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Pmi e Digital Transformation, definite le modalità dell’agevolazione

Con decreto del 9 giugno 2020 viene data attuazione all’intervento, previsto dal Decreto Crescita, volto a sostenere la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle PMI italiane attraverso la realizzazione di progetti diretti all’implementazione delle tecnologie abilitanti individuate nel Piano Nazionale Impresa 4.0 nonché di altre tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera.

A chi si rivolge

L’agevolazione si rivolge alle PMI aventi le seguenti caratteristiche:

  • iscrizione attiva al Registro Imprese
  • operatività in via prevalente o primaria nel settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere e/o nel settore turistico e/o nel settore del commercio;
  • hanno conseguito, nell’esercizio cui si riferisce l’ultimo bilancio approvato e depositato, un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a euro 100.000,00;
  • dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese;
  • non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.

È ammissibile la presentazione di progetti congiunti tramite contratti di rete o altre forme contrattuali di collaborazione.

Attività economiche ammesse

Sono ammesse le attività ricomprese nei seguenti settori (codici ATECO):

  • C – Intera sezione
  • 00.00 – Raccolta e depurazione delle acque di scarico
  • 1 – Raccolta dei rifiuti
  • 2 – Trattamento e smaltimento dei rifiuti
  • 3 – Recupero dei materiali
  • 52 – Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti
  • 53 – Servizi postali e attività di corriere
  • 29 – Mense e catering continuativi su base contrattuale
  • 12 – Pubblicazione di elenchi e mailing list
  • 2 – Edizioni di software
  • 61 – Telecomunicazioni
  • 62 – Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse
  • 1 – Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse; portali web
  • 69 – Attività legali e contabilità
  • 70 – Attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale
  • 71 – Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
  • 72 – Ricerca scientifica e sviluppo
  • 73 – Pubblicità e ricerche di mercato
  • 74- Altre attività professionali, scientifiche e tecniche
  • 20 – Attività dei call center
  • 92 – Attività di imballaggio e confezionamento per conto terzi
  • 1 – Riparazione e manutenzione di computer e periferiche
  • 01.01 – Attività delle lavanderie industriali
  • 55 – Alloggi
  • 79 – Attività dei servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione e attività connesse
  • 02.00 – Attività di musei
  • 03.00 – Gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili
  • G – Intera sezione

Investimenti ammissibili

I progetti ammissibili alle agevolazioni devono essere diretti alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi dei soggetti proponenti mediante l’implementazione di:

  1. tecnologie abilitanti individuate dal Piano nazionale impresa 4.0. (advanced manufacturing solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics) e/o;
  2. tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera, finalizzate:
    1. all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione dellerelazioni con i diversi attori;
    2. al software;
    3. alle piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio;
    4. ad altre tecnologie, quali sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchange-EDI), geolocalizzazione, tecnologie per l’in-store customer experience, system integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale, internet of things.
  3. A tal fine i progetti devono prevedere la realizzazione di:
    1. attività di innovazione di processo o di innovazione dell’organizzazione, ovvero;
    2. investimenti

I progetti di spesa devono, inoltre, essere realizzati nell’ambito di una unità produttiva dell’impresa proponente ubicata su tutto il territorio nazionale, prevedere un importo di spesa non inferiore a euro 50.000,00 e non superiore a 500.000,00; essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni e prevedere una durata non superiore a 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, fermo restando la possibilità da parte del Ministero di concedere, su richiesta motivata dal soggetto

beneficiario, una proroga del termine di ultimazione non superiore a 6 mesi.

Agevolazioni

Per entrambe le tipologie di progetto ammissibili a beneficio le agevolazioni sono concesse sulla base di una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili pari al 50 percento, articolata come segue:

  1. 10 percento sotto forma di contributo;
  2. 40 percento come finanziamento agevolato.

Il finanziamento agevolato deve essere restituito dal soggetto beneficiario senza interessi a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle agevolazioni, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, in un periodo della durata massima di 7 anni.

Termini di presentazione della domanda

Verranno fissati con un successivo decreto direttoriale.

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Nuovo bando Macchinari Innovativi

Con decreto del 23 giugno 2020 sono stati definiti i termini e le modalità di presentazione delle domande per l’accesso all’agevolazione del bando “Macchinari innovativi” che sostiene la realizzazione, nei territori delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, di programmi di investimento diretti a consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa ovvero a favorire la transizione del settore manifatturiero verso il paradigma dell’economia circolare.

A chi si rivolge

L’agevolazione si rivolge alle PMI aventi le seguenti caratteristiche:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese, sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • sono in regime di contabilità ordinaria e dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese, ovvero hanno presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi;
  • sono in regola con la normativa vigente in materia di edilizia ed urbanistica, del lavoro e della salvaguardia dell’ambiente, nonché con gli obblighi contributivi;
  • non hanno effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento;
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà.

