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Contributo a fondo perduto per le microimprese colpite dall’emergenza Covid-19.

La Regione Siciliana sostiene le microimprese artigiane, commerciali, industriali, di servizi e alberghiere con un contributo a fondo perduto per l’emergenza Covid-19. L’agevolazione, fino a un massimo di 35 mila euro, è concessa attraverso un bando, con procedura semplificata, su piattaforma informatica dedicata (https://siciliapei.regione.sicilia.it).

Con questo bando la Regione Sicilia intende fornire liquidità alle aziende più piccole, per compensare la riduzione di fatturato sofferta durante il lockdown.

REQUISITI

Possono accedere a BonuSicilia le aziende artigiane, commerciali, industriali, di servizi e alberghiere:

  • classificate come microimprese (cioè con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro);
  • che hanno sede legale e/o operativa in Sicilia alla data del 31 dicembre 2019;
  • che hanno avuto l’attività economica sospesa durante il lockdown.

Possono altresì accedere le imprese alberghiere che non hanno esercitato l’attività economica, ovvero che abbiano avuto una diminuzione di fatturato nel periodo marzo-aprile 2020.

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

Il contributo prevede:

  • una tantum di 5 mila euro alle imprese che hanno avviato l’attività dopo il 31 dicembre 2018;
  • una tantum di 6 mila euro alle aziende che hanno avviato l’attività prima dell’1 gennaio 2019 ed erano in regime fiscale forfettario nell’anno di imposta 2018;
  • 5 mila euro più un importo pari al 40% del fatturato medio di due mesi (calcolato in base al fatturato/volume d’affari del 2018) alle imprese che hanno avviato l’attività prima dell’1 gennaio 2019 ed erano in regime fiscale ordinario nell’anno di imposta 2018 (fino a un massimo complessivo di 35 mila euro).

COME RICHIEDERE IL FONDO

Per partecipare a BonuSicilia è necessario:

  • Attivare subito l’identità digitale SpiD;
  • Pre-compilare l’istanza sulla piattaforma SiciliaPei (https://siciliapei.regione.sicilia.it) (dal 21 settembre 2020);
  • Inviare l’istanza già compilata cliccando sul pulsante “invio” (dal 5 ottobre 2020);
  • Richiedere l’erogazione di BonuSicilia.

Studio Mamì fornisce una consulenza specializzata per l’accesso all’agevolazione, affiancando i propri clienti nella presentazione della domanda.

Per scaricare il bando completo clicca qui

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Prorogata la moratoria per aperture di credito e mutui delle PMI

Il Decreto Cura Italia aveva previsto, per le imprese che avevano subito una temporanea carenza di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia COVID-19:

  • la limitazione, sino al 30 settembre 2020, alla revoca delle aperture di credito a revoca e ai prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti
  • la proroga, sino al 30 settembre 2020 e alle medesime condizione dei prestiti non rateali
  • la sospensione, sino al 30 settembre 2020, del pagamento delle rate di finanziamenti e di canoni di leasing.

Con il Decreto Agosto il termine del 30 settembre 2020 viene ulteriormente prorogato al 31 gennaio 2021 e, per le imprese del comparto turistico, al 31 marzo 2021.

Per le imprese già ammesse, alla data del 15.08.2020, alle misure di sostegno citate, la proroga della moratoria opera automaticamente senza alcuna formalità, salva l’ipotesi di rinuncia espressa da parte dell’impresa beneficiaria, da far pervenire al soggetto finanziatore entro il termine del 30.09.2020.

Al contempo viene prorogata al 31 gennaio 2021 la sospensione delle segnalazioni a sofferenza effettuate dagli intermediari alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia.

 

 

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Disposta l’esenzione IMU per il settore turistico, intrattenimento e fieristico

L’articolo 78 del dl “agosto” prevede l’esenzione dal pagamento della seconda rata dell’imposta municipale propria (IMU) per i medesimi immobili per i quali il DL rilancio aveva soppresso la prima rata IMU, estendendo l’esenzione (solo II Rata) anche agli immobili utilizzati per eventi fieristici o manifestazioni, nonché per quelli destinati a discoteche.

Per gli immobili destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, si prevede l’esenzione IMU per gli anni 2021 e 2022.

