Scoperta imprenditoriale II: nuovo sportello del Fondo crescita sostenibile per ricerca e sviluppo

Con il decreto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy del 19 maggio 2026, il MIMIT ha aperto un nuovo sportello agevolativo a valere sul Fondo per la crescita sostenibile, gestito da Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale come Soggetto gestore. La misura, denominata "Scoperta imprenditoriale II", ripropone le modalità operative del precedente decreto 13 luglio 2023, con una dotazione complessiva di 505,8 milioni di euro destinata a progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle regioni meno sviluppate.

Soggetti interessati

Possono presentare domanda le imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie e grandi) che esercitano attività industriali, artigiane o agro-industriali, oltre ai Centri di ricerca.

È richiesto il possesso di almeno due bilanci approvati (o due dichiarazioni dei redditi per imprese individuali e società di persone) e la contabilità ordinaria.

Possono partecipare come co-proponenti in progetti congiunti le imprese agricole, gli Organismi di ricerca (università, enti pubblici di ricerca) e le imprese che svolgono attività ausiliarie a favore dei proponenti principali.

I progetti devono essere realizzati in unità locali ubicate nelle regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Interventi ammissibili

Sono finanziabili progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale orientati allo sviluppo di sei tecnologie abilitanti fondamentali (KETs):

  • materiali avanzati e nanotecnologia
  • fotonica e micro/nano elettronica
  • sistemi avanzati di produzione
  • tecnologie delle scienze della vita
  • intelligenza artificiale
  • connessione e sicurezza digitale.

I progetti devono essere realizzati in forma collaborativa, secondo due possibili modalità:

  • in forma congiunta tra un massimo di tre soggetti proponenti (con almeno una PMI tra loro e ciascuno che sostenga almeno il 10% dei costi, tramite contratto di rete, consorzio o accordo di partenariato)
  • oppure da una PMI o piccola impresa a media capitalizzazione come proponente singolo, con il coinvolgimento di soggetti esterni indipendenti (servizi di ricerca, consulenza o ricerca contrattuale) per almeno il 10% dei costi complessivi.

Le spese ammissibili devono essere comprese tra 1 e 5 milioni di euro, e comunque non superiori al 60% del fatturato medio degli ultimi due esercizi del singolo proponente.

Il progetto deve avere una durata tra 18 e 36 mesi (prorogabile fino a 6 mesi) e deve avviarsi dopo la presentazione della domanda ed entro 3 mesi dal decreto di concessione.

Agevolazione concedibile

L'agevolazione si compone di due forme cumulabili:

  • un finanziamento agevolato pari al 40% dei costi ammissibili, a tasso pari al 20% del tasso di riferimento UE
  • un contributo diretto alla spesa che varia in base alla dimensione d'impresa, dal 40% per le piccole imprese fino al 30% per le grandi. Per gli Organismi di ricerca il contributo diretto sale al 60% sulle attività di ricerca industriale e resta al 40% su quelle di sviluppo sperimentale.

Il 60% delle risorse è riservato a progetti presentati da PMI e reti di imprese, con una sottoriserva del 25% per micro e piccole imprese. Il possesso del rating di legalità o della certificazione della parità di genere attribuisce un punteggio premiale in fase di valutazione.

Come presentare domanda

Le modalità e i termini di apertura dello sportello saranno definiti con un successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese, che stabilirà anche i punteggi, le soglie minime di ammissibilità e la documentazione richiesta, tra cui la scheda tecnica sul proponente, il piano di sviluppo del progetto e, per i progetti congiunti, il contratto di collaborazione.

La valutazione avviene con procedura valutativa: le domande sono istruite da Mediocredito Centrale in base a una graduatoria formata sui punteggi relativi alla solidità economico-finanziaria del proponente, senza che l'ordine cronologico di presentazione incida sull'esito.

L'erogazione avviene in un massimo di cinque stati di avanzamento più il saldo finale.

Green Tour – Fondo per le imprese del turismo

Il Ministero del Turismo ha pubblicato il decreto direttoriale del 18 giugno 2026 che apre lo sportello per la misura Green Tour, un fondo da 109 milioni di euro destinato alle imprese turistiche che intendono investire in efficienza energetica, energie rinnovabili e digitalizzazione. Le domande si presentano sulla piattaforma di Invitalia a partire dal 15 luglio 2026.

Soggetti interessati

Possono accedere al fondo le imprese turistiche di qualunque dimensione — micro, piccole, medie e grandi — operative in Italia con i codici ATECO del settore (ricettivo, ristorazione, agenzie viaggio, parchi, terme, ecc., secondo la classificazione ATECO 2025 allegata al DM). Sono ammesse anche le imprese attive da almeno tre anni che, pur non avendo un codice ATECO turistico come principale, dimostrino dalle scritture contabili di ricavare più del 50% del fatturato da attività turistiche.

Rientrano tra i possibili beneficiari anche i proprietari delle strutture, purché costituiti in forma d'impresa e in presenza del consenso del gestore con vincolo di continuità per tutta la durata dell'investimento. Imprese estere con sede o stabile organizzazione in Italia possono partecipare a condizione di avere codice fiscale e partita IVA italiani.

È ammessa la partecipazione congiunta attraverso contratti di rete (massimo cinque imprese, rete iscritte alla CCIAA da almeno tre anni, costituite come rete-soggetto). Ogni impresa o contratto di rete può presentare una sola domanda.

Requisiti essenziali:

  • iscrizione attiva al Registro Imprese
  • assenza di procedure concorsuali
  • regolarità contributiva, fiscale e assicurativa
  • assenza di aiuti di Stato non rimborsati,
  • obbligo di stipula di polizza assicurativa catastrofale in essere alla data di presentazione della domanda.

Interventi ammissibili

Il programma di investimento deve avere un importo complessivo tra 1.000.000 euro e 15.000.000 euro e deve essere avviato (ovvero non deve essere stata effettuata alcuna ordinazione vincolante o avvio cantiere) dopo la presentazione della domanda.

Il decreto direttoriale distingue quattro categorie di intervento.

