere la transizione digitale e tecnologica delle imprese agricole, favorendo l’adozione di tecnologie avanzate e sistemi interconnessi.

Requisiti

Per poter ottenere il beneficio è necessario:

  • effettuare investimenti in beni strumentali nuovi, materiali o immateriali, inclusi negli allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026 (equivalenti agli ex Allegati A e B del piano Transizione 4.0);
  • che tali beni siano interconnessi ai sistemi aziendali e destinati all’attività produttiva;
  • sostenere le spese nel periodo dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028;
  • rispettare eventuali ordini accettati e acconti versati (tipicamente almeno il 20% entro fine 2026 per ottenere la proroga al 30 giugno 2027).

È previsto un limite di spesa complessivo annuo pari a circa 2,1 milioni di euro per ciascun anno del periodo 2026-2028 e il credito spettante è utilizzabile in compensazione tramite modello F24 a partire dall’anno successivo a quello di sostenimento delle spese, senza i limiti annuali previsti per altri crediti fiscali.

Come presentare domanda

Al momento la normativa richiede un decreto attuativo per definire modalità e termini applicativi. In ogni caso:

  • va conservata la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili (es. fatture, documenti di trasporto, ecc.) con indicazione sugli stessi del riferimento normativo alla norma agevolativa;
  • deve essere predisposta una certificazione rilasciata da un revisore legale o da una società di revisione.

Bando ISI INAIL 2026: contributi a fondo perduto per sicurezza sul lavoro fino a 130.000 euro

Come ogni anno è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il c.d. Bando Isi-Inail, un bando che mette a disposizione contributi a fondo perduto volti alla realizzazione di progetti di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nonché, per le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, volti all’acquisto di nuovi macchinari e

attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, migliorare il rendimento e la sostenibilità globali e, in concomitanza, conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

Il bando è molto interessante sia per le alte percentuali di contributo a fondo perduto che per la possibilità di effettuare investimenti anche in beni strumentali purché il bene acquistato consenta di rispettare le finalità del bando.

Beneficiari

Il bando è rivolto:

  • alle imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio
  • agli enti del terzo settore, per l’intervento di cui all’Asse 1.1 limitatamente all’intervento di tipologia d) per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di persone

Progetti finanziabili

Il bando finanzia investimenti ricompresi in 5 assi di finanziamento:

  • Asse di finanziamento 1.1 – Progetti per la riduzione dei rischi tecnopatici
  • Asse di finanziamento 1.2 – Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
  • Asse di finanziamento 2 – Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici
  • Asse di finanziamento 3 – Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
  • Asse di finanziamento 4 – Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività
  • Asse di finanziamento 5 – Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli

Per gli assi di finanziamento 1.1, 2, 3 e 4, le imprese hanno la possibilità di affiancare, al progetto principale, un intervento aggiuntivo tra quelli previsti dagli allegati tecnici di ogni asse di finanziamento.

Contributi erogati

Il bando finanzia i progetti già menzionati attraverso contributi a fondo perduto secondo le seguenti intensità di aiuto:

  • per gli assi di finanziamento 1.1, 2, 3 e 4 nella misura del 65% dell’importo delle spese ritenute ammissibili
  • per l’asse di finanziamento 1.2 nella misura dell’80% delle spese ritenute ammissibili
  • per l’asse di finanziamento 5:
    • nella misura del 65% per la generalità delle imprese agricole
    • nella misura dell’80% per i giovani agricoltori.

L’importo del finanziamento è compreso tra un importo minimo di 5.000 euro e un importo massimo di 130.000 euro. Non vi è alcun limite di spesa, invece, per le imprese con meno di 50 dipendenti che presentino progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

L’intervento aggiuntivo può essere finanziato fino all’80% del suo valore, entro un limite massimo pari alla minore cifra tra l’importo massimo erogabile di 20.000,00 euro e l’importo corrispondente al residuo del massimale finanziabile calcolato sottraendo da 130.000,00 euro l’importo richiesto per il progetto principale.