L’agevolazione spetta altresì ai liberi professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali riconosciute e i progetti possono essere presentati anche tramite contratto di rete.

Attività economiche ammesse

Sono ammesse le attività di servizi alle imprese nonché le attività manifatturiere, queste ultime con esclusione delle attività connesse ai seguenti settori:

  • siderurgia
  • estrazione del carbone
  • costruzione navale
  • fabbricazione delle fibre sintetiche
  • trasporti e relative infrastrutture
  • produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture.

Investimenti ammissibili

I programmi di investimento ammissibili devono

  • prevedere spese non inferiori a euro 400.000,00 e non superiori a euro 3.000.000,00. Nel caso di programmi presentati da reti d’impresa, la soglia minima può essere raggiunta mediante la sommatoria delle spese connesse ai singoli programmi di investimento proposti dai soggetti aderenti alla rete, a condizione che ciascun programma preveda comunque spese ammissibili non inferiori a euro 200.000,00;
  • essere realizzati esclusivamente presso unità produttive localizzate nei territori delle Regioni meno sviluppate;
  • prevedere l’acquisizione di tecnologie abilitanti atte a consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa e/o di soluzioni tecnologiche in grado di rendere il processo produttivo più sostenibile e circolare.

I beni oggetto del programma di investimento devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali e immateriali, come definite agli articoli 2423 e seguenti del codice civile, che riguardano macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, nonché programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali.

Le spese correlate ai programmi di investimento devono essere:

  • relative a immobilizzazioni materiali e immateriali, nuove di fabbrica acquistate da terzi;
  • riferite a beni ammortizzabili e capitalizzati che figurano nell’attivo patrimoniale dell’impresa e mantengono la loro funzionalità rispetto al programma di investimento per almeno 3 anni dalla data di erogazione a saldo delle agevolazioni;
  • riferite a beni utilizzati esclusivamente nell’unità produttiva oggetto del programma di investimento;
  • pagate esclusivamente in modo da consentire la piena tracciabilità delle operazioni;
  • conformi alla normativa comunitaria in merito all’ammissibilità delle spese nell’ambito dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali programmazione 2014-2020;
  • ultimate non oltre il termine di 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, fermo restando la possibilità da parte del Ministero di concedere, su richiesta motivata dell’impresa beneficiaria, una proroga del termine di ultimazione non superiore a 6 mesi.

Agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo in conto impianti e di finanziamento agevolato, per una percentuale nominale calcolata rispetto alle spese ammissibili pari al 75%, articolate come segue:

  • per le imprese di micro e piccola dimensione, un contributo in conto impianti pari al 35% e un finanziamento agevolato pari al 40%;
  • per le imprese di media dimensione, un contributo in conto impianti pari al 25% e un finanziamento agevolato pari al 50%.

Il finanziamento agevolato, che non è assistito da particolari forme di garanzia, deve essere restituito dall’impresa beneficiaria senza interessi in un periodo della durata massima di 7 anni a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle agevolazioni.

Termini di presentazione della domanda

L’iter di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni è articolato nelle seguenti fasi:

  1. A) compilazione della domanda, a partire dalle ore 10.00 del 23 luglio 2020;
  2. B) invio della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dalle ore 10.00 del 30 luglio 2020.
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Finanziamenti SACE-SIMEST per l’internazionalizzazione: al via il fondo perduto.

La SACE-SIMEST mette a disposizione alcuni finanziamenti destinati all’internazionalizzazione che possono essere goduti dalle PMI italiane. A seguito dell’emergenza COVID-19, oltre a poter beneficiare dei finanziamenti è possibile accedere anche ad una quota di fondo perduto, fino al 40% dell’importo del finanziamento (salvo che per lo strumento Inserimenti Mercati Esteri per il quale il fondo perduto arriva al 20% massimo) per un importo massimo di 100.000 euro.

Vediamo brevemente le tipologie di finanziamento erogate da SACE SIMEST:

Patrimonializzazione

Finanziamento finalizzato al miglioramento o mantenimento del livello di solidità patrimoniale (rapporto patrimonio netto / attività immobilizzate nette) al momento della richiesta di finanziamento (“livello d’ingresso”) rispetto a un “livello soglia” predeterminato.

Importo massimo finanziabile: Euro 400.000, fino al 25% del patrimonio netto dell’impresa

Durata del finanziamento: 6 anni, di cui 2 di preammortamento.

Partecipazione a fiere e mostre

Finanziamento a tasso agevolato delle spese per area espositiva, spese logistiche, spese promozionali e spese per consulenze connesse alla partecipazione a fiere/mostre in Paesi extra UE, incluse le missioni di sistema promosse da MISE e MAECI e organizzate da ICE – Agenzia, Confindustria e altre istituzioni e associazioni di categoria.

