Con il secondo “Decreto carburanti”, il Governo ha esteso alle imprese agricole il credito d'imposta sui carburanti, inizialmente riconosciuto solo a pesca e autotrasporto. Un intervento atteso dal settore, limitato però alle spese sostenute nel solo mese di marzo 2026.
Soggetti interessati
La misura riguarda le imprese agricole in senso generale, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato. Rientrano nel perimetro anche le imprese agromeccaniche che operano in conto terzi nel settore primario.
Cosa prevede la norma
L'art. 8-ter del decreto riconosce un contributo straordinario sotto forma di credito d'imposta, fino al 20% della spesa sostenuta per l'acquisto di gasolio e benzina destinati ad alimentare i mezzi utilizzati per l'esercizio delle attività agricole.
Il credito è calcolato al netto dell'IVA e si riferisce esclusivamente agli acquisti effettuati nel mese di marzo 2026, documentati tramite le relative fatture d'acquisto.
La dotazione complessiva è di 30 milioni di euro per l'anno 2026.
Il credito potrà essere utilizzato in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026.
Modalità operative: in attesa del decreto MASAF
Le modalità operative di accesso al credito — criteri di ammissibilità, documentazione richiesta, procedure di richiesta, controlli e condizioni di revoca — dovranno essere definite con un decreto del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) entro il 4 maggio 2026.
Lo stesso decreto stabilirà anche il valore effettivo del credito spettante a ciascun beneficiario, che potrà essere inferiore al 20% nel caso in cui le richieste totali superino il plafond disponibile.
È quindi necessario attendere il decreto attuativo per conoscere le istruzioni operative definitive.