Presentazione delle domande

Allo stato non è ancora disponibile il calendario per la presentazione delle domande che verrà via via aggiornato a partire dal 27 febbraio 2026. È però indispensabile muoversi sin d’ora per predisporre i progetti di investimento e farsi trovare pronti al momento dell’apertura del portale telematico dedicato all’inoltro della domanda.

Autoimpiego Centro-Nord: una nuova agevolazione per le imprese giovanili del Centro-Nord

Il DM 11.07.2025 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, oltre ad aver dato avvio alla nuova misura agevolativa Resto al Sud 2.0 di cui abbiamo parlato nei precedenti articoli, dà il via anche alla nuova agevolazione destinata alle imprese giovanili del Centro-Nord, simile a Resto al Sud 2.0 ma con alcune particolarità. Vediamone le caratteristiche principali.

Soggetti beneficiari

La misura è destinata ai soggetti in possesso dei seguenti requisiti:

  • età compresa tra 18 e 35 anni non ancora compiuti;
  • status lavorativo di disoccupato, inattivo o inoccupato o, in alternativa, essere in condizione di marginalità, di vulnerabilità sociale o di discriminazione;
  • sede operativa dell’impresa in una delle regioni ammesse: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto.

Sono invece esclusi dall’agevolazione:

  • i soggetti che, nei 6 mesi antecedenti alla presentazione della domanda, siano stati titolari o soci di un’impresa cessata la cui attività risulti identica a quella della nuova iniziativa proposta;
  • i soggetti che intendono avviare l’attività nei settori:
    • della produzione primaria dei prodotti agricoli, della pesca, dell’acquacoltura
    • della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli in alcune casistiche previste dal regolamento de minimis;
    • delle attività connesse all’esportazione.

L’agevolazione dà ampia scelta nella forma giuridica e si estende anche alle attività libero-professionali.

In caso di società è ammessa la presenza anche di soci non beneficiari a condizione che il controllo e l’amministrazione della società siano e rimangano, per almeno tre anni, nelle mani dei soci beneficiari dell’agevolazione.

Una volta ottenuta l’agevolazione, scatterà poi un vincolo triennale con i seguenti obblighi:

  • divieto di alienazione e distrazione dei beni;
  • obbligo di mantenimento dell’attività;
  • stabilità territoriale;
  • corretta gestione finanziaria.

Contributi erogabili

La misura prevede due tipologie di aiuti, tra loro alternativi, cioè:

  • Il voucher a fondo perduto;
  • Il contributo per programmi di investimento.

Il voucher a fondo perduto è la via più rapida che riconosce un contributo a fondo perduto nella misura del 100% dell’investimento, coprendo integralmente le spese ammissibili, con un importo massimo di 30.000 euro che sale a 40.000 euro in caso di investimenti 4.0 e green.

Il contributo per programmi di investimento riguarda iniziative più complesse, e prevede una soglia massima di 200.000 euro con contributo così modulato:

  • per programmi di investimento fino a 120.000 euro, si arriva al 65% delle spese ammissibili;
  • per programmi di investimento superiori a 120.000 euro si arriva al 60% delle spese ammissibili.

Nel caso di contributo per programmi di investimento, diversamente dalla misura Resto al Sud “classica”, la parte non coperta a fondo perduto è a totale carico del proponente.

Il contributo non è cumulabile con altre misure agevolative, con l’eccezione del Fondo di Garanzia per le PMI e della NASpI percepita in un’unica soluzione.

Spese ammissibili

Le spese ammissibili devono essere riconducibili in una delle seguenti categorie:

  • macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici e servizi ICT incluso lo sviluppo di software, app, piattaforme digitali e l’acquisto di licenze;
  • immobilizzazioni immateriali, quali brevetti, marchi e la creazione di brand;
  • opere edili: solo nei limiti del 50% del totale. Questo tipo di spesa è però totalmente esclusa se si sceglie la via del voucher;
  • consulenze: consulenze tecnico-specialistiche fornite da enti del terzo settore, nel limite del 30% del totale.

