Studio Mami - News -Sblocca Cantieri - causa esclusione

La nuova causa di esclusione dalle gare prevista dallo Sblocca Cantieri per le gravi irregolarità fiscali e contributive, anche se non definitivamente accertate.

Nel testo del Decreto Legge Sblocca Cantieri, tra le modifiche più significative al Codice Appalti vi è quella in materia di cause di esclusione e requisiti di moralità di cui all’art. 80 del D.Lgs 50/2016.

Se prima della modifica un operatore economico doveva essere escluso dalla partecipazione a una procedura d’appalto se aveva commesso violazioni gravi definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali, il nuovo art. 80 rende possibile (ma, apparentemente, non obbligatoria) l’esclusione anche nel caso di violazioni fiscali e contributive non definitivamente accertate, purché le medesime siano a conoscenza della P.A., che le possano adeguatamente dimostrare.

L’esclusione può essere decisa anche in tutti quei casi nei quali non ci sia ancora una sentenza o un atto amministrativo definitivo, non più soggetto ad impugnazione.

Rimane il requisito della gravità della violazione, che per essere significativa deve essere di un ammontare superiore ai 5 mila euro.

Studio Mami - News -corrispettivi entrate web telefonino

Corrispettivi alle Entrate anche via web o telefonino, ecco le novità!

Corrispettivi giornalieri trasmessi all’Agenzia delle entrate via web o dal telefonino senza bisogno di dotarsi del nuovo registratore di cassa telematico. È questa in sintesi la novità di maggior rilievo del provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 18 aprile 2019 che apporta modifiche in tema di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri.

Ricordiamo che devono adeguarsi, alla trasmissione telematica, nel corrente anno gli operatori Iva che hanno avuto nell’anno precedente al 2019 un volume d’affari superiore a 400 mila euro mentre dal 1° gennaio 2020 devono adeguarsi al nuovo adempimento anche gli altri operatori.

La memorizzazione in parola, si legge nel provvedimento, «può essere effettuata anche utilizzando una procedura web messa gratuitamente a disposizione dei contribuenti in aerea riservata dal sito web dell’Agenzia delle entrate e usabile anche su dispositivi mobili».

Chi sceglierà di dotarsi dei registratori di cassa telematici potrà utilizzare questi strumenti in sostituzione dei registratori di cassa.

In particolare il provvedimento specifica che: «Tutte le operazioni di attivazione periodica e dismissione sono comunicate telematicamente dal Registratore telematico al sistema dell’Agenzia delle entrate, producendo un dinamico e automatico censimento degli apparecchi conformi alle prescrizioni di norma e della loro operatività.

Studio Mami - News - ristrutturazione edilizia comunicazione enea detrazione

Ristrutturazione edilizia: la mancata comunicazione all’ENEA non comporta la revoca della detrazione

La mancata trasmissione per via telematica all’ENEA delle informazioni sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, per il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito non determina la revoca dalla detrazione.

Lo chiarisce l’agenzia delle entrate: l’adempimento è richiesto al fine di monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito. La trasmissione delle informazioni, pertanto, non riguarda tutti gli interventi ammessi alla detrazione in commento, ma solo gli interventi edilizi e tecnologici che comportano risparmio energetico e/o utilizzo delle fonti rinnovabili.

Nessuna comunicazione, invece, deve essere trasmessa ad ENEA in caso di interventi che non comportano risparmio energetico e/o utilizzo di fonti rinnovabili.

 

Quando inviare la comunicazione all’ENEA
La legge di Bilancio 2018 ha previsto che al fine di effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della realizzazione degli interventi, in analogia a quanto già previsto in materia di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, devono essere trasmesse per via telematica all’ENEA le informazioni sugli interventi effettuati. L’ENEA elabora le informazioni pervenute e trasmette una relazione sui risultati degli interventi al Ministero dello sviluppo economico, al Ministero dell’Economia e delle finanze, alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano.

Dal 1° gennaio 2018, pertanto, devono essere trasmessi all’ENEA i dati relativi a taluni interventi di recupero del patrimonio edilizio con riferimento ai quali spetta la detrazione IRPEF del 50% per le ristrutturazioni edilizie (Bonus Casa).

Per consentire la trasmissione delle informazioni relative agli interventi effettuati, l’ENEA ha realizzato un sito web dedicato mediante il quale effettuare, entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo, la trasmissione delle relative informazioni.

Per “data di fine lavori” si può considerare la dichiarazione di fine lavori a cura del direttore dei lavori quando prevista, la data di collaudo anche parziale, la data della dichiarazione di conformità quando prevista. Per gli elettrodomestici si può considerare la data del bonifico o di altro documento di acquisto ammesso.