Importo massimo finanziabile: Euro 100.000 a copertura del 100% delle spese preventivate, fino ad un massimo del 10% dei ricavi dell’ultimo esercizio.

Durata del finanziamento: 4 anni di cui 12 mesi di preammortamento.

Inserimento mercati esteri

Finanziamento a tasso agevolato delle spese per la realizzazione di un ufficio, show room, negozio o corner o centro di assistenza post vendita in un Paese extra UE e relative attività promozionali.

Importo massimo finanziabile: il 100% del totale preventivato nel limite del 25% del fatturato medio dell’ultimo biennio, da un minimo di 50 mila euro fino a 2,5 milioni di euro.

Durata del finanziamento: 6 anni, di cui 2 di preammortamento.

Temporary Export Manager

Finanziamento a tasso agevolato delle spese per l’inserimento temporaneo in azienda di figure professionali specializzate (Temporary Export Manager), attraverso la sottoscrizione di un apposito contratto di prestazioni consulenziali erogate esclusivamente da Società di Servizi in possesso dei requisiti indicati in Circolare Operativa, nonché altre spese accessorie strettamente connesse alla realizzazione del progetto elaborato con l’assistenza del TEM.

Importo minimo finanziabile: Euro 25.000

Importo massimo finanziabile: Euro 150.000,00 fino al 100% delle spese preventivate, fino ad un massimo del 12,50% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati.

Durata del finanziamento: 4 anni di cui 2 di pre-ammortamento, in cui si corrispondono i soli interessi e 2 anni di ammortamento per il rimborso del capitale e degli interessi; le rate sono semestrali posticipate a capitale costante.

E-Commerce

Finanziamento a tasso agevolato delle spese relative a soluzioni da realizzare secondo due modalità alternative:

  1. a) realizzare direttamente la tua piattaforma informatica finalizzata al commercio elettronico;
  2. b) utilizzare un market place finalizzato al commercio elettronico fornito da soggetti terzi.

Importo minimo finanziabile: Euro 25.000

Importo massimo finanziabile: Euro 300.000 in caso di realizzazione di piattaforma propria ed Euro 200.000 euro per l’utilizzo di un market place fornito da soggetti terzi. L’importo del finanziamento copre fino al 100% delle spese preventivate, fino ad un massimo del 12,50% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati.

Durata del finanziamento: 4 anni di cui 1 di pre-ammortamento, in cui si corrispondono i soli interessi e 3 anni di ammortamento per il rimborso del capitale e degli interessi; le rate sono semestrali posticipate a capitale costante.

Studi di fattibilità

Finanziamento a tasso agevolato delle spese di personale, viaggi e soggiorni per la redazione di studi di fattibilità collegati a investimenti produttivi o commerciali in Paesi extra UE.

Per il personale interno sono ammesse esclusivamente spese per viaggi, soggiorni e indennità di trasferta; per il personale esterno sono ammesse spese per compensi, viaggi e soggiorni.

Importo massimo finanziabile: Euro 150.000 per studi collegati a investimenti commerciali ed Euro 300.000 per studi collegati a investimenti produttivi. Il finanziamento può coprire fino al 100% dell’importo delle spese preventivate, fino al 12,5% del fatturato medio dell’ultimo biennio.

Durata del finanziamento: 4 anni, di cui 12 mesi di preammortamento.

Programmi di assistenza tecnica

Finanziamento a tasso agevolato delle spese per personale, viaggi, soggiorni e consulenze, sostenute per l’avviamento di un programma di formazione del personale operativo all’estero.

Importo massimo finanziabile: Euro 300.000. Il finanziamento può coprire fino al 100% dell’importo delle spese preventivate, fino al 12,5% dei ricavi medi dell’ultimo biennio.

Durata del finanziamento: 4 anni, di cui 12 mesi di preammortamento.

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Controlli dell’ispettorato sui percettori di ammortizzatori sociali

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dopo il periodo di sospensione dovuto all’emergenza COVID-19, ha comunicato tramite la circolare INL 532 del 12/06/2020 – scaricabile qui – che partiranno a breve i controlli per verificare la corretta e legittima fruizione degli ammortizzatori sociali (Cassa Integrazione in Deroga, Cassa Integrazione Guadagni, FIS nonchè le domande di indennità per il sostegno al reddito presentate dai lavoratori).

Le azioni di vigilanza riguarderanno le aziende, il cui elenco sarà fornito dall’Inps, che hanno fatto richiesta delle varie tipologie di ammortizzatori sociali.