Presentazione delle domande

Le domande andranno presentate attraverso il portale Invitalia, dal momento dell’apertura dello sportello che, verosimilmente, si avvierà nell’autunno 2025.

Credito d’imposta ZES: estensione al 2025

La Legge di Bilancio ha esteso al 2025 il credito d’imposta previsto per le imprese operanti nel territorio della ZES Unica. Rivediamo il contenuto dell’agevolazione.

Soggetti beneficiari

Il credito d’imposta spetta a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato, purché già operative o che si insedino nella ZES Unica, cioè in una delle seguenti regioni:

  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;

Gli unici settori esclusi dall’agevolazione sono:

  • Industria siderurgica;
  • Industria carbonifera e della lignite;
  • Trasporti, esclusi i settori del magazzinaggio e del supporto ai trasporti, e delle relative infrastrutture;
  • Produzione, stoccaggio, trasmissione e distribuzione di energia e infrastrutture energetiche;
  • Banda larga;
  • Creditizio, finanziario e assicurativo.

L’agevolazione non si applica altresì alle imprese che si trovano in stato di liquidazione o di scioglimento e alle imprese in difficoltà.

Investimenti ammissibili

Gli investimenti agevolabili devono fare parte di un investimento iniziale, cioè, riguardare:

  • la creazione di un nuovo stabilimento;
  • l'ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente;
  • la diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente;
  • il cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente.

I beni agevolabili, che possono essere acquistati anche mediante contratti di locazione finanziaria, sono i seguenti:

  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • terreni;
  • immobili strumentali (per i quali vengono finanziate anche la realizzazione e l’ampliamento).

Una delle particolarità di questo credito d’imposta, rispetto al precedente Credito d’imposta per il Mezzogiorno, riguarda la possibilità di acquisto di immobili già esistenti e/o utilizzati, cosa che non era possibile in vigenza della precedente normativa. Il valore di terreni e fabbricati ammessi all’agevolazione non può però superare il 50% dell’intero investimento.

I progetti di investimento dovranno avere un importo minimo di 200.000 euro e massimo di 100 milioni di euro.

Misura del credito d’imposta

La misura del credito d’imposta varia a seconda dell’importo del progetto di investimento e della regione in cui lo stesso viene realizzato:

  • Sicilia – Calabria – Campania – Puglia – Sardegna (area transizione giusta):
    • piccole imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 60%
    • medie imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 50%
    • piccole e medie imprese, per progetti oltre 50 milioni di euro: 40%
    • grandi imprese: 40%
  • Basilicata – Molise - Sardegna:
    • piccole imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 50%
    • medie imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 40%
    • piccole e medie imprese, per progetti oltre 50 milioni di euro: 30%
    • grandi imprese: 30%
  • Puglia (area transizione giusta):
    • piccole imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 70%
    • medie imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 60%
    • piccole e medie imprese, per progetti oltre 50 milioni di euro: 50%
    • grandi imprese: 50%
  • Abruzzo (zone assistite):
    • piccole imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 35%
    • medie imprese, per progetti fino a 50 milioni di euro: 25%
    • piccole e medie imprese, per progetti oltre 50 milioni di euro: 15%
    • grandi imprese: 15%

Va però chiarito sin da subito che detta percentuale è solo virtuale, in quanto la percentuale effettiva potrà essere inferiore se le domande presentate eccederanno il budget disponibile.

Procedura di accesso

Dal 31 marzo al maggio andrà presentata una comunicazione per prenotare il credito d’imposta, con l’indicazione delle spese ammissibili sostenute dal 16.11.2024 e quelle che si prevedono di sostenere fino al 15.11.2025.