Interventi trainanti (obbligatori, devono rappresentare almeno il 51% della spesa totale): sono gli investimenti finalizzati all'efficienza energetica degli edifici e degli impianti e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

Vi rientrano:

  • la coibentazione dell'involucro edilizio
  • la sostituzione di serramenti e superfici vetrate
  • la realizzazione di pareti ventilate
  • la sostituzione di caldaie con modelli ad alta efficienza a condensazione
  • l'installazione o la sostituzione di impianti di climatizzazione a zone
  • l'efficientamento dei sistemi di illuminazione e trasporto interno
  • la riqualificazione energetica di centri congressi e strutture per eventi
  • l'installazione di impianti fotovoltaici, solari termici, geotermici e pompe di calore (nel limite dell'autoconsumo)
  • i sistemi di accumulo energetico (con almeno il 75% dell'energia proveniente dall'impianto rinnovabile collegato)
  • il miglioramento dell'efficienza degli impianti di riscaldamento e raffreddamento inclusi i gruppi frigoriferi, e — in caso di edifici crollati o demoliti — la ricostruzione a condizione che sia documentabile la consistenza preesistente.

Rientrano in questa categoria anche l'efficientamento di piscine, impianti termali e wellness, e delle piazzole di sosta per gli ospiti.

Interventi aggiuntivi trainati (facoltativi, valorizzano il punteggio in graduatoria)

Rientrano tra questi interventi:

  • giardini verticali e tetti verdi
  • sistemi di efficientamento idrico e raccolta acqua piovana
  • collegamento a reti di teleriscaldamento/teleraffrescamento
  • installazione di colonnine di ricarica nei parcheggi pertinenziali.

Interventi di digitalizzazione trainati (facoltativi, valorizzano il punteggio in graduatoria)

Rientrano tra questi interventi:

  • installazione di apparecchiature e impianti per l'automazione e l'intelligenza artificiale degli edifici
  • cablaggio strutturato interno
  • acquisto o sviluppo di software, brevetti, licenze e know-how per la digitalizzazione del processo turistico, la destagionalizzazione e il rispetto dei criteri ESG.

Interventi accessori (in regime de minimis)

Rientrano tra questi interventi:

  • sostituzione di pavimenti e rivestimenti con materiali sostenibili
  • installazione di pergotende bioclimatiche.

Sono inoltre ammissibili — nei limiti descritti di seguito — le spese per servizi di consulenza connessi al programma (solo PMI) e per studi e consulenze in materia ambientale ed energetica (tutte le imprese).

Sono escluse le spese per beni usati, spese di funzionamento, spese notarili, imposte e tasse, scorte, acquisto di terreni e immobili, commesse interne e singoli beni di importo inferiore a 500 euro. L'IVA è ammissibile solo se non recuperabile. In caso di leasing finanziario, sono ammissibili solo i canoni pagati nel periodo di realizzazione, a condizione che l'opzione di acquisto anticipata sia esercitata al momento della stipula del contratto.

Gli investimenti devono concludersi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e comunque non oltre il 30 settembre 2028.

Agevolazione concedibile

Il fondo dispone di 109 milioni di euro, suddivisi tra 59 milioni in contributo a fondo perduto e 50 milioni in finanziamento agevolato. Il mix è fisso: 54% a fondo perduto e 46% come finanziamento agevolato, concessi in combinazione per ciascun beneficiario.

Il finanziamento agevolato ha una durata massima di cinque anni, con rimborso a rate semestrali (30 giugno e 31 dicembre), ed è applicato a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento BCE vigente alla data di concessione — in pratica un tasso molto prossimo allo zero. Il rimborso delle rate decorre dalla prima scadenza utile successiva alla trasmissione della relazione finale da parte di Invitalia.

L'intensità di aiuto varia in funzione della tipologia di intervento, della dimensione d'impresa e della localizzazione geografica. In estrema sintesi:

  • Per gli interventi di efficienza energetica degli edifici, l'intensità base è del 30%, elevabile di 20 punti per le piccole imprese, di 10 punti per le medie, di 15 punti per le zone assistite "a" e di 5 punti per le zone "c". È prevista un'ulteriore maggiorazione di 15 punti se l'intervento migliora la prestazione energetica dell'edificio misurata in energia primaria di almeno il 40% rispetto alla situazione precedente. Per interventi che riguardano un solo elemento edilizio l'intensità massima scende al 25%.
  • Per gli interventi di efficienza energetica di impianti non edilizi, le intensità massime e le maggiorazioni territoriali e dimensionali sono analoghe, con base al 30%.
  • Per gli impianti di produzione da fonti rinnovabili, l'intensità massima è del 65% per le piccole imprese, 55% per le medie e 45% per le grandi. Per i sistemi di accumulo associati, i massimali scendono rispettivamente al 50%, 40% e 30%.
  • Per le spese di consulenza connesse al programma di investimento, l'intensità è fino al 50% nel limite del 4% della spesa ammissibile complessiva. Per gli studi e le consulenze ambientali ed energetiche, l'intensità è del 60% per le grandi imprese, 70% per le medie e 80% per le piccole, nel limite del 2% della spesa ammissibile complessiva.

Il contributo a fondo perduto non può superare in valore assoluto 4,5 milioni di euro per progetto.

Il cumulo con altre agevolazioni è possibile solo nel rispetto delle intensità massime GBER; non è consentito il cumulo con altri aiuti sulle medesime spese, salvo che si tratti di benefici fiscali o garanzie e nei limiti di intensità previsti.

Come presentare domanda

Le domande si presentano esclusivamente in forma telematica sulla piattaforma di Invitalia (www.invitalia.it), con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Lo sportello è aperto dal 15 luglio 2026 ore 12:00 al 15 settembre 2026 ore 17:00. La graduatoria si forma dopo la chiusura dello sportello, sulla base dei punteggi attribuiti ai singoli programmi di investimento.

La graduatoria si forma su 100 punti. I parametri principali sono:

  • il rapporto tra investimenti trainanti e totale investimenti esposti (punteggio massimo 25, con un minimo obbligatorio del 51% pena l'esclusione)
  • il rapporto tra investimenti aggiuntivi trainati e totale (max 12,5 punti)
  • il rapporto tra investimenti di digitalizzazione e totale (max 12,5 punti)
  • l'incidenza del MOL sul fatturato (max 7,5 punti)
  • il grado di indipendenza finanziaria — patrimonio netto/totale passivo (max 7,5 punti)
  • il rapporto di indebitamento — totale debiti/totale passivo (max 7,5 punti)
  • l'incidenza degli oneri finanziari sul fatturato (max 7,5 punti).