Sarà posta particolare attenzione nei riguardi di:

1 Aziende operanti nei settori che non hanno subito interruzione o che hanno operato in deroga alle limitazioni imposte dai vari decreti;

2  Aziende che nei periodi immediatamente precedenti al ricorso alle varie forme di cassa integrazione, abbiano presentato domanda di iscrizione, ripresa dell’attività, modifiche di inquadramento o che abbiano proceduto ad assunzioni, trasformazione e riqualificazione di rapporti di lavoro;

3  Aziende che presentino un numero di lavoratori interessati agli ammortizzatori sociali correlato con quello di eventuali esternalizzazioni;

4  Aziende che hanno collocato in smart working lavoratori dipendenti e per i quali abbiano ugualmente richiesto l’intervento sociale;

5  Aziende che non hanno comunicato agli Istituti la ripresa, anche parziale, dell’attività lavorativa.

Per quanto concerne i lavoratori, il controllo sarà indirizzato nei confronti di quelli che hanno presentato domanda e fruito di indennità di “sostegno al reddito” con particolare riferimento agli stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, agli operai agricoli, ai lavoratori autonomi iscritti alle rispettive gestioni per l’assicurazione previdenziale obbligatoria quali: artigiani, commercianti, imprenditori agricoli professionali, coltivatori diretti, coloni e mezzadri.

Per eventuali chiarimenti scrivi a info@studiomami.it

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Credito d’imposta ricerca e sviluppo: le modalità attuative.

Con un apposito decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, che potete scaricare qui, è stata data formale attuazione al nuovo credito d’imposta ricerca e sviluppo previsto dall’ultima Legge di Bilancio 2020.

Criteri di classificazione delle attività

Il decreto, recependo i criteri elaborati in sede OCSE, effettua una classificazione delle singole attività ammissibili al credito d’imposta

  • Attività di ricerca e sviluppo (Credito d’imposta al 12%):
    • Ricerca fondamentale:
      • Definizione: Lavori sperimentali o teorici
      • Finalità: Acquisizione di nuove conoscenze in ambito scientifico o tecnologico, mediante analisi di proprietà e strutture dei fenomeni fisici e naturali, senza prevedere un’applicazione o utilizzo particolare a breve termine.
      • Risultati: Schemi o diagrammi esplicativi o teorie interpretative
    • Ricerca industriale:
      • Definizione: Lavori originali
      • Finalità: Individuazione delle possibili applicazioni delle nuove conoscenze acquisite dalla ricerca fondamentale oppure individuazione di nuove soluzioni a un predeterminato scopo o obiettivo pratico – Approfondire le conoscenze esistenti per risolvere problemi pratici di carattere scientifico o tecnologico
      • Risultati: Modelli di prova
    • Sviluppo sperimentale:
      • Definizione: Lavori sistematici basati sulle conoscenze esistenti
      • Finalità: Acquisizione di ulteriori conoscenze e raccolta di informazioni tecniche per lo sviluppo di nuovi prodotti o processi di produzione o per migliorare significativamente quelli esistenti
        Le modifiche significative devono avere il carattere di novità e non rappresentare semplicemente l’utilizzo delle conoscenze dello stato dell’arte del settore
      • Risultati: Prototipi e impianti pilota
    • Attività di innovazione tecnologica (Credito d’imposta al 6%)
      • Innovazione tecnologica (IT):
        • Definizione: Lavori diversi da quelli di ricerca e sviluppo
        • Finalità: Realizzazione o introduzione di prodotti (beni materiali, immateriali e servizi) o processi (processi o metodi di produzione e di distribuzione e logistica) nuovi o significativamente migliorati rispetto all’impresa stessa.
        • Risultati:
          • Beni o servizi che si differenziano da quelli dell’impresa per:
            • caratteristiche tecniche
            • componenti
            • materiali
            • software embedded
            • facilità d’impiego e semplificazione di utilizzo
            • maggiore flessibilità
            • prestazioni e funzionalità
          • Processi che si differenziano da quelli dell’impresa per:
            • tecnologie utilizzate
            • impianti macchinari e attrezzature
            • software
            • efficienza di risorse impiegate
            • affidabilità e sicurezza dei soggetti coinvolti nei processi aziendali
          • Attività di design e ideazione estetica (Credito d’imposta al 6%)
            • Design e ideazione estetica:
              • Definizione: Lavori diversi da quelli di ricerca e sviluppo e di IT
              • Finalità: Realizzazione o introduzione di prodotti (oggetti industriali e artigianali, componenti, imballaggi, presentazioni, simboli grafici, caratteri tipografici) significativamente innovati rispetto all’impresa stessa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici e non funzionali
              • Risultati: Beni che si differenziano da quelli dell’impresa per:
                • caratteristiche delle linee
                • caratteristiche dei contorni
                • colori
                • struttura superficiale
                • ornamenti
              • Design e ideazione estetica nel settore moda e nei settori a rinnovo periodico dei prodotti:
                • Definizione: Attività di concezione o realizzazione di nuove collezioni o campionari
                • Finalità: Introduzione di collezioni o campionari che presentino elementi di novità rispetto ai precedenti dell’impresa
                • Risultati: Collezioni o campionari nuovi per l’impresa per:
                  • tessuti o materiali utilizzati
                  • combinazione di tessuti/materiali
                  • disegni e forme
                  • colori
                  • altri elementi rilevanti, eccetto l’aggiunta di un singolo prodotto o modifica di una sola caratteristica (es. colore o un solo elemento di dettaglio)