Successivamente, a partire dal 18.11.205 e fino al 2.12.2025 andrà presentata una comunicazione integrativa attestante l’avvenuta realizzazione entro il termine del 15.11.2025 degli investimenti indicati nella comunicazione precedentemente presentata.

In funzione delle domande presentate e delle risorse disponibili, verrà successivamente comunicata la percentuale effettivamente spettante.

Il credito d’imposta potrà essere utilizzato in compensazione in F24 successivamente alla realizzazione dell’investimento e solo che dopo che verrà comunicata la percentuale spettante per ciascun investimento.

Il credito d’imposta è cumulabile con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle discipline europee di riferimento.

Investimenti sostenibili 4.0: bando per le PMI del SUD

È stato firmato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy il nuovo bando “Investimenti sostenibili 4.0” riservato alle PMI del Sud che realizzano programmi di investimento a contenuto tecnologico, coerenti con il piano Transizione 4.0. Il bando sarà seguito da un avviso che definirà il termine di apertura dello sportello e le modalità di presentazione della domanda di agevolazione.

Soggetti beneficiari

Possono accedere al bando le micro, piccole e medie imprese che abbiano una sede operativa nelle seguenti regioni:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sicilia
  • Sardegna

Le imprese devono essere già costituite ed iscritte nel Registro Imprese come attive.

Inoltre, al momento di presentazione della domanda, devono:

  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali aventi finalità liquidatorie;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno 2 bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese oppure aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno 2 dichiarazioni dei redditi;
  • essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell'ambiente ed essere in regola in relazione agli obblighi contributivi;
  • aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero delle Imprese e del made in Italy;
  • non aver effettuato, nei 2 anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l'unità produttiva oggetto dell'investimento e impegnarsi a non farlo anche fino ai 2 anni successivi al completamento dell'investimento stesso.

Inoltre I programmi di investimento dovranno essere finalizzati allo svolgimento delle seguenti attività economiche:

  • attività manifatturiere di cui alla sezione C della classificazione ATECO (con esclusione del settore siderurgico, del carbone, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, nonché della produzione della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche);
  • servizi alle imprese di cui ai seguenti codici ATECO:
    • 00.0 (limitatamente al trattamento delle acque reflue di origine industriale tramite processi fisici, chimici e biologici come diluizione, screening, filtraggio, sedimentazione, ecc.)
    • 1 (limitatamente a quelli di origine industriale e commerciale)
    • 3 (limitatamente a quelli di origine industriale e commerciale)
    • 52
    • 29
    • 2
    • 61
    • 62
    • 1
    • 70
    • 71
    • 72
    • 73
    • 20
    • 92
    • 1
    • 01.1

Interventi ammissibili

Come già detto, gli investimenti devono avere le caratteristiche dell’innovazione, della sostenibilità e dell’elevato contenuto tecnologico compatibile con il piano Transizione 4.0. I programmi di spesa dovranno prevedere l’utilizzo di una delle seguenti tecnologie abilitanti (che deve risutare preponderante rispetto ai costi ammissibili del programma):

  • Advanced manufacturing solution;
  • Additive manufacturing;
  • Realtà aumentata;
  • Simulation;
  • Integrazione orizzontale e verticale;
  • Internet of things e Industrial internet;
  • Cloud;
  • Cybersecurity;
  • Big data e Analytics;
  • Intelligenza artificiale;

Spese ammissibili

I programmi di spesa devono prevedere spese ammissibili non inferiori complessivamente a 750.000 euro e non superiori a 5 milioni di euro e, comunque, al 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato, ovvero, nel caso di imprese individuali e società di persone, dell’ultima dichiarazione dei redditi.