Si ricorda che il DL Rilancio (D.L. 34/2020 art 177) ha previsto l’abolizione della prima rata dell’IMU, quota-Stato e quota-Comune, per l’anno 2020 per gli immobili di agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventu? e campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attivita?. Nel corso della conversione in legge l’agevolazione è stata estesa agli immobili in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni.

Di seguito un riepilogo delle esenzioni disposte dai decreti emergenziali che si sono sinora succeduti:

  • Esenzione I rata IMU 2020:
    • Immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali e degli stabilimenti termali;
    • Immobili rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni con fine di lucro) ovvero agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed & breakfast, residence e campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività esercitate
    • Immobili in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni
  • Esenzione II rata IMU 2020:
    • Immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali e degli stabilimenti termali;
    • Immobili rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni con fine di lucro) ovvero agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed & breakfast, residence e campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività esercitate;
    • Immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attivita? di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
    • Immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attivita? ivi esercitate;
    • Immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attivita? ivi esercitate.
  • Esenzione IMU 2021 e 2022:
    • Immobili destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli.

 

 

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INPS: addio al PIN, dal 1 ottobre si accede solo con lo SPID

Dal 1° ottobre 2020 l’Inps non rilascerà più il PIN come credenziale di accesso ai servizi dell’Istituto.

Gli utenti potranno continuare ad utilizzare i PIN già in loro in possesso sino al termine di una fase di sperimentazione (la cui durata non è ancora stata fissata) oltre la quale l’accesso ai servizi Inps non sarà più possibile tramite PIN.

Tuttavia, per consentire il graduale passaggio dell’utenza verso lo SPID, e garantire la possibilità di accesso ai servizi dell’INPS lo “switch-off” dal PIN allo SPID sarà preceduto da una fase transitoria, che avrà inizio il 1.10.2020 e durante la quale non saranno rilasciati nuovi PIN agli utenti, salvo quelli richiesti da coloro che non possono avere accesso alle credenziali SPID e per i soli servizi a loro dedicati.

I PIN già in possesso degli utenti conserveranno la loro validità e potranno essere rinnovati alla naturale scadenza fino alla conclusione della fase transitoria.

Lo switch, spiega l’Inps, è motivato dagli evidenti vantaggi che offre lo SPID in termini di semplificazione del rapporto con la pubblica Amministrazione, con la possibilità per gli utenti di interagire non solo con l’Istituto, ma con l’intero sistema pubblico e con i soggetti privati aderenti, costituendo di fatto un sistema aperto agli sviluppi europei.

L’identità digitale SPID infatti, con credenziali di livello 2 o 3 può essere usata per l’accesso dei servizi in rete delle pubbliche amministrazioni dell’Unione Europea. I suoi livelli di attivazione permetteranno all’INPS anche di abilitare attivare servizi inediti che necessitano di una affidabilità maggiore nella fase di riconoscimento dell’utente con firme digitali o pagamenti.

Pertanto, il 1° ottobre non saranno più rilasciati PIN Inps. Tale data è stata considerata congrua anche dagli Identity Provider accreditati, che hanno assicurato la piena capacità di assorbimento dell’incremento della richiesta di SPID.

Per assistere al meglio i nostri clienti Studio Mamì è abilitato all’attivazione dello SPID (Identity Provider Aruba).

Chiamaci allo 090 9796698 oppure scrivi a info@studiomami.it per i dettagli sul servizio.

 

 

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La cessione quote di una SRL può avvenire anche affidandosi al commercialista

Dal 2008 la cessione delle quote di una società a responsabilità limitata (s.r.l.) può avvenire anche affidandosi ad un commercialista abilitato, non più soltanto attraverso atto pubblico o scrittura privata autenticata dal notaio.

Grazie all’introduzione dall’art. 36 c. 1 bis, legge 133 del 2008 infatti, Studio Mamì può effettuare l’operazione in totale autonomia, anche per le srl semplificate, garantendo una procedura semplificata e un servizio di consulenza completo che avviene tramite l’invio di un documento informatico firmato digitalmente dalle parti garantendo professionalità e rispetto dei tempi.