Casistiche di applicazione potenziata del credito d’imposta

Le attività di innovazione tecnologica possono vedere incrementata la percentuale di credito d’imposta al 10% se sono rispondono ai seguenti obiettivi:

  • innovazione digitale 4.0, cioè i lavori svolti nell’ambito di progetti relativi alla trasformazione dei processi aziendali attraverso l’integrazione e l’interconnessione dei fattori, interni ed esterni all’azienda, rilevanti per la creazione del valore;
  • transizione ecologica, cioè i lavori svolti nell’ambito di progetti relativi alla trasformazione dei processi aziendali secondo i principi dell’economia circolare così come declinati dalla comunicazione della Commissione Europea (COM 2020) 98 dell’11 marzo 2020.

Al fine di beneficiare dell’aliquota maggiorata, la relazione tecnica di cui all’art. 1, comma 206, della Legge di Bilancio 2020 dovrà riportare:

  • le descrizione degli obiettivi di innovazione digitale 4.0 e/o transizione ecologica perseguiti o implementati;
  • la descrizione dello stato di fatto iniziale;
  • la descrizione del progetto di IT;
  • la descrizione della configurazione finale attesa;
  • la definizione dei criteri qualitativi e/o quantitativi rilevanti per la valutazione del concreto conseguimento degli obiettivi di innovazion

Il decreto elenca poi all’art. 5, a titolo esemplificativo, alcune fattispecie rientranti nelle previsioni di cui sopra.

Individuazione delle spese ammissibili

Il decreto fissa anche alcun criteri per individuare le spese ammissibili e i correlati oneri documentali.

A monte le spese devono sempre essere ispirate a principi generali di effettività, pertinenza e congruità.

Le spese ammissibili indicate dalla Legge di Bilancio riguardano:

  • il personale, ricercatori  e  tecnici  interni  all’azienda  o  a  contratto,nei  limiti  del  loro effettivo impiego nelle operazioni di ricerca e sviluppo. Le spese per il personale under 35 al  primo  impiego  in  possesso di  dottorato  di  ricerca  o  laurea  magistrale  concorrono  a formare la base di calcolo per un importo pari al 150%.
  • Le quote di ammortamento e i canoni di locazione(finanziaria e operativa) nonché spese per software e macchinari utilizzati nei progetti di ricerca, nel limite massimo del   30%   delle   spese   del   Le   quote   di   ammortamento   per immobilizzazioni  immateriali  (marchi  e  brevetti)  sono  agevolabili, purché  utilizzati esclusivamente nel progetto di ricerca, nel limite massimo di 1 milione di euro.
  • I contratti di ricerca commissionata a terzi che, qualora siano stipulati con università e centri di ricerca residenti sul territorio italiano, concorrono a formare la base di calcolo per il 150%.
  • I servizi di consulenza inerenti alle attività di ricerca e sviluppo, nel limite massimo del 20% delle spese del personale.
  • Le spese per materiali e altre  forniture, ancorché  impiegati  nell’attività  oggetto dell’incentivo, nel limite massimo del 30% delle spese di personale.

Il decreto specifica che le spese ammissibili sono quelle fiscalmente imputabili, in base al criterio di competenza dell’art. 109 TUIR, al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2019. Viene altresì specificato che le spese di certificazione della documentazione contabile ammissibili, si considerano imputabili allo stesso periodo d’imposta di effettuazione degli investimenti ammissibili.

In merito alle spese del personale il decreto fa due importanti precisazioni.

In primis vengono disciplinate alcune limitazioni antielusive per le prestazioni lavorative rese da amministratori e soci:

  • vengono ammessi solo i compensi fissi ordinari annui;
  • viene posto un limite quantitativo di ammissibilità di tali spese pari al 50% del compenso fisso ordinario annuo;
  • viene disposta l’ammissibilità subordinata all’effettivo pagamento dell’intero compenso fisso nel periodo d’imposta agevolato;
  • viene disposta l’ammissibilità subordinata alla dichiarazione resa dal legale rappresentante dell’impresa circa l’effettiva partecipazione dei soggetti in questione alle attività agevolabili e la congruità delle spese (la novità è estesa ai familiari dell’imprenditore, dei soci e degli amministratori).