Sono previste maggiorazioni di 5 punti per il possesso del rating di legalità, 5 punti per la certificazione di parità di genere, e 10 punti per certificazioni ambientali riconosciute (GSTC, Green Key, ISO 21401, ISO 50001, ISO 14001, EMAS). A parità di punteggio prevale l'istanza con il minor costo complessivo.

L'erogazione del contributo a fondo perduto avviene in tre tranche:

  • un'anticipazione del 30% alla firma del disciplinare (contro fideiussione)
  • un acconto fino all'80% per stato avanzamento lavori a metà percorso
  • e un saldo finale entro 90 giorni dalla rendicontazione completa.

Il finanziamento agevolato è erogato in un'unica soluzione entro 30 giorni dalla firma del disciplinare, anch'esso contro fideiussione.

SIMEST finanzia le imprese colpite dal caro energia

Dal 25 maggio 2026 è operativa la nuova misura Simest "Energia per la competitività internazionale", attivata nell'ambito dello strumento "Transizione Digitale ed Ecologica".

La misura è rivolta alle imprese esportatrici o collegate a filiere esportatrici che abbiano subito un impatto negativo per effetto del rincaro dei costi energetici o del conflitto nell'area del Golfo Persico.

Le risorse disponibili sono 800 milioni di euro a valere sul fondo n. 394/81.

Le domande possono essere presentate fino al 31 dicembre 2026, salvo esaurimento anticipato dei fondi.

Soggetti interessati

Possono accedere tutte le imprese con sede legale e operativa in Italia — Pmi, microimprese e grandi imprese — che abbiano subito uno dei due impatti previsti dalla misura e che rientrino nella classificazione da 1 a 9 del credit scoring del Fondo di Garanzia.

Requisiti di accesso

L'impresa deve rientrare in almeno una delle due situazioni, verificate confrontando il periodo dal 1° gennaio 2026 fino a uno o due mesi prima della data di domanda (a scelta) con lo stesso periodo del 2025:

  • incremento dei costi medi unitari energetici pari almeno al 10%;
  • riduzione del fatturato (voce A1 del conto economico) pari almeno al 10% come conseguenza del conflitto nell'area del Golfo Persico (a partire dal 28 febbraio 2026).

La sussistenza di uno dei due requisiti deve essere attestata da un'asseverazione redatta secondo il format Simest e rilasciata da un soggetto iscritto al Registro dei Revisori Contabili tenuto dal Mef.

Alla data di presentazione della domanda, l'impresa deve:

  • avere almeno due bilanci depositati al Registro delle imprese relativi a esercizi completi (in alternativa, per chi non è obbligato al deposito, dichiarazioni dei redditi degli ultimi due esercizi e relativi prospetti economico-patrimoniali);
  • essere in regola con DURC e normativa sul lavoro;
  • aver assolto all'obbligo di stipula della polizza catastrofale prevista dalla legge di Bilancio 2024 (legge n. 213/2023).

Interventi ammissibili

Il finanziamento sostiene investimenti in tre ambiti:

  • Transizione digitale (almeno il 60% dell'intervento agevolativo): integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali, attrezzature tecnologiche e software, industria 4.0, cyber security, cloud computing, blockchain per la notarizzazione dei processi, certificazioni digitali e consulenze in ambito digitale.
  • Transizione ecologica: efficientamento energetico e idrico, riduzione degli impatti climatici, certificazioni ambientali, diagnosi energetica.
  • Rafforzamento patrimoniale: investimenti che risultino nell'attivo patrimoniale alle voci immobilizzazioni materiali, immateriali (escluso l'avviamento) e finanziarie (limitatamente agli incrementi di capitale sociale delle controllate e ai finanziamenti soci alle medesime). Per le imprese che accedono alla misura "Energia per la competitività internazionale", la quota destinabile al rafforzamento patrimoniale può salire fino al 90% dell'importo deliberato — la quota minima per investimenti digitali e/o ecologici scende quindi al 10%.

Le spese sono ammissibili a partire dalla data di ricezione del numero CUP ed entro 24 mesi dalla stipula del contratto con Simest (con possibilità di proroga di 6 mesi).

Agevolazione concedibile

Il finanziamento agevolato è compreso tra un minimo di 10.000 euro e un massimo pari al minore tra il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci (voce A1) e i seguenti tetti:

  • 000 euro per le microimprese,
  • 500.000 euro per Pmi, Pmi innovative e start-up innovative,
  • 000.000 euro per le altre imprese.

La quota a fondo perduto è del 20% per tutte le imprese, elevabile al 30% per le Pmi.

La durata ordinaria del finanziamento è di 6 anni (2 di preammortamento e 4 di rimborso).

Le imprese che accedono a questa misura possono richiedere un'estensione di 2 anni del periodo di rimborso, arrivando a 8 anni complessivi. È inoltre prevista la possibilità di richiedere un anticipo del 50% dell'intervento agevolativo, e le risorse destinabili a incrementi di capitale o finanziamenti soci delle controllate salgono fino a 1.500.000 euro.

Come presentare domanda

Le domande si presentano tramite il portale Simest (simest-org.my.site.com/s/) a partire dal 25 maggio 2026 e fino al 31 dicembre 2026. La scadenza riguarda l'invio dell'istanza: l'avvio dell'investimento può essere successivo alla presentazione. Prima di presentare domanda, è necessario verificare la disponibilità nel massimale de minimis triennale dell'impresa.

Nuovi incentivi per le PMI del Mezzogiorno: con "Sustainable Investments 4.0"

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha adottato un nuovo decreto che destina oltre 447 milioni di euro a sostegno degli investimenti innovativi e sostenibili delle piccole e medie imprese localizzate nelle regioni del Sud Italia.

Soggetti interessati

Possono accedere all'agevolazione le micro, piccole e medie imprese — incluse quelle non residenti in Italia purché dispongano di un'unità produttiva nelle aree target — con sede operativa o produttiva nelle Regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Al momento della presentazione della domanda, le PMI devono:

  • essere regolarmente iscritte e attive nel Registro delle imprese;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria;
  • disporre di almeno due bilanci approvati e depositati (o due dichiarazioni dei redditi per ditte individuali e società di persone);
  • essere in regola con il DURC;
  • non essere sottoposte a procedure liquidatorie.