Questa operazione più snella e meno onerosa viene strutturata in tre fasi.

Nella prima fase il commercialista, mettendosi in contatto con le Parti, raccoglie tutto il materiale necessario per poter strutturare e trasmettere la scrittura privata.

Documenti necessari per perfezionare la cessione quote di srl

  • la copia della carta d’identità e codice fiscale delle Parti (con eventuale verifica del regime patrimoniale coniugale della parte cedente)
  • la copia dello statuto societario e dei patti parasociali aggiornati
  • eventuale dichiarazione di rinuncia alla prelazione da parte dei soci
  • le visure della o delle società coinvolte
  • copia del libro soci da cui risulti il nome e l’ammontare della quota del cedente
  • procura o verbale dell’organo amministrativo che conferisca il mandato di rappresentanza in caso di atto posto in essere da persona giuridica
  • verifica del possesso di dispositivo di firma digitale per le parti coinvolte

Controlli preliminari effettuati dal commercialista

  • capacità di agire delle parti (presenza fisica di fronte al commercialista)
  • poteri di rappresentanza nel caso di persone giuridiche
  • regime patrimoniale coniugale
  • effettiva proprietà delle quote
  • verifica che non vi siano diritti di terzi o vincoli che rendano l’atto inefficace
  • verifica che l’atto non sia contrario al buon costume e all’ordine pubblico
  • Predisposizione e trasmissione della scrittura privata di cessione quote di srl in formato elettronico
  • Predisposizione scrittura privata in formato PDF/A
  • firma digitale del documento (firma delle parti, del commercialista e apposizione della marca temporale)
  • trasmissione del documento all’Agenzia delle Entrate (entro 20 giorni dalla data di marcatura temporale) e pagamento, per conto delle parti, dell’imposta di registro e dei bolli (il tutto certificato tramite ricevuta)
  • predisposizione e invio pratica di avvenuta cessione quote alla Camera di Commercio competente assolvendo i vari bolli e diritti di segreteria per conto delle parti (certificata tramite la ricezione di una visura aggiornata)

Costo della pratica di cessione quote di srl

  • Il costo di un atto di cessione quote societarie di Srl è composto da:
  • Imposta di Registro (200,00 euro per ogni quota);
  • Bolli Agenzia delle Entrate;
  • Bolli Camerali;
  • Diritti di Segreteria della Camera di Commercio;
  • Onorari professionali
  • Ad oggi è quindi possibile stipulare un atto di cessione quote di srl con un onere complessivo pari a circa 800,00 euro (atto con un solo acquirente ed un solo venditore)!

N.B. La cessione quote di srl semplificate può essere fatta solo a persone fisiche che non abbiano superato il 35esimo anno di età. Se tale la quota venisse ceduta a una persona giuridica allora la srl non sarebbe più semplificata ma diventerebbe ordinaria e a quel punto sarebbe necessario l’atto pubblico redatto dal notaio.

Inoltre, per poter beneficiare di questa modalità, nell’atto di cessione quote della S.r.l. le parti in causa devono essere in grado di poter firmare digitalmente il documento informatico, e nello specifico vengono accettate solo le firme digitali che sono state rilasciate da certificatori accreditati.

 

 

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Superbonus, nuovo massimale per interventi sul fotovoltaico

L’installazione di un impianto fotovoltaico acquista una nuova spinta con l’entrata in vigore del superbonus previsto dal decreto Rilancio, e guadagna anche un nuovo massimale di spesa, che dovrebbe essere autonomo rispetto a quello dei tradizionali lavori di recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16bis del Tuir, anche se influenzato dalla contemporanea presenza di questi interventi. Prima del Dl 34/20, le spese sostenute (anche in assenza di opere edilizie propriamente dette) per l’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia erano “semplicemente” uno degli interventi di cui all’articolo 16-bis Tuir (in particolare, previsto dalla lettera h del comma 1 di tale disposizione) e, in quanto tale, la detrazione è sottoposta (fino al prossimo 31 dicembre) al limite complessivo di 96mila euro per unità immobiliare. In tale ammontare – che determina un risparmio fiscale del 50% in dieci anni – rientrano anche le spese per l’installazione di sistemi di accumulo funzionalmente collegati agli impianti stessi.

