La società semplice, pur essendo la forma societaria più elementare prevista dal codice civile, può rivelarsi uno strumento molto utile per la gestione e la trasmissione del patrimonio familiare, soprattutto quando utilizzata come holding di famiglia. Ma, accanto a vantaggi significativi, presenta anche alcuni limiti che occorre valutare con attenzione.

I vantaggi

Il primo vantaggio è rappresentato dall’assenza di particolari formalità per la costituzione, salvo quelle salvo quelle legate alla natura dei beni conferiti) e dalla non obbligatorietà della tenuta della contabilità.

Inoltre la società semplice è esclusa dalla disciplina delle società di comodo, che proprio nelle gestioni immobiliari può portare a carichi fiscali maggiorati, ed inoltre presenta una compilazione della dichiarazione dei redditi agevolata.

Se la società semplice detiene immobili, vi è poi l’applicabilità delle norme che prevedono l’esclusione della tassazione delle plusvalenze, in caso di cessione, se si dimostra il possesso almeno quinquennale del bene, cosa che invece non avviene per gli immobili detenuti da altre tipologie di società.

La società ha poi degli importanti vantaggi a livello di regole del gioco, posto che i soci hanno ampia libertà di regolare i rapporti interni, il ruolo dell’amministratore e le modalità attraverso cui vengono trasferite le quote, anche nell’ottica di tutela in caso di passaggio generazionale. Tra l’altro è possibile eliminare la libera circolazione delle quote, rendendo le quote stesse di fatto impignorabili e insequestrabili, e questo anche in ottica di protezione patrimoniale.

Infine il trasferimento delle quote sociali della società semplice può beneficiare dell’esenzione dell’imposta sulle donazioni ai sensi dell’art. 3, c. 4-ter, D.Lgs. 346/1990.

Gli svantaggi

Il primo svantaggio, comune a tutte le società di persone, è che, salvo diversa pattuizione (che deve essere portata a conoscenza dei terzi), ciascun socio risponde illimitatamente per le obbligazioni sociali. Inoltre i creditori particolari possono chiedere la liquidazione della quota del socio debitore, salvo che l non sia stata limitata la libera circolazione delle quote.

Altro svantaggio è rappresentato dall’impossibilità, per la società semplice, di svolgere attività commerciale, in quanto è ammessa solo un’attività economica non organizzata sotto forma d’impresa.

In caso di conferimento di partecipazioni non si possono applicare i regimi di neutralità fiscale previsti, ad esempio, per le s.r.l., con conseguente tassazione al 26% delle plusvalenze realizzate.

Conclusioni

La società semplice può rappresentare una scelta efficace per la gestione e la trasmissione del patrimonio familiare, specialmente adatta a contesti familiari con obiettivi di conservazione e pianificazione patrimoniale di lungo periodo, meno adatto invece per operazioni complesse o a forte contenuto imprenditoriale.