Sono escluse, tra le altre, le imprese che non abbiano adempiuto all'obbligo assicurativo catastrofale (introdotto dalla Legge di Bilancio 2024), quelle con cause ostative antimafia, e quelle che abbiano effettuato delocalizzazioni verso l'unità produttiva oggetto dell'investimento nei due anni precedenti la domanda.

Interventi ammissibili

Il decreto finanzia programmi di investimento innovativi, sostenibili e ad alto contenuto tecnologico, coerenti con il piano Transizione 4.0, che impieghino le tecnologie abilitanti elencate nell'allegato al decreto (tra cui robotica avanzata, additive manufacturing, IoT, cloud, cybersecurity, intelligenza artificiale, blockchain, big data e analytics).

I programmi devono essere finalizzati ad attività manifatturiere (sezione C ATECO 2025) o a specifiche attività di servizi alle imprese (tra cui telecomunicazioni, software, consulenza informatica, ricerca e sviluppo, architettura e ingegneria, logistica e magazzinaggio).

Sono previste tre linee di azione con diversi livelli di priorità nella valutazione:

  • Economia circolare: programmi che introducono soluzioni per l'utilizzo efficiente delle risorse, il riuso dei materiali, la simbiosi industriale, il packaging intelligente;
  • Efficienza energetica: programmi che conseguono un risparmio energetico di almeno il 5% rispetto ai consumi dell'anno precedente, attraverso misure quali impianti ad alta efficienza, recupero di energia dai cicli produttivi, fonti rinnovabili per l'autoconsumo;
  • Sviluppo tecnologico e digitale: tutti gli altri programmi coerenti con Transizione 4.0, orientati alla trasformazione tecnologica e digitale dell'impresa.

Le spese ammissibili riguardano:

  • acquisto di nuove immobilizzazioni materiali (macchinari, impianti, attrezzature);
  • opere murarie (fino al 40% del totale)
  • acquisto di immobilizzazioni immateriali (software e licenze correlate);
  • acquisizione di certificazioni ambientali;
  • servizi di consulenza specialistica (fino al 5% delle spese per beni materiali e software)
  • diagnosi energetica (fino al 3% del totale).

Non sono ammesse spese per beni usati, leasing finanziario, acquisto o locazione di terreni e fabbricati, formazione del personale, mezzi di trasporto di merci o persone, o spese inferiori a 500 euro al netto di IVA.

L'investimento complessivo deve essere compreso tra 750.000 euro e 5.000.000 euro, nel limite del 70% del fatturato dell'ultimo bilancio depositato.

Il programma deve essere avviato dopo la presentazione della domanda e completato entro 18 mesi dalla notifica del provvedimento di concessione (prorogabili di ulteriori 6 mesi su richiesta motivata).

Agevolazione concedibile

L'agevolazione copre fino al 75% delle spese ammissibili, articolata in:

  • 35% a fondo perduto (contributo in conto impianti);
  • 40% come finanziamento agevolato a tasso zero, da rimborsare in rate semestrali nell'arco massimo di 7 anni, a partire dall'ultima erogazione a saldo.

Il restante 25% deve essere coperto dall'impresa con risorse proprie o finanziamento privato privo di sostegno pubblico.

Una quota pari al 25% della dotazione complessiva è riservata ai programmi proposti da micro e piccole imprese.

L'agevolazione non è cumulabile, sulle stesse spese, con altri aiuti di Stato, fatta eccezione per benefici fiscali e garanzie, nei limiti delle intensità massime previste dalla normativa europea.

Come presentare domanda

Le domande saranno presentate esclusivamente in via telematica attraverso il portale di Invitalia (www.invitalia.it), la data di apertura dello sportello sarà fissata con il successivo provvedimento attuativo.

Le imprese interessate dovrebbero anticipare la raccolta della documentazione finanziaria (ultimi due bilanci, piano economico-finanziario) e verificare la coerenza del proprio codice ATECO con le attività ammissibili, che fanno riferimento alla nuova classificazione ATECO 2025.

Credito d'imposta ZES unica per il settore agricolo, forestale e della pesca: le regole per il 2026

Con la legge di bilancio 2025 il credito d'imposta ZES unica per il settore primario è stato prorogato all'anno 2026, con una dotazione di 50 milioni di euro. Le imprese agricole, forestali e della pesca che realizzano investimenti nelle regioni del Mezzogiorno — e in alcune aree di Abruzzo, Marche e Umbria — possono presentare la comunicazione all'Agenzia delle Entrate entro il 30 maggio 2026.

Soggetti interessati

Possono accedere al credito d'imposta le imprese attive, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato, nei seguenti settori:

  • Produzione primaria di prodotti agricoli (codici ATECO 01): microimprese, PMI e grandi imprese, con distinzione nelle intensità di aiuto;
  • Settore forestale (codici ATECO 02);
  • Pesca e acquacoltura (codici ATECO 03): con esclusione delle grandi imprese attive nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici.

Sono invece escluse le imprese che svolgono in via principale o esclusiva attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (e non di produzione primaria), le imprese in difficoltà finanziaria ai sensi della normativa UE, e quelle destinatarie di ordini di recupero di aiuti illegittimi da parte della Commissione europea.

Interventi ammissibili

Gli investimenti devono essere realizzati tra il 1° gennaio 2026 e il 15 novembre 2026 e devono essere destinati a strutture produttive — esistenti o di nuovo impianto — ubicate nella ZES unica. Il perimetro territoriale comprende le zone assistite di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia (deroghe ex art. 107.3.a TFUE), nonché le zone assistite di Abruzzo, Marche e Umbria (deroghe ex art. 107.3.c TFUE), come individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022–2027.

Sono agevolabili:

  • acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, anche tramite leasing finanziario;
  • acquisto di terreni e acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali agli investimenti.

Il valore di terreni e immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell'investimento agevolato. Non sono agevolabili i progetti di importo inferiore a 50.000 euro.