Tuttavia diversamente dagli altri lavori trainati volti al risparmio energetico il legislatore ha previsto un nuovo limite di spesa per l’installazione degli impianti fotovoltaici, precisamente 48 mila euro, nel limite di 2400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto per singola unità immobiliare. Si tratta quindi di un limite autonomo rispetto a quello tradizionale dei 96 mila euro per unità immobiliare, che rimane intatto nel caso in cui, oltre all’intervento trainante, e all’impianto fotovoltaico, si decida di realizzare uno o più degli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16 bis del Tuir. In quest’ultimo caso va ricordato che lo stesso comma 5 dell’articolo 119 prevede che il limite di spesa per l’impianto fotovoltaico è ridotto a 1600 euro per kW di potenza nominale laddove l’installazione rientri nell’ambito di interventi di ristrutturazione edilizia o di nuova costruzione.

La super detrazione è riconosciuta, alle stesse condizioni e negli stessi limiti di importo, anche per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati, nel limite di spesa di 1000 euro per ogni kWh di capacità di accumulo la condizione essenziale per fruire del beneficio maggiorato sugli impianti fotovoltaici è la cessione in favore del Gse dell’energia non auto-consumata in sito.

Due precisazioni:

  • L’esercizio di impianti fino a 200 kW da parte di comunità energetiche rinnovabili costituite in forma di enti non commerciali o da parte di condomini che aderiscono alle configurazioni di cui all’artico 42-bis del DL 162/19 non costituisce svolgimento di attività commerciale abituale;
  • In caso di installazione da parte di tali soggetti di impianti fino a 200 kW, il super bonus del 110% si applica alla quota di spesa corrispondente alla potenza massima di 20 kW, mentre per l’eccedenza spetta la detrazione ordinaria prevista dall’artico 16-bis del Tuir, nel limite massimo di spesa complessivo di 96000 euro riferito all’intero impianto.
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Meccanismo di schedatura dei debitori per la riscossione

Il documento di indirizzo del Ministero dell’Economia chiarisce come saranno strutturate le attività dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione sulla base dei dati in Anagrafe tributaria, concentrando le forze sui soggetti più solvibili e i crediti più agevoli da aggredire Per migliorare l’efficacia della riscossione si procederà alla schedatura dei debitori.

Questa procedura verrà compiuta dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione attraverso l’utilizzo delle informazioni e delle notizie presenti nelle varie banche dati dell’Anagrafe tributaria. Il tutto, con buona probabilità, verrà rimesso a un algoritmo che, sulla base di tali informazioni, dirà quali sono i debitori più solvibili sui quali concentrare le azioni della riscossione, consentendo al Fisco di procedere prioritariamente verso quei soggetti e quei crediti che avranno maggiori possibilità di essere riscossi. Passa attraverso queste direttrici l’azione di potenziamento delle attività di riscossione dei debiti a ruolo per il triennio 2020-2022, contenuta nell’atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale, firmato nei giorni scorsi dal Ministro dell’Economia. Se l’obiettivo da perseguire è quello di migliorare l’efficacia delle procedure di riscossione dei ruoli, il documento appena citato precisa che si dovrà procedere nel rispetto della privacy e del principio di equità dell’azione dell’Amministrazione Finanziaria. In questo senso non ci dovranno essere arretramenti di sorta nella necessità di salvaguardare tutti i crediti affidati in riscossione mediante atti idonei a evitarne la decadenza e la prescrizione.

Tra gli altri progetti in materia di riscossione il documento di indirizzo precisa inoltre che, fermi restando i termini di legge, verranno ottimizzati i tempi medi di lavorazione per la notifica delle cartelle di pagamento e per l’attivazione delle procedure cautelari ed esecutive. Si tratta di un obiettivo importante perché i dati del c.d. magazzino della riscossione ci dicono che, in molte situazioni, l’azione è stata tardiva e ha impedito di far recuperare il dovuto alle casse dello Stato. Altro ambizioso obiettivo riguarda il miglioramento nello scambio informativo tra agente della riscossione e i vari enti impositori o beneficiari. Grazie a tale operazione potranno essere assicurati sia il tempestivo aggiornamento che la fruibilità di tutte le informazioni relative allo stato della riscossione dei crediti. In particolare, al fine di facilitare le attività di riscossione degli enti impositori e creditori, sarà garantito l’accesso gratuito di tali enti alle informazioni relative ai debitori presenti nell’Anagrafe tributaria.