Vengono poi fissati i criteri di determinazione delle spese del personale, differenziati a seconda della tipologia di spesa:

  • per le spese del personale in rapporto di lavoro subordinato sono ammissibili:
    • la retribuzione al lordo di ritenute e contributi previdenziali e assistenziali
    • i ratei di TFR
    • le mensilità aggiuntive
    • le ferie
    • i permessi
    • le indennità di trasferta, limitatamente al caso di attività svolte fuori sede.
  • le spese del personale di cui sopra contribuiscono a formare la base di calcolo al 150% solo in caso di giovani qualificati, destinati in via esclusiva alle attività ammissibili e che abbiano le seguenti caratteristiche:
    • assunti nel periodo d’imposta agevolato
    • assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (anche part-time)
    • di età inferiore a 35 anni alla data di assunzione
    • al primo impiego con contratto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato (non rileva ai fini del requisito un precedente contratto di apprendistato)

Infine, in merito agli oneri documentali, viene specificato che:

  • per le spese del personale, tra la documentazione contabile oggetto di certificazione devono essere compresi i fogli presenza nominativi giornalieri recanti le ore impiegate in attività ammissibili, firmati dal legale rappresentante o dal responsabile delle attività;
  • per le spese per prestazioni lavorative di amministratori e soci, l’ammissibilità delle spese è subordinata a una dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa dal legale rappresentante della società che attesti:
    • l’effettiva partecipazione di soci, amministratori e loro familiari alle attività ammissibili;
    • la congruità dell’importo del compenso ammissibile rispetto al lavoro prestato, alle competenze tecniche e al lavoro prestato dagli altri soggetti impiegati in attività ammissibili;
  • per le spese di utilizzo di beni strumentali, nella documentazione contabile oggetto di certificazione deve essere compresa una dichiarazione sostitutiva di atto notoria resa dal legale rappresentante della società o dal responsabile delle attività ammissibili che attesti:
    • la misura di impiego dei beni in attività ammissibili;
    • il periodo di impiego dei beni in attività ammissibili.
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Bonus vacanze: come richiedere l’agevolazione

E’ stato pubblicato il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che definisce le modalità di fruizione del tax credit vacanze previsto dal Decreto Rilancio.

Tax credit vacanze

Il provvedimento da attuazione alla misura che prevede un credito d’imposta, riconosciuto per l’anno 2020 ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 40.000 euro, utilizzabile dall’1 luglio 2020 al 31 dicembre 2020 per il pagamento di servizi offerti in ambito nazionale da:

  • imprese turistico ricettive
  • imprese agrituristiche
  • bed&breakfast

in possesso dei titoli prescritti dalla normativa nazionale e regionale per l’esercizio dell’attività turistico ricettiva. Il credito, utilizzabile da un solo componente nel nucleo familiare, è attribuito nella misura massima:

  • di 150 euro per i nuclei familiari composti da una sola persona
  • di 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone
  • di 500 euro per tutti gli altri nuclei familiari

Il credito viene riconosciuto alle seguenti condizioni:

  • le spese debbono essere sostenute in un’unica soluzione in relazione ai servizi resi da una singola impresa turistico ricettiva, da un singolo agriturismo o da un singolo bed & breakfast;
  • il totale del corrispettivo deve essere documentato da fattura elettronica o documento commerciale, nel quale è indicato il codice fiscale del soggetto che intende fruire del credito;
  • il pagamento del servizio deve essere corrisposto senza l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator.

Il credito è fruibile esclusivamente nella misura dell’80%, d’intesa con il fornitore presso il quale i servizi sono fruiti, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto e per il 20% in forma di detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi da parte dell’avente diritto.

Lo sconto è rimborsato al fornitore dei servizi sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, con facoltà di successive cessioni a terzi, anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, nonchè a istituti di credito o intermediari finanziari. Il credito d’imposta non ulteriormente ceduto è usufruito dal cessionario con le stesse modalità previste per il soggetto cedente.

Come richiedere l’agevolazione

La richiesta di accesso può essere effettuata a decorrere dall’1° luglio 2020 da parte di un componente del nucleo familiare in possesso di un’identità SPID o della Carta di identità elettronica (CIE) utilizzando l’applicazione IO resa disponibile per smartphone e scaricabile all’indirizzo https://io.italia.it/ . Le istruzioni tecniche per l’accesso alla procedura sono contenute in un’apposita guida dell’Agenzia delle Entrate scaricabile al seguente indirizzo: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/233439/Guida_Bonus_Vacanze_v1.pdf

Una volta fatta la richiesta, se dalla verifica emerge che non risulta presentata una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) in corso di validità, il richiedente viene informato della necessità di presentare la relativa DSU e, una volta effettuato tale adempimento, di ripresentare la richiesta di accesso all’agevolazione.