Per gli interventi la cui data di fine lavori (o di collaudo) è compresa tra il 1° gennaio 2018 e il 21 novembre 2018, il sito è stato reso disponibile il 21 novembre 2018 e la trasmissione dei dati, a seguito della proroga resa nota con avviso dell’ENEA del 21 febbraio 2019, andava effettuata entro il 1° aprile 2019.

 

L’adempimento è in vigore anche per l’anno 2019.
Per gli interventi con data di fine lavori nel 2019, la trasmissione deve essere effettuata attraverso il sito bonuscasa2019.enea.it, attivo dall’11 marzo 2019.

Per gli interventi la cui data di fine lavori è compresa tra il 1° gennaio e l’11 marzo 2019, la trasmissione deve essere effettuata entro 90 giorni dall’11 marzo 2019.

Per gli interventi terminati invece dal 12 marzo 2019, l’invio deve avvenire entro il termine di 90 giorni a partire dalla data di fine lavori.

Studio Mami - News - Privacy

Privacy, al via i controlli: ecco le prime imprese interessate

Prende il via il piano delle ispezioni per il primo semestre 2019 che vedranno collaborare l’Autorità Garante e la Guardia di Finanza nei controlli per la verifica del rispetto del GDPR.

La deliberazione del Garante per la Privacy fornisce i dettagli sui nuovi controlli che coinvolgeranno le imprese e, nello specifico, istituti di credito, sanità, sistema statistico nazionale (Sistan), Spid, telemarketing, carte di fedeltà, grandi banche dati pubbliche.

Sono questi i settori sui quali nei prossimi mesi punterà la sua lente il Garante per la protezione dei dati personali. Non solo: i soggetti verso i quali si concentreranno i primi controlli sulla privacy saranno tutti quelli che trattano dati sensibili con l’azione dell’Autorità, supportata dal Nucleo speciale privacy della Guardia di Finanza, finalizzata a verificare che siano rispettati i principi stabiliti dal GDPR in materia di protezione dei dati personali.

I controlli riguarderanno:

  • i trattamenti effettuati dall’ISTAT, per una verifica preliminare sul SIM (Sistema Integrato di Microdati) e altri sistemi informativi statistici come da parere sul programma statistico nazionale del 20 ottobre 2015;
  • i trattamenti di dati personali effettuati per il rilascio dell’identità federata (SPID);
  • i trattamenti di dati personali effettuati da Istituti bancari, con particolare riferimento ai flussi di cui all’anagrafe dei conti;
  • i trattamenti di dati personali effettuati da società per attività di marketing;
  • i trattamenti di dati personali effettuati da Enti pubblici, con riferimento a banche dati di notevoli dimensioni;
  • i trattamenti di dati personali effettuati da società con particolare riferimento all’attività di profilazione degli interessati che aderiscono a carte di fidelizzazione.

I controlli deliberati dal Piano ispettivo valido fino al mese di giugno 2019 si concentreranno anche sull’adozione delle misure di sicurezza da parte di pubbliche amministrazioni e di imprese che trattano dati sensibili.

Da tenere presente che nel corso del 2018 sono state adottate 175 ordinanze-ingiunzione, con un incremento delle sanzioni comminate e delle somme riscosse pari ad un totale di 8.161.806 euro, a fronte dei 3.776.694 euro registrati nel 2017 (con una variazione positiva del +116%).

Studio Mamì - News - Tutela del Lavotore

La tutela dei lavoratori quando cambia il datore

Nelle ipotesi di subentro del nuovo datore di lavoro, il problema che si pone immediatamente in evidenza è quello della tutela dei lavoratori, sia per quanto concerne la conservazione del posto di lavoro, sia per quel che riguarda il mantenimento dei diritti derivanti dal precedente contratto. Questa tutela, tuttavia, varia notevolmente a seconda che si tratti di trasferimento d’azienda ovvero di cambio d’appalto.

Nel primo caso, a seguito di cessione o fusione aziendale, si avrà un avvicendamento nella titolarità di un’attività economica organizzata, senza che quest’ultima perda la propria identità. Ne consegue che in questi casi i rapporti di lavoro proseguono con il cessionario e i diritti in capo ai lavoratori non vengono sostanzialmente pregiudicati.

Ben diversa è invece la situazione in un cambio di appalto, rispetto al quale non possono trovare applicazione né le norme sul trasferimento d’azienda e neppure quelle sulla cessione del contratto. In questo caso la tutela dei lavoratori è piuttosto demandata alla contrattazione collettiva, la quale talvolta giunge a prevedere delle vere e proprie “clausole di protezione” a favore dei medesimi. La sussistenza di tali clausole determina il sorgere di un’assunzione in capo all’impresa subentrante: quest’ultima sarà infatti chiamata a rilevare il personale in precedenza occupato dall’appaltatore uscente secondo le modalità individuate nel contratto collettivo, sempre che non dimostri, in apposita sede (generalmente quella sindacale ma potrebbe avvenire anche agli Ispettorati del lavoro), l’oggettiva impossibilità di procedere all’assunzione.