Questo aspetto apre tutta una serie di riflessioni in relazione alla tutela dei dati dei contribuenti. L’insieme di queste attività, precisa l’atto di indirizzo, dovrà essere portato a compimento nel rispetto della normativa sulla tutela dei dai personali e dell’equità dell’azione amministrativa. Gli ultimi due parametri sembrano però porsi in aperta contrapposizione con le priorità sopra elencate. Puntare decisamente sui debitori più solvibili significa, in poche parole, chiudere un occhio verso coloro che hanno meno da perdere e verso i quali l’azione della riscossione potrebbe portare solo a inutili sprechi di risorse. Sul fronte della tutela dei dati personali, poi, è ovvio che se la riscossione comincia a utilizzare in maniera pesante tutte le informazioni presenti in Anagrafe tributaria per “schedare” i suoi debitori, i rischi di violazioni non possono che aumentare. Appare eccessivo anche consentire ai vari enti che si affidano ad ADER, l’accesso alle informazioni presenti in Anagrafe tributaria e che sono state utilizzate per la schedatura dei contribuenti ai fini della riscossione, ulteriore fonte di potenziali rischi in materia di privacy

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Ecobonus 110% ecco le ultime novità

La conversione in legge del D.L. 34/2020 ha portato modifiche all’art. 119 che riguardano la detrazione del 110% per gli interventi rivolti al risparmio energetico e antisismici.

I soggetti che possono usufruire della detrazione sono:

  • persone fisiche che operano al di fuori dell’esercizio di attività di impresa o professionale. La detrazione non è ovviamente inibita agli imprenditori o professionisti: la regola è che gli immobili che ne beneficiano devono essere posseduti nella sfera privata. Le persone fisiche possono usufruire della detrazione del 110% in materia di risparmio energetico, sul numero massimo di 2 unità immobiliari oltre che sulle eventuali parti comuni dell’edificio. Invece non ci sono limiti per il sismabonus. Nel testo definitivo non viene mai richiesta la condizione che l’unità immobiliare rappresenti l’abitazione principale;
  • condomini: in questo caso le unità immobiliari possono essere destinate anche a uffici e negozi e i beneficiari indirettamente possono essere anche imprese o professionisti. Per le abitazioni comprese nel condominio sussistono perplessità in ordine alla possibilità di fare interventi in privato a fronte di un intervento trainante effettuato dal condominio. Per esempio, se il condominio sostituisce l’impianto di climatizzazione centralizzato, questo non sembra legittimare la sostituzione degli infissi da parte del proprietario dell’appartamento. Bisognerebbe che il condomino facesse un proprio intervento trainante come l’isolamento termico con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda e così potrebbe usufruire anche del bonus del 110% sulla sostituzione dei serramenti;
  • cooperative edilizie di abitazione a proprietà indivisa per gli interventi realizzati su immobili già assegnati ai soci;
  • Istituti autonomi case popolari (IACP) ed enti aventi le medesime finalità sociali per abitazioni già assegnate e comunque dai soggetti che gestiscono l’edilizia residenziale pubblica;
  • Organizzazioni non lucrative di utilità sociale ex D.Lgs. 460/1997, associazioni di promozione sociale e associazioni del volontariato: in sostanza il futuro mondo degli enti del Terzo settore;
  • associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nel registro di cui al D.Lgs. 242/1999 limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili adibiti a spogliatoi.