Le spese ammissibili sono le seguenti:

  1. macchinari, impianti e attrezzature;
  2. opere murarie, nei limiti del 40% delle spese ammissibili;
  3. programmi informatici e licenze correlati all'utilizzo dei beni materiali riferibili a macchinari, impianti e attrezzature;
  4. acquisizione di certificazioni di sistemi di gestione ambientali o di efficienza energetica;
  5. spese per servizi avanzati di consulenza specialistica relativi all’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti ammissibili, nei limiti del 5% dell’importo delle spese di cui alle lettere a) e b);
  6. per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa: spese per servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica relativa all’unità produttiva oggetto delle misure di efficientamento energetico, nel limite del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili e a condizione che l’effettuazione della diagnosi non costituisca un adempimento obbligatorio per l’impresa.

Agevolazioni concedibili

Le agevolazioni, che arrivano ad una copertura massima delle spese ammissibili pari al 75% (salvo che per le spese di consulenza che vengono coperte solo al 50%), vengono erogate secondo le seguenti modalità:

  • finanziamento a tasso zero, per il 40% dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili. La durata massima del piano di rimborso è di 7 anni con pagamento di due rate semestrali posticipate, scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno;
  • contributo in conto impianti, per il 35% dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili.

Legge annuale per la concorrenza: novità per start-up innovative

Il nuovo anno si apre con molte novità per le start-up innovative a seguito dell’approvazione della legge annuale per il mercato e la concorrenza, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17 dicembre 2024.

In primo luogo la legge interviene sui requisiti affinché un’impresa sia considerata start-up innovativa, introducendone due nuovi e, nello specifico:

  • la necessità di essere una microimpresa o una pmi;
  • il divieto di svolgere attività prevalente di agenzia e di consulenza.

Questi requisiti si aggiungono a quelli già esistenti che si riportano di seguito:

  • essere un’impresa nuova o costituita da non più di 5 anni;
  • avere la residenza in Italia, o in un altro Paese dello Spazio Economico Europeo ma con sede produttiva o filiale in Italia;
  • avere un valore della produzione annua inferiore a 5 milioni di euro;
  • non distribuire o avere distribuito utili;
  • avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio innovativo ad alto valore tecnologico;
  • non esser il risultato di fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda.;
  • possedere almeno uno dei seguenti requisiti soggettivi:
    • spese di ricerca e sviluppo maggiori o uguali al 15% del maggior valore tra costo e valore totale della produzione;
    • impiegare personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale);
    • essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato.

Un’altra modifica della legge riguarda la possibilità di permanenza nella sezione speciale del Registro Imprese come start up innovativa. In passato, rispettando i requisiti di cui sopra, la permanenza era assicurata per cinque anni. Adesso, dopo il primo triennio, la permanenza nella sezione speciale si avrà rispettando alternativamente almeno uno dei seguenti requisiti:

  • incremento al 25% della percentuale di spese di ricerca e sviluppo;
  • stipula di almeno un contratto di sperimentazione con una P.A.;
  • registrazione di un incremento dei ricavi di cui alla voce A1 del conto economico o dell’occupazione, superiore al 50% dal secondo al terzo anno;
  • costituzione di una riserva patrimoniale superiore a 50.000 euro, attraverso l'ottenimento di un finanziamento convertendo o un aumento di capitale a sovrapprezzo che porti ad una partecipazione non superiore a quella di minoranza da parte di un investitore terzo professionale, di un incubatore o di un acceleratore certificato, di un investitore vigilato, di un business angel ovvero attraverso un equity crowdfunding svolto tramite piattaforma autorizzata, e incremento al 20 per cento della percentuale delle spese di ricerca e sviluppo, come definite dal comma 2, lettera h), numero 1);
  • ottenimento di almeno un brevetto.

Altra novità è la possibilità di estendere la permanenza nella sezione speciale per periodi di ulteriori due anni e con un massimo di quattro anni complessivi, ove intervenga almeno uno dei seguenti requisiti:

  • aumento di capitale a sovrapprezzo da parte di un organismo di investimento collettivo del risparmio, di importo superiore a 1 milione di euro, per ciascun periodo di estensione;
  • incremento dei ricavi derivanti dalla gestione caratteristica dell'impresa o comunque individuati alla voce A1) del conto economico, di cui all'articolo 2425 del codice civile, superiore al 100 per cento annuo.