Nelle situazioni di maggior incertezza sarà la magistratura del lavoro a effettuare una valutazione in concreto (prescindendo dalla qualificazione delle parti) sulla natura dell’evento traslativo e verificare, di conseguenza, il diritto del lavoratore alla conservazione del posto.

Le più recenti pronunce giurisprudenziali hanno riconosciuto la massima tutela connessa al trasferimento d’azienda nelle seguenti ipotesi: passaggio di beni aziendali di non trascurabile entità; mantenimento della stessa organizzazione dell’impresa uscente; trasferimento di un determinato know how da intendere come un complessivo bagaglio di conoscenze, capacità tecniche ed esperienze finalizzato a un risultato produttivo predeterminato.

Studio Mamì - News - Obblighi Trasparenza

Obblighi di trasparenza a carico di imprese e associazioni che beneficiano di contributi da pubbliche amministrazioni

La legge annuale per il mercato e la concorrenza prevede dal 2018 specifici obblighi di trasparenza a carico di imprese e associazioni beneficiarie di contributi e sovvenzioni da Pubbliche Amministrazioni.

In particolare, le imprese che ricevono sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere dalle Pubbliche Amministrazioni (e soggetti assimilati) sono tenute a pubblicare tali importi nella nota integrativa del bilancio d’esercizio e nella nota integrativa dell’eventuale bilancio consolidato. La sanzione prevista per l’inosservanza di tale norma è la restituzione delle somme ai soggetti eroganti. Si precisa che l’obbligo non sussiste relativamente agli importi inferiori a 10.000 euro nel periodo considerato.

Studio Mami - News - limiti nomina organo di controllo/revisore srl

Modifica ai limiti per la nomina di un organo di controllo nelle srl

Sono stati modificati i limiti al superamento dei quali scatta l’obbligo della nomina dell’organo di controllo o di un revisore, rendendo di fatto molto più ampia la platea delle Srl che dovranno dotarsi di tale figura, anche se fossero qualificabili come micro-imprese.

La nuova versione prevede che la società sia obbligata alla nomina dell’organo di controllo o del revisore se ha superato per 2 esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti (mentre prima erano 2):

1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: € 2.000.000;
2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: € 2.000.000;
3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità.

Ne consegue che tale obbligo potrebbe rendersi applicabile anche alle Srl “micro”, ossia quelle che possono redigere il bilancio delle micro imprese perché per 2 esercizi consecutivi non hanno superato 2 dei seguenti limiti:

1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: € 175.000;
2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: € 350.000;
3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 5 unità.

Il nuovo obbligo decorrerà entro i 9 mesi successivi alla data di entrata in vigore del decreto legislativo, quindi entro il 16.12.2019 le Srl dovranno nominare l’organo di controllo o revisore e, se non adeguato, modificare lo statuto.

Studio Mami - News - bonus autotrasportatori merci carburante

Bonus riconosciuti agli autotrasportatori di merci per la spesa carburante

L’Agenzia delle Dogane ha comunicato gli importi relativi al beneficio riconosciuto agli autotrasportatori di merci per la spesa in carburante. Per i consumi effettuati dal 1.01 al 31.03.2019 il beneficio è pari a € 214,18 per 1.000 litri di prodotto.

È necessario presentare apposita istanza all’Agenzia delle Dogane entro il 30.04.2019. La domanda può essere presentata, alternativamente, con una delle seguenti modalità:

  • formato cartaceo;
  • in via telematica per i soggetti già abilitati al servizio telematico doganale EDI (in questo caso, andrà utilizzato il software disponibile sul sito web delle Dogane, ed alla domanda devono essere allegati l’apposita dichiarazione e i relativi dati.

Destinatari – Il beneficio spetta per l’attività di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, esercitata da:

  • persone fisiche o giuridiche iscritte nell’Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi;
  • persone fisiche o giuridiche munite della licenza di esercizio dell’autotrasporto di cose in conto proprio e iscritte nell’elenco appositamente istituito;
  • imprese stabilite in altri Stati membri dell’Unione europea, in possesso dei requisiti previsti dalla disciplina dell’Unione europea per l’esercizio della professione di trasportatore di merci su strada.
Studio Mamì - News - Bonus Assunzione 2019

Bonus assunzione 2019: tutte le agevolazioni

Nel 2019 il panorama degli incentivi per chi assume è molto vasto e variegato.
Attraverso i bonus assunzione si offre una nuova spinta all’occupazione: gli incentivi economici, riducendo il costo del lavoro, rappresentano una forte attrattiva. Facciamo allora il punto della situazione: tutte le agevolazioni, come funzionano, a chi spettano.