Si precisa che le detrazioni non si applicano alle abitazioni appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Inoltre, in sede di conversione sono stati ridotti i limiti di spesa che beneficiano del 110%. Per l’isolamento termico delle superfici opache che interessano l’involucro dell’edificio con incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio, o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari se indipendenti con uno o più accessi autonomi (cappotto), la spesa massima è di 50.000 euro per unità immobiliare singola o autonoma se posta all’interno di fabbricati plurifamiliari; 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità per edifici composti da 2 a 8 unità immobiliari; 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari per gli edifici con oltre 8 unità immobiliari. Per gli interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento e la fornitura di acqua calda a condensazione con efficienza rientrante nella classe A, o a pompa di calore anche abbinati ad impianti fotovoltaici, con accumulo o microgenerazione, la spesa massima è di 20.000 euro per ogni unità immobiliare se l’edificio è composto fino a 8 unità immobiliari oppure euro 15.000 euro per ogni unità immobiliare per gli edifici con più di 8 unità. Per gli interventi simili ai precedenti, effettuati però su edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari poste all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti con accesso autonomo la fonte energetica può essere a pompa di calore, ma anche a condensazione con efficienza almeno di classe A, inclusi impianti ibridi o geotermici; la spesa massima è di 30.000 euro.

Potenziata l’agevolazione “Resto al Sud”

L’agevolazione Resto al Sud rappresenta una delle modalità più snelle per avviare una nuova attività imprenditoriale.

Destinata agli under 46 che risiedono nelle regioni del Sud, che non siano titolari di altre attività d’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017, non abbiano ricevuto altre agevolazioni per l’autoimprenditorialità nell’ultimo triennio e non abbiano un lavoro a tempo indeterminato e si impegnino a non averlo per tutta la durata del finanziamento, consente di ricevere finanziamenti in parte a fondo perduto in parte a tasso zero per attività nei seguenti settori:

  • attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone
  • turismo
  • attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria)

Adesso, con la conversione del Decreto Rilancio, l’agevolazione viene ulteriormente potenziata:

  • viene incrementata la quota di fondo perduto, che passa dal 35% al 50% dell’intero programma agevolato
  • viene incrementato il massimale di spesa per le imprese esercitate in forma individuale, che passa da 50.000 euro a 60.000 euro.

Si rammenta che lo Studio Mamì fornisce consulenza integrale per l’accesso all’agevolazione, supportando i richiedenti dalla fase di redazione del business plan, alla presentazione della domanda e alla gestione degli adempimenti successivi utili alla percezione del contributo.

Credito d’imposta per adeguamento e sanificazione degli ambienti di lavoro

Con Provvedimento del 10 luglio 2020 l’Agenzia delle Entrate ha dato attuazione ai crediti d’imposta, previsti dal Decreto Rilancio, e relativi all’adeguamento degli ambienti di lavoro e alla sanificazione e acquisto di dispositivi di protezione

Le domande per fruire dei due crediti d’imposta si potranno presentare dal 20 luglio e fino al 7 settembre (per il credito d’imposta sulla sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione) e dal 20 luglio fino al 30 novembre 2021 (per il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro), ed è quindi importante contattare lo Studio per predisporre per tempo le relative richieste.

Va altresì specificato che il credito d’imposta sulla sanificazione l’acquisto di dispositivi di protezione verrà erogato proporzionalmente alle risorse disponibili. Quindi l’importo del credito potrà essere ridotto se le risorse non saranno sufficienti per soddisfare per intero le domande.

Vediamo in sintesi i dettagli dei due crediti d’imposta

Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

A chi si applica

Il credito è riconosciuto ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore.

Nello specifico, è previsto per le spese necessarie alla riapertura in sicurezza delle attività, per cui la platea dei soggetti possibili beneficiari è costituita dagli operatori con attività aperte al pubblico, tipicamente bar, ristoranti, alberghi, teatri e cinema. I luoghi aperti al pubblico individuati dal Decreto sono i seguenti:

  • Alberghi
  • Villaggi turistici
  • Ostelli della gioventù
  • Rifugi di montagna
  • Colonie marine e montane
  • Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence
  • Attività di alloggio connesse alle aziende agricole
  • Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte
  • Gestione di vagoni letto
  • Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero
  • Ristorazione con somministrazione
  • Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
  • Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto
  • Gelaterie e pasticcerie
  • Gelaterie e pasticcerie ambulanti
  • Ristorazione ambulante
  • Ristorazione su treni e navi
  • Catering per eventi, banqueting
  • Mense
  • Catering continuativo su base contrattuale
  • Bar e altri esercizi simili senza cucina
  • Attività di proiezione cinematografica
  • Attività delle agenzie di viaggio
  • Attività dei tour operator
  • Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento
  • Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio n.c.a.
  • Attività delle guide e degli accompagnatori turistici
  • Organizzazione di convegni e fiere
  • Attività nel campo della recitazione
  • Altre rappresentazioni artistiche
  • Noleggio con operatore di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli
  • Attività nel campo della regia
  • Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche
  • Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche
  • Attività di biblioteche ed archivi
  • Attività di musei
  • Gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili
  • Attività degli orti botanici, dei giardini zoologici e delle riserve naturali
  • Parchi di divertimento e parchi tematici
  • Gestione di stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali
  • Stabilimenti termali