Se l’esito del riscontro è positivo viene comunicato al richiedente anche l’importo massimo dell’agevolazione spettante al suo nucleo familiare, con separata indicazione dello sconto e della detrazione fruibile.

L’applicazione genera, inoltre, un codice univoco ed un QR-code che potranno essere utilizzati, alternativamente, per la fruizione dello sconto presso la struttura turistica.

Il fornitore del servizio turistico, al momento del pagamento, acquisirà il codice univoco o il QR-code e lo inserirà, unitamente al codice fiscale dell’intestatario del documento di spesa e all’importo del corrispettivo dovuto, in un’apposita procedura web disponibile nel sito internet dell’Agenzia dell’Entrate, affinché venga comunicato che lo sconto è stato fruito. Si precisa che l’agevolazione è utilizzabile da uno qualsiasi dei componenti del nucleo familiare, anche diverso dal soggetto richiedente, a condizione che risulti intestatario della fattura o del documento commerciale o dello scontrino/ricevuta fiscale emesso dal fornitore.

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Reso merce, la procedura in caso di buono spesa

Con una risposta ad un interpello presentato da un contribuente, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito la procedura da adottarsi nel caso, abbastanza frequente, di reso della merce da parte del cliente a cui fa seguito l’emissione di un buono di pari importo utilizzabile per successivi acquisti presso il medesimo punto vendita.

In particolar modo l’Agenzia distingue due tipologie di buoni, a cui si accompagnano due diverse procedure da seguire:

  • il buono è monouso se, al momento della sua emissione, è già nota la disciplina Iva applicabile alle cessioni di beni o alle prestazioni di servizi a cui il buono dà diritto;
  • il buono è multiuso se, al momento della sua emissione, non è nota la disciplina Iva applicabile alle cessioni di beni o alle prestazioni di servizi a cui il buono dà diritto.

Quindi, in pratica, se il buono è destinato all’acquisto di beni della stessa natura, qualità e quantità di quelli resi, il buono sarà monuso, altrimenti sarà da considerarsi multiuso (ad esempio nel caso in cui il punto vendita commercializzi merce con diverse aliquote Iva e il buono dia diritto indifferentemente all’acquisto di beni di tipologia diversa da quello reso).

Nel caso di reso di merce con emissione di buono monouso la procedura di reso da adottare è la seguente:

  • al momento della riconsegna del bene, va emesso un documento commerciale per reso merce, con rettifica totale o parziale del corrispettivo e dell’Iva, e che richiami il documento commerciale emesso con il riferimento all’operazione originaria;
  • al momento della consegna del buono (cui va attribuito un numero identificativo da associare alla pratica di reso) al cliente va emesso un nuovo documento commerciale, con l’indicazione dell’imponibile e dell’Iva affinché il totale corrisponda con il valore del buono. E’ altresì opportuno indicare sul buono che trattasi di “buono corrispettivo monouso”;
  • al momento del nuovo acquisto il buono verrà utilizzato come mezzo di pagamento, riportando il numero identificativo all’interno del documento commerciale o utilizzando la cosiddetta “appendice” disponibile in alcuni registratori telematici.

Nel caso di reso di merce con emissione di buono multiuso la procedura di reso da adottare è la seguente:

  • al momento della riconsegna del bene, va emesso un documento commerciale per reso merce, con rettifica totale o parziale del corrispettivo e dell’Iva, e che richiami il documento commerciale emesso con il riferimento all’operazione originaria;
  • al momento della consegna del buono (cui va attribuito un numero identificativo da associare alla pratica di reso) al cliente non vi è la necessità di emettere un nuovo documento commerciale. Qualora l’esercente volesse comunque memorizzare l’operazione di consegna del buono potrà farlo emettendo un documento commerciale che dovrà però riportare il codice natura “N2” (“non soggette”). E’ altresì opportuno indicare sul buono che trattasi di “buono corrispettivo monouso”;
  • al momento del nuovo acquisto verrà emesso il documento commerciale e il buono verrà utilizzato come mezzo di pagamento, riportando il numero identificativo all’interno del documento commerciale o utilizzando la cosiddetta “appendice” disponibile in alcuni registratori telematici.
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Credito d’imposta per le fiere internazionali anche in caso di annullamento

Il credito d’imposta per le fiere internazionali ha avuto un lungo travaglio normativo. Introdotto dall’art. 49 del Decreto Crescita, era destinato alle PMI che partecipano alle fiere internazionali (anche quelle che si svolgono in Italia) e relativamente alle spese per:

  • partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali di settore che si svolgono in Italia o all’estero
  • affitto spazi espositivi
  • allestimento degli spazi espositivi
  • attività pubblicitarie, di promozione e di comunicazione, connesse alla partecipazione.