Ma l’intervento della legge non si limita a inserire nuovi requisiti per l’accesso allo status di start-up innovativa, ma intervien anche sulle forme di incentivazione degli investimenti nelle suddette start-up.

In particolare per quanto riguarda le detrazioni fiscali in regime de minimis:

  • viene previsto che la detrazione compete a condizione che l’investimento non produca una partecipazione qualificata superiore al 25% del capitale sociale o dei diritti di governance;
  • il diritto alla detrazione non sussiste se il contribuente è anche fornitore di servizi alla start up, direttamente, ovvero anche attraverso una società controllata o collegata, per un fatturato superiore al 25% dell’investimento portato a beneficio;
  • la percentuale di detrazione viene incrementata al 65%, rispetto alla precedente misura individuata nel 50%;
  • l’investimento massimo detraibile non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di 100.000 euro e deve essere mantenuto per almeno 3 anni; l’eventuale cessione, anche parziale, dell’investimento, prima del decorso di tale termine, comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo per il contribuente di restituire l’importo detratto, unitamente agli interessi legali, salvi i casi indipendenti dalla volontà del contribuente;
  • la detrazione matura, in caso di investimenti in convertendo, a decorrere dalla data della disposizione di bonifico alla start up della somma investita con causale “versamento in conto aumento di capitale”, a condizione che la somma sia iscritta a riserva patrimoniale.

La legge prevede anche incentivi per gli incubatori e agli acceleratori certificati, stabilendo che, con decorrenza dal periodo d’imposta 2025, è concesso un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari all’8% della somma investita nel capitale sociale di una o più start up innovative direttamente, ovvero per il tramite di Oicr o di altre società che investano prevalentemente in start up innovative, nel limite di spesa di 1.800.000 euro. L’investimento non può eccedere,  in ciascun periodo d’imposta, l’importo di 500.000 euro e deve essere mantenuto per almeno 3 anni. L’eventuale cessione, anche parziale, dell’investimento prima dei 3 anni comporta la decadenza dal beneficio e il recupero dello stesso, maggiorato degli interessi legali.

IRFIS: nuovi investimenti green per le imprese operanti in Sicilia.

IRFIS mette a disposizione delle imprese operanti in Sicilia un nuovo prodotto volto a finanziare i programmi di investimento sostenibili, che producano benefici chiari all’ambiente, che possano essere valutati e, ove possibile, quantificati e misurati.

Il finanziamento, della durata massima di 15 anni ivi compreso un periodo massimo di 4 anni di preammortamento, deve avere un importo minimo di 500.000 Euro (importo ridotto a 250.000 Euro per le PMI agricole colpite dal grave turbamento dell'economia causato dall'aggressione russa all'Ucraina e che intendono effettuare investimenti destinati alla realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile) e massimo di 2.000.000 Euro, calcolati sulla base del rating dell’impresa richiedente, e non potrà superare l’80%  dell’investimento.

Il rimborso del finanziamento avverrà con rate mensili o trimestrali e il tasso di interesse applicabile sarà calcolato sulla base di quello di riferimento, maggiorato di uno spread – correlato al rating e alla durata dell’operazione - che sarà oggetto di una riduzione di 20 punti base. Ammontano all’1,5% le spese di istruttoria.

La valutazione della domanda di finanziamento, oltre che sulla base del merito creditizio, si fonderà sulla validità e sostenibilità del programma di investimento anche riguardo agli obiettivi ESG (Enviornmental, Social, Governance).

ISMEA: fino al 30 settembre l’incentivo “Più Impresa”

È attivo su ISMEA il portale per la presentazione delle domande per l’incentivo “Più Impresa”, destinato all’imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura.