Agevolazione concedibile

Il beneficio è riconosciuto sotto forma di credito d'imposta. Le intensità massime di aiuto variano in base alla tipologia di impresa e di investimento:

  • per le imprese agricole (produzione primaria):
    • 65% in via ordinaria,
    • 80% per investimenti con obiettivi ambientali, climatici o di benessere animale, e per giovani agricoltori.
  • per le imprese forestali: 100%.
  • per le imprese della pesca e acquacoltura:
    • dal 50% al 100% secondo la finalità dell'investimento (sicurezza dei lavoratori, efficienza energetica, porti di pesca, acquacoltura, ecc.),
    • con un'intensità dell'80% per gli investimenti con impatto ambientale positivo nel settore acquacoltura.

Il credito è cumulabile con altri aiuti di Stato e de minimis sugli stessi costi, a condizione che non venga superata l'intensità massima consentita. È cumulabile anche con agevolazioni che non costituiscono aiuti di Stato, nei limiti delle spese effettivamente sostenute.

L'effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve risultare da una certificazione rilasciata dal revisore legale dei conti. Le imprese non obbligate alla revisione legale devono comunque rivolgersi a un revisore o società di revisione iscritti nel registro di cui al D.Lgs. 39/2010.

Come presentare domanda

La comunicazione va presentata telematicamente all'Agenzia delle Entrate dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026.

Il credito spettante a ciascun beneficiario sarà determinato in proporzione alle risorse disponibili (50 milioni di euro): se il totale dei crediti richiesti supera il plafond, l'Agenzia delle Entrate pubblica una percentuale di riparto con apposito provvedimento del Direttore.

Fondo Turismo 2026: 109 milioni per riqualificazione energetica, digitalizzazione e sostenibilità

Il Ministero del Turismo ha pubblicato il decreto 16 marzo 2026 che rende operative le agevolazioni per lo sviluppo dell'offerta turistica nazionale. La gestione è affidata a Invitalia, che dovrà emanare l'avviso operativo entro il 20 maggio 2026.

Soggetti interessati

Possono presentare domanda tre categorie di soggetti:

  • gli operatori che esercitano attività di impresa nel settore turistico con i codici ATECO specificati nell'avviso: alberghi, strutture ricettive, campeggi, villaggi, B&B, ristoranti, bar, agenzie di viaggio, tour operator, stabilimenti termali, parchi, centri congressi, attività ricreative connesse al turismo;
  • le imprese attive da almeno tre anni che, pur non avendo un codice ATECO turistico come principale, dimostrino — attraverso le scritture contabili degli ultimi tre esercizi — un fatturato realizzato prevalentemente in attività turistiche. È la soluzione pensata per realtà ibride: agriturismi, strutture multifunzione, operatori con attività complementari al turismo;
  • i proprietari delle strutture, che possono presentare istanza avvalendosi dei requisiti del gestore, a condizione che questi sia legittimato, presti il consenso e che il rapporto di gestione sia mantenuto per tutta la durata dell'investimento. È il caso tipico di strutture condotte in affitto o in concessione.

Per tutte le categorie i requisiti soggettivi minimi sono:

  • iscrizione al Registro Imprese;
  • impresa attiva e non in liquidazione;
  • sede legale in Italia o stabile organizzazione nel territorio italiano;
  • DURC regolare;
  • assenza di procedure concorsuali;
  • assenza di sanzioni interdittive;
  • assenza di aiuti di Stato illegali non restituiti.

Il piano di investimento può essere presentato anche in forma di rete d'impresa (contratto di rete soggetto), purché iscritta alla CCIAA da almeno tre anni e composta da non più di cinque imprese, tutte in possesso dei requisiti richiesti.

Interventi ammissibili

Gli interventi finanziabili si articolano su cinque aree, tutte costruite intorno alla conformità al regolamento europeo GBER e ai criteri ESG:

  • riqualificazione energetica degli edifici: coibentazione dell'involucro, sostituzione di serramenti e superfici vetrate, pareti ventilate, tetti verdi, sistemi schermanti, efficientamento degli impianti di illuminazione e climatizzazione, sostituzione di caldaie con sistemi ad alta efficienza, riduzione dei consumi idrici. Sono ammesse anche le opere murarie strettamente necessarie a raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico previsti dal GBER;
  • impianti per la tutela ambientale: pannelli fotovoltaici, impianti solari termici, geotermia, pompe di calore per autoconsumo, sistemi di stoccaggio dell'energia da rinnovabili (con almeno il 75% dell'energia assorbita da impianto rinnovabile collegato), tetti verdi e sistemi per il recupero dell'acqua piovana.
  • digitalizzazione degli edifici: cablaggio strutturato per reti dati, infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici, sistemi di automazione e gestione intelligente degli edifici, predisposizione all'intelligenza artificiale, efficientamento energetico degli impianti di riscaldamento e raffreddamento, efficientamento delle aree di pernottamento.
  • riqualificazione di piscine, impianti termali, wellness, centri congressi e strutture per eventi, con soluzioni ecosostenibili o interventi per migliorare l'accessibilità e la competitività della struttura sul mercato internazionale.
  • beni immateriali: acquisto o sviluppo di programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e tecnologie non brevettate legate alla digitalizzazione, alla destagionalizzazione dei flussi o alla sostenibilità ESG.

L'investimento minimo ammissibile è di 1 milione di euro, il massimo di 15 milioni di euro per progetto.

Per i soli gruppi con più unità locali in comuni diversi è possibile presentare una domanda per ciascuna unità, ferma la soglia massima per progetto.

Gli interventi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e devono concludersi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e comunque non oltre il 30 settembre 2028.

Per le sole PMI sono ammissibili anche le spese di consulenza strettamente connesse agli interventi, nel limite del 4% dell'importo complessivo ammissibile.

Agevolazione concedibile

Le agevolazioni si articolano in due strumenti combinabili tra loro:

  • il contributo a fondo perduto copre fino al 30% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 4,5 milioni di euro per progetto; l'avviso potrà prevedere percentuali diverse per specifiche tipologie di beneficiari o di spese, ma in nessun caso il contributo a fondo perduto potrà superare il 50% dei costi ammissibili;
  • Il finanziamento agevolato copre fino al 70% delle spese ammissibili, a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento UE vigente alla data di concessione, con durata massima di cinque anni e rimborso a rate semestrali (30 giugno e 31 dicembre di ogni anno). Il cumulo tra le due forme non può in nessun caso superare il costo totale del progetto.