Il credito d’imposta è pari al 30% delle spese agevolabili fino ad un massimo di 60.000 euro.

Adesso, in conseguenza delle molteplici cancellazioni di fiere programmate, il Parlamento è intervenuto in sede di conversione del Decreto Liquidità, stabilendo che il credito d’imposta è riconosciuto, per il solo anno 2020, anche per le spese derivanti da fiere che sono state annullate a causa dell’emergenza COVID-19, riconoscendo di fatto un rimborso per la mancata partecipazione.

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Bonus una tantum per le edicole

Al fine di concedere un sostegno economico alle persone fisiche esercenti punti vendita esclusivi di rivendita di giornali e riviste, non titolari di redditi di lavoro dipendente o pensione, il Decreto Rilancio prevede l’erogazione di un contributo una tantum fino a 500 euro.

Il contributo è concesso previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In caso di insufficienza delle risorse stanziate il bonus viene riparametrato proporzionalmente alle somme disponibili.

Il contributo non concorre alla formazione del reddito.

Con un successivo decreto del Consiglio dei Ministri verranno stabilite le modalità, i contenuti, la documentazione richiesta e i termini per la presentazione della domanda.

 

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Decreto Rilancio, incentivi alle start up innovative

Incentivi alle start-up innovative introdotte dal Decreto Rilancio

L’art. 38 del Decreto Rilancio interviene con una serie di misure a favore delle start-up innovative. Vediamo quali:

Contributi a fondo perduto per acquistare servizi per lo sviluppo delle imprese innovative

Il Decreto destina 10 milioni di euro per la concessione di agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto finalizzate all’acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative.

Sostegno al venture capital

Vengono assegnati 200 milioni di euro per l’anno 2020 al Fondo di sostegno al venture capital per sostenere investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, nonché mediante l’erogazione di finanziamenti agevolati, la sottoscrizione di obblighi convertibili, o altri strumenti finanziari di debito che prevedano la possibilità dell’apporto effettuato a beneficio esclusivo delle start-up innovative e delle PMI innovative.

Credito d’imposta in ricerca e sviluppo

Sono state ricomprese le startup innovative tra i soggetti ammissibili a stipulare contratti di ricerca extra muros, così come università e istituti di ricerca, ai fini dell’erogazione del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo nei confronti dei soggetti che commissionano tali attività alle startup innovative.

Proroga del termine di permanenza nella sezione speciale del Registro imprese

È stato prorogato di 12 mesi il termine di permanenza nella sezione speciale del registro delle imprese delle startup innovative. La proroga della permanenza nella sezione speciale non rileva ai fini delle agevolazioni fiscali e contributive in vigore.

Estensione della garanzia per il Fondo centrale di garanzia per le PMI

È stata riservata una quota pari a 200 milioni di euro a valere sulle risorse già assegnate al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI specificatamente dedicata all’erogazione di garanzie in favore di startup innovative e PMI innovative.

Ulteriori incentivi all’investimento in start-up innovative e PMI innovative

Sono stati introdotti Incentivi in «de minimis» all’investimento in startup innovative e PMI innovative tramite cui le persone fisiche, per investimenti fino ad un massimo di 100mila euro per ciascun periodo di imposta nel capitale sociale di una o più startup innovative o PMI innovative, possono beneficiare di una detrazione IRPEF al 50% sull’ammontare dell’investimento, mantenendo tale investimento per un minimo di 3 anni.

Programma Investor Visa for Italy – Dimezzamento delle soglie minime d’investimento

Sono state dimezzate le soglie minime per investimenti da parte di investitori esteri in imprese e startup innovative riferite al programma Investor Visa for Italy:

  • per investimenti in strumenti rappresentativi di società di capitali operanti in Italia e mantenute per almeno due anni, la soglia minima di investimento è passata da 1 milione di euro a 500 mila euro;
  • per investimenti in startup innovative iscritte alla sezione speciale del registro imprese, la soglia minima di investimento è passata da 500 mila a 250 mila euro.

Agevolazioni Smart & Start in zone colpite da eventi sismici

Le agevolazioni di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 24 settembre 2014 (Smart & Start Italia) riferite start-up innovative localizzate nel territorio del cratere sismico aquilano sono state estese alle startup innovative localizzate nel territorio dei comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017.

Fondo per l’intrattenimento digitale

Viene costituito un fondo per l’intrattenimento digitale, denominato “First Playable Fund”, con dotazione iniziale di 4 milioni di euro, al fine di sostenere le fasi di concezione e pre-produzione di videogames, necessarie alla realizzazione di prototipi, tramite l’erogazione di contributi a fondo perduto, riconosciuti nella misura del 50 per cento delle spese ammissibili, e per un importo compreso tra 10.000 euro e 200.000 euro per singolo prototipo.

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