Beneficiari

L’agevolazione riguarda le PMI agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti ovvero donne, con i seguenti requisiti:

  • subentro: imprese agricole costituite da non più di 6 mesi con sede operativa sul territorio nazionale, con azienda cedente attiva da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sana; la maggioranza numerica dei soci e delle quote di partecipazione in capo ai giovani, ove non presente al momento della presentazione della domanda, deve sussistere alla data di ammissione alle agevolazioni;
  • ampliamento: imprese agricole attive da almeno due anni, con sede operativa sul territorio nazionale, economicamente e finanziariamente sane.

Investimenti ammissibili

I piani di investimento devono essere volti a:

  • migliorare il rendimento e la sostenibilità globale dell'azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o miglioramento e riconversione della produzione;
  • migliorare l'ambiente naturale, le condizioni di igiene o il benessere degli animali, purché non si tratti di investimento realizzato per conformarsi alle norme dell'Unione europea;
  • realizzare e migliorare le infrastrutture connesse allo sviluppo, all'adeguamento ed alla modernizzazione dell'agricoltura.

In particolare sono ammissibili:

  • spese per lo studio di fattibilità (massimo 2% dell’investimento);
  • opere agronomiche e di miglioramento fondiario (massimo 50% dell’investimento);
  • opere edilizie per la costruzione ed il miglioramento di beni immobili;
  • oneri per il rilascio della concessione edilizia;
  • acquisto di terreni (massimo 10% dei costi totali per progetti agricoli);
  • acquisto di macchinari ed attrezzature nuovi di fabbrica compresi impianti ed allacciamenti;
  • beni pluriennali (programmi informatici, brevetti, licenze, diritti d’autore, marchi, acquisto di piante pluriennali);
  • servizi di progettazione;
  • per il settore della produzione agricola primaria sono inoltre ammissibili:
    • investimenti non produttivi legati a obiettivi ambientali e climatici;
    • investimenti in irrigazione, se rispettano le condizioni di risparmio idrico;
    • investimenti in energie rinnovabili per soddisfare il fabbisogno aziendale.

Entità del contributo

L’intervento prevede:

  • l’ammissibilità di piani di investimento fino a un massimo di 500.000 Euro;
  • mutuo agevolato, a tasso zero, per un importo non superiore al 60% delle spese ammissibili, di durata fino a 15 anni;
  • contributo a fondo perduto, per un importo non superiore al 35% delle spese ammissibili.

Gli aiuti agli investimenti nelle aziende agricole, sia per la produzione primaria che per la trasformazione o commercializzazione di prodotti agricoli, non devono superare il 65% dei costi ammissibili, con alcune eccezioni:

  • L’intensità di aiuto può arrivare fino all’80% per:
    • Investimenti legati a obiettivi ambientali e climatici.
    • Investimenti per migliorare il benessere degli animali.
    • Investimenti realizzati da giovani agricoltori.
  • Per gli investimenti in irrigazione, l’intensità di aiuto è:
    • Fino all’80% se l’investimento migliora un impianto esistente e offre un risparmio idrico.
    • Fino al 65% per altri tipi di investimenti in irrigazione.

Gli aiuti per la produzione agricola primaria non possono superare 600.000 euro per impresa e per progetto.

Presentazione della domanda

La presentazione delle domande si articola in due fasi:

  • fino al 30 settembre 2024 è possibile presentare le domande di ammissione in preconvalida;
  • dal 5 settembre 2024 al 30 settembre 2024 è possibile presentare la convalida delle domande di ammissione preconvalidate.

La data e l'ora di convalida della domanda costituiscono data ed ora di presentazione della stessa. In nessun caso, la data e l'ora della preconvalida costituiscono elemento di priorità nella istruttoria delle domande che si svolgerà esclusivamente secondo l'ordine cronologico di convalida delle stesse.

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