L'erogazione del contributo a fondo perduto segue tre fasi:

  • un'anticipazione del 30% alla firma del disciplinare (contro fideiussione bancaria o polizza assicurativa);
  • un'erogazione intermedia fino all'80% per stato di avanzamento lavori;
  • il saldo finale entro 90 giorni dalla rendicontazione completa e dal collaudo, con termine assoluto al 31 dicembre 2028.

Il finanziamento agevolato è erogato entro 30 giorni dalla firma del disciplinare, anch'esso contro fideiussione.

Le agevolazioni non sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche sulle stesse spese, fatta eccezione per i benefici fiscali e le garanzie, sempre entro i limiti di intensità massima GBER.

Come presentare domanda

L'avviso operativo — che definirà piattaforma, modulistica, criteri di selezione, percentuali di copertura e lista ATECO completa — deve essere emanato dalla Direzione generale del Ministero del Turismo entro il 20 maggio 2026. La presentazione delle istanze avverrà esclusivamente in via telematica attraverso una piattaforma predisposta da Invitalia, con accesso tramite identità digitale (SPID, CIE o CNS) del legale rappresentante.

South Working: la Sicilia paga 30.000 euro per chi lavora da remoto nell'isola

La Regione Siciliana ha approvato un incentivo concreto per le imprese che assumono lavoratori residenti in Sicilia in modalità smart working. Si chiama South Working e prevede un contributo a fondo perduto di 30.000 euro per ogni lavoratore. La dotazione complessiva è di 18 milioni di euro, ripartita sugli esercizi 2026-2027-2028, gestita da IRFIS FinSicilia S.p.A. tramite il Fondo Sicilia.

A chi si rivolge

Il contributo è destinato alle imprese — di qualsiasi forma giuridica, italiane o estere con unità produttiva nell'UE o un uno Stato extra UE— che effettuano nuove assunzioni a tempo indeterminato oppure trasformano contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, prevedendo che il lavoratore svolga la propria prestazione in Sicilia, prevalentemente in modalità agile, per almeno cinque anni.

Il lavoratore deve essere residente in Sicilia al momento della concessione del contributo. Se ha già avviato le pratiche di cambio residenza al momento della domanda, può presentare la richiesta di iscrizione anagrafica, ma la residenza deve risultare perfezionata entro la prima erogazione.

Un elemento chiave: l'unità produttiva dell'impresa non deve essere in Sicilia. La misura è pensata proprio per trattenere nell'isola lavoratori che operano per aziende con sede altrove.

Cosa prevede la misura

Il contributo è pari a 30.000 euro per ciascun lavoratore, erogato in quote annuali di 6.000 euro per cinque anni.

La prestazione può essere svolta fisicamente nei locali aziendali entro un limite massimo del 20% dei giorni lavorativi annui. Superare stabilmente questa soglia per almeno due trimestri consecutivi comporta la revoca parziale del contributo.

Le agevolazioni rientrano nel regime de minimis e non è ammesso il doppio finanziamento: lo stesso lavoratore non può essere oggetto di altri contributi pubblici per la medesima assunzione.

Requisiti dell'impresa

Per accedere, l'impresa deve soddisfare — alla data di presentazione della domanda — un insieme di condizioni standard per questo tipo di misure.

In sintesi:

  • essere attiva e in possesso di partita IVA;
  • non trovarsi in liquidazione volontaria né in procedura concorsuale;
  • non essere in stato di difficoltà ai sensi del Reg. UE 651/2014;
  • avere DURC regolare;
  • non aver subito sanzioni definitive per violazioni della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro o dei CCNL negli ultimi tre anni;
  • rispettare gli obblighi di assunzione previsti dalla Legge 68/1999;
  • essere in regola con la normativa antimafia;
  • non operare in settori esclusi dal regime de minimis;
  • garantire trattamenti retributivi non inferiori ai CCNL per tutta la durata del contributo e nel triennio successivo all'ultima erogazione.

Come presentare la domanda

La domanda si invia esclusivamente online sulla piattaforma IRFIS, all'indirizzo https://incentivisicilia.irfis.it, a partire dalle ore 12:00 del 30 giugno 2026, fino ad esaurimento della dotazione annuale. Il contributo è concesso a sportello, nell'ordine di arrivo delle istanze.

Ogni impresa può presentare più domande, anche cumulative per più lavoratori.

Erogazione e obblighi successivi

Il contributo viene erogato ogni anno, per cinque anni. Entro il 30 aprile di ogni anno il beneficiario deve presentare la richiesta di erogazione annuale, allegando i cedolini paga dei dodici mesi precedenti, la dichiarazione di residenza aggiornata del lavoratore e l'attestazione del rispetto del limite del 20% di presenza in azienda, sottoscritta da entrambe le parti.

Il contributo può essere revocato integralmente in caso di perdita dei requisiti o di interruzione anticipata del rapporto di lavoro per volontà dell'impresa. La revoca è solo parziale — limitata alle quote non ancora erogate — nei casi di dimissioni volontarie, decesso, licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo o oggettivo.

Sicilia: contributo a fondo perduto per le assunzioni legate a nuovi investimenti

La Regione Siciliana ha pubblicato un avviso pubblico che mette a disposizione 50 milioni di euro per sostenere le imprese che assumono lavoratori a tempo indeterminato nell'ambito di nuovi progetti di investimento. La misura si rivolge a tutte le realtà produttive private operanti sul territorio regionale.

Chi può accedere al contributo

Possono presentare domanda tutti i datori di lavoro privati con almeno un'unità produttiva in Sicilia, indipendentemente dalla forma giuridica purché esercitino un'attività economica in senso lato.

Sono escluse le imprese non agevolabili ai sensi del Regolamento UE n. 651/2014, ossia quelle che operano in settori esclusi dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.

Cosa finanzia la misura

Il contributo è riconosciuto a fronte della realizzazione di un investimento iniziale avviato dal 9 gennaio 2026 nel territorio siciliano, che determini la creazione di nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato.

Per "investimento iniziale" si intende, in senso ampio:

·         la creazione di un nuovo stabilimento;

·         l'ampliamento della capacità produttiva di uno esistente;

·         la diversificazione della produzione per nuovi prodotti o servizi;

·         un cambiamento fondamentale del processo produttivo;

·         l'acquisizione di attivi di uno stabilimento chiuso o in via di chiusura.

Il contributo copre esclusivamente le assunzioni direttamente collegate all'investimento, che generino un incremento netto dell'organico rispetto alla media dei 12 mesi precedenti la prima assunzione connessa al progetto.

I requisiti di ammissibilità

Alla data di presentazione della domanda, il richiedente deve:

·         essere titolare di partita IVA attiva;

·         non trovarsi in liquidazione volontaria né sottoposto a procedure concorsuali;

·         non essere in stato di difficoltà ai sensi del Reg. UE 651/2014 (patrimonio netto negativo, perdita di oltre metà del capitale sociale negli ultimi due esercizi, ecc.);

·         essere in possesso di DURC regolare;

·         non aver subito, nei tre anni precedenti, sanzioni definitive per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro o per inosservanza dei CCNL;

·         rispettare gli obblighi di assunzione ex L. 68/1999 (categorie protette);

·         essere in regola con la normativa antimafia;

·         non aver effettuato delocalizzazioni verso lo stabilimento interessato nei due anni precedenti la domanda, e impegnarsi a non farne nei due anni successivi;

·         garantire trattamenti retributivi non inferiori a quelli previsti dai CCNL applicabili per tutta la durata del contributo e per il triennio successivo.

Importo del contributo e maggiorazioni

Il contributo base è pari al 10% del costo salariale biennale per ciascun lavoratore assunto, calcolato sulle seguenti voci:

·         RAL (comprensiva di tredicesima, quattordicesima, scatti, superminimi contrattualizzati);

·         contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro;

·         premi INAIL e quota TFR maturata nel periodo.

L'aliquota sale al 15% al ricorrere di almeno una delle seguenti condizioni:

·         introduzione di un piano di welfare aziendale regolato da accordo sindacale o regolamento interno;

·         conseguimento di una certificazione ESG di sostenibilità;

·         investimenti in salute e sicurezza, superiori agli obblighi minimi ex D.Lgs. 81/2008, per un importo pari ad almeno l'1% dei ricavi dell'esercizio precedente;

·         accordo collettivo o individuale che riduca stabilmente l'orario a 35 ore settimanali mantenendo invariata la retribuzione;

·         assunzione di donne o di lavoratori over 50 disoccupati da almeno due anni.

Il cumulo con altri aiuti è ammesso, ma l'agevolazione complessiva non può superare le intensità massime previste dalla Carta degli aiuti a finalità regionale per la Sicilia.

Il beneficiario deve sostenere con risorse proprie o finanziamento privato almeno il 25% del costo salariale agevolato.

Come presentare la domanda

La domanda si presenta esclusivamente online sulla piattaforma https://incentivisicilia.irfis.it, con firma digitale del legale rappresentante. Non è ammessa la delega a procuratori o terzi. Va corrisposta l'imposta di bollo di € 16,00.

Le finestre temporali sono:

·         per il 2026: dal 21 maggio 2026 ore 12:00 al 31 dicembre 2026 ore 12:00

·         per il 2027: dal 4 gennaio 2027 al 31 dicembre 2027

·         per il 2028: dal 3 gennaio 2028 al 29 dicembre 2028

Le domande vengono istruite in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento dei fondi disponibili per ciascuna annualità.

Il beneficiario può richiedere in anticipo fino al 70% del contributo, previa presentazione di fideiussione bancaria o assicurativa escutibile a prima richiesta, con durata minima di quattro anni.

Il contributo è erogato a consuntivo, con un massimo di due richieste di pagamento nel biennio. In alternativa al bonifico bancario, è possibile optare per il credito d'imposta utilizzabile in compensazione, subordinatamente alla stipula di apposita convenzione tra la Regione e l'Agenzia delle Entrate.

Obblighi e rischi di revoca

Il beneficiario deve completare l'investimento entro 24 mesi dalla concessione e realizzare almeno l'80% delle assunzioni programmate entro tre anni dal completamento. L'investimento e i posti di lavoro creati devono essere mantenuti per almeno 5 anni (3 per le PMI).

La decadenza totale con obbligo di restituzione integrale scatta, tra l'altro, per dichiarazioni false, mancato completamento dell'investimento, mancato raggiungimento dell'incremento netto di organico, violazioni gravi in materia di sicurezza o CCNL.

Trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli: la Siciliana mette a disposizione 70 milioni di euro

La Regione Siciliana ha pubblicato il bando per l'intervento SRD13, finanziato nell'ambito del Piano Strategico della PAC 2023-2027. L'obiettivo è sostenere le imprese che trasformano e commercializzano prodotti agricoli, attraverso contributi a fondo perduto su investimenti strutturali e tecnologici di dimensione significativa.

Soggetti interessati

Possono accedere le imprese, singole o associate, che svolgono attività di trasformazione e/o commercializzazione di prodotti agricoli, con esclusione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura. Sono inoltre esclusi gli imprenditori che svolgono esclusivamente attività di selvicoltura e acquacoltura.

Non è possibile finanziare cantine e frantoi. Per il comparto olivicolo sono ammissibili solo le strutture di trasformazione delle olive da mensa.

Per essere ammissibili, i richiedenti devono essere iscritti alla CCIAA e all'INPS, essere in regola con i contributi previdenziali, essere titolari di un fascicolo aziendale aggiornato e non trovarsi in stato di difficoltà finanziaria.

Sono previsti requisiti specifici legati all'approvvigionamento delle materie prime. Se l'impresa è anche produttrice agricola, la produzione propria deve essere inferiore al 50% delle materie prime utilizzate. Se invece l'impresa è pura trasformatrice e non è produttrice, deve garantire che almeno il 50% della materia prima provenga direttamente da produttori agricoli di base siciliani, singoli o associati, e non da intermediari. In entrambi i casi è richiesto un piano di approvvigionamento documentato e, una volta inseriti in graduatoria, contratti pluriennali di fornitura da trasmettere entro 60 giorni.

Interventi ammissibili

Il bando finanzia investimenti materiali e immateriali articolati in due azioni.

L'Azione 1 riguarda la valorizzazione del capitale aziendale: acquisto, costruzione, ristrutturazione e ammodernamento di impianti e strutture per la cernita, lavorazione, conservazione, stoccaggio, condizionamento, trasformazione, confezionamento e commercializzazione. Rientrano anche gli interventi per il risparmio energetico, il miglioramento dei cicli produttivi, l'adeguamento a sistemi di qualità, tracciabilità e sicurezza alimentare, e l'apertura di nuovi mercati.

L'Azione 2 riguarda l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica e/o termica da fonti rinnovabili, ma esclusivamente in autoconsumo aziendale.

Le tipologie di spesa ammissibili sono cinque:

  • immobili (fabbricati e terreni). I fabbricati acquistati non possono superare il 50% della spesa ammissibile totale; i terreni sono finanziabili fino al 10%;
  • dotazioni (macchine, attrezzature, impianti);
  • impianti da fonti rinnovabili;
  • spese generali (onorari professionali, spese accessorie) ammissibili fino al 12% dell'importo dei lavori;
  • investimenti immateriali — software, brevetti, licenze, siti web, piattaforme e-commerce —ammessi se collegati agli investimenti materiali.

Il leasing è ammesso con patto di acquisto da esercitarsi entro la domanda di saldo.

Tutte le spese devono essere successive alla data di presentazione della domanda di sostegno, a eccezione delle spese generali di progettazione, sostenibili fino a 24 mesi prima.

Agevolazione concedibile

La spesa ammissibile per ciascuna operazione deve essere compresa tra 1,5 e 15 milioni di euro.

Il contributo è erogato come sovvenzione in conto capitale.

Le aliquote di sostegno sono le seguenti:

  • per i progetti che lavorano prodotti dell'Allegato I TFUE, il contributo è del 50% per tutte le tipologie di imprese;
  • per i progetti che producono output non compresi nell'Allegato I TFUE, il contributo è del 50% per le PMI e del 40% per le grandi imprese.

In caso di progetto misto è necessaria una separazione contabile tra le due componenti.

Il beneficiario è tenuto a mantenere gli investimenti per almeno 5 anni dal pagamento finale, senza cedere, alienare o rilocalizzare i beni fuori dalla Regione Siciliana.

L'anticipo è richiedibile fino al 50% del contributo concesso, contro fideiussione pari al 100% dell'importo anticipato.

Sono previsti stati di avanzamento (SAL), con acconti cumulati non superiori al 90% del contributo.

Entro 6 mesi dall'emanazione del decreto di concessione occorre presentare anticipo e/o SAL per almeno il 30% del contributo, pena la decadenza.

Il tempo massimo per l'esecuzione dei lavori è di 24 mesi dalla notifica del decreto di concessione.

Come presentare domanda

La domanda si presenta esclusivamente online tramite il sistema SIAN, con firma elettronica OTP, nel periodo dal 9 marzo 2026 al 8 giugno 2026.

Sviluppo Competenze: contributo a fondo perduto per la formazione nelle PMI del Sud

Il MIMIT ha aperto uno strumento dedicato alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno che vogliono investire nella formazione del personale su tematiche digitali e green.

Soggetti interessati

Possono accedere le micro, piccole e medie imprese con sede operativa in una delle seguenti regioni:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

Alla data di presentazione della domanda l'impresa deve:

  • essere regolarmente iscritta e attiva al Registro delle imprese;
  • non trovarsi in liquidazione o in procedura concorsuale;
  • e avere depositato almeno un bilancio approvato. Per le imprese individuali e le società di persone è sufficiente aver presentato almeno una dichiarazione dei redditi.

Sono escluse le imprese con aiuti di Stato irregolari non rimborsati e quelle che operano in settori esclusi dalla normativa europea di riferimento.

Un'attenzione specifica meritano le imprese che appartengono alla filiera automotive o alla filiera della moda, tessile e arredamento: il 40% delle risorse disponibili è riservato a queste categorie.

Interventi ammissibili

L'agevolazione finanzia percorsi di formazione rivolti al personale dipendente su temi strategici per la transizione tecnologica, digitale e verde. In concreto, le aree tematiche ammesse sono:

  • aerospazio e difesa;
  • salute, alimentazione, qualità della vita;
  • industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente;
  • turismo, patrimonio culturale e industria della creatività;
  • agenda digitale, smart communities, sistemi di mobilità intelligente;
  • tecnologie digitali;
  • tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse;
  • biotecnologie;
  • processi di transizione verde e digitale.

I costi ammissibili includono i compensi dei formatori, le spese di partecipazione (viaggio, alloggio, materiali), i costi di consulenza strettamente connessi alla formazione e il costo del personale dipendente per le ore trascorse in aula.

Ogni progetto deve avere costi ammissibili compresi tra 10.000 e 60.000 euro. La formazione deve essere erogata da soggetti qualificati e indipendenti dall'impresa, con esperienza dimostrabile almeno triennale nelle materie oggetto del percorso.

È possibile partecipare anche nell'ambito di progetti integrati sovraregionali, che coinvolgono fino a 10 imprese: in questo caso i limiti di costo si applicano a ciascuna impresa partecipante.

Agevolazione concedibile

Il contributo a fondo perduto è pari al 50% delle spese ammissibili, calcolato su base de minimis.

Per i progetti integrati sovraregionali la percentuale sale:

  • al 70% per micro e piccole imprese (+20 punti);
  • al 60% per le medie imprese (+10 punti).

La dotazione complessiva del programma è di 50 milioni di euro. Le domande vengono valutate con procedura a graduatoria: non vince chi arriva prima, ma chi ottiene il punteggio più alto in base a criteri stabiliti dal decreto ministeriale del 4 settembre 2025.

Come presentare domanda

Le domande si presentano esclusivamente online tramite la piattaforma di Invitalia (www.invitalia.it), a partire dalle ore 12:00 del 21 aprile 2026 fino alle ore 12:00 del 23 giugno 2026.

Il contratto con il fornitore della formazione deve essere firmato dopo la presentazione della domanda. Una volta ottenuta la concessione dell'agevolazione, la formazione deve avviarsi entro 6 mesi e concludersi entro 12 mesi dalla data di concessione (con possibilità di proroga di ulteriori 6 mesi).

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