Bonus assunzione under 35
Per chi assume a tempo indeterminato giovani sino ai 34 anni di età, il decreto Dignità ha previsto, anche per gli anni 2019 e 2020, uno sconto del 50% sui contributi dovuti all’Inps per i primi 3 anni di contratto.

Bonus occupazione Mezzogiorno
L’incentivo occupazione Mezzogiorno è un’agevolazione che può essere applicata alle sole aziende situate nelle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna.
Possono beneficiare dell’assunzione incentivata i lavoratori di età compresa tra i 16 anni e 34 anni, o con almeno 35 anni di età e privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

Bonus occupazione giovani Neet
È stato da poco prorogato il bonus assunzione giovani Neet, previsto nell’ambito del programma operativo nazionale Iniziativa occupazione giovani: l’agevolazione all’assunzione è dedicata ai giovani sino ai 29 anni che non studiano e non lavorano.
L’incentivo consiste in un esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (sono quindi esclusi premi e contributi Inail) per 12 mesi, e può essere cumulato col Bonus occupazione giovani under 35 riconosciuto dal decreto Dignità.

Bonus Occupazione giovani eccellenze
L’incentivo per l’occupazione giovani eccellenze è riservato ai datori di lavoro privati che, a decorrere dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2019, assumono con contratto subordinato a tempo indeterminato giovani laureati con il massimo dei voti o dottori di ricerca.
L’incentivo consiste in un esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per un periodo massimo di 12 mesi decorrenti dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8mila euro per ogni assunzione effettuata.

Bonus donne e over 50 disoccupati
Resta in piedi, nel 2019, l’esonero contributivo introdotto dalla legge Fornero di riforma del mercato del lavoro per l’assunzione di:
donne disoccupate da almeno 6 mesi, residenti in regioni svantaggiate o occupate in settori lavorativi caratterizzati da una forte disparità occupazionale di genere;
donne disoccupate da almeno 24 mesi;
lavoratori che abbiano compiuto almeno 50 anni di età, disoccupati da almeno 12 mesi.

L’esonero è pari al 50% dei contributi dovuti all’Inps e dei premi dovuti all’Inail ed ha una durata:
sino a 12 mesi, in caso di assunzione a tempo determinato;
sino a 18 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato o di trasformazione del contratto a termine in tempo indeterminato.

Bonus contributivo lavoratori in Cigs
Anche per il 2019, le aziende che assumeranno i lavoratori cassintegrati potranno beneficiare di uno sconto contributivo del 50% per i primi 18 mesi di contratto, se a tutele crescenti, oppure per i primi 12 mesi se il contratto è a termine, sino a un tetto massimo di 4.030 euro l’anno

Incentivi apprendistato professionalizzante
Per chi assume attraverso il contratto di apprendistato sono previsti incentivi economici e contributivi. In particolare, è possibile inquadrare l’apprendista sino a 2 livelli inferiori e beneficiare di una contribuzione ridotta.

Bonus disoccupati in Naspi
Sopravvive, nel 2019, l’incentivo all’assunzione di percettori di disoccupazione Naspi (l’indennità che sostituisce Aspi e Mini- Aspi). Quest’agevolazione, riservata a chi assume un lavoratore mentre ancora percepisce l’indennità di disoccupazione, dà diritto al riconoscimento al datore di lavoro di un incentivo pari al 20% della Naspi ancora spettante al neoassunto.

Bonus assunzione da rifinanziare
Per il 2019, sopravvivono formalmente, ma devono essere rifinanziati, i bonus per l’assunzione di precari con figli minori, cioè il cosiddetto bonus giovani genitori, ed il bonus per l’assunzione di disabili.

Studio Mamì - News - Credito d'imposta per l'acquisto o l'adattamento dei registratori fiscali

Credito d’imposta per l’acquisto o l”adattamento dei registratori fiscali

L’art. 2, comma 1, del D.Lgs. 127/2015 prevede l’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi con una decorrenza differenziata:

  • dall’1 luglio 2019 per i contribuenti con volume d’affari superiore a 400.000 euro
  • dall’1 gennaio 2010 per i contribuenti con volume d’affari uguale o inferiore a 400.000 euro

In vista dell’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi, è stato previsto un credito d’imposta per l’acquisto o l’adattamento dei misuratori fiscali al fine di procedere all’adempimento.

Il credito d’imposta è pari al 50% della spesa sostenuta con un massimo di euro 250 in caso di acquisto e di euro 50 in caso di adattamento.

Il contributo è valido solo per le spese sostenute nel 2019 e nel 2020 e viene riconosciuto come credito d’imposta da utilizzare in compensazione nella prima liquidazione periodica dell’IVA al mese in cui è registrata la fattura relativa all’acquisto o all’adattamento dello strumento.

Condizione indispensabile per fruire del credito d’imposta è che il pagamento del corrispettivo avvenga con un mezzo tracciabile.

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