Per quanto concerne le associazioni, le fondazioni e gli altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore, la circolare specifica come il legislatore abbia inteso estendere il beneficio in questione a tutti gli enti diversi da quelli che esercitano, in via prevalente o esclusiva, un’attività in regime di impresa.

Interventi e investimenti agevolabili

Le spese per cui spetta il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro sono suddivise in interventi agevolabili e investimenti agevolabili.

Quanto agli interventi agevolabili sono quelli necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure finalizzate al contenimento della diffusione del virus SARS-Co V-2, tra cui sono ricompresi:

  • quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, di ingressi e spazi comuni, nonché per l’acquisto di arredi di sicurezza;
  • gli interventi per l’acquisto di arredi finalizzati a garantire la riapertura delle attività commerciali in sicurezza (cosiddetti “arredi di sicurezza”).

Invece, gli investimenti agevolabili sono quelli connessi ad attività innovative, tra cui sono ricompresi quelli relativi allo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie per lo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura (c.d. termoscanner) dei dipendenti e degli utenti.

Tra l’altro rientrano nell’agevolazione i programmi software, i sistemi di videoconferenza, quelli per la sicurezza della connessione, nonché gli investimenti necessari per consentire lo svolgimento dell’attività lavorativa in smart working.

Ammontare del credito

L’ammontare del credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro corrisponde al 60 per cento delle spese ammissibili sostenute nel 2020 per un massimo di 80.000 euro. Tale limite massimo è riferito all’importo delle spese ammissibili e, dunque, l’ammontare del credito non può eccedere il limite di 48.000 euro.

Credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione

A chi si applica

Quanto all’ambito soggettivo, la norma fa riferimento:

  • agli imprenditori individuali e società in nome collettivo e in accomandita semplice che producono reddito d’impresa indipendentemente dal regime contabile adottato;
  • agli enti e società;
  • alle stabili organizzazioni di soggetti non residenti;
  • alle persone fisiche e associazioni che esercitano arti e professioni, producendo reddito di lavoro autonomo;
  • agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore;
  • agli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Spese agevolabili

Il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione spetta in relazione alle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.

Per quanto riguarda la sanificazione occorre far riferimento ad attività finalizzate ad eliminare o ridurre a quantità non significative la presenza del virus che ha determinato l’emergenza epidemiologica COVID-19.

Sicuramente questa condizione è soddisfatta qualora sia presente apposita certificazione redatta da operatori professionisti sulla base dei Protocolli di regolamentazione vigenti.

In ogni caso, poiché la norma non fa riferimento in modo specifico all’“acquisto”, l’attività di sanificazione può essere svolta anche in economia dal soggetto beneficiario, avvalendosi di propri dipendenti o collaboratori, sempre che rispetti le indicazioni contenute nei Protocolli di regolamentazione vigenti, come attestato da documentazione interna.

Le spese per la sanificazione possono riguardare anche strumenti già in dotazione del soggetto beneficiario.

Rientrano nel credito d’imposta anche le spese quelle sostenute per l’acquisto di:

  • dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  • prodotti detergenti e disinfettanti;
  • dispositivi di sicurezza diversi da quelli precedenti, quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
  • dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Ammontare del credito

Anche per questo credito, il legislatore ha fatto genericamente riferimento alle spese sostenute nell’anno 2020, per cui sono agevolabili le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020.

Il credito d’imposta non può superare la misura di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020. Il limite massimo è riferito all’importo del credito d’imposta e non a quello delle spese ammissibili, per cui il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione spetterà nella misura del 60 per cento delle spese ammissibili sostenute, ove l’ammontare complessivo delle stesse sia inferiore o uguale a 100.000 